BPU Banca abbraccia Linux desktop

L'Istituto sta completando una massiccia migrazione a Linux. Sostituite molte delle workstation Sun. Già in atto un piano analogo per i server

Roma - Con una delle più importanti migrazioni a Linux del settore finanziario italiano, BPU Banca sta completando in questi mesi un piano per l'adozione del sistema operativo open source su migliaia di PC desktop e di server.

La banca, che fa parte del settimo gruppo bancario italiano, aveva annunciato i propri progetti su Linux in occasione del LinuxWorld dello scorso settembre. Un portavoce di Red Hat Italia ha spiegato a Punto Informatico che l'azienda dal cappello rosso ha stipulato un contratto triennale con BPU Banca per la migrazione di 8.000 stazioni di lavoro e 20 server.

"A regime - ha affermato - Linux sarà esteso a tutte le 15.000 stazioni di lavoro e i 2.000 server di BPU Banca".
Stando ai piani rivelati da BPU Banca in un documento pubblicato lo scorso anno, sui client Linux gira la suite per l'ufficio StarOffice e il browser Mozilla.

"Il posto di lavoro standard di BPU Banca fino al 2002 era costituito da una workstation Sun con sistema operativo Solaris", si legge nel documento. "A partire dal 2001 la direzione ICT di BPU Banca ha avviato un progetto di introduzione di Linux sui client standard, con obiettivo di sostituire l'hardware Sun con hardware PC compatibile".

Tra i motivi che hanno spinto BPU Banca a migrare verso Linux vi sono i costi dell'hardware e del software (la banca ha stimato che una workstation Sun costi più del doppio rispetto ad un PC), la possibilità di utilizzare i PC anche con Windows (con costi di migrazione eventualmente molto ridotti), la possibilità di guadagnare maggiore indipendenza nei confronti dei fornitori, e la "coerenza con i trend e le best practice di mercato".

Sebbene con priorità meno elevata, BPU Banca sta progressivamente sostituendo i sistemi di Sun con macchine Linux anche all'interno della propria server farm: in questo caso prevede di completare la migrazione entro la fine del 2005.
44 Commenti alla Notizia BPU Banca abbraccia Linux desktop
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  • Attenzione si parla di sostituire vecchi e costosi sistemi basati su standard UNIX con LINUX non macchine con WINDOWS.

    La strada da percorrere e' ancora lunga prima che linux possa intaccare i prodotti Microsoft.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Attenzione si parla di sostituire vecchi e
    > costosi sistemi basati su standard UNIX con
    > LINUX non macchine con WINDOWS.
    >
    > La strada da percorrere e' ancora lunga
    > prima che linux possa intaccare i prodotti
    > Microsoft.

    linux vincerà e dominerà il mondo libero dell'informatica!!!

    linux rulez Fan Linux
    non+autenticato
  • vero, ma a Confartigianato (in tutta Emilia romagna) Linux ha invece sostituito windows su tutti i desktop almeno da un paio d'anni; non solo: addirittura da Office a OpenofficeSorride
    Pensate che ho scelto Confartigianato invece di CNA solo per questoSorride))

    Morloi
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Attenzione si parla di sostituire vecchi e
    > costosi sistemi basati su standard UNIX con
    > LINUX non macchine con WINDOWS.
    >

    e' vero, pero se una banca si fida di Linux non puo'
    che essere una ottima notizia.

    non+autenticato
  • ne resterà soltanto uno: LINUX !!!

    oggi è la volta di SUN, domani verranno uccisi tutti gli unix e infine quelle ciofeche di windows, e linux dominerà un mondo libero e open source

    Fan LinuxFan LinuxFan Linux
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ne resterà soltanto uno: LINUX !!!

    Non è un bene. Il fatto che ci siano alternative fa si che chi sviluppa linux (o software per linux) cerchi di farlo sempre meglio.
    non+autenticato
  • non sarei così drastico

    linux non soppianterà completamente gli unix proprietari sui grossi server , e sun prepara la sua versione di linux basata su java e looking glass.
    il pinguino fa grossi passi avanti , ma ancora molto cè da fare.
    non+autenticato
  • Solaris 10 e' gia' freeware e si avvia ad essere open source

    http://it.slashdot.org/article.pl?sid=04/11/15/125...

    Direi quindi che la cosa piu' probabile e' che sopravviva piu' a lungo del previsto, con scambi di codice verso linux e viceversa. La apertura del software libero puo' anche favorire la diversificazione di soluzioni e piattaforme, al contrario delle tattiche "borg" di microsoft o affini. Stiamo a vedere quello che capita.
  • Non vorrei sembrare ridicolo ma se funziona come al solito le workstation SUN finiranno o in una cantina della banca o peggio in un bidone..non differenziato.
    Se qualcuno fosse interessato a quelle macchine ( per diletto, per tesi universitarie o quant'altro ) sarebbe possibile mettersi in contatto con la banca che dismetterà tutta la "ferraglia" ?
    non+autenticato
  • uh? perche' dovrebbero cambiare hardware? basta che installino GNU/Linux sulle WS sun (io ad esempio a casa ho una sparcstation5 con Debian)
    non+autenticato
  • beh,dall'articolo sembrava volessero orientarsi sulla piattaforma I386, anche per questioni di costi di manutenzione .
    .Dove lavoro abbiamo diverse sparc ( netra , 220R,etc.) e quando si deve espandere la ram sono dolori , per esempio ( puoi montare solo la loro RAM )..etc.etc.
    non+autenticato
  • mi trovi perfettamente daccordo, anche perchè sto facendo la caccia a delle sun da un po, PI se possibile, magari anche tramite voi, giusto per non inondare di richieste la banca, si puo sapere se si possono aquistare, o semplicemente portarsi a casa queste macchine?
  • Possiamo solo suggerirti di contattare direttamente la banca Sorride
    Ciao.

    - Scritto da: Anonimo
    > Non vorrei sembrare ridicolo ma se funziona
    > come al solito le workstation SUN finiranno
    > o in una cantina della banca o peggio in un
    > bidone..non differenziato.
    > Se qualcuno fosse interessato a quelle
    > macchine ( per diletto, per tesi
    > universitarie o quant'altro ) sarebbe
    > possibile mettersi in contatto con la banca
    > che dismetterà tutta la "ferraglia" ?
  • La versione 10 di Solaris per x86 è scaricabile gratuitamente dal sito Sun.
    Io me la sono scaricata e va da Dio.
  • Le aziende generalmente devono "scaricare" i materiali che escono dai magazzini. Per scaricare si rende percio' necessario emettere fattura a qualcuno.

    Queste sun le troverai quindi alle prossime fiere dell'elettronica quando qualche commerciante comprerà lo stock a 2 lire e lo rivenderà a mooolto di più.

    E.
    non+autenticato
  • E' il servizio home banking di BPU.... ora funziona solo con IE disabilitando la JVM.Triste
    Il problema è di Actalis, la società che certifica la firma digitale per BPU, che non riesce a fare mezza applet senza basarsi sulla VM di Zio Bill.
    La cosa buffa è che i dipendenti di BPU ora non potranno utilizzare Lineattiva dalle loro postazioni di lavoro.... non ho parole! In lacrime
    non+autenticato
  • Mi spiace contraddirti ma non sei assolutamente informato. Da molti mesi Actalis distribuisce applets che si appoggiano alla virtual machine di SUN in alternativa a quella di Microsoft.
    E questo te lo posso garantire in quanto lavoro all'ufficio prodotti di Actalis.
    Forse la scelta di non migrare ai nuovi applets basati su SUN è da imputare alla BPU?

    Ciao, Marco
    non+autenticato
  • io non so di chi sia la colpa, ma da quando BPU ha acquisito la commercio e industria, l'internet banking sul mac me lo posso scordare. grazie bpu
    non+autenticato
  • Sarebbe bello sapere quanto incasserà RedHat da questo "appalto". Così da chiudere il discorso che chi lavora con l'opensource sono solo i "cantinari", "comunisti", "cannaioli", ...

    Penso si tratti di un buon esempio di dove si fanno i guadagni usando l'open source: immagino che il costo per la banca non stia tanto nel software stesso, ma nella consulenza per l'installazione e nella formazione all'utenza.

    Immagino anche che nelle prossime assunzioni che la banca farà, l'avere nel curriculum "esperienza OpenOffice, Linux" potrebbe essere una caratteristica distintiva...

    Madder
  • - Scritto da: Madder
    > Sarebbe bello sapere quanto incasserà
    > RedHat da questo "appalto". Così da
    > chiudere il discorso che chi lavora con
    > l'opensource sono solo i "cantinari",
    > "comunisti", "cannaioli", ...
    >

    Chiaramente red hat avrà il suo bel tornaconto. Quello che mi chiedo io è: esistono persone che riescono a vivere lavorando (nel senso progettando e programmando, non vendento )in progetti open source, senza considerare i dipendenti che IBM, novell ,SUN o chi altro hanno dirottato su progetti open source?
  • Secondo me, no.
    E varie volte su PI, a domande di questo tipo, le risposte di chi diceva di si alla fine non hanno mai convinto più di tanto...
    Ma adesso sentiamo le risposte dei comunisti linuxari.


    - Scritto da: matcion
    > - Scritto da: Madder
    > > Sarebbe bello sapere quanto
    > incasserà
    > > RedHat da questo "appalto". Così
    > da
    > > chiudere il discorso che chi lavora con
    > > l'opensource sono solo i "cantinari",
    > > "comunisti", "cannaioli", ...
    > >
    >
    > Chiaramente red hat avrà il suo bel
    > tornaconto. Quello che mi chiedo io
    > è: esistono persone che riescono a
    > vivere lavorando (nel senso progettando e
    > programmando, non vendento )in progetti open
    > source, senza considerare i dipendenti che
    > IBM, novell ,SUN o chi altro hanno dirottato
    > su progetti open source?
    non+autenticato

  • > Ma adesso sentiamo le risposte dei comunisti
    > linuxari.

    Sia chiaro che io non voglio metterla in politica: uso win con sopra prodotti opensource e sono contento che esistano.
    Volevo una risposta per sapere se è un fenomeno sostenibile nel lungo periodo o se inevitabilmente i grandi progetti dovranno essere supportati da grandi sponsor.
  • Ma comunque la si prenda, il fatto è che gli sponsor sponsorizzano per 3 principali motivi:
    1) utilità personale
    2) tornaconto di immagine
    3) etica
    (non necessariamente in quest'ordine)

    1) se faccio water non mi interessa sponsorizzare Red Hat. Se sono Novell invece ho qualche interesse pratico a che questo o quel pacchetto esca e mi faccia trarre un beneficio diretto.

    2) Inutile negare che in questo periodo molti soggetti di mercato pompino il fatto di finanziare l'open perché "fa figo", e non credo faccia bene negarlo.

    3) Etica: non c'è bisogno di spiegazioni, ma direi che vale soprattutto per i piccoli e i privati (ogni tanto qualcuno fa donazioni)

    Io sono direttamente coinvolto in alcuni (piccoli) affari relativi al mondo open, e mi fa un po' scuotere la testa sia quando incontro gente che nega l'esistenza di un principio etico di fondo, o gente che viceversa nega l'esistenza di interessi pubblicitari.

    Insomma... un po' di moderazione! Nessuno, immagino neanche Richard Stallman, mangia pane e gloria a pranzo!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Secondo me, no.
    > E varie volte su PI, a domande di questo
    > tipo, le risposte di chi diceva di si alla
    > fine non hanno mai convinto più di
    > tanto...
    > Ma adesso sentiamo le risposte dei comunisti
    > linuxari.
    >
    >
    > - Scritto da: matcion
    > > - Scritto da: Madder
    ...

    Quello che pensi tu non frega nulla a nessuno. E impara a quotare prima di spargere insulti in giro.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Secondo me, no.
    > E varie volte su PI, a domande di questo
    > tipo, le risposte di chi diceva di si alla
    > fine non hanno mai convinto più di
    > tanto...
    > Ma adesso sentiamo le risposte dei comunisti
    > linuxari.

    Ma chissenefrega se non ti convinci. Continua a usare windows e non rompere. Ma lascia che gli altri siano liberi di pensarla diveramente da te.
    non+autenticato

  • - Scritto da: matcion
    > esistono persone che riescono a
    > vivere lavorando (nel senso progettando e
    > programmando, non vendento )in progetti open
    > source, senza considerare i dipendenti che
    > IBM, novell ,SUN o chi altro hanno dirottato
    > su progetti open source?

    Chi programma software OpenS in genere guadagna dai servizi, poi c'è chi lo fa per pura soddisfazione personale o per hobbie. Poi esistono molte aziende che guadagnano anche vendendo opens.
    Quì trovi tutto l'elenco: www.google.it

    non+autenticato

  • - Scritto da: matcion
    >Quello che mi chiedo io
    > è: esistono persone che riescono a
    > vivere lavorando (nel senso progettando e
    > programmando, non vendento )in progetti open
    > source, senza considerare i dipendenti che
    > IBM, novell ,SUN o chi altro hanno dirottato
    > su progetti open source?

    Beh secondo me non devi considerare solo la programmazione ma anche la vendita dei servizi (e di per se' non mi pare sbagliato, se io XYZ faccio gratuitamente il prodotto ABC, chi meglio di me lo conosce e te lo puo' configurare bene?).
    Se pero' vuoi restare nell'ambito dello sviluppo, secondo me la configurazione/personalizzazione e' la chiave del guadagno in quel contesto: ho visto recentemente il sito di un prodotto OSS (era un CMS in php/mysql se non erro) che era rilasciato open-source e nell'elenco delle aggiunte c'erano diversi "plugin" sviluppati (direi a pagamento) per aziende commerciali che poi a loro volta avevano accettato di rilasciare il codice sorgente. Del tipo: ok io ho fatto questo sw webcalendar/email, tu vuoi un modulo LDAP x la gestione degli indirizzi che non esiste. Facciamo cosi' tu mi paghi il lavoro di sviluppo di questo modulo (e cque alla fine paghi meno di una licenza di un prod. commerciale) pero' mi permetti di rilasciarlo alla comunita' in modo che anche altri possano beneficiarne. In tal modo l'azienda ha un risparmio tangibile e contribuisce contemporaneamente a migliorare il prodotto OSS.


    Ecio
    non+autenticato
  • Dimenticavo: c'e' anche qualche piccolo programmatore che sbanca il lunario con i bounty (ad esempio http://www.gnome.org/bounties/ )

    Ecio
    non+autenticato

  • >
    > Beh secondo me non devi considerare solo la
    > programmazione ma anche la vendita dei
    > servizi (e di per se' non mi pare sbagliato,
    > se io XYZ faccio gratuitamente il prodotto
    > ABC, chi meglio di me lo conosce e te lo
    > puo' configurare bene?).
    >
    Se io ho scritto il progamma XY sono sicuramente la migliore persona che può installartelo, ma ad esempio, quanti di quelli che installano apache, probabilmente facendosi giustamente pagare per farlo, sono tra gli sviluppatori? Quindi uno sviluppa e non prende niente, l'altro installa e ci guadagna.
    Qualcosa non quadra.
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