Contrappunti/ Il fagiolo del copyright

di Massimo Mantellini - Non solo MPAA: si moltiplicano gli imperdibili esempi di cosa la proprietà intellettuale significhi oggi. Basta guardare quel che succede al Fagiolo di Chicago o alla torre Eiffel di Parigi

Roma - Qualcuno potrebbe credere che la notizia della settimana sia il fantastico simil-defacement operato dalla Motion Picture Association ad uno dei più visitati siti web di file torrent. Non è così. La notizia più importante della settimana - che con le minacce della MPAA agli utenti dei sistemi P2P ha qualche discreta analogia - è quella, incredibile, del fagiolo sotto copyright.

La città di Chicago ha recentemente ristrutturato uno dei suoi parchi: con ammirevole fantasia lo ha chiamato Millennium Park e con altrettanto sbuzzo ha pensato bene di chiedere ad Anish Kapoor, uno dei più quotati scultori contemporanei, di ornarlo con una imponente opera dal nome evocativo e poetico: "porta per le nuvole". Che incontri o meno il vostro gusto il Cloud Gate, con le sue forme arrotondate e specchiate, assomiglia in effetti ad un fagiolo e gli abitanti di Chicago lo hanno così immediatamente rinominato.

Solo che il fagiolo ha una prerogativa forse unica nell'ambito delle sculture dei parchi pubblici mondiali. Non può essere fotografato se non dietro versamento di un pedaggio alla municipalità. L'accordo fra il finanziatore del progetto e lo scultore prevede infatti che il copyright dell'opera resti al suo creatore. E che da ciò discendano ovviamente bei soldini.
I cittadini di Chicago e i turisti non hanno gradito troppo la grande novità: molti utenti di Internet anzi hanno fatto di tutto per spargere sulla rete il maggior numero possibile di foto "abusive" dell'opera.

Il fagioloneCome tutte le storie con un quota di ridicolo superiore alla norma, le toppe messe dall'amministrazione cittadina dopo che il caso è esploso, hanno solo peggiorato la situazione. Prima si è detto che solo i fotografi professionisti avrebbero dovuto pagare i diritti di riproduzione del fagiolo, poi che la ragione dell'esistenza di tale pedaggio (il fagiolo è stato pagato a Kapor da un investitore privato e regalato alla città in cambio di un congruo sconto fiscale) era da ricercare nel fatto che i fotografi avrebbero intralciato con i loro cavalletti la visione dell'opera ai turisti. Insomma, la fiera del ridicolo.

Il fagiolo di Kapor si aggiunge così alla breve lista delle opere pubbliche messe sotto copyright. Una pratica demenziale per ora poco utilizzata ma che per esempio interessa anche la torre Eiffel. Dal 2003, anche se quasi nessuno lo sa, le immagini del simbolo stesso della capitale francese sono uscite dal pubblico dominio. il trucco per chiedere soldi in cambio della riproduzione delle immagini della torre è nello stesso tempo ingegnoso e squallido. La società che gestisce la torre, la SNTE, nel 2003 ha installato uno spettacolare sistema di illuminazione notturno che ha poi messo sotto copyright. Il risultato è che nessuna immagine della torre (per lo meno di notte) può essere pubblicata senza versare il dovuto obolo agli aventi (per modo di dire) diritto.

La scultura di Kapor e la torre Eiffel vincolate dal copyright sono due ottimi esempi di come tale disciplina abbia ormai perso molta della sua ragione stessa di esistere. La tutela di diritti inesistenti ed invece l'utilizzo scaltro dei meccanismi del copyright per generare introiti che nulla hanno a che fare con il diritto stesso, sono ormai la regola e non l'eccezione. Editori ed intermediari di ogni genere intercettano gran parte del denaro che la legge immaginava da riferire agli artisti: il risultato di una simile ipertrofia è sotto i nostri occhi.

Il controllo economico imposto da simili soggetti condiziona la legislazione, chiude con un lucchetto dorato ogni spazio di condivisione e di crescita culturale, trasforma la diffusione delle informazioni in una pratica illegale e punita con il carcere. In rete, ovviamente, lo scenario anticipa di molto ciò che accade nel mondo reale. Le major dell'intrattenimento si sono sostitute ai gendarmi e i loro clienti sono diventati i loro bersagli. Se esiste un punto di rottura, prima che ci si chieda di versare un obolo per l'aria che respiriamo e prima che si riescano a cancellare dalle costituzioni nazionali i pochi riferimenti che impicciano l'uso economico di ogni più piccola risorsa, questo verrà raggiunto prima su Internet che altrove.

Forse ci sveglieremo una mattina capendo che così non si può più andare avanti. Che la comunità dovrà infine trovare modalità che la tutelino dalla arroganza di pochi. Ieri guardando il comunicato minaccioso della MPAA agli utenti del sito web di LokiTorrent e leggendo la storiella del fagiolo di Kapor, ho pensato per un istante (ma solo per un istante) che forse quel momento non è poi così lontano.

Massimo Mantellini
Manteblog


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157 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Il fagiolo del copyright
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  • Assolutamente no!!! Anzi è molto peggio: se fotografi un disegno della torre Eiffel, tu hai i diritti come fotografo, ma chi l'ha disegnato quelli di autore dell'opera d'arte... E ovviamente, ci sono anche i diritti del proprietario della cosa fotografata...

    Non se ne esce... Triste
    non+autenticato
  • ... ma mai andare in profondità...
    Si è chiesto perchè quella che lei chiama l'arroganza di pochi sia messa in atto e da chi? Chi lo fa è una istituzione pubblica, come il comune ad esempio, per raggranelare denaro per fini pubblici (sa, le panchine o la pulizia delle strade ancora non si riescono a fare con linux... ). E' un modo come un altro per raccogliere soldi, chiederne di meno ai cittadini e offrire maggiori servizi.
    E questo si fa chiedendo un compenso ogni volta che una opera che appartiene alla città viene utilizzata. Trovo anche io eccessivo richiedere il pagamento ai turisti. Ma trovo assolutamente corretto pretendere   che chi usa professionalmente quelle immagini (come lei nel suo articolo (senza infatti il suo articolo sarebbe stato certamente meno significativo) paghi un compenso.
    Il copyright è in assoluto uno dei fondamenti della nostra civiltà di diritto. Che si cerchi di farlo passare per uno strumento al servizio di pochi è semplicemente una follia. Che vi siano delle storture e delle applicazioni errate è vero ma volerlo eliminare assomiglia molto al processo di delegittimazione in atto nel nostro paese verso uno dei tre poteri dello stato:la magistratura. Che sbaglia, è vero, che a volte applica leggi singolari, è vero, ma che è assolutamente fondamentale e indiscutibile.
    In poche parole non si può regredire sulla strada delle conquiste del diritto, si può perfezionare, migliorare ma non distruggere. Troppo spesso sento parlare in questo sito di abbattere il copyright e mi pare una follia. Sarà un sistema imperfetto come tutte le cose umane ma ne abbiamo maledettamente bisogno, basti pensare all'evoluzione esponenziale della tecnologia o della ricerca scientifica e culturalke da quando esiste: in un paio di centinaia di anni il mondo ne è stato stravolto in positivo come mai in passato.

    Disk O'Grafico
    non+autenticato
  • stai facendo un pappone confuso tra brevetti e copyright.
    e a me sembra che i secondi siano usati solo in maniera offensiva.

    ma di eliminare i copyright non parla nessuno, tant'é che lo stesso mantellini licenzia le sue opere in CC (che per quanto libero, è pur sempre un (C) ).

    sarebbe bello poterlo eliminare del tutto 'sto cavolo di (C), ma sarebbe una cosa troppo futuristica. Non sarebbe però male ridefinirlo e rinchiuderlo in vincoli abbastanza stretti da non consentire usi distorti, che non sono affatto la minoranza come tu asserisci.
  • Nessun pappone tra brevetti e copyright. Hanno entrambi la stessa radice. Se hai fatto diritto sai che si studiano entrambi nello stesso ambito che è il diritto industriale.
    Quanto al resto rimango della mia idea, troppe volte ho sentito parlare di abolizone del copyright e dei brevetti.
    E non si acpisce perchè qualcosa che IO invento debba essere limitato per legge. Sarò semmai IO a deciderne l'utilizzabilità o meno (come fa mantellini) delle MIE creazioni. (fatte ovviamente salve le eccezioni già previste dalla legge)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > linux... ). E' un modo come un altro per
    > raccogliere soldi, chiederne di meno ai


    Il divieto di fare fotografie e' inapplicabile, si tratta di un accordo tra l'autore e l'amministrazione volta a creare scandalo, articoli di giornali, siti di indignati cittadini che per protesta pubblicano montagne di foto, articoli alla Mantellini ecc ecc. un una parola promozione gratis e mondiale per l'autore.
    Che alla prossima opera o alla prossima intervista, o per il prossimo libro di arte moderna, potra' chiedere di piu'.
    Gia' me lo vedo sui giornali "Esce in Italia il nuovo libro del famoso autore del contestato Cancello delle Nuvole di Chicago". E tutti "Ah si ne ho letto qualcosa, mi pare su PI".
    non+autenticato
  • ha violato il copyright sul fagiolo!A bocca aperta Troll
  • Ora no che è tardi, ma domani a pranzo vado dal mio fornitore di fiducia di cd di sw e musica pirata marocchino e mi compro un bel cd di office 2003 a 5 euro cazzo
    e se prendo pure un gioco e l'ultimo della pausini faccio 10 euro tutti e tre
    non+autenticato
  • Ciao Anonimo !

    > uyuyuyuuu

    Esattamente quello che ho sempre pensato !
    Era ora che quacuno uscisse dal coro per dire queste cose !
    Certo sono perole scomodo e forti ma quando ci vuole ci vuole !
    :D
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