Il Wi-Fi in formato USB

Texas Instruments ha svelato un chipset Wi-Fi adatto, per dimensioni e consumi, ad essere inserito in piccoli adattatori USB e altri dispositivi mobili, come player MP3 e telefonini. Un chippetto in modalità turbo

San Francisco (USA) - Wi-Fi è pronto per pulsare all'interno dei dispositivi da taschino. A proclamarlo è Texas Instruments, che negli scorsi giorni ha svelato un chippetto Wi-Fi sufficientemente piccolo da poter essere integrato in una penna USB o in un telefonino.

Il chipset, denominato TNETW 1450, supporta gli standard 802.11b/g e, secondo TI, utilizza un numero inferiore di componenti elettronici rispetto alle soluzioni attualmente sul mercato. Per adattarlo al mondo dei dispositivi mobili TI non solo ha ridotto le dimensioni del proprio chipset, ma ne ha anche ottimizzato i consumi energetici: questi sono ora paragonabili, secondo la casa americana, a quelli di molti chip Bluetooth.

"Con questa nuova soluzione i consumatori potranno semplicemente connettere l'adattatore USB nella porta USB dei loro PC e interagire immediatamente con reti e dispositivi Wi-Fi a banda larga", ha affermato Marcelo Vieira, director of marketing and business development for WLAN business unit di TI.
Se oggi la tecnologia Wi-Fi già domina il mercato, sia aziendale che domestico, TI sostiene che la possibilità di implementarla all'interno di piccoli dispositivi USB la renderà molto più pervasiva di quanto sia oggi.

TI prevede che il suo chip, il cui costo è inferiore a quello dei suoi predecessori, favorirà l'inclusione di Wi-Fi all'interno di appliance domestiche, fotocamere e videocamere digitali, player MP3, stampanti e smartphone.

Fra i primi ad aver mostrato interesse verso il TNETW 1450 vi sono poi i produttori di modem xDSL, attratti dalla possibilità di fornire soluzioni per la connettività all-in-one molto compatte e con prezzi concorrenziali.

TI ha implementato sul proprio chipset tecnologie capaci di incrementare la velocità di trasferimento dati fino al 50%, portandola - in condizioni ideali - da un valore tipico di 22 Mbit al secondo a circa 35 Mbps (i 54 Mbps di picco dell'802.11g sono soltanto teorici). Come già avviene con gli access point "turbo", gli utenti possono beneficiare dell'incremento di performance solo utilizzando dispositivi basati sullo stesso chipset.

Il TNETW 145 sarà disponibile sul mercato verso la fine dell'attuale trimestre: i primi dispositivi basati sul chip, invece, dovrebbero arrivare nel corso della prossima primavera.
17 Commenti alla Notizia Il Wi-Fi in formato USB
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  • > negli scorsi giorni ha svelato un chippetto
    > Wi-Fi sufficientemente piccolo da poter
    > essere integrato in una penna USB

    Che grande rivoluzione!!!!

    Peccato che le penne USB wi-fi, è già un anno che sono sugli scaffali di tutti i supermercati!

    Di chippetti wi-fi sufficentemente piccoli ce ne sono da buttare via, vedasi per esempio lo ZD1211, il 128 pin di ZyDAS Technology, la casa poduttrice di chipset controllata dalla taiwanese Zyxel.

    Per non parlare del CN620, il Wi-Fi phone di Motorola... è uscito da almeno 6 mesi...

    Bah...
    non+autenticato
  • sarebbe bello se la tecnologia bluetooth o wifi fosse integrata nei player tipo ipod o zen etcc.. così che sia possibile scambiare le canzoni con gli amici . Sarebbe comodissimo !
    che ne pensate??

    by Ir
    non+autenticato
  • Sarebbe ancora più bello se fosse integrata negli strumenti musicali.
    non+autenticato
  • Non lo vedremo mai, pensa ad apple e gli sforzi che hanno fatto per limitare la stessa feature in itunes su wl.

    Dicesi: pirateria

    A meno che con i tuoi amici non scambi file legittimi... si certo, uno su centomila hehehe

    - Scritto da: Anonimo
    > sarebbe bello se la tecnologia bluetooth o
    > wifi fosse integrata nei player tipo ipod o
    > zen etcc.. così che sia possibile
    > scambiare le canzoni con gli amici . Sarebbe
    > comodissimo !
    > che ne pensate??
    >
    > by Ir
    non+autenticato
  • [cut]
    Il chipset, denominato TNETW 1450, supporta gli standard 802.11b/g e, secondo TI, utilizza un numero inferiore di componenti elettronici rispetto alle soluzioni attualmente sul mercato.
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    TI ha implementato sul proprio chipset tecnologie capaci di incrementare la velocità di trasferimento dati fino al 50%, portandola - in condizioni ideali - da 22 a 35 Mbit al secondo. Come già avviene con gli access point "turbo", gli utenti possono beneficiare dell'incremento di performance solo utilizzando dispositivi basati sullo stesso chipset.
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    Ma se è un 802.11g, che senso ha parlare di 22-35 mbit/s?
    Non dovrebbe andare a 54 mbit/s???

    --
    Jack
    http://jack.logicalsystems.it/homepage

  • - Scritto da: JackMauro
    > Ma se è un 802.11g, che senso ha
    > parlare di 22-35 mbit/s?
    > Non dovrebbe andare a 54 mbit/s???
    >

    In realtà parla di b che va a 11 Mbps.
    A 54 Mbps va il g.

    Il transferate dipende comunque dalla qualità del segnale.

    Inoltre basta una sola schedina b perché tutti, anche chi ha la g vadano alla velocità b.
    :(
    Ma questo è vero anche nelle ethernet.


    > --
    > Jack
    > jack.logicalsystems.it/homepage

  • - Scritto da: JackMauro
    >
    > Ma se è un 802.11g, che senso ha
    > parlare di 22-35 mbit/s?
    > Non dovrebbe andare a 54 mbit/s???
    >
    > --
    > Jack
    > jack.logicalsystems.it/homepage

    Per esperienza personale, se hai un Access Point di mezzo ben difficilmente riuscirai a superare la metà della velocità teorica (54/2=27).
    54Mbps è una velocità "teorica". Di fatto la qualità del segnale, la presenza di dispositivi "intermediari" e via dicendo possono diminuire di molto la velocità reale.

    Lieutenant
    non+autenticato
  • Abbiamo aggiornato la notizia per spiegare meglio questa cosa.
    Un saluto, ciao.

    - Scritto da: JackMauro
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    > Il chipset, denominato TNETW 1450, supporta
    > gli standard 802.11b/g e, secondo TI,
    > utilizza un numero inferiore di componenti
    > elettronici rispetto alle soluzioni
    > attualmente sul mercato.
    >   [cut]
    > TI ha implementato sul proprio chipset
    > tecnologie capaci di incrementare la
    > velocità di trasferimento dati fino
    > al 50%, portandola - in condizioni ideali -
    > da 22 a 35 Mbit al secondo. Come
    > già avviene con gli access point
    > "turbo", gli utenti possono beneficiare
    > dell'incremento di performance solo
    > utilizzando dispositivi basati sullo stesso
    > chipset.
    >   [cut]

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    > Ma se è un 802.11g, che senso ha
    > parlare di 22-35 mbit/s?
    > Non dovrebbe andare a 54 mbit/s???
    >
    > --
    > Jack
    > jack.logicalsystems.it/homepage
  • Praticamente è un 108, come ce ne sono già in commercio a valanghe.

    Si, ma ragazzi, un po' di competenza, non limitatevi solo a tradurre i comunicati stampa! Occhiolino
    non+autenticato

  • Ce l'abbiamo in ufficio. Dietro i muri non funziona,
    e la connessione va e viene quando gli pare.
    Un inferno.

    La vecchia ethernet via cavo è meglio di sta roba,
    perlomeno finché non ne uscirà una decente (tipo UWB,
    che dovrebbe attraversare i muri senza problemi).
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Ce l'abbiamo in ufficio. Dietro i muri non
    > funziona,
    > e la connessione va e viene quando gli pare.
    > Un inferno.
    >
    > La vecchia ethernet via cavo è
    > meglio di sta roba,
    > perlomeno finché non ne
    > uscirà una decente (tipo UWB,
    > che dovrebbe attraversare i muri senza
    > problemi).

    In realtà c'è ancora poca esperienza nell'installazione di questi impianti ed è molto meno semplice di quanto possa apparire.

    Io sono collegato (a casa) in una rete Wireless. Ho l'access point sul tetto a 3 piani di distanza e riesco tranquillamente a connettermi.

    Se i muri sono in cemento armato non sarà mai possibile oltrepassarli, ma questo è un aspetto che va visto prima.
    Se il collegamento è instabile probabilmente la distanza dall'apparato è eccessiva o ci sono ostacoli, oppure l'orientameto delle antenne non è ottimale, oppure la potenza di emissione dell'apparato è bassa.

    Detto questo : la ethernet è sicuramente un approccio migliore.
    Ma va considerato il problema dei costi dei cablaggi e del dimensionamento degli impianti.
  • ce l'ho in casa e in ufficio: funziona perfettamente
    anche da un edificio ad un altro.
    In casa è perfetto (tanto l'ADSL è + lenta!), in ufficio ethernet ha il vantaggio di andare + veloce (ma mantenera la connessione da dovunque, è una comodità)
    non+autenticato
  • Beh il funzionamento in ambienti chiusi è sempre in mistero...

    In ufficio abbiamo un d-link e la copertura fa cagare...
    A casa di un amico c'è un altro d-link più veloce e la copertura è ottima...

    In entrambi i luoghi però ho notato che il segnale è fluttuante...

    --
    Jack
    http://jack.logicalsystems.it/homepage
  • Dipende da come viene installato e dall'hardware scelto.
    Io a casa ho un Dlink da un annetto e godo come una scimmia, per un grosso ufficio però mi butterei sui cisco o sui linksys (sottomarca della cisco meno costosa).
    Comunque anche una soluzione ibrida lan/wlan potrebbe avere i suoi perchè.
    non+autenticato
  • Se ti hanno rifilato dei rottami non è colpa del wi-fi... a me funziona benissimo e oltrepassa dei gran muri.
    non+autenticato
  • si ma avere un wifi per 8 ore al giorno acceso a una frequenza di 2-3 giga herz per oltrepassare i muri non so se sia molto bello.... no?
    non+autenticato
  • Ci risiamo con ste storie... Ogni tanto arriva qualcuno che solleva il problema della nocività delle onde radio, ma ti basta fare una piccola ricerca sul web per scoprire che a queste potenze il rischio è irrilevante e pressochè incalcolabile.

    Ti faccio una domanda schietta: secondo te è più dannoso un trasmettitore radio o tv che irradia 100-200 mila Watt ed è acceso 24h o un access point che irradia 0,5-0,1 Watt acceso all'occorrenza?

    Chissà perchè nessuno ha mai sollevato il problema dei ripetitori broadcast, o de tutti quei generatori di RF di cui siamo costantemente circondati (e spesso neppure vediamo)... perchè come al solito andiamo a cercare il pelo nell'uovo creandoci problemi inesistenti e non ci accorgiamo della trave che abbiamo nell'occhio.

    Occhiolino
    non+autenticato