Reazioni brevetti/ il Secolo della Rete

Comunicato

Roma - Pubblichiamo integralmente di seguito l'intervento pervenuto da Il Secolo della Rete in merito all'approvazione da parte del Consiglio UE della direttiva sui brevetti del software:

"Purtroppo il Consiglio dei ministri economici dell'Unione ha approvato senza discussione, come A-item e e forzando ripetutamente le regole procedurali comunitarie, la proposta di direttiva europea sulla brevettabilità del software. Il Secolo della Rete, come molti altri soggetti rappresentativi delle culture di rete in Europa, si è opposto a questa direttiva, ritenendo che la protezione brevettuale del software, in specie se estesa di fatto anche agli algoritmi, sia un ostacolo gravissimo alla libertà di circolazione della conoscenza e sia una minaccia di morte per lo sviluppo del software libero, senza benefici reali -- ed anzi con conseguenze potenzialmente funeste -- per la capacità europea di competere sul piano dell'innovazione tecnologica. La direttiva serve invece gli interessi economici di grandi aziende per lo più non europee, che non a caso hanno effettuato una imponente ed efficace azione di lobbying, spingendo la Commissione e il Consiglio ad assumere una decisione assolutamente contraria agli interessi dei cittadini, a costo di calpestare l'autorità del Parlamento Europeo e gli stessi equilibri tra i diversi poteri della Comunità.

Vale la pena infatti di ricordare che il testo attuale della direttiva non è quello approvato dal Parlamento e non gode neppure dell'appoggio di una maggioranza esplicita in Consiglio, dopo che numerosi parlamenti e governi nazionali si sono espressi contro la sua approvazione. L'Europarlamento stesso, in sede di commissione e per mezzo dell'assemblea dei Presidenti dei gruppi, aveva richiesto che l'iter legislativo della direttiva ripartisse da zero. Poteva essere quella la sede di un confronto approfondito nel merito del provvedimento, volto a raggiungere una decisione effettivamente figlia di un ampio consenso. La Commissione ed il Consiglio hanno preferito la via del colpo di mano, più volte tentato e finalmente riuscito, anche per l'inerzia dei governi nazionali (tra cui quello italiano) che nei mesi e nei giorni scorsi si erano espressi contro questo testo.
La battaglia ora si sposta al Parlamento Europeo, che dovrà esaminare la direttiva in seconda lettura. In questa sede crediamo che, prima ancora del merito del provvedimento, gli Europarlamentari dovranno esprimersi sul metodo seguito dalla Commissione e dal Consiglio e respingere la proposta di direttiva per tutelare l'autorevolezza del Parlamento stesso e il rispetto delle regole di democrazia nelle istituzioni comunitarie.

Il Secolo della Rete invita pertanto i cittadini e le associazioni a far sentire la propria voce fin da ora nei confronti dei parlamentari europei, perchè con la necessaria consapevolezza e sensibilità istituzionale si adoperino per respingere la proposta della Commissione e del Consiglio. Ne va, oltre che della libertà del software, della credibilità democratica dell'Unione Europea.

Angelo M. Buongiovanni
Presidente
Il Secolo della Rete - For a Free Knowledge Society
11 Commenti alla Notizia Reazioni brevetti/ il Secolo della Rete
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  • Anche la radio a volte e' interessante:

    www.radiolinux.info/readnews.php?frompage=1&id=26
    non+autenticato
  • Tanto libero non è, alla fine "software libero" è solo un marchio naive per farsi aggiudicare un lavoro o una commessa.

    e gli interessi economici di chi proprina il software libero facciamo finta di non vederli? e le loro lobby? ci vedo molta ipocrisia nel criticare gli altri invece che sè stessi.

    a me per lavoro c'avevano provato a mettermi in mezzo, invece di lavorare avrei dovuto andar a seminar zizzania dal cliente per far adottare il software libero, ma che vadano a quel paese!

    Colpo di mano?

    e il colpo di mano che tutti i sostenitori del software libero vorrebbero dare all'industria mondiale del sw per accaparrarsi i loro affari e installare sw gratis?

    per gli attivisti del sw libero, ( specialmente quelli che hanno l'entratura, l'amico o il futuro SUOCERO che... ) il software è solo una "commodity" e quindi meno costa meglio è, anche il programmatore è una "commodity", infatti l'hanno sostituito d'ufficio con qualunque appassionato hobbysta volontario ( vedasi definizione di sw libero, inoltre quello è il verbo del sw libero: "siamo nati per hobby quindi siamo i più esperti di tutti" ).

    le centinaia di euro al giorno pagate per un programmatore in affitto che si rigira le dita su progetti a base di sw libero, ma che ne percepisce solo qualche briciola dove li mettiamo?

    Quale battaglia? Non c'è nessuna battaglia, lasciate perdere il gergo militarista e guerrafondaio, se siamo arrivati a questo punto avete già perso la PARTITA.

    Quali regole di democrazia? Spero di essere sempre libero di poter scegliere il software di cui ho bisogno e non che qualcuno scelga per me e alle sue condizioni, so io cos'è la libertà.

    Su la Repubblica, un quotidiano autorevole ed affidabile http://snipurl.com/da4z si capisce chiaramente che è passata una legge che premia solo l'innovazione e visti i tempi che corrono c'era da augurarselo.

    Dicono:

    ---
    L'obiettivo della direttiva è garantire in tutta la Ue una protezione "effettiva, trasparente e armonizzata" dei software in modo da stimolare investimento e innovazione. Per essere brevettabile un software dovrà essere "nuovo, poter essere applicato a livello industriale, e implicare un'attività inventiva. Inoltre, dovrà apportare un contributo tecnico alla situazione dell'evoluzione tecnologica".
    (...)
    Secondo il testo della direttiva, non sarebbero dunque brevettabili i programmi per il computer espressi in codice, quelli che attuano metodi per l'esercizio delle attività economiche, metodi matematici, e che non producono effetti tecnici oltre a quelli delle normali "interazioni tra il programma e il computer".
    (...)
    In alcune circostanze specifiche però il brevetto può corrispondere ad un programma per computer. Proprio questa eventualità spaventa gli oppositori della norma...
    ---

    Insomma, alla fine della fiera avete fatto tanto rumore per nulla, smettetela di sventolare i vostri spettri, anche perché, se l'alternativa fosse stata una "dittatura" del sw libero, sarebbe stato molto ma molto peggio.
    non+autenticato
  • Questa trollata e' tanto sconclusionata quanto contraddittoria.

    I programmi per computer sono gia' tutelati dal diritto d'autore, il quale serve appunto, fra le altre cose, a limitare il diritto di copia e di modifica.
    Sta poi all'utente scegliere che cosa usare; se il software libero e' questo grande imbroglio, come sostiene il troll di cui sopra (l'uva e' acerba, disse la volpe...) nulla mi vieta di usare quello proprietario. Dunque perche' tanta paura di una "dittatura del software libero?

    Questo rischio si potrebbe verificare se il software libero non fosse quell'imbroglio di cui dice il troll. Ma visto che e' un imbroglio, secondo il troll, perche' preoccuparsene?

    I brevetti aggiungono a questa tutela, che gia' esiste, un altro vincolo: che se per avventura scrivo un programma, *anche pensandolo da me*, con del codice che qualcun altro ha brevettato, io devo pagare il detentore del brevetto - perfino se di fatto *non ho copiato nulla*. Ora, ottenere e difendere un brevetto costa. Ne seguira', pertanto, che solo le grandi aziende potranno permettersi i brevetti. Cioe' potranno stornare risorse che non vanno a pagara programmatori e produrre programmi, bensi' a pagare avvocati per produrre cartacce.

    Chi non ha queste risorse da sprecare, sara' obbligato a cedere ancor prima di combattere.

    Ma perche' insistere tanto sui brevetti, quando era sufficiente il diritto d'autore che *protegge efficacemente dalla copia*?

    Il diritto d'autore appartiene di default a chi scrive un programma; il brevetto solo a chi puo' pagarne i costi. Con il diritto d'autore uno sviluppatore indipendente puo' tutelarsi quanto una grande azienda; con i brevetti, solo le grandi aziende possono tutelarsi (e magari brevettare cose fatte da altri che non hanno avuto la cura o i soldi di farlo, e non possono permettersi una causa in tribunale).

    Se davvero vogliamo parlare di dittatura, all'orizzonte c'e' la dittatura delle grandi aziende.

    Buonanotte, troll.




    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Tanto libero non è, alla fine "software libero" è
    > solo un marchio naive per farsi aggiudicare un
    > lavoro o una commessa.

    > e gli interessi economici di chi proprina il
    > software libero facciamo finta di non vederli? e
    > le loro lobby? ci vedo molta ipocrisia nel
    > criticare gli altri invece che sè stessi.

    Magari hanno lo stesso diritto di essere propinati quanto quelli di chi propina il closed?
    Tipico, i soliti 2 pesi e 2 misure eh?

    > a me per lavoro c'avevano provato a mettermi in
    > mezzo, invece di lavorare avrei dovuto andar a
    > seminar zizzania dal cliente per far adottare il
    > software libero, ma che vadano a quel paese!

    Cioe' che ti avevano proposto scusa?

    > Colpo di mano?
    > e il colpo di mano che tutti i sostenitori del
    > software libero vorrebbero dare all'industria
    > mondiale del sw per accaparrarsi i loro affari e
    > installare sw gratis?

    Veramente le installazioni e le configurazioni costano e io le faccio pagare. Per la verita' lavoro anche con sw closed oppure OPen commerciale (si infatti ha un prezzo e il cliente lo paga), scelgo solo la soluzione migliore per il cliente senza paraocchi come te.
    Attualmente sto configurando un fileserver/fax server basato su Novell-SUSE che funge magnificamente, altrove ho configurato un server Windows (perche' mi era stato espressamente richiesto).

    > per gli attivisti del sw libero, ( specialmente
    > quelli che hanno l'entratura, l'amico o il futuro
    > SUOCERO che... ) il software è solo una
    > "commodity" e quindi meno costa meglio è, anche
    > il programmatore è una "commodity", infatti
    > l'hanno sostituito d'ufficio con qualunque
    > appassionato hobbysta volontario ( vedasi
    > definizione di sw libero, inoltre quello è il
    > verbo del sw libero: "siamo nati per hobby quindi
    > siamo i più esperti di tutti" ).

    Mah... guarda che tutti quelli che conosco e programmano per il sw libero e' gente con i controcoglioni....
    POi certo l' inizio e' sempre per passione, tutti quelli che si accostano all' informatica lo fanno per passione e poi continuano lavorando professionalmente ma e' proprio tramite la passione che si riescono a fare le cose migliori, in tutti i campi, sia artistici che scientifici.

    > le centinaia di euro al giorno pagate per un
    > programmatore in affitto che si rigira le dita su
    > progetti a base di sw libero, ma che ne
    > percepisce solo qualche briciola dove li
    > mettiamo?

    Dove li mettiamo chi? E quelli che come te sparano cazzate a raffica? Dove li dobbiamo mettere?
    IO non so dove lavori tu ma te lo ripeto... ci sara' chi si rigira le dita ma lo si trova in tutti i campi. IO nel sw libero ho conosciuto solo gente molto preparata sia a livello teorico che pratico.

    > Quali regole di democrazia? Spero di essere
    > sempre libero di poter scegliere il software di
    > cui ho bisogno e non che qualcuno scelga per me e
    > alle sue condizioni, so io cos'è la libertà.

    Scusa ma dove sta scritto che e' obbligatorio che tu scelga il sw libero? E spiegami: perche' dovrebbe essere obbligatorio scegliere il sw chiuso? Sono 2 modelli... si confrontano come e' normale che sia in un mondo dove si predica e si dovrebbe praticare la liberta' e la pluralita' delle idee... di che hai paura?

    > Su la Repubblica, un quotidiano autorevole ed
    > affidabile http://snipurl.com/da4z si capisce
    > chiaramente che è passata una legge che premia
    > solo l'innovazione e visti i tempi che corrono
    > c'era da augurarselo.

    > Dicono:
    > L'obiettivo della direttiva è garantire in tutta
    > la Ue una protezione "effettiva, trasparente e
    > armonizzata" dei software in modo da stimolare
    > investimento e innovazione. Per essere
    > brevettabile un software dovrà essere "nuovo,
    > poter essere applicato a livello industriale, e
    > implicare un'attività inventiva. Inoltre, dovrà
    > apportare un contributo tecnico alla situazione
    > dell'evoluzione tecnologica".
    > (...)
    > Secondo il testo della direttiva, non sarebbero
    > dunque brevettabili i programmi per il computer
    > espressi in codice, quelli che attuano metodi per
    > l'esercizio delle attività economiche, metodi
    > matematici, e che non producono effetti tecnici
    > oltre a quelli delle normali "interazioni tra il
    > programma e il computer".
    > (...)
    > In alcune circostanze specifiche però il brevetto
    > può corrispondere ad un programma per computer.
    > Proprio questa eventualità spaventa gli
    > oppositori della norma...
    --
    > Insomma, alla fine della fiera avete fatto tanto
    > rumore per nulla, smettetela di sventolare i
    > vostri spettri, anche perché, se l'alternativa
    > fosse stata una "dittatura" del sw libero,
    > sarebbe stato molto ma molto peggio.

    Ma abbi almeno il coraggio e l' o nesta' intellettuale di riportare anche la parte finale dell' articolo che e' di tuttaltro tenore...
    Facile riportare solo quello che fa comodo eh?
    Ipocrita.
  • Se non sapete cosa sono i brevetti lasciate stare le scemenze che a scritto questo troll.

    Per te troll: stai scrivendo la stessa cosa ripetutamente, non c'e' dubbio che tu abbia qualche interesse nello scrivere certe scemenze. Vai a disinformare altrove.

    Mi fai pena.
    non+autenticato
  • ha già postato una _cinquantina_
    di volte le stesse sciocchezze
    qua e la
    ero per la 180, ma a condizione
    che sul territorio fossero create
    strutture sostitutive
    poverino, che pena
    non+autenticato
  • > Su la Repubblica, un quotidiano autorevole ed
    > affidabile http://snipurl.com/da4z si capisce
    > chiaramente che è passata una legge che premia
    > solo l'innovazione e visti i tempi che corrono
    > c'era da augurarselo.
    >

    Considerare repubblica affidabile per quello che riguarda le notizie tecnologiche e' un po' come considerare una biografia di Cicciolina affidabile per quello che riguarda l'insegnamento della castita' cristiana....

    Ao Alex

  • Bravo! Ci rivredremo in tribunale.
  • Uffa, questi dipendenti M$ cominciano decisamente a scocciare.
    Se siete incapaci di programmare NON E' COLPA NOSTRA !!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Uffa, questi dipendenti M$ cominciano decisamente
    > a scocciare.
    > Se siete incapaci di programmare NON E' COLPA
    > NOSTRA !!!

    no, i programmatori ms sanno fare bene il loro lavoro... e' la parte di marketing di MS che vaneggia sui nuovi obiettivi (e cambia, smena e fai e agiiungi e togli e mantieni compatibilita' e qui e su e giu e trick e track), e i programmatori non riescono a starle dietro...

    prendiamo i veri colpevoli, i capoccia del marketing di windows... e le ideone della "lampadina osram" (AKA testa lucida e splendente) di Ballmer!
  • vita...

    vita de puttanet...

    genocide@xboxhack.net
    non+autenticato