Banca denunciata causa trojan

Un cliente della Bank of America trascina in tribunale l'istituto dopo un trasferimento di denaro dai propri conti accessibili online. Ma la Banca spiega: colpa sua

New York (USA) - Suscita rumore la storia raccontata nelle scorse ore dall'Herald Tribune, quella di una singolare denuncia contro Bank of America da parte di un cittadino americano che ritiene di essere stato truffato perché dai suoi conti sono spariti 90mila dollari.

Secondo la Banca, Joe Lopez un bel giorno si è connesso all'interfaccia web dei propri conti e ha disposto un bonifico da 90mila dollari a favore di un conto di una banca lettone. Lopez invece non solo sostiene di non aver mai fatto il bonifico ma anche che, quando si è accorto di ciò che stava avvenendo, ha chiamato la Banca che però non ha fermato l'operazione.

I responsabili dell'importante istituto di credito americano sostengono che al sistema informatico non è stato registrato alcun accesso non autorizzato e che questo significa che per il trasferimento sono stati usati username e password del cliente. In linguaggio bancario questo si traduce nel fatto che la Banca declina ogni responsabilità sull'accaduto, accusando invece Lopez di negligenza nel conservare con la debita attenzione i propri dati di accesso.
la sede di Bank of AmericaTutta la questione finirà evidentemente in tribunale ma è certo che susciterà un vespaio. La teoria di Lopez, infatti, è che se qualcuno ha ottenuto quei dati con l'uso di un tool di cracking, allora la colpa non è del cliente. E gli uomini dei Servizi segreti americani, incaricati di investigare sulle frodi informatiche, hanno dichiarato di aver trovato sul computer del cliente un cavallo di troia piuttosto noto, Coreflood, capace di installare una backdoor e quindi di rendere il computer vulnerabile ad attacchi esterni. Da qui, dunque, si sarebbe verificata la fuga di dati personali così rilevanti.

Gli avvocati di Lopez sostengono ora che la Banca avrebbe dovuto notificare ai propri clienti l'esistenza di un trojan di questa natura. "E' come - hanno dichiarato - se si mettessero i propri soldi in banca e il banchiere sapesse che qualcun altro ha la chiave della banca ma non te lo dice". E fanno notare come Bank of America tre mesi dopo il fattaccio abbia effettivamente diffuso una nota ai propri clienti in cui li avvertiva di una serie di rischi e spiegava loro cosa fare per evitarli.

Difficile dire che la spunterà. Ma è ovvio che gli occhi degli osservatori siano tutti puntati su questo caso che potrebbe avere importanti ripercussioni sulle responsabilità degli istituti di credito che offrono servizi di e-banking, un mercato in tutto il Mondo in rapida espansione.
34 Commenti alla Notizia Banca denunciata causa trojan
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  • Che sistema operativo usava questo utente???

    Chissà se nella causa non possa essere trascinata anche l' "innominabile azienda"...

    TAD
  • Il principio e' simile a quello dei bancomat clonati.
    Qualcuno ha informazioni come sia finita la questione?
    non+autenticato
  • se e' l'utente a doversi preoccupare della sicurezza l'e-banking
    e' morto ancora prima di nascere; il cliente tipo della banca online sara' quello che si scarica gli aggiornamenti del s.o., magari, se usa windows, avra' l'antivirus aggiornato, insomma l'utente evoluto (che legge anche punto informatico); e la banca puo' contare sulle sue brave quattro transazioni online al giorno
    non+autenticato
  • quindi se lascio incustodito il mio portafogli e dentro ci tengo sia il bancomat che il suo codice e mi fregano dei soldi dal conto....
    la colpa è della banca perchè non mi ha detto di non tenere il codice insieme al bancomat e non mi ha detto di non lasciare in giro il portafogli?
    usare l'e-banking non è un diritto inderogabile..
    è uno strumento che viene dato a disposizione
    se uno non è in grado di usarlo, che continui a usare i metodi tradizionali....
    non+autenticato
  • La colpa non è della banca se ti fregano il portafogli, ma se tu vai alla banca con la denuncia che hai fatto in Questura chiedendo il blocco di Bancomat, assegni ecc e la banca non lo fa perchè sul tuo conto i soldi ci sono, allora la colpa è della banca, dal momento successivo a quello della denuncia.
    Certo che con questi presupposti l'e-banking è morto prima di prendere piede, in quanto se mi rubano il portafogli me ne accorgo, ma se mi rubano un codice del pc e non sono un utente mooolto smaliziato non me ne accorgo affatto.
    Vado in banca, è più sicuro ed è sottocasa.
    Bye
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > usare l'e-banking non è un diritto
    > inderogabile..
    > è uno strumento che viene dato a
    > disposizione
    > se uno non è in grado di usarlo, che
    > continui a usare i metodi tradizionali....

    eppure non mi sembra difficile da capire; se lo strumento si diffonde bene (soprattutto per la banca); se sono richieste competenze specifiche, l'utente medio va allo sportello, lo strumento online rimane a disposizione dell'utente evoluto; la banca non penso sara' invogliata ad investire per i quattro gatti che lo usano
    non+autenticato
  • Difficile cosa? Ammesso che i fatti siano avvenuti davvero come sono stati esposti (utente che si e' fatto fregare la password) e banca in regola (mi suona strano che una banca non sia obbligata a fare verifiche per disposizioni via internet di tali importi), la colpa e' 100% dell'utente. Il "reato" e' avvenuto a seguito di una negligenza dell'utente (mancata sicurezza del proprio PC) e non della banca. Il pirata gli ha fregato la pw dell'accesso al conto, ma avrebbe potuto fregargli ogni altra informazione... insomma se vi fregano la pw sul Forum di P.I. che fate? Denunciate Punto Informatico perche' non se ne sono accorti?

    Singolare invece e' quello che avvenuto in seguito: l'utente si e' accorto del fatto ed ha avvisato la banca di bloccare l'operazione. Questa secondo me e' una cavolata, dopo essersi autenticato (con le dovute modalita') la banca avrebbe potuto sicuramente bloccare l'operazione, se non l'ha fatto e' perche' probabilmente l'operazione era stata gia' eseguita.. altrimenti non si spiegherebbe il mancato annullamento.

    Come ultima ipotesi, certo non da scartare, potrebbe anche trattarsi di una truffa (con annessa sceneggiata) messa in atto dallo stesso utente: faccio sto bonifico, mi installo il trojan, e poi denuncio tutto... per la serie: "uno ce' prova...".A bocca aperta
    non+autenticato
  • La Banca doveva cmq bloccare il conto. E' come se perdo la Carta di Credito, chiamo il call center x bloccarla e mi rispondono:
    - Non possiamo farlo: per noi è tutto ok, ci sono i fondi sul suo conto x coprire gli acquisti(fraudolenti).

    X evitare grossi prelievi basterebbe ridurre il plafond giornaliero max. e ci vorrebbe un avviso sul telefonino che ti dice che è stata fatta un operazione on line. Poi con un codice numerico via cellulare blocchi il conto.
    non+autenticato
  • già, in un caso del genere solo per questo la banca è perlomeno parzialemnte responsabile

    (nonché inaffidabile)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La Banca doveva cmq bloccare il conto. E'
    > come se perdo la Carta di Credito, chiamo il
    > call center x bloccarla e mi rispondono:
    > - Non possiamo farlo: per noi è tutto
    > ok, ci sono i fondi sul suo conto x coprire
    > gli acquisti(fraudolenti).

    A me è successo. Carta di credito clonata ma non bloccata.
    L'ho dovuta bloccare io 5-6 giorni dopo (è successo in periodo di ferie natalizie e capodanno).
    Poi me ne hanno ripsedita una sostitutiva con lo stesso numero. Fortuna che sono stato rimborsato al 100%

    Rimanendo in tema però.... colpa dell'utente che si è fatto fregare la password. Ma poi come può aver chiamato per bloccare l'operazione MENTRE avveniva? La banca accetta più login con lo stesso user/pass?
    non+autenticato
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