Interviste/ Nella PA cresce la tecnologia

Una recente indagine sembra indicare che l'uso dell'informatica e di internet tra i giovani dirigenti della Pubblica Amministrazione è tutt'altro che sconosciuto. Ne parliamo con Anna Maria Venezia di Microsoft, che ha promosso la ricerca

Interviste/ Nella PA cresce la tecnologiaRoma - Una ricerca di NetConsulting realizzata in collaborazione con l'Associazione Associazione Giovani Classi Dirigenti della Pubblica Amministrazione (AGDP) mette in luce sorprendentemente come informatica, internet e nuove tecnologie in generale siano tutt'altro che sconosciute nella PA. Per capire, abbiamo approfondito l'argomento con Anna Maria Venezia, responsabile formazione in Microsoft Italia, società che ha promosso la ricerca.

Punto Informatico: Possiamo dunque affermare che computer e internet non solo sono diffusi nella Pubblica Amministrazione ma sono anche al centro dell'attenzione?

Anna Maria Venezia: Devo premettere che l'indagine sul ruolo che l'informatica può avere al livello dirigenziale nella PA è stata stimolata proprio dai dirigenti, che hanno preso l'iniziativa dimostrando di avere a cuore questi temi.
Va detto che a livello dirigenziale nel Pubblico esiste oggi una vivacità che di certo tiene il passo del Privato. E' un dato confermato anche da altre indagini: siamo abituati a sentire parlare di PA in un modo che lascia comunque ampi spazi di miglioramento, invece questa consapevolezza dei mezzi e delle possibilità da parte dei giovani dirigenti è stata una piacevole sorpresa.
PI: Grazie alla tecnologia i dirigenti lavorano meglio e di meno?

AMV: L'uso delle tecnologia viene vissuta come razionalizzazione dei processi e dei tempi. In realtà, l'entusiasmo dei giovani dirigenti è tale che quello che si guadagna, in termini di tempo e di operatività, con l'uso delle tecnologie viene re-impiegato, con la conseguenza di una maggiore produttività.
C'è anche un altro aspetto, decisamente importante, ed è la possibilità che la tecnologia offre in questo ambiente di liberarsi di lungaggini e procedure che sono in sé demotivanti. In questo senso, anzi, la tecnologia funge da stimolo: c'è consapevolezza delle opportunità che offre ma c'è anche la percezione del ruolo motivante della tecnologia.

PI: Ma quali sono i problemi più rilevanti emersi nell'indagine proprio sull'uso della tecnologia nella PA?

AMV: Quella che molti lamentano è una discordanza tra l'uso che viene fatto di tecnologie come l'email ed internet e quanto è consentito dalle procedure e dagli adempimenti burocratici. Questo significa che c'è un uso intensivo delle tecnologie per comunicare all'esterno, per i rapporti con i fornitori oppure per le comunicazioni con i cittadini, ma all'interno ci sono ancora molte barriere. Si pensi, per esempio, alle procedure di riservatezza e sicurezza delle comunicazioni internet, laddove la normativa non ha ancora recepito l'uso di strumenti tecnologici che offrono garanzie uguali o superiori agli strumenti tradizionali. Si pensi alla firma digitale: finché le norme non si sviluppano in questa direzione di fatto si toglie valore all'utilizzo della tecnologia stessa.

PI: Stando ai dati dell'AIPA e alle rilevazioni di NetConsulting, la diffusione del computer nella PA cresce ad un ritmo sufficiente. Ma è davvero abbastanza quello che si sta facendo in termini di investimenti per rispondere alle esigenze di organizzazione, riduzione dei costi, compressione dei tempi e miglioramento della comunicazione con il cittadino?

AMV: Va detto che la situazione è a macchia di leopardo. Ci sono uffici, quelli centrali, tipicamente dei ministeri, in cui l'uso delle tecnologie è massiccio e quindi crea un sistema fertile per la razionalizzazione dei processi.
Ci sono poi le realtà locali, regioni, province e comuni, in cui si risente molto delle differenze, per esempio, tra nord e sud.
Per quanto riguarda lo studio occorre tenere presente che l'esame è stato condotto in collaborazione con l'Associazione dei dirigenti e dunque si riferisce alla situazione degli associati. Questi sono evidentemente persone che perlopiù, ovunque hanno potuto, hanno supportato la diffusione e l'adozione della tecnologia.
Uno sforzo in più andrebbe probabilmente fatto non necessariamente nell'acquisto di PC ma anche nella realizzazione di banche dati, nella diffusione del loro accesso con un lavoro, diciamo, non solo di front-office ma anche di back-office.

PI: Nonostante l'elevato grado di utilizzo, dall'indagine emerge che molti dei giovani dirigenti ritengono centrale la partecipazione a corsi di formazione specialistici che consentano loro di ottenere ancora maggiori benefici dall'adozione di queste tecnologie. Quali sono gli strumenti di formazione che a vostro parere andrebbero utilizzati? Cosa può offrire Microsoft per coprire queste esigenze?

AMV: La formazione all'interno della PA ha varie anime. Sull'IT le anime sono sostanzialmente tre: esigenza di competenze specialistiche legate alla creazione di infrastrutture informatiche; alfabetizzazione, cioè diffusione della capacità dell'uso; manageriale, per cui l'impatto che l'IT ha nei vari uffici, sul miglioramento della gestione stessa.
Gli strumenti sono differenti a seconda della tipologia. Va da sé che l'alfabetizzazione è un programma di massa, di volume, e quindi ci deve essere una considerazione di riduzione dei costi legati all'economia di scala. Dunque e-learning, che non esclude comunque momenti di confronto in aula con tutor ecc.
La parte tecnico-specialistica è ovviamente ridotta in termini numerici e quindi l'e-learning rappresenta uno strumento ma va utilizzato in assoluta congiunzione con laboratori, simulazioni d'aula. Non giocando più sui volumi siamo in presenza di processi formativi che devono essere gestiti in un modo misto.
L'area manageriale, cioè l'uso dell'IT in chiave manageriale, può avvalersi di strumenti legati alla rete per quanto riguarda il recupero di materiali o community ma dev'essere basata sul confronto diretto. I dirigenti e i manager devono condividere informazioni ed esperienze in seminari, aggiornamenti in cui si incontrino e si parlino.
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72 Commenti alla Notizia Interviste/ Nella PA cresce la tecnologia
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  • Quanto detto è inutilmente corretto: "l'informatizzazione esiste"; beh, vorrei proprio vedere visto che "informatizzare" significa anche semplicemente mettere un PC dove prima non c'era; che utilizzare "nuove tecnologie" è anche utilizzare tastiera e mouse wireless.
    Mi piace (e mi fà anche sorridere) la figura illuminata del "giovane dirigente" ma l'ambito è più associato ad una questione di apertura mentale piuttosto che all'età.
    Consideriamo l'informatizzazione posta su due piani:
    - a livello infrastrutturale (tra + uffici o enti)
    - a livello strutturale (es. in un ufficio)
    La figura del dirigente non riesce però ad arrivare al livello strutturale in quanto si passa alla pratica e non è giustamente un ambito di propria competenza.
    Ecco apparire la figura (rarissima) di un responsabile informatico interno, attenzione la parola "responsabile" non deve essere solo una nomina dall'alto: tale persona -deve- avere questa specializzazione.
    Per amore di ciò (difetto del 90% degli informatici) si adopera in magiche imprese di ristrutturazione con famiglie che aspettano a casa per la cena.
    Il lavoro non è solo pratico ma deve anche tener conto di fattori trasversali di razionalizzazione dei processi e dei tempi, probabilmente anche di riorganizzazione di processo.
    La possibilità di riuscita và dallo zero al 90% e la percentuale dipende solo dal suo dirigente che nei suoi compiti dovrebbe anche dare motivazione e riconoscimento per un lavoro che progredisce e viene svolto bene.
    ..... ma ciò avviene ?


    Quando entrate in un ufficio e notate "efficienza informatica" (diversa dalla mera "presenza informatica e tecnologica") pensate che dietro c'è (o probabilmente c'era) un informatico e sopra di lui sempre un dirigente.

    non+autenticato
  • E pensare che tutti potrebbero trarre vantaggio dall'introduzione del Software Libero, o quanto meno Open Source all'interno della PA.

    Invece si parla sempre solo di Microsoft.

    Si avrebbero vantaggi legati alla sicurezza (nientre piu' virus trasmessi dal solito Outlook, maggior sicurezza contro le intrusioni nei server...),

    Sarebbe garantita la privacy di dati personali dei cittadini o della PA stessa, che invece Microsoft non esiterebbe ad includere nel suo grande db (Passport, parte del progetto Hailstorm).

    Si potrebbe incentivare la produzione di software nazionale, producendo cosi' nuovi posti di lavoro ed evitando che miliardi se ne vadano all'estero, in particolare nelle casse di Microsoft...

    non+autenticato


  • - Scritto da: Aniram
    > E pensare che tutti potrebbero trarre
    > vantaggio dall'introduzione del Software
    > Libero, o quanto meno Open Source
    > all'interno della PA.
    >
    > Invece si parla sempre solo di Microsoft.

    Parole Sante......

    >
    > Si avrebbero vantaggi legati alla sicurezza
    > (nientre piu' virus trasmessi dal solito
    > Outlook, maggior sicurezza contro le
    > intrusioni nei server...),

    Sono d'accordissimo

    >
    > Sarebbe garantita la privacy di dati
    > personali dei cittadini o della PA stessa,
    > che invece Microsoft non esiterebbe ad
    > includere nel suo grande db (Passport, parte
    > del progetto Hailstorm).

    Ti pensi riuscire ad avere il controllo da remoto di un server di una anagrafe grazie a qualche codicillo? Cosa succede in questi casi? mettono in galera il CED? Vanno a Prendersi per le orecchie bill? Mettono in galera il Sindaco?

    Se questo succede in una azienda allora si invoca il garante, la 318/99 e così via, ma in questi casi?

    > Si potrebbe incentivare la produzione di
    > software nazionale, producendo cosi' nuovi
    > posti di lavoro ed evitando che miliardi se
    > ne vadano all'estero, in particolare nelle
    > casse di Microsoft...

    Un po' di autarchia telematica non farebbe male, visto che di teste pensanti in italia ce ne sono, basta valorizzarle
    non+autenticato


  • - Scritto da: Aniram
    > E pensare che tutti potrebbero trarre
    > vantaggio dall'introduzione del Software
    > Libero, o quanto meno Open Source
    > all'interno della PA.
    >
    > Invece si parla sempre solo di Microsoft.

    Sigh. quantohai ragione!
    Triste((
    non+autenticato
  • > vantaggio dall'introduzione del Software
    > Libero, o quanto meno Open Source
    > all'interno della PA.

    "quanto meno" un accidente...
    non+autenticato


  • - Scritto da: Pogoboy
    > > vantaggio dall'introduzione del Software
    > > Libero, o quanto meno Open Source
    > > all'interno della PA.
    >
    > "quanto meno" un accidente...

    Non capisco... Libero e' ancora meglio di Open Source, anche se Open Source e' un termine piu' conosciuto.

    Ti faccio un esempio: Darwin, il cuore di Mac OS X e' Open Source, ma non e' libero, la FSF ha decretato che la licenza Apple, nella sua versione 1.2 non e' una licenza libera, mentre la OSI l'ha dichiarata Open Source.
    GNU/Linux invece e' un sistema libero ossia garantisce all'utente le 4 liberta' fondamentali:

    libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (Libertà 0).

    libertà di studiare come funziona il programma, e adattarlo alle proprie necessità (Libertà 1). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

    libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (Libertà 2).

    libertà di migliorare il programma, e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (Libertà 3). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

    Naturalmente il Software Libero e' anche Open Source.

    Ciao!



    non+autenticato
  • - Scritto da: Aniram

    > Non capisco... Libero e' ancora meglio di
    > Open Source, anche se Open Source e' un
    > termine piu' conosciuto.

    Secondo l'interpretazione comune, "libero" = GPL.

    > la FSF ha decretato che la licenza Apple,
    > nella sua versione 1.2 non e' una licenza
    > libera, mentre la OSI l'ha dichiarata Open
    > Source.

    Qualcuno alla FSF ha anche decretato che gli sviluppatori non dovrebbero avere il diritto di decidere sotto quale licenza rilasciare il software, e la GPL non e' altro che lo strumento per ottenere l'eliminazione di questa semplice liberta'.

    > libertà di eseguire il programma, per
    ...
    > libertà di studiare come funziona il
    ...
    > libertà di migliorare il programma, e
    > distribuirne pubblicamente i miglioramenti,

    La "distribuzione dei miglioramenti", piu' che una liberta', e' un'imposizione della licenza (spacciata naturalmente per liberta', altrimenti non ci cascherebbe nessuno!)

    > in modo tale che tutta la comunità ne
    > tragga beneficio (Libertà 3). L'accesso al
    Manca la liberta' 5: usare i sorgenti in un altro prodotto senza che la FSF pretenda di modificarne la licenza attraverso il GPl-virus. Preferisco una licenza Open Source che non vada a imporre nulla a nessuno (fa parte della "liberta'").

    > Naturalmente il Software Libero e' anche
    > Open Source.

    Fortunatamente il software Open Source non e' necessariamente "libero"Sorpresa)
    non+autenticato


  • - Scritto da: Pogoboy
    > - Scritto da: Aniram
    >
    > > Non capisco... Libero e' ancora meglio di
    > > Open Source, anche se Open Source e' un
    > > termine piu' conosciuto.
    >
    > Secondo l'interpretazione comune, "libero" =
    > GPL.

    Vero! Ma non e' cosi'. Moltissime sono le licenze libere.

    >
    > > la FSF ha decretato che la licenza Apple,
    > > nella sua versione 1.2 non e' una licenza
    > > libera, mentre la OSI l'ha dichiarata Open
    > > Source.
    >
    > Qualcuno alla FSF ha anche decretato che gli
    > sviluppatori non dovrebbero avere il diritto
    > di decidere sotto quale licenza rilasciare
    > il software, e la GPL non e' altro che lo
    > strumento per ottenere l'eliminazione di
    > questa semplice liberta'.

    Su questo non sono d'accordo e poi uno sviluppatore di software libero non e' obbligato a rilasciare il suo software sotto GPL dato che esistono molte altre licenze libere.

    Io non sono programmatore, ma se lo fossi, sarei piu' felice sapere che una licenza impedisce di vedere incluso il mio lavoro in prodotti proprietari. Anche perche' chi include il mio codice in un prodotto proprietario, lo fa per gudagnarci sopra.

    Ah, da qualche tempo ho iniziato a scrivere articoli tecnici e no e tutto cio' che scrivo sara' sempre rilasciato sotto la Licenza per Documentazione Libera GNU (GFDL).

    >
    > > libertà di eseguire il programma, per
    > ...
    > > libertà di studiare come funziona il
    > ...
    > > libertà di migliorare il programma, e
    > > distribuirne pubblicamente i
    > miglioramenti,
    >
    > La "distribuzione dei miglioramenti", piu'
    > che una liberta', e' un'imposizione della
    > licenza (spacciata naturalmente per
    > liberta', altrimenti non ci cascherebbe
    > nessuno!)

    Scusa, ma qui si afferma: liberta' di ridistribuirne pubblicamente i cambiamenti, non obbligo.
    La APSl non e' consdiderata libera dalla FSF proprio perche' _impone_ di ridistribuire pubblicamente i cambiamenti, anche quelli effettuati per scopi privati

    >
    > > in modo tale che tutta la comunità ne
    > > tragga beneficio (Libertà 3). L'accesso al
    > Manca la liberta' 5: usare i sorgenti in un
    > altro prodotto senza che la FSF pretenda di
    > modificarne la licenza attraverso il
    > GPl-virus. Preferisco una licenza Open
    > Source che non vada a imporre nulla a
    > nessuno (fa parte della "liberta'").

    Hai una strano concetto di liberta'.
    Sei sicuro di non essere piu' vicino a mIcrosoft di quanto dichiari?

    Su una cosa posso darti ragione: alcuni membri della FSF sono _integralisti_ e l'integralismo in tutte le sue forme mi da fastidio, guarda nella vita quotidiana a cosa porta...

    >
    > > Naturalmente il Software Libero e' anche
    > > Open Source.
    >
    > Fortunatamente il software Open Source non
    > e' necessariamente "libero"Sorpresa)

    Io invece sono per il software che non puo' essere proprietarizzato, solo questo e' veramente libero.


    Ciao!

    non+autenticato
  • - Scritto da: Aniram
    >
    >
    > - Scritto da: Pogoboy
    > > - Scritto da: Aniram
    > >
    > > > libertà di migliorare il programma, e
    > > > distribuirne pubblicamente i
    > > miglioramenti,
    > >
    > > La "distribuzione dei miglioramenti", piu'
    > > che una liberta', e' un'imposizione della
    > > licenza (spacciata naturalmente per
    > > liberta', altrimenti non ci cascherebbe
    > > nessuno!)
    >
    > Scusa, ma qui si afferma: liberta' di
    > ridistribuirne pubblicamente i cambiamenti,
    > non obbligo.
    > La APSl non e' consdiderata libera dalla FSF
    > proprio perche' _impone_ di ridistribuire
    > pubblicamente i cambiamenti, anche quelli
    > effettuati per scopi privati

    Scusate, un typo, APSL: Apple Public Source License non APSl, che non so neppure se esiste...

    Ciao
    Aniram

    >
    > >
    non+autenticato
  • - Scritto da: Aniram

    > Su questo non sono d'accordo e poi uno
    > sviluppatore di software libero non e'
    > obbligato a rilasciare il suo software sotto
    > GPL dato che esistono molte altre licenze
    > libere.

    Alias Open SourceSorpresa)

    > include il mio codice in un prodotto
    > proprietario, lo fa per gudagnarci sopra.

    La stessa cosa che potresti fare tu con parti di altri software Open Source.

    > Ah, da qualche tempo ho iniziato a scrivere
    > articoli tecnici e no e tutto cio' che
    > scrivo sara' sempre rilasciato sotto la
    > Licenza per Documentazione Libera GNU
    > (GFDL).

    > Scusa, ma qui si afferma: liberta' di
    > ridistribuirne pubblicamente i cambiamenti,
    > non obbligo.

    Se ridistribuisco il sofware modificato, devo distribuire anche i sorgenti.

    > Hai una strano concetto di liberta'.

    Cercare di imporre una licenza (GPL) usando qualsiasi squallido trucco, in nome della liberta', mi pare altrettanto strano. Se la FSF dichiarasse il suo vero scopo forse il tutto risulterebbe meno strano.

    > Sei sicuro di non essere piu' vicino a
    > mIcrosoft di quanto dichiari?

    Non mi pare di aver mai dichiarato nulla in merito a cio'.

    > Su una cosa posso darti ragione: alcuni
    > membri della FSF sono _integralisti_ e

    Peccato che proprio loro hanno inventato la GPL e tutto quello che si porta dietro, senza risparmiare qualche critica all'Open Source che non si presta cosi' bene ai loro scopi.

    > Io invece sono per il software che non puo'
    > essere proprietarizzato, solo questo e'
    > veramente libero.

    Se io prendo un pezzo di NetBSD e ci faccio un router, e poi lo vendo, non ti ho rubato nulla: tu sei libero di prendere gli stessi sorgenti che ho usato io, e di fare altrettanto. Lo stesso Stallman, quando difende il diritto di copiare software per aiutare gli altri, afferma che quando copio un software non rubo nulla a nessuno - trattandosi appunto di una copia.

    Non sei pero' libero di accampare diritti sul software che io ho sviluppato, investendo tempo e denaro, perche' fortunatamente alcune licenze OS sono piu' civili di altre =)
    non+autenticato


  • - Scritto da: Pogoboy
    > - Scritto da: Aniram
    > > Scusa, ma qui si afferma: liberta' di
    > > ridistribuirne pubblicamente i
    > cambiamenti,
    > > non obbligo.
    >
    > Se ridistribuisco il sofware modificato,
    > devo distribuire anche i sorgenti.

    mi pare il minimo

    > > Hai una strano concetto di liberta'.
    >
    > Cercare di imporre una licenza (GPL) usando
    > qualsiasi squallido trucco, in nome della
    > liberta', mi pare altrettanto strano. Se la
    > FSF dichiarasse il suo vero scopo forse il
    > tutto risulterebbe meno strano.

    <COMPLOTTO_DEI_CATTIVONI_DELLA_FSF>
    il suo vero scopo?? cioe'?
    </COMPLOTTO_DEI_CATTIVONI_DELLA_FSF>

    > > Sei sicuro di non essere piu' vicino a
    > > mIcrosoft di quanto dichiari?
    >
    > Non mi pare di aver mai dichiarato nulla in
    > merito a cio'.

    infatti no sei solo uno che vuole sfruttare il lavoro altrui senza dare nulla in cambio
       
    > > Su una cosa posso darti ragione: alcuni
    > > membri della FSF sono _integralisti_ e
    >
    > Peccato che proprio loro hanno inventato la
    > GPL e tutto quello che si porta dietro,
    > senza risparmiare qualche critica all'Open
    > Source che non si presta cosi' bene ai loro
    > scopi.

    a me sembra che sia la bpl che non si presta bene ai tuoi scopi e cioe' attingere a codice altrui per poter fare soldi e non permettere ad altri di fare lo stesso con il tuo codice, ma che furbacchione che sei complimenti!

    > > Io invece sono per il software che non
    > puo'
    > > essere proprietarizzato, solo questo e'
    > > veramente libero.
    >
    > Se io prendo un pezzo di NetBSD e ci faccio
    > un router, e poi lo vendo, non ti ho rubato
    > nulla: tu sei libero di prendere gli stessi
    > sorgenti che ho usato io, e di fare
    > altrettanto. Lo stesso Stallman, quando
    > difende il diritto di copiare software per
    > aiutare gli altri, afferma che quando copio
    > un software non rubo nulla a nessuno -
    > trattandosi appunto di una copia.

    hai poche idee ma ben confuse, qui non si parla di 'rubare' ma di condivedere il proprio lavoro con altri dopo aver sfruttato il lavoro di qualcuno che lo ha condiviso con te (copiare un software e' diverso dal prendere pezzi di un software ed usarli per farne un altro)

    > Non sei pero' libero di accampare diritti
    > sul software che io ho sviluppato,
    > investendo tempo e denaro, perche'
    > fortunatamente alcune licenze OS sono piu'
    > civili di altre =)

    accampare diritti?? guarda che ti si chiede solo di condividere il tuo lavoro cosi' come lo ha condiviso il tizio da cui hai attinto codice, mica ti chiedono una percentuale sulle vendite.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Pogoboy
    > Qualcuno alla FSF ha anche decretato che gli
    > sviluppatori non dovrebbero avere il diritto
    > di decidere sotto quale licenza rilasciare
    > il software, e la GPL non e' altro che lo
    > strumento per ottenere l'eliminazione di
    > questa semplice liberta'.

    guarda che nessuno ti obbliga a prendere codice da programmi sotto gpl per i software che vuoi sviluppare ma se lo fai mi sembra il minimo che tu metta il tuo software sotto gpl, oppure per te vale: quello che e' tuo e' mio e quello che e' mio e' mio?

    > La "distribuzione dei miglioramenti", piu'
    > che una liberta', e' un'imposizione della
    > licenza (spacciata naturalmente per
    > liberta', altrimenti non ci cascherebbe
    > nessuno!)

    leggi sopra

    > Manca la liberta' 5: usare i sorgenti in un
    > altro prodotto senza che la FSF pretenda di
    > modificarne la licenza attraverso il
    > GPl-virus. Preferisco una licenza Open
    > Source che non vada a imporre nulla a
    > nessuno (fa parte della "liberta'").

    cosi' potresti sfruttare il lavoro altrui negando pero' agli altri di beneficiare del tuo complimenti! ripeto nessuno ti obbliga ad 'attingere' a codice scritto da altri ma se lo fai mi pare il minimo che tu permetta di fare altrettanto col tuo software altrimenti sei solo una sanguisuga!

    > Fortunatamente il software Open Source non
    > e' necessariamente "libero"Sorpresa)

    invece lo e' sei tu che fai finta di non capirlo
    non+autenticato
  • LA settimana scorsa, navigando sul sito del ministero per l'innovazione http://www.mininnovazione.it , ho notato questa dicititura: Per scrivere al Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie: L.Stanca@governo.it

    Ho scritto scritto un paio di commenti educati e cortesi, suoi quali non è mai pervenuta una risposta, ma in compenso sono stato iscritto AUTOMATICAMENTE e senza il mio consenso alla loro insulsa mailing-list.

    Il colmo è che i loro messaggi si concludono con "Invitiamo a segnalare allo stesso indirizzo recapiti elettronici di persone e organizzazioni - anche non italiane - che potrebbero essere interessate a ricevere la pubblicazione."

    ... netiquette? mai sentita?

    mah....

    Un saluto a tutti

    100% centopercento@yahoo.com
    --
    iscritto ad ARCHIBALD:
    http://www.geocities.com/archibaldti/
    gruppo di discussione
    per la diffusione
    delle tecnologie dell'informazione
    --
    non+autenticato
  • Io ancora devo veddere un computer in quegli uffici. Ok, e' un piccolo comune, ma mi pare che ci vorranno anni prima di vedere un po' di efficienza diciamo diffusa
    non+autenticato
  • OK pero' invece i progressi ci sono. Basta andare in giro per uff pubblici. Certo immagino che in un piccolo comuine le cose siano diverse. Ma io che sto a Roma, nonostante tutti i casini che ci stanno (tipo con le schede lettorali che non arrivano), dei progressi si vedono. Insomma io sono fiduciosa...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sabrina
    > OK pero' invece i progressi ci sono. Basta
    > andare in giro per uff pubblici.

    Parlare male della PA è una moda. Solo pochi riescono a vedere oltre i luoghi comuni. Inoltre, nel caso in cui qualche amministrazione o funzionario non rispetti norme fondamentali come il decreto 445/2000 il cittadino dovrebbe imparare a difendersi da solo invece di sbraitare contro vento.
    non+autenticato
  • Salve a tutti.
    Sono dipendente di un Comune che conta circa 600.000 abitanti (quindi non tanto piccolo) e leggendo le risposte di Anna Maria Venezia di Microsoft ho subito notato quanto queste siano cosi' lontane dalla realta' dell'area in cui lavoro.
    Innanzitutto vorrei porre l'accento sul fatto che la stragrande maggioranza dell'hardware in dotazione e' obsoleto (dai PC ai dalle stampanti alle reti, ecc...) cosicche' anche gli applicativi in uso nei PC non hanno performance sufficenti a soddisfare le esigenze (sacrosante) degli utenti. I motivi vanno ricercati nelle scelte (poco tecniche e piu' economiche) dell'Ente che non bada alla qualita' o alla loro obsolescenza: se per esempio consideriamo il PC di ultima generazione dotato di Pentium IV, e se il Comune decide di acquistare un partita di computer da dare in dotazione ad esempio all'Ufficio Anagrafe, dopo averli acquistati da un ipotetico vincitore di una gara di appalto per la loro fornitura, si ritrova con uno stock di PC dotati (se va bene) di Pentium 233MMX e magari pagati cifre superiori a quelle del loro reale valore (vi assicuro che fatti del genere sono gia' accaduti).
    Tutto questo perche' all'interno della struttura comunale le persone preposte all'acquito del materiale informatico non hanno competenze sufficenti (a volte non ne hanno affatto) per distinguere materiale dotato di tecnologie recenti dal materiale "del nonno" (i fornitori lo sanno molto bene).
    Per quello che concerne la formazione tecnico-informatica del personale devo dire che nel mio Ente sono state spese parecchie risorse (specialmente economiche); purtroppo pero' ho notato che si e' cercato di formare per lo piu' persone spesso disinteressate o con poca attitudine alla materia.

    Carlo Ancestrali.




    non+autenticato


  • - Scritto da: Carlo Ancestrali
    > Salve a tutti.

    Ciao!
    Quanto dici e' sprecato in un forum, prova a scrivere qualcosa in piu' e ad inviarlo direttamente alla redazione di Punto Informatico.

    Magari lo pubblicano, come fanno con le e-mail di chi ha problemi con questo o quel gestore telefonico...

    Ciao
    Marina

    > Sono dipendente di un Comune che conta circa
    > 600.000 abitanti (quindi non tanto piccolo)
    > e leggendo le risposte di Anna Maria Venezia
    > di Microsoft ho subito notato quanto queste
    > siano cosi' lontane dalla realta' dell'area
    > in cui lavoro.
    > Innanzitutto vorrei porre l'accento sul
    > fatto che la stragrande maggioranza
    > dell'hardware in dotazione e' obsoleto (dai
    > PC ai dalle stampanti alle reti, ecc...)
    > cosicche' anche gli applicativi in uso nei
    > PC non hanno performance sufficenti a
    > soddisfare le esigenze (sacrosante) degli
    > utenti. I motivi vanno ricercati nelle
    > scelte (poco tecniche e piu' economiche)
    > dell'Ente che non bada alla qualita' o alla
    > loro obsolescenza: se per esempio
    > consideriamo il PC di ultima generazione
    > dotato di Pentium IV, e se il Comune decide
    > di acquistare un partita di computer da dare
    > in dotazione ad esempio all'Ufficio
    > Anagrafe, dopo averli acquistati da un
    > ipotetico vincitore di una gara di appalto
    > per la loro fornitura, si ritrova con uno
    > stock di PC dotati (se va bene) di Pentium
    > 233MMX e magari pagati cifre superiori a
    > quelle del loro reale valore (vi assicuro
    > che fatti del genere sono gia' accaduti).
    > Tutto questo perche' all'interno della
    > struttura comunale le persone preposte
    > all'acquito del materiale informatico non
    > hanno competenze sufficenti (a volte non ne
    > hanno affatto) per distinguere materiale
    > dotato di tecnologie recenti dal materiale
    > "del nonno" (i fornitori lo sanno molto
    > bene).
    > Per quello che concerne la formazione
    > tecnico-informatica del personale devo dire
    > che nel mio Ente sono state spese parecchie
    > risorse (specialmente economiche); purtroppo
    > pero' ho notato che si e' cercato di formare
    > per lo piu' persone spesso disinteressate o
    > con poca attitudine alla materia.
    >
    > Carlo Ancestrali.
    >
    >
    >
    >
    non+autenticato
  • Ciao, Marina.
    Quello che ho espresso in questa rubrica di commenti e' solo una mia opinione e spero possa diventare uno spunto per aprire un confronto con diverse persone (magari pubblici dipendenti e non ) su come l'informatica e' inserita all'interno di una Pubblica Amministrazione (di seguito PA) e se cio' che dice la Signora Anna Maria Venezia abbia riscontro nella "vita reale" anche in altre realta'.
    Non ho ritenuto opportuno scrivere le mie riflessioni direttamente alla Redazione di Punto Informatico come fanno quelli che si lamentano dei gestori di telefonia per il semplice fatto che non intendo rischiare di mettere in cattiva luce la PA nella quale tra l'altro lavorano anche persone coscienziose e professionalmente preparate e che nella maggior parte dei casi soddisfa in maniera esaustiva le esigenze dei cittadini.

    Carlo Ancestrali


    non+autenticato


  • - Scritto da: Carlo Ancestrali


    Ciao,
    ok, capisco le tue ragioni.
    Comunque non dicevo di scrivere una lettera polemica piena di lamentele, ma semplicemente di far conoscere una realta' diversa da quella descritta dalla Sig. ra Venezia, tutto qui.

    Anche questa sarebbe informazione.

    Ciao!
    Marina

    > Ciao, Marina.
    > Quello che ho espresso in questa rubrica di
    > commenti e' solo una mia opinione e spero
    > possa diventare uno spunto per aprire un
    > confronto con diverse persone (magari
    > pubblici dipendenti e non ) su come
    > l'informatica e' inserita all'interno di una
    > Pubblica Amministrazione (di seguito PA) e
    > se cio' che dice la Signora Anna Maria
    > Venezia abbia riscontro nella "vita reale"
    > anche in altre realta'.
    > Non ho ritenuto opportuno scrivere le mie
    > riflessioni direttamente alla Redazione di
    > Punto Informatico come fanno quelli che si
    > lamentano dei gestori di telefonia per il
    > semplice fatto che non intendo rischiare di
    > mettere in cattiva luce la PA nella quale
    > tra l'altro lavorano anche persone
    > coscienziose e professionalmente preparate e
    > che nella maggior parte dei casi soddisfa in
    > maniera esaustiva le esigenze dei cittadini.
    >
    > Carlo Ancestrali
    >
    >
    non+autenticato
  • sono a dir poco disgustatoTriste
    non+autenticato