L'avvento della CyberMafia

Ne parla una imponente ricerca di McAfee: la criminalità si globalizza e con essa anche il crimine informatico. Il cracker di oggi è un mercenario pagato dalle organizzazioni della malavita. Che prosperano via botnet e malware

L'avvento della CyberMafiaMilano - Una ricerca minuziosa per tracciare il profilo della criminalità organizzata che sfrutta in misura crescente le nuove tecnologie, per comprendere quando il cybercrime è il prodotto della globalizzazione e come si riversano in rete frode e furti che assumono scala europea o mondiale, o ancora estorsioni, racket, e truffe portate a termine esclusivamente sulla rete. Questo è il profilo del lavoro svolto per conto della società di sicurezza McAfee dall'autorevole criminologo informatico svizzero Peter Troxler (dell'ETH Zurich, l?Istituto Federale di Tecnologia Svizzero) con la collaborazione delle massime autorità di sicurezza di Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Italia.

Dai cracker che isolati un tempo lanciavano attacchi contro singoli computer dal proprio PC domestico, negli anni l'evoluzione della cybercriminalità si è spinta molto oltre, e si arriva a definire una cybermafia organizzata che mobilita secondo lo studio "migliaia di invisibili reti informatiche per perpetrare crimini su scala globale".

Dalle rilevazioni effettuate la criminalità organizzata si è adattata velocemente al mondo dell'alta tecnologia, passando così da interventi diretti sul campo, come intimidazioni di tipo fisico, ad armi più sofisticate ed invisibili, come le botnet, reti che controllano talvolta decine di migliaia di computer che possono essere utilizzati anche per aggredire o ricattare aziende ed organizzazioni presenti in rete. Botnet che spesso sono gestite da giovani bande di cracker, persino da minorenni, che diventano un referente tecnologico per la criminalità organizzata e le sue "nuove operazioni". Dal 2003 ad oggi si è stimato un aumento consistente delle attività delle botnet, responsabili della diffusione di malware necessario a prendere il controllo dei computer da remoto, come i trojan: una stima dei ricercatori McAfee parla di 25 nuove botnet al giorno.
Stando a quanto emerge dal lavoro di indagine, l'uso delle nuove tecnologie da parte della criminalità organizzata si starebbe espandendo al punto da rendere la vita difficile persino per cracker e altri cybercriminali che operino al di fuori dei "network" della cybermafia.

Questo si lega anche al fatto che aumenta il numero dei mercenari informatici, vale a dire cracker e smanettoni capaci di generare a pagamento malware per phishing, truffe contro le carte di credito, estorsioni e via dicendo: il 70 per cento di tutto il malware oggi sarebbe realizzato a fini di lucro, un dato che da solo basta a disegnare il profilo inquietante delle nuove tendenze.

"La criminalità organizzata - afferma il rapporto - sta pagando sul mercato nero per acquisire competenze informatiche e perpetrare reati classici, come furti, racket e frodi in rete, soppiantando i tradizionali sistemi violenti e intimidatori con le nuove armi ad alta tecnologia del XXI secolo". Uno dei paesi più caldi sul fronte del cybercrime collegato alla cybermafia è la Russia, paese nel quale il ministero degli Affari Interni ha registrato 7.053 casi di crimini informatici nel 2003, quasi il doppio di quelli del 2002 (3.782); lo scorso anno quel numero è aumentato drammaticamente, con 4.995 casi registrati nella prima parte dell?anno.

Secondo i cybercop europei, crew criminali di Russia, Lettonia e Svezia stanno aggredendo imprese ed attività in tutto il mondo, come accade con i bookmaker inglesi in vicende del tutto simili a quelle già segnalate da Punto Informatico. "Le informazioni in nostro possesso - ha dichiarato un portavoce della NHTCU, l?Unità nazionale britannica per la lotta alla criminalità hi-tech - indicano che in Europa la criminalità organizzata sta assoldando cracker per lanciare attacchi". Secondo Troxler la disponibilità di botnet in affitto è ormai epidemica e come si possano trovare tariffe per l'uso delle reti, per sferrare attacchi come quelli distribuiti di tipo denial-of-service, a prezzi non superiori ai 150 euro l'ora.

Stando al rapporto, "un numero crescente di criminali di alto livello si nasconde dietro script kiddies per ridurre il rischio di venire scoperti ? proprio come farebbe un trafficante di droga con gli spacciatori minorenni". "La criminalità - afferma lo studio - si serve di queste persone per individuare i bersagli più promettenti. Un esempio molto eloquente è la Germania, dove una rete organizzata di cracker, Liquid FX, ha sfruttato le conoscenze tecniche di giovani pirati per localizzare reti vulnerabili agli attacchi".

Preoccupa poi i cybercop l'aumento delle frodi azionarie online, efettuate con un sistema semplice: i criminali organizzati acquistano a basso prezzo i titoli azionari di un?azienda, poi si servono della rete per diffondere informazioni fasulle e portare al rialzo del prezzo (pompandolo), per poi vendere le azioni a questo prezzo aumentato (disfandosi dei titoli).
TAG: cybercops
24 Commenti alla Notizia L'avvento della CyberMafia
Ordina
  • prima si crea un problema e poi lo si risolve "democratizzando"
    il cattivo di turno. Oppure si "cavalca" il fenomeno dei lamers,
    dei crackers e anche dei asdsdsd mafiosi!
    Per cosa? Per i $$$$$ forse?

    Ma mi faccia il piacere... Deluso
    non+autenticato
  • ... i programmatori la tentazioni di "passare dall'altra parte" è forte! Probabilmente guadagnerei molto, ma molto di più lavorando molto meno.Indiavolato
    non+autenticato
  • Questo è vero, ma io, da programmatore, non passerei mai dalla parte "cattiva". Fare danni in rete vuol dire favorire la rovina di un utilissimo mezzo di informazione, e fare un lavoro legato ad internet vuol dire migliorarla, non distruggerla. Per quanto possno offrire, non credo proprio che accetterei.
    non+autenticato
  • Ovviamente era una provocazione. Per molti però il denaro è l'ultimo fine, e se come programmatore guadagni 2000 euro al mese e come spammer o peggio li guadagni al giorno...

    Per chi poi è nato e cresciuto in paesi totalmente disastrati sia economicamente che eticamente come la Russia, la tentazione è ancora più forte. Del resto quando vedi che le risorse del tuo paese sono investite nel Chelsea o peggio dai quattro compagni di merende di Putin che insegnamenti trai?
    non+autenticato
  • Gia la colpa è delle società in genere che cercando di sfruttare tecnici preparati dalla stessa società per avere costi "tecnico" bassi, obbligano alla fine, chi sta nel bisogno o per altri motivi al cybercrimine
    non+autenticato
  • Il "brutto" di Internet e che non ci permette piu' di chiudere gli occhi davanti a fatti criminosi dicendo che tanto qui dove sono io non accadra' mai nulla.

    Lo stesso fenomeno della pedofilia, che esiste da sempre, con Internet non si puo' piu' nasconderlo all'opinione pubblica e occorre affrontarlo.

    Oggi piu' che mai si deve creare leggi e strumenti che permettano alle forze dell'ordine di perseguire i "veri" criminali.
    non+autenticato
  • Da sempre. figurati se adesso non diventa cibernetica. Sicuro che si'! E penso che non si possa fare proprio niente...

    altro che mcaffee. ci vorrebbe u' miracolo.
    non+autenticato
  • Una cosa si potrebbe fare: educare la gente a pensare col cervello e non col ca**o!
    Se la mafia esiste, è perchè la gente la favorisce, perchè è tutto un mangia-mangia. Bah... Che schifo!
    non+autenticato
  • "La mafia è un fatto umano, e come ogni fatto umano ha un inzio e avrà una fine"
    _________________________
    Giovanni Falcone
    non+autenticato
  • ...è la ormai vecchia sensazione che, anche per questo nuovo fenomeno, preferiranno battere la strada delle leggi divieto sterili e lesive della libertà, piuttosto che colpire a fondo i criminali cyber o reali che siano.
    Tanto per capirci: tolleranza zero come soluzione, mettiamo in galera l'imbecille che fuma la canna, così il mafioso trafficante sai che danno che subisce.
    Sanno che si può noleggiare una rete di bots a 150?/h? Sì è vero, l'ho letto l'altro ieri anch'io tra le inserzioni del mercatinoOcchiolino gente così è veramente impossibile da rintracciare e sgominare! No? No! Faranno leggi per vietare tutto, qualsiasi cosa si muova su internet, verranno a casa nostra a passarci al setaccio, ma da questa gente non andranno mai, così come i grandi spacciatori o i grandi mafiosi del pizzo e degli appalti stanno ancora là e anzi cominciano a zampettare anche su internet. Perciò di cosa vogliamo parlare? Sono così incazzato che mi viene da pensare (guarda un po' a che punto sono arrivato) quelli di Mcafee che c'hanno in mente? Come mai hanno commissionato al criminologo e compagnia tutta questa ricerca? Quali lucchetti da mettere a internet hanno intenzione di proporre a suon di dollari? Forse che anche questi non sono mafiosi a modo loro? Oh no! Per carità. Tutti ci vogliono bene e ci dicono: "Non vedi, noi siamo i buoni." e ci indicano "Li vedi i cattivi? sono quelli là!". A volte quelli la sono i comunisti, a volte sono i terroristi, a volte sono i musulmani, a volte i cybercriminali, mi pare che il cliché ormai sia più che usurato, ma funziona ancora bene come sempre. Educare gli utenti a proteggere i loro sistemi, informarli che non c'è nulla da temere ma alcune cose da sapere è una strada troppo poco remunerativa da battere? Indagare su chi adesca i minori per i cybercrimini come fanno così bene (sembra) per la pedofilia è troppo complicato? In realtà, è vero, nessuno ha detto che queste cose non si faranno, ma queste sono il minimo indispensabile da fare. Quello che a me preoccupa è che tutti, invece, si concentreranno sul dannato superfluo.
  • non ti preoccupare quello che è successo in spagna è una lezione che le bugie fanno precipitare chi le dice.
    non+autenticato
  • ragazzi state sparando.. a raffica. Non esiste nessuna mafia organizzata nello cyber-spazio, sono tutte stronzate targate mcafee..
    non+autenticato
  • mcafee'?
    norton?

    no, clamAV
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > mcafee'?
    > norton?
    >
    > no, clamAV
    ancora meglio...

    linux e i virus te dimentichi a priori....
  • possibile che qualsiasi sia l'argomento si inizia a flammare windows/linux ?!

    Siete proprio una massa di deficenti.
    non+autenticato

  • - Scritto da: awerellwv
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > mcafee'?
    > > norton?
    > >
    > > no, clamAV
    > ancora meglio...
    >
    > linux e i virus te dimentichi a priori....

    mi sbagliero', ma secondo me questo e' tutto da dimostrare, se poi si aggiungono anche gli utonti allora neanche le distro linux sono al sicuro.

    fino a prova contraria un virus e' un programma che sfrutta della falle.......

    ciao

  • - Scritto da: pippo75
    >
    > - Scritto da: awerellwv
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > mcafee'?
    > > > norton?
    > > >
    > > > no, clamAV
    > > ancora meglio...
    > >
    > > linux e i virus te dimentichi a priori....
    >
    > mi sbagliero', ma secondo me questo e' tutto da
    > dimostrare, se poi si aggiungono anche gli utonti
    > allora neanche le distro linux sono al sicuro.
    >
    > fino a prova contraria un virus e' un programma
    > che sfrutta della falle.......
    >
    > ciao

    Nel caso di Winzozz non sfrutta "falle" sfrutta "features" del sistema.. quelle stesse che consentono al vecchio Bill di controllare il tuo PC!
    Non sono affatto falle ma un preciso disegno e una precisa scelta architetturale!
    non+autenticato
  • concordo
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 6 discussioni)