Più vicine le batterie ad acqua

Un celebre centro di ricerca statunitense ha realizzato un nuovo sistema per separare l'idrogeno dall'acqua utilizzando solo energia solare. Una tecnologia che potrebbe aprire la strada a fuel cell autosufficienti

Albuquerque (USA) - Creare fuel cell capaci di produrre energia sfruttando due risorse naturali come l'acqua e la luce del Sole. Questa la meta a cui i Sandia National Laboratories stanno tentando di avvicinarsi con lo sviluppo di un nuovo sistema per trasformare l'acqua in idrogeno e ossigeno, ovvero in un carburante completamente ecologico.

Il sistema ideato dai labs di Sandia utilizza speciali nanotubi organici per catturare la luce del Sole, sia quella visibile che quella ultravioletta, e sfruttarla per scindere le molecole di acqua in atomi di idrogeno e di ossigeno. A differenza dei nanotubi in carbonio utilizzati, ad esempio, nell'industria dei semiconduttori, quelli messi a punto dall'istituto di ricerca americano sono fatti di porfirina, una sostanza alla base della clorofilla e dell'emoglobina. Sebbene meno resistenti ed elastici di quelli in carbonio, i nanotubi di porfirina - del diametro di 50-70 nanometri - hanno particolari proprietà ottiche ed elettroniche che li rendono particolarmente adatti per assemblare macchine di dimensioni molecolari in soluzioni acquose.

Gli scienziati statunitensi contano di costruire l'anno prossimo un prototipo di cella solare capace di produrre idrogeno sfruttando come unica fonte di energia il Sole. Queste celle potranno poi essere utilizzate per costruire vere e proprie fuel cell capaci di produrre da sé il proprio carburante, l'idrogeno, da trasformare a sua volta in energia elettrica. Queste batterie potrebbero rimpiazzare l'attuale generazione di fuel cell in vari settori, quali quello automobilistico.
I dettagli del progetto di trovano qui.
TAG: ricerca
122 Commenti alla Notizia Più vicine le batterie ad acqua
Ordina
  • L'idrogeno è molto probabilmente una bufala:

    L'idrogeno compresso è come le batterie al litio, ha analoghe densità di energia.

    L'idrogeno liquefatto ha alte densità di energia (densità tali per cui può sostituire la benzina che ha 10Kwh/Kg), la temperatura dell'idrogeno liquefatto è vicino ai meno duecentosettatacinque gradi centigradi (zero assoluto).

    L'idrogeno adsorbito oppure in idruri è sperimentale.

    Prudurre idrogeno è un processo da spreconi e da inquinatori: Nel migliore dei casi se si parte da 1Kwh di energia elettrica si arriva a scaricare a terra da parte della nostra auto a idrogeno 350Wh, nel peggiore dei casi si scaricano 100Wh.

    Se invece si usano le energie pulite vengono usate per fare muovere motori elettrici si parte da 1Kwh e si scarica a terra 900Wh.

    In ogni caso l'energia sprecata si recupera bruciando petrolio, tra molti anni quando tutta l'energia sarà eolica/solare/ecc allora potremmo sprecare energia verde, oggi no.
  • Ciao, ti faccio notare una cosa importante: hai visto qualiapplicazioni si porspettano per questo particolare tipo di celle a combustibile? Nanotecnologie, soluzioni acquose... Insomma, c'è la possibilità di creare dei microrobot autosufficienti che possono circolare nel sangue umano e non solo. Questo sarebbe un tassello importantissimo per arrivare a soluzioni medicali d'avanguardia.
    Date le ridottissime quantità d'energia necessarie è la particolarmente restrittiva tipologia d'impiego, non è assolutamente rilevante che l'idrogeno sia solo un veicolatore di energia.

    In un contesto più generale, l'idrogeno non è una "bufala", altrimenti non ci si investirebbe così tanto. Solo devi capire che non è una fonte d'energia, e questo si sà benissimo (tranne al bar). Tuttavia può (e sottolineo può, c'è il potenziale ma si sta sperimentando sulla fattibilità tecnica in accezione ampia, quindi tecnologie, sicurezza, costi etc) presentare importanti vantaggi se usato nella vita civile. Non ultimo la delocalizzazione dell'inquinamento atmosferico (che potrebbe subire trattamenti più complessi della marmitta), la possibilità di ottimizzare la resa dei motori, la riduzione di alcuni problemi pratici delle batterie etc etc

    L'idrogeno ha potenzialità. I problemi sono grandi ed ancora irrisolti, ma le possibilità sono tali da invogliare gli investimenti.

    Questa notizia è fantastica, è un tassello in un quadro più complesso che si compone, speriamo in tempo per goderne noi ed i nostri cari.
    non+autenticato
  • O beh, il tuo discorso inizia con "molto probabilmente" ... questo mi fa supporre che non ne sai granche' ...io nemmeno ne so tanto, ma non definirei l'idrogeno "una bufala".

    L'idrogeno e' il vettore energetico piu' pulito che esista in natura: per vettore energetico si intende qualcosa in grado di trasportare energia ... piu' o meno come i cavi di rame. Dato che non e' possibile attaccare dei cavi a tutt ii motori in circolazione, il miglior compromesso OGGI e' immagazzinare l'energia sotto forma chimica, e convertirla poi in energia meccanica.
    Ogni forma di conversione/trasformazion di energia comporta uno spreco: l'attuale conversione della benzina in lavoro ... ha qualche anno sulle spalle. E' molto collaudata, ma e' figlia di un'altra epoca, dove eravamo 10 volte di meno e avevamo 100 volte le risorse attuali.

    La tecnologia dei nanotubi e' sperimentale (e non e' detto che non sia foriera di altri pericoli, vedi cancro et similia); ma non e' detto che resti sperimentale in eterno. Del resto, se non si sperimenta, non si avranno mai risultati concreti.
    Altre tecnologie possibili sono i metalli "porosi" ... ma quella dei nanotubi piace tanto alle compagnie petrolifere. Sai perche'?
    Perche' le pompe di benzina attuali possono essere convertite a "distributori di nanotubi+idrogeno", mentre aspirano i "nanotubi esauriti" (mi si passi il termine).

    Gia' oggi le fonti di energia rinnovabili sono tantissime, piu' di quanto immagini: solo che in italia chi parla di fotovoltaico o eolico viene preso per pazzo. In Germania un po' meno. La ricerca sul fotovoltaico prosegue: gia' oggi c'e' chi progetta centrali fotovoltaiche galleggianti sul mare, con generazione e stoccaggio automatico dell'idrogeno.

    Il nucleare oggi serve SOLO alla generazione di materiale fissile per le bombe: il fatto che si possa produrre energia e' un fattore secondario: il costo di costruzione/esercizio/smantellamento/gestione dei rifiuti di una centrale nucleare la rende PESANTEMENTE antieconomica per i governi. Purtroppo le bombe servono, e non casualmente i paesi con piu' armi nucleari sono anche i paesi con piu' atomiche a disposizione.

    Le tecnologie rinnovabili ad oggi sono la eolica e la fotovoltaica: il problema e' che sono dipendenti dal sole e dal vento, che in genere di notte non ci sono. Ecco che la generazione di idrogeno durante il giorno potrebbe servire a caricare una batteria per la notte.

    La tecnologia della fusione nucleare portera' fra qualche anno (chissa quanti ...) delle quantita' immense di energia; ma a meno di non voler attaccare cavi su tutte le auto del mondo (da casa all'ufficio, gh) serve una "batteria" a bordo. Le batterie attuali sono tutte decisamente inquinanti ... l'idrogeno sotto forma di celle a combustibile e' il miglior compromesso attuale; avendo come scarto solo del vapore acqueo.

    Come batterie esistono anche i volani a levitazione magnetica, ma hanno dei problemini che al momento non sono di facile soluzione (primo fra tutti il fatto che si oppongono alla rotazione sul proprio asse, indi ... i veicoli con dei volani in genere non riescono a salire sui marciapiediCon la lingua fuori). Vanno benino per le piccole potenze delle case.


    'Zalut
    non+autenticato

  • - Scritto da: Ilruz
    > O beh, il tuo discorso inizia con "molto
    > probabilmente" ... questo mi fa supporre che non
    > ne sai granche' ...io nemmeno ne so tanto, ma non
    > definirei l'idrogeno "una bufala".
    >


    ma a differenza sua tu non porti alcuna cifra bruta tra le tue argomentazioni e non confuti le sue...A bocca storta

    che la benzina sia una tecnologia vecchia è vero in parte (i motori e la benzina stessa non sono le stesse di 30anni fa), ma ciò non ha nulla a che vedere con la resa, che effettivamente è migliore rispetto a qualsiasi motore ad idrogeno.

    che poi ci siano particolari applicazioni più o meno di nicchia dove questa ricerca di cui nell'articolo troverà immediate applicazioni, è possibilissimo (come commentato dall'altro utente).

    ma a livello di mobilità privata (automobili) l'idrogeno rischia di rivelarsi una sola.


    senza rancoreOcchiolino
  • Questo studio è vecchio (risale al 2000, campagna elettorale bush-gore, prima dell'11 Settembre) e scritto da uno studioso di parte (un po' comunista, e dichiaratamente), ma ad ogni modo resta uno studio con dati, riferimenti internazionali e quant' altro. E, salve le (utopiche) soluzioni intraviste, i fatti son fatti e non sono in significativo dubbio a livello internazionale (come i dati dei report ONU ed altro)

    http://www.aspoitalia.net/documenti/difazio/RELTOR...

    È duro e critico sull'idrogeno, con tanto di dati e formule, ma riconosce la sua utilità come vettore energetico. D'altronde prova tu a far decollare un jumbo a corrente elettrica...
    non+autenticato
  • tu si che sei uno furbo!Soprattutto uno che se ne intende..basta vedere il tuo logo x definirti...hihihihi hai dei problemi con la vita in generale vero?zero donne,fumi,ogni tanto bevi...hhaahahaha
    non+autenticato

  • - Scritto da: jokanaan

    > ma a differenza sua tu non porti alcuna cifra
    > bruta tra le tue argomentazioni e non confuti le
    > sue...A bocca storta

    Grazie del sostegno Jokanaan,
    rispondo di seguito al tuo post anche per rispondere agli altri due post. Non voglio dire che l'idrogeno non abbia applicazioni e nemmeno che la ricerca non possa avere svolte entusiasmanti.

    Voglio affermare che oggi è una bufala per quel che si sa. Il futuro è incerto e nel futuro potrebbero esserci batterie leggerissime, poco inquinanti e con una densità di energia di 10 Kwh/Kg quindi come la benzina e magari ricaricabili in 2 minuti.

    > che la benzina sia una tecnologia vecchia è vero
    > in parte (i motori e la benzina stessa non sono
    > le stesse di 30anni fa), ma ciò non ha nulla a
    > che vedere con la resa, che effettivamente è
    > migliore rispetto a qualsiasi motore ad idrogeno.

    Correggo questo punto. I motori a benzina dovrebbero avere rendimenti intorno a 15-20%.

    I motori a idrogeno hanno questi rendimenti:
    75% elettrolisi
    40% batterie a combustibile
    90% motore elettrico
    =====
    TOT 27% max

    Se invece si brucia l'idrogeno:
    75% elettrolisi
    15-20 % motore a combustione interna
    =====
    TOT 15% max

    > che poi ci siano particolari applicazioni più o
    > meno di nicchia dove questa ricerca di cui
    > nell'articolo troverà immediate applicazioni, è
    > possibilissimo (come commentato dall'altro
    > utente).
    >
    > ma a livello di mobilità privata (automobili)
    > l'idrogeno rischia di rivelarsi una sola.

    Vero, faccio due conti, una auto fa 40 litri di pieno alla settimana, quindi 1600 Kwh al mese. Le automobili saranno forse 30 milioni in Italia. Fanno 48 Twh al mese per dare abbastanza energia a tutte le automobili italiane.

    In un anno ci vogliono 576 Twh per alimentare a idrogeno tutte le automobili italiane. (rendimento auto a benzina è simile a quello delle auto a idrogeno)

    So che la produzione totale di energia elettrica nella ben più grande Germania è di 300 Twh all'anno.

    Da notare che le fonti verdi di energia elettrica sono attualmente pari a meno del 10% in Italia, quindi una manciata di Twh, ci fai andare le tagliaerba a idrogeno con quelli.

    La Germania prevede per il 2030 di arrivare a 100 Twh fatti con l'eolico, le altre fonti verdi si prevede faranno la parte della cenerentola.

    Allora impiantiamo centrali atomiche come funghi per accontenatare Rifkin?
  • - Scritto da: Sandro kensan
    > Da notare che le fonti verdi di energia elettrica
    > sono attualmente pari a meno del 10% in Italia,
    > quindi una manciata di Twh, ci fai andare le
    > tagliaerba a idrogeno con quelli.
    >
    > La Germania prevede per il 2030 di arrivare a 100
    > Twh fatti con l'eolico, le altre fonti verdi si
    > prevede faranno la parte della cenerentola.
    >
    > Allora impiantiamo centrali atomiche come funghi
    > per accontenatare Rifkin?

    Le centrali solari di cui si parla ogni tanto in'Italia mi sembrano un'assurdità, il vantaggio dei pannelli solari (fotovoltaici) è che si possono mettere sui tetti, se fosse agevolata questa soluzione permettendo la rivendita dell'energia prodotta e premendo per l'installazione nativa si potrebbe ottenere un forte incremento in pochi anni della produzione di energia da questa fonte. E' chiaro che i pannelli sui tetti non possono supplire all'intera domanda, ma darebbero un ottimo aiuto e la produzione locale di una parte dell'energia è una cosa che non farebbe certo male...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Le centrali solari di cui si parla ogni tanto
    > in'Italia mi sembrano un'assurdità, il vantaggio
    > dei pannelli solari (fotovoltaici) è che si
    > possono mettere sui tetti, se fosse agevolata
    > questa soluzione permettendo la rivendita
    > dell'energia prodotta e premendo per
    > l'installazione nativa si potrebbe ottenere un
    > forte incremento in pochi anni della produzione
    > di energia da questa fonte.

    Ma stai considerando il costo di un pannello di silicio amorfo che compone un pannello fotovotaico? Mi pare che il costo per Kwh del fotovoltaico sia di 30 eurocentesimi (ma non ne sono sicuro, comunque è esorbitante) contro i 6 eurocent dell'eolico.

    Tu avresti piacere di pagare la bolletta della luce cinque volte tanto? Poi se facciamo andare le auto a idrogeno tramite il fotovoltaico il costo di un pieno potrebbe essere qualche cosa come:

    120 euro per un pieno da 40 litri più le tasse (accise).

    > E' chiaro che i
    > pannelli sui tetti non possono supplire
    > all'intera domanda, ma darebbero un ottimo aiuto
    > e la produzione locale di una parte dell'energia
    > è una cosa che non farebbe certo male...

    Ci vuole molto petrolio per fare del silicio policristallino, quindi se il petrolio non si vuole usare (magari perché è finito) e si usa l'enenrgia prodotta dal fotovoltaico, si ha un effetto sinegico per cui il costo del solare diventa molto più alto del costo attuale.

    Temo che in questo caso non ci si possa più permettere un pieno di idrogeno fatto col solare.
  • Il tuo discorso sui costi (anche quello finale) non ha senso, io non stavo cercando di convincere a coprire tutto il fabbisogno energetico con il solare, ma a coprirne una parte usando impianti privati (sfruttando la superficie dei tetti. Tanto più che ho detto "Le centrali solari di cui si parla ogni tanto in'Italia mi sembrano un'assurdità". Se gli impianti sono privati l'energia derivata da questi non va ad incidere sul costo dell'energia acquistata dalla rete. Il costo degli impianti per il privato viene ripagato in alcuni anni, purtroppo non so darti un tempo preciso ma di certo è minore della vita del pannello ( circa 30 anni), quindi la spesa la si ripaga di sicuro, ma penso che ci si guadagni anche. Purtroppo attualmente non è possibile vendere l'energia in eccesso all'enel, si può solo scontarla dalla bolletta, ma ci sono delle forti agevolazioni da parte dello stato che fanno ripagare l'investimento in pochi anni. Ma non servirebbero tanti contributi se si obbligassero gli operatori a pagare tutta l'energia loro fornita, ovviamente a prezzi ragionevoli per tutti.
    L'energia solare è probabilmente solo un più, adottabile però fin d'ora, per il futuro poi si spera nella fusione nucleare.
    non+autenticato
  • Forse stiamo parlando di due argomenti diversi, io intendo produrre energia non solo verde ma anche a un costo accettabile. Tu mi parli di costo sovvenzionato dallo stato. Sono due argomenti diversi.

    In particolare se il petrolio sale a 100 $ al barile o più non ci serve a nulla un solare sovvenzionato dallo stato, ci serve energia economica e un grosse quantità magari proveniente da fonti diverse.
  • L'acqua sulla Terra è il 40 per cento in meno di trent'anni fa, e nel 2020 tre miliardi di persone resteranno senza. Ma gli Stati più forti stanno già sfruttando la situazione per trasformare questa risorsa in bene commerciabile.
    Il pianeta è rimasto a secco e, guarda caso, ce ne siamo accorti troppo tardi. Sotto la spinta della crescita demografica e per effetto dell'inquinamento, le risorse idriche pro capite negli ultimi trent'anni si sono ridotte del 40 per cento. Gli scienziati avvertono che, intorno al 2020, quando ad abitare la Terra saremo circa 8 miliardi, il numero delle persone senza accesso all'acqua potabile sarà di 3 miliardi circa. Le soluzioni prospettate finora per far fronte al problema hanno cercato di aumentare l'offerta, piuttosto che di contenere la domanda, rivelandosi però inefficaci: le grandi dighe sono al centro di dibattiti per gli alti costi umani e ambientali e per la razionalità ecologica, mentre la desalinizzazione, oltre ad avere costi economici proibitivi, presenta forti controindicazioni dal punto di vista ambientale ed energetico. Questi e altri stratagemmi mostrano tutti i loro limiti rispetto al complesso ecosistema del ciclo dell'acqua.
    Di fronte al fallimento della tecnica, aumentano le previsioni catastrofiche sulla battaglia planetaria che si scatenerà per l'accesso all'"oro blu" del XXI secolo. "Il whisky è per bere, l'acqua per combattersi", sosteneva Mark Twain, e le tesi di osservatori internazionali, personalità politiche ed esperti di strategia sembrano confermare quella riflessione. Di fronte ai dati allarmanti sullo stato delle risorse idriche del pianeta, la maggior parte degli esperti hanno dichiarato che "le guerre del ventunesimo secolo scoppieranno a causa delle dispute sull'accesso all'acqua".
    Quello delle "guerre per l'acqua" è un tema che si presta a catturare l'attenzione e le preoccupazioni dell'opinione pubblica, vista la centralità - e addirittura la sacralità - che l'acqua riveste in molte società e culture. Eppure il discorso, presentato esclusivamente nei termini della crescente scarsità - e conseguente rischio di conflitti armati - può risultare semplicistico: si tende a presentare la situazione come immodificabile, quasi apocalittica, senza interrogarsi sulle cause reali che hanno portato il pianeta sull'orlo del collasso idrico e che impediscono a un terzo dell'umanità di avere l'accesso diretto alle acque potabili.
    Fiumi inquinati, acqua imbevibile

    Tariffe salate

    I conflitti per l'accesso all'acqua iniziano all'interno dello Stato, coinvolgendo e opponendo i grossi coltivatori - fautori dell'agricoltura intensiva - ai piccoli proprietari terrieri, gli industriali agli operatori turistici, ma soprattutto tagliando fuori le comunità rurali e indigene il cui "approccio" all'acqua è, per così dire, di tipo imprenditoriale, e, inevitabilmente, gli abitanti delle periferie delle megalopoli, in cui le infrastrutture igienico-sanitarie sono poche o nulle. Questo tipo di conflitti non dipende tanto da fattori naturali come il clima o la dotazione di risorse idriche, quanto dalle scelte politiche, economiche e sociali di chi gestisce la res publica. In Bolivia, dove l'acqua non manca, all'inizio di aprile si è proclamato lo stato d'assedio per frenare le azioni di protesta diffuse in tutto il paese contro l'aumento delle tariffe dell'acqua del 20 per cento, previsto dal progetto governativo della Legge delle Acque che ne affida la gestione a un consorzio di multinazionali europee e americane.
    Attualmente, nel mondo ci sono circa cinquanta conflitti tra Stati per cause legate all'accesso, all'utilizzo e alla proprietà di risorse idriche.
    Acqua come il petrolio
    Nelle zone più aride la questione idrica è sempre servita ad alimentare la propaganda di regimi nazionalisti - si pensi alla retorica che circonda la costruzione di una grande diga, e ai nomi che le vengono dati: Saddam, Ataturk, Nasser. Così l'acqua si è trasformata, di volta in volta, in obiettivo strategico da colpire per indebolire l'avversario, in uno strumento di ricatto che serviva a garantire la supremazia regionale. Con l'attuazione del progetto Gap, che prevede la realizzazione di 22 dighe e 19 centrali idroelettriche, la Turchia ha due obiettivi: ribadire la sua supremazia rispetto a Siria e Iraq - anche quelli alle prese con progetti idraulici altrettanto imponenti - e controllare militarmente (con la scusa di proteggere i cantieri dagli attentati) i territori dell'Anatolia sudorientale, che da sempre sono roccaforte dei curdi.
    Il caso turco, così come quello israeliano, dimostra come le "guerre per l'acqua" possano essere la conseguenza più che la causa delle tensioni internazionali, e rivela la pericolosità delle logiche dell'idropolitica. Una politica di potenza basata sul ricatto idrico, e sulle difficoltà di approvvigionamento degli avversari, non è certo la strada migliore per risolvere la penuria d'acqua: al contrario, tende a "mantenere" la scarsità per poter far valere i propri meccanismi. E' chiaro che, in questo contesto, la proposta di considerare l'acqua come bene economico raro, assegnandole un prezzo di mercato che ne rifletta la scarsità, non favorisce la pace e la cooperazione, come sostengono i suoi fautori, ma porta dritti alla petrolizzazione dell'acqua. La soluzione ai problemi legati alla scarsità idrica in molti casi non si trova nell'acqua, o in costose e discutibili soluzioni tecniche, ma passa per la volontà politica dei dirigenti.

    La Banca mondiale sostiene la privatizzazione dei diritti all'acqua nel terzo mondo.
    Alcuni anni fa, Ismail Serageldin, il vice presidente della Banca mondiale, disse che le guerre nel ventunesimo secolo saranno guerre per l'acqua. Si riferì al fatto che le fonti di acqua fresca nel mondo sono destinate a scarseggiare in modo allarmante e che di conseguenza saranno inevitabili dei conflitti.
    In risposta alla crisi, la Banca mondiale ha deciso di sostenere la privatizzazione delle acque e la tariffazione a costo pieno. Questa decisione sta causando sconcerto in parecchi dei paesi del terzo mondo dove forse in futuro la gente non si potrà più permettere l'utilizzo dell'acqua dopo che venga privatizzata.

    Le tariffe vengono raddoppiate o triplicate, i profitti dei gestori aumentano anche del 700 per cento, la corruzione è evidente, la qualità dell'acqua diminuisce, a volte in modo drammatico, si incoraggia l'utilizzo sconsiderato dell'acqua per aumentare il profitto e si chiude il rubinetto agli utenti che non possono pagare. Quando la privatizzazione arriva al terzo mondo, quelli che non possono pagare moriranno.

    Questo articolo è stato scritto da Maude Barlow per il Toronto Globe and Mail, Canada, l'11 maggio 2000.


    non+autenticato
  • Le auto ad idrogeno sono già una realtà: e saranno nel nostro quotidinao a breve.

    I problemi aperti oggi sono:
    - la produzione di grandi quantità di idrogeno come combustibile (per questo al momento non c'è alcun problema di carenza di acqua dato che la quantità di acqua usata per produrre l'idrogeno viene recuperata al 100% dalla reazione inversa che avviene nel motore)

    - creazione di una rete di distribuzione.

    Il secondo problema è molto meno banale di quanto non possa sembrare, e deriva dalle ostilità delle rgandi case di produzione di benzina: se pensate che il GPL e il metano sono molto meno inquinanti della benzina e tutt'oggi non facili da trovare nei distributori.

    Per me l'unico modo è fare una legge che dice che i benzinai devono per legge avere almeno una colonnina con idrogeno.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Le auto ad idrogeno sono già una realtà: e
    > saranno nel nostro quotidinao a breve.
    >
    > I problemi aperti oggi sono:
    > - la produzione di grandi quantità di idrogeno
    > come combustibile (per questo al momento non c'è
    > alcun problema di carenza di acqua dato che la
    > quantità di acqua usata per produrre l'idrogeno
    > viene recuperata al 100% dalla reazione inversa
    > che avviene nel motore)

    OK, ma l'H2 come lo produci? bruciando petrolio? Saremmo daccapo... dal fotovoltaico? Magari in un futuro remoto.

    > - creazione di una rete di distribuzione.
    >
    > Il secondo problema è molto meno banale di quanto
    > non possa sembrare, e deriva dalle ostilità delle
    > rgandi case di produzione di benzina: se pensate
    > che il GPL e il metano sono molto meno inquinanti
    > della benzina e tutt'oggi non facili da trovare
    > nei distributori.

    Il grosso problema e' l'immagazzinamento: in bombole ad alta pressione o liquefatto a temperature bassissime, in entrambi i casi i problemi tecnologici, economici e di sicurezza sono enormi con le tecnologie attuali.

    > Per me l'unico modo è fare una legge che dice che
    > i benzinai devono per legge avere almeno una
    > colonnina con idrogeno.

    La fai un po' facileA bocca aperta
    Speriamo nella fine del petrolio Troll
    Funz
    12979
  • I problemi fondamentali sono due, ovvero il primo e il secondo principio della termodinamica.

    L'idrogeno non è una fonte di energia, è una maniera per utilizzarla, e anche poco efficente. Si parla di ottenere energia elettrica dall'idrogeno, non considerando però che l'energia elettrica usata per separarlo dall'ossigeno è sicuramente maggiore (secondo principio). Non si farebbe prima ad usare l'energia solare per produrre elettircità invece che idrogeno, visto che cmq attualmente la maggior parte dell'energia elettrica viene prodotta con derivati del petrolio (e del carbone)?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > I problemi fondamentali sono due, ovvero il primo
    > e il secondo principio della termodinamica.
    >
    > L'idrogeno non è una fonte di energia, è una
    > maniera per utilizzarla, e anche poco efficente.
    > Si parla di ottenere energia elettrica
    > dall'idrogeno, non considerando però che
    > l'energia elettrica usata per separarlo
    > dall'ossigeno è sicuramente maggiore (secondo
    > principio). Non si farebbe prima ad usare
    > l'energia solare per produrre elettircità invece
    > che idrogeno, visto che cmq attualmente la
    > maggior parte dell'energia elettrica viene
    > prodotta con derivati del petrolio (e del
    > carbone)?


    L'idrogeno non verrà usato come fonte di energia ma verrà usato per immagazinare energia. Hai perfettamente ragione a dire che l'energia spesa per "creare" idrogeno (separandolo dall'ossigeno) è maggiore di quella che rende. Ma è un modo efficiente per conservare l'energia. La speranza, ovviamente, è che tutto il ciclo inizi con l'uso di fonti rinnovabili.

    non+autenticato
  • I problemi sono in realta sono 7
    e sono grandi e sono sorelle

    Oggi la tecnologia ci da molte soluzioni al petrolio ma il portere è delle multi nazionali che non lo vogliono!

    http://www.progettomeg.it/biocombustibili.htm

    http://www.radio24.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artI...
    non+autenticato
  • A me stà venendo il dubbio che il problema per la diffusione dell'uso dell'idrogeno, non sia che è troppo difficile produrlo, ma che in realtà sarebbe troppo facile, al punto che la gente se lo potrebbe addirittura fare in casa(qualche anno fà ho sentito di una azienda che ha prodotto una caldaia in grado di produrre l'idrogeno e di usarlo per riscaldare la casa). Per carità, io non ne so niente di stè cose, però non dimentichiamoci che la distribuzione dell'energia è un modo per controllare le persone, provate a pensare ad un mondo dove ognuno si possa produrre
    elettricità e combustibile in casa, credo che a quel punto la società cambierebbe di parecchio(cosi come spiega J.Rifkin nel suo libro "Economia al'idrogeno").Imho.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > A me stà venendo il dubbio che il problema per la
    > diffusione dell'uso dell'idrogeno, non sia che è
    > troppo difficile produrlo, ma che in realtà
    > sarebbe troppo facile, al punto che la gente se
    > lo potrebbe addirittura fare in casa(qualche anno
    > fà ho sentito di una azienda che ha prodotto una
    > caldaia in grado di produrre l'idrogeno e di
    > usarlo per riscaldare la casa). Per carità, io
    > non ne so niente di stè cose, però non
    > dimentichiamoci che la distribuzione dell'energia
    > è un modo per controllare le persone, provate a
    > pensare ad un mondo dove ognuno si possa
    > produrre
    > elettricità e combustibile in casa, credo che a
    > quel punto la società cambierebbe di
    > parecchio(cosi come spiega J.Rifkin nel suo libro
    > "Economia al'idrogeno").Imho.
    Anche io ho letto il libro di Rifkin. Uno dei modi con cui ho buttato via dei soldi ... Certo, quando parlava di cose successe in passato (per esempio il picco di Hubbert, avvenuto con i pozzi statunitensi) aveva ragione, ma solo perche' si e' rifatto a fonti ben piu' autorevoli di lui. Riguardo alle sue idee sull'autoproduzione, be', meglio che vada a lavorare nei campi.

  • - Scritto da: Chernobyl

    > Anche io ho letto il libro di Rifkin. Uno dei
    > modi con cui ho buttato via dei soldi ... Certo,
    > quando parlava di cose successe in passato (per
    > esempio il picco di Hubbert, avvenuto con i pozzi
    > statunitensi) aveva ragione, ma solo perche' si
    > e' rifatto a fonti ben piu' autorevoli di lui.
    > Riguardo alle sue idee sull'autoproduzione, be',
    > meglio che vada a lavorare nei campi.

    Rifkin è un economista e di fisica come di matematica credo sia molto ignorante. Dico questo per motivi indiretti, non ho letto il libro ma ho avuto contatti spiacevoli con molti che lo hanno letto. Ho letto articoli che criticano quel libro, articoli fatti da fisici, chimici, ingegneri ecc, ecc.

    A volte bastano due conti per capire se uno dice panzane oppure c'è la possibilità almeno teorica che quelle previsioni si trasformino in realtà.

    Emilio Martines del CNR ha scritto un articolo su questo, sul sito dell'ASPO (Peak oil) mi pare ci siano altri articoli critici, io stesso ho scritto un pezzo critico.

    Possibile che tra i tanti diplomati non ci sia nessuno che ha fatto due conti e che abbia visto che l'idrogeno è inquinante come la benzina?

    Ma avete visto che rendimento ha l'idrogeno? Si butta via quasi tutto e questa sarebbe una fonte (vettore) di energia non inquinante?

    Quelli che sostengono l'idrogeno siano consci che attualmente si dovrà "bruciare" una enormità di petrolio per fare l'idrogeno. In futuro prossimo (entro il 2030-2050) si sfrutteranno le centrali atomiche, Più lontano nel tempo si vedrà.

    P.S. nel 2030 la germania prevede di arrivare al 30% della propria energia elettrica prodotta con l'eolico, questo significa che non ci sarà nemmeno un vorticello di vento per fare andare le automobili ad idrogeno le quali andranno a energia nucleare in quanto il petrolio è previsto in netto calo per quella data (www.aspoitalia.net).

  • - Scritto da: Sandro kensan
    > Possibile che tra i tanti diplomati non ci sia
    > nessuno che ha fatto due conti e che abbia visto
    > che l'idrogeno è inquinante come la benzina?

    Non è l'idrogeno che è inquinante, ma è la fabbrica che produce l'idrogeno che lo è.
    Sembra una sottigliezza, ma c'è una bella differenza. L'idrogeno, come hanno già scritto, è un vettore di energia, e come questa energia venga prodotta non dipende certo da lui.

    Oggi è più conveniente usare il petrolio (e in alcuni posti potrebbe persino essere più conveniente usare il carbone), ma man mano che le fonti naturali si esauriranno e le tecnologie per sfruttare le energie alternative miglioreranno queste ultime saranno sempre più competitive rispetto alle fonti inquinanti.

    E' certo che aggiungendo una ulteriore trasformazione nella catena si abbia perdita di energia, ed è quindi certo che è più conveniente bruciare benzina nei motori, che non usare il petrolio per produrre idrogeno che possa poi essere utilizzato nei motori stessi.
    Questo però non significa che l'uso dell'idrogeno sia sconveniente, perchè dobbiamo guardare avanti.

    In pratica l'idrogeno permette di avere un sistema per preparare una transizione dal petrolio a qualcos'altro in modo indolore. Oggi questo non è possibile perchè se finisse il petrolio finirebbero la benzina e il gasolio, e resteremmo tutti fermi.
    Domani, se tutti i nostri motori andassero a idrogeno, non sarebbe più importante quale fonte di energia si usa per produrlo, ed una eventuale transizione tra i carburanti fossili e il nucleare, o il solare sarebbe appunto indolore.

    Quindi grazie all'idrogeno sarebbe possibile finalmente mettere in competizione tra di loro le diverse fonti energetiche.
    A questo punto si potrebbero persino usare con successo tecnologie inventate in Italia come questa: http://tinyurl.com/4rflk

    Esiste una ultima argomentazione che può essere usata sia a favore che contro all'idrogeno: in futuro è possibile che si producano celle a basso costo per l'estrazione dell'idrogeno dall'acqua partendo dall'energia solare.
    In quel momento l'energia diverrebbe facilmente producibile e immagazzinabile da chiunque. Una simile eventualità porterebbe una vera rivoluzione in termini di gestione dell'energia, e senz'altro verrà calmierata dai vari governi, ma potrebbe anche sfuggire di mano, e causare un terremoto decisamente maggiore di quello provocato dal Peer2Peer alle Major Occhiolino


  • - Scritto da: OpenMind
    >
    > - Scritto da: Sandro kensan
    > > Possibile che tra i tanti diplomati non ci sia
    > > nessuno che ha fatto due conti e che abbia visto
    > > che l'idrogeno è inquinante come la benzina?
    >
    > Non è l'idrogeno che è inquinante, ma è la
    > fabbrica che produce l'idrogeno che lo è.

    Vero, l'idrogeno è un vettore.

    > Sembra una sottigliezza, ma c'è una bella
    > differenza.

    La differenza forse è che si può inquinare fuori dai centri abitati.

    > L'idrogeno, come hanno già scritto, è
    > un vettore di energia, e come questa energia
    > venga prodotta non dipende certo da lui.

    Certo che dipende da "lui", se ha bassa efficienza non può certo sostituire l'energia elettrica verde che può essere utilizzata dai motori elettrici al 90% invece di finire in Idrogeno utilizzato al 20%.

    > Oggi è più conveniente usare il petrolio (e in
    > alcuni posti potrebbe persino essere più
    > conveniente usare il carbone), ma man mano che le
    > fonti naturali si esauriranno e le tecnologie per
    > sfruttare le energie alternative miglioreranno
    > queste ultime saranno sempre più competitive
    > rispetto alle fonti inquinanti.

    Si ma le energie alternative fanno energia elettrica verde e non fanno idrogeno, l'idrogeno è una scelta.

    > E' certo che aggiungendo una ulteriore
    > trasformazione nella catena si abbia perdita di
    > energia, ed è quindi certo che è più conveniente
    > bruciare benzina nei motori, che non usare il
    > petrolio per produrre idrogeno che possa poi
    > essere utilizzato nei motori stessi.

    Ci sono anche le pile a combustibile ma la sostanza cambia di poco.

    > Questo però non significa che l'uso dell'idrogeno
    > sia sconveniente, perchè dobbiamo guardare
    > avanti.

    Si ma dobbiamo decidere oggi.

    > In pratica l'idrogeno permette di avere un
    > sistema per preparare una transizione dal
    > petrolio a qualcos'altro in modo indolore.

    Potrebbe essere ma ti ricordo che decidere oggi per l'idrogeno significa decidere per l'idrogeno liquido a temperature vicine allo zero assoluto, pochi gradi kelvin.

    Decidere di fare una rete di distribuzione a livello nazionale di idrogeno liquido costerebbe una enormità e ci vorrebbero decenni di tempo.

    > Oggi
    > questo non è possibile perchè se finisse il
    > petrolio finirebbero la benzina e il gasolio, e
    > resteremmo tutti fermi.

    Vero, attualmente oltre alle auto a benzina ci sono i diesel a biodiesel che però sono troppo pesanti per muoversi con il poco olio di colza che esiste sul pianeta, poi ci sono le auto elettriche. Comunque riducendo i pesi, le autonomie, le accelerazioni e magari anche il numero di veicoli si può sperare di andare coll'elettrico e con il biodiesel.

    > Domani, se tutti i nostri motori andassero a
    > idrogeno, non sarebbe più importante quale fonte
    > di energia si usa per produrlo, ed una eventuale
    > transizione tra i carburanti fossili e il
    > nucleare, o il solare sarebbe appunto indolore.

    Ma lo sai che per fare muovere il nostro parco macchine con l'idrogeno ci vorrebbe il doppio dell'energia elettrica prodotta in germania? attualmente in Germania solo una piccola parte di elettricità è verde. Se ci si vuole incamminare verso l'idrogeno in previsione della fine del petrolio occorre preventivare costi e tempi elevatissimi.

    > In quel momento l'energia diverrebbe facilmente
    > producibile e immagazzinabile da chiunque. Una
    > simile eventualità porterebbe una vera
    > rivoluzione in termini di gestione dell'energia,
    > e senz'altro verrà calmierata dai vari governi,
    > ma potrebbe anche sfuggire di mano, e causare un
    > terremoto decisamente maggiore di quello
    > provocato dal Peer2Peer alle Major Occhiolino

    Idea interessante, già ora con i generatori eolici da pochi Kw puoi fare questo, non c'è bisogno di pensare al futuro ipotetico.

    Ma ti chiedo come lo stockki l'idrogeno? Sai che ha una densità di energia pari a 200Wh/Kg (mi pare di ricordare), quindi ... continuo dopo.

  • - Scritto da: Sandro kensan
    > La differenza forse è che si può inquinare fuori
    > dai centri abitati.

    Vero. Uno dei possibili scenari è che i paesi del terzo mondo si vendano l'aria pulita permettendo di installare da loro le fabbriche che producono idrogeno bruciando carburanti fossili.
    Già oggi questo tipo di mercato avviene con le scorie radioattive, ad esempio. Non è bello, ma è ciò che avviene.

    > se ha bassa
    > efficienza non può certo sostituire l'energia
    > elettrica verde che può essere utilizzata dai
    > motori elettrici al 90% invece di finire in
    > Idrogeno utilizzato al 20%.

    Il problema a questo punto è solo di convenienza nello stoccaggio. Sinceramente su questo punto preferisco non pronunciarmi perchè non ne so abbastanza. Se hai dei riferimenti a tabelle comparative, sarò felice di informarmi meglio.
    Le ultime notizie che avevo letto dicevano però che le batterie hanno una durata limitata e che la produzione e lo smaltimento sono altamente inquinanti. D'altra parte persino chi produce energia elettrica oggi (ad esempio l'Enel) non ha modo di stoccarla convenientemente e si limita a diminuire il livello di produzione di notte per poi rialzarlo di giorno.

    > > Questo però non significa che l'uso
    >> dell'idrogeno sia sconveniente,
    > > perchè dobbiamo guardare avanti.
    > Si ma dobbiamo decidere oggi.

    Non necessariamente.
    Se ci fai caso si stanno tutti muovendosi coi piedi di piombo proprio perchè non ci sono le idee chiare su cosa sarà meglio usare.
    In questa intervista nel 2000 Rubbia diceva che l'idrogeno sarebbe arrivato prestissimo:
    http://digilander.libero.it/centralecrevalcore/dru...

    La General Motors invece, pur sfornando continuamente prototipi, ancora oggi parla del 2010 come data possibile:
    http://www.catpress.com/bplanet9/hywire/index.shtm...

    > Potrebbe essere ma ti ricordo che decidere oggi
    > per l'idrogeno significa decidere per l'idrogeno
    > liquido a temperature vicine allo zero assoluto,
    > pochi gradi kelvin.

    Su questo non posso discutere, perchè mi mancano le basi. Esistono però persone che dichiarano di poter modificare una Multipla Bipower anche oggi, in modo che funzioni ad Idrogeno:
    http://www.autoidrogeno.it/ (non c'è bisogno di iscriversi, basta entrare nel sito e navigare nel menu in alto)

    > Ma lo sai che per fare muovere il nostro parco
    > macchine con l'idrogeno ci vorrebbe il doppio
    > dell'energia elettrica prodotta in germania?

    Ecco perchè stanno tutti alla finestra in attesa di capire quale sia il vettore di energia migliore che possa sostituire i derivati del petrolio nei motori a scoppio.

    > Idea interessante, già ora con i generatori
    > eolici da pochi Kw puoi fare questo, non c'è
    > bisogno di pensare al futuro ipotetico.

    A parte che non so che tipo di permessi possano servire per installare un generatore eolico sul tetto del condominio in cui si abita, anche se fosse dove la immagazzini l'energia prodotta?
    Attualmente i sistemi a celle solari si basano sulla possibilità di rivendere corrente all'enel attraverso i nuovi contatori, e non si parla di immagazzinarla, se non sotto forma di acqua calda.
    Della possibilità di vendere la corrente prodotta all'Enel se ne parlò molto quando lo installò Beppe Grillo qualche anno fa:
    http://www.ilsolea360gradi.it/2001/gennaio2001.htm...

  • Su questo genere di notizie Beppe Grillo ne avrebbre da dire.

    Quante tecnologie che migliorerebbero la nostra vita vengono insabbiate col bene stare dei governanti del mondo.

    Sono stufo di bruciare pertolio per spostarmi, le tecnologie esistono, sulla carta e come prototipi, ma non le tirano fuori...
    Prima dobbiamo ingrassare i potenti comprando il loro petrolio, poi si vedra'. E' questo che vogliono, purtroppo per noi. Ci tengono come il loro branco di pecore col paraocchi da tosare continuamente.

    Speriamo che sto progetto non faccia una brutta fine.
    non+autenticato

  • > Speriamo che sto progetto non faccia una brutta
    > fine.

    mi sa proprio che resteranno belle parole al vento Triste
    non+autenticato
  • Questoi e' uno dei progetti che quando vedra la luce e' sara sfruttabile, verra subito brevettato da qualche gorssa industria legata al petrolio che lo seppellira , sino a quando tutto il petrolio non sara' finito .....
    non+autenticato

  • > Quante tecnologie che migliorerebbero la nostra
    > vita vengono insabbiate col bene stare dei
    > governanti del mondo.

    Finora tutte le tecnologie rivoluzionarie che ho visto avevano un unico enorme difetto: non sono competitive economicamente con il petrolio, quindi non hanno speranza di affermarsi sul mercato.
    Senza bisogno di affossamenti da parte di governi o petrolieri...

    Tra qualche anno, quando il prezzo del petrolio schizzera' a livelli insostenibili, inizieranno a diventare convenienti.
    vedi qui:
    www.peakoil.org
    Funz
    12979
  • Che bello, finalmente tutti potremo avere un BFG 9000 in casa contro gli zombie e le zanzare assassine che infesteranno l città.....per non parlare del cannone al plasma che ci permetterà di fare la caccia "bruciacchiando" solo una piccola parte degli animali per non farci sentire quel sapore di polvere da sparo..........non vedo l'ora .............SIiIiIiIiIIiIiIIiIIIIIiiiiIiiiiiIi !!!!

    Ah parte le stupidaggini, consumate consumate che tutto fa male.....ieri il fumo, oggi l'alcool, domani il sesso....A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Su questo genere di notizie Beppe Grillo ne
    > avrebbre da dire.
    >
    > Quante tecnologie che migliorerebbero la nostra
    > vita vengono insabbiate col bene stare dei
    > governanti del mondo.
    >
    > Sono stufo di bruciare pertolio per spostarmi, le
    > tecnologie esistono, sulla carta e come
    > prototipi, ma non le tirano fuori...
    > Prima dobbiamo ingrassare i potenti comprando il
    > loro petrolio, poi si vedra'. E' questo che
    > vogliono, purtroppo per noi. Ci tengono come il
    > loro branco di pecore col paraocchi da tosare
    > continuamente.
    >
    > Speriamo che sto progetto non faccia una brutta
    > fine.

    Negli anni 60 un conoscente di un mio collega aveva trovato il modo di far andare il motore della 500 a gasolio. Il macinino e l'idea sono stati comprati al tipo di cui sopra dalla FIAT per una macchina nuova e un po di soldi.

    Indovina un po' che fine ha fatto macinino e idea?Triste
    non+autenticato
  • > Prima dobbiamo ingrassare i potenti comprando il
    > loro petrolio, poi si vedra'. E' questo che
    > vogliono, purtroppo per noi. Ci tengono come il
    > loro branco di pecore col paraocchi da tosare
    > continuamente.

    Fossero solo loro a farlo... saremmo tutti ricchi !!!

    > Speriamo che sto progetto non faccia una brutta
    > fine.
    non+autenticato
  • > Ci tengono come il
    > loro branco di pecore col paraocchi da tosare
    > continuamente.

    infatti. chi controlla le tecnologie oggi, non è che ferma
    a tutti i costi quelle nuove, semplicemente deve prima
    trovare il modo di controllarle così che noi ci si rivolga
    a loro senza che cambi niente.
    napster è un esempio di tecnologia sfuggita di mano.
    non+autenticato
  • A leggere queste notizie si risolleva il morale e per qualche momento si ricomincia a sperare in un mondo migliore e più pulito.
    Inoltre, e un pò di buonumore non guasta, si pensa a tante cose che Microsoft definisce "tecnologie"... che pretende pure di brevettare... e inevitabilmente viene da ridere.
    Bah, speriamo nei veri scienziati e nei veri tecnici, perchè gli informatici hanno veramente rotto il ca**o.

    Buona giornata a tutti.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Bah, speriamo nei veri scienziati e nei veri
    > tecnici, perchè gli informatici hanno veramente
    > rotto il ca**o.

    Ma tàs, brùt teròn de l'osti !!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Bah, speriamo nei veri scienziati e nei veri
    > > tecnici, perchè gli informatici hanno veramente
    > > rotto il ca**o.
    >
    > Ma tàs, brùt teròn de l'osti !!!

    Ma LOL !!! Rotola dal ridere
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 10 discussioni)