Un'agenda per lo sviluppo: battaglia al WIPO

di Andrea Glorioso - Brevetti? Wikipedia? Ecco chi e cosa porta a scelte che condizionano tanto profondamente le libertà civili e digitali. Qualcuno boicotta un WIPO più trasparente, con rischi per tutti

Roma - Si apre oggi (11 Aprile 2005) presso il WIPO (World Intellectual Property Organization - in italiano OMPI, Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) l'incontro IIM/1 - "Inter-sessional Intergovernmental Meeting on a Development Agenda for WIPO" - i cui lavori si concluderanno due giorni dopo, il 13 Aprile 2005.

La sigla anonima e il burocratese marcato non traggano in inganno: si tratta di un momento cruciale, un nodo gordiano in cui verranno dibattute molte delle questioni relative alla corretta gestione a livello internazionale della "Proprietà Intellettuale" poste sul tappeto negli ultimi mesi ed anni.

Cos'è il WIPO
La "Proprietà Intellettuale" riveste oggigiorno un ruolo preminente, non solo nell'economia dell'informazione propria dei paesi avanzati, ma anche nel contesto dei paesi in via di sviluppo - si pensi, per esempio, alla tutela della cosiddetta "conoscenza tradizionale", assurta all' onore della cronaca di questi ultimi tempi per via delle pretese di alcune multinazionali di brevettare, a scopo di sfruttamento commerciale nel settore alimentare o medicale, il codice genetico di specie vegetali del subcontinente indiano (esempio tra i tanti) le cui specifiche proprietà nutritive o curative erano da tempo note ai popoli indigeni.
La World Intellectual Property Organization (WIPO d'ora in poi) è:
"Una organizzazione internazionale dedita a promuovere l'uso e la protezione dei lavori (prodotti) dello spirito umano. Questi lavori - la proprietà intellettuale - stanno espandendo i confini della scienza e della tecnologia e arricchendo il mondo delle arti. Con il suo lavoro, il WIPO gioca un ruolo importante nel migliorare la qualità della vita, oltre che nel creare una vera ricchezza per le nazioni (...) Il WIPO è una delle 16 agenzie specializzate del sistema delle Nazioni Unite. Amministra 23 trattati internazionali aventi ad oggetto differenti aspetti della protezione della proprietà intellettuale. L'organizzazione conta 182 nazioni come stati membri".

Al di là del tono apologetico della descrizione (tratta dal sito web dell'organizzazione stessa) si prenda nota che il WIPO è "una delle 16 agenzie (...) delle Nazioni Unite" (si veda anche l'accordo ufficiale tra WIPO e Nazioni Unite) perché è da questo concetto di base che ha preso il via uno dei movimenti di riforma del WIPO più dirompenti degli ultimi anni.

Il WIPO, dunque, si occupa di gestire - tramite meccanismi procedurali che in questa sede non verranno enucleati nel dettaglio, dato che la documentazione relativa è comunque disponibile presso il sito dell'organizzazione - svariati trattati internazionali relativi alla gestione della proprietà intellettuale.

Ma io non sono un giurista, cosa me ne frega del WIPO?
Al di là della generica considerazione che ci si può anche non occupare di politica, ma la politica presto a tardi si occupa di noi, è opportuno ricordare che molte delle leggi che - in Europa e in Italia - regolano (e limitano) il mondo digitale sono il risultato diretto di trattati elaborati in sede WIPO.

Come esempio tra i più noti, la direttiva 2001/29/EC (EUCD - European Union Copyright Directive, anche nota come Direttiva InfoSoc) e l'annesso obbligo per gli stati membri dell'Unione Europea di implementare gli strumenti legislativi volti a sanzionare l'aggiramento (e in alcuni casi la mera pubblicizzazione degli strumenti che lo permettono) delle "misure tecniche di protezione" (TPM o "Technical Protection Measures", i dispositivi o processi logici che regolano la copia, l'accesso e/o l'utilizzo di una determinata opera in forma digitale) sono il risultato di due trattati WIPO - il WCT, Wipo Copyright Treaty, e il WPPT, Wipo Performances and Phonograms Treaty (maggiori informazioni ed un'analisi dell'EUCD e delle implementazioni a livello nazionali sono contenuto nell'analisi della Foundation for Information Policy Research e in quella del Berkman Center for Internet and Society).

Allo stesso modo, la discussione in corso sul SPLT, Substantive Law Patent Treaty, potrebbe avere degli effetti dirompenti, se si considerano le forti pressioni che alcuni stati membri (tra cui gli Stati Uniti d'America) stanno applicando per ridurre o annullare, all'interno di questo trattato, le eccezioni alla brevettabilità; anche se nell'Unione Europea, a quanto pare, non abbiamo bisogno di un trattato internazionale per rendere legale la brevettazione del software, un avallo delle pratiche ad oggi illegali dell'EPO (European Patent Office) da parte di un trattato WIPO renderebbe ancora più tenui le speranze di affossare la brevettabilità dei programmi per elaboratore.

Gli esempi potrebbero proseguire.

In generale, dato il sistema globalizzato e interdipendente in cui viviamo, ogni cosa venga decisa al WIPO ha degli effetti concreti sulla legislazione europea ed italiana - se tali effetti saranno positivi o negativi è una domanda per rispondere alla quale occorre giocoforza interessarsi ed intervenire all'interno di quegli stessi meccanismi internazionali.
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22 Commenti alla Notizia Un'agenda per lo sviluppo: battaglia al WIPO
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  • Stiamo parlando di due fronti contrapposti: gli utenti e le multinazionali.

    Gli utenti teoricamente hanno più potere, ma non sono organizzati, non riescono a fare pressione, anche perché la materia è complessa e certo non scalda il cuore delle masse.

    Ci sono diverse associazioni che si battono per un nuovo copyright, ma anche queste da sole spesso possono fare poco. Per questo alcune (Liber Liber, Creative Commons Italia, Secolo della Rete, ecc.) hanno creato una "piazza virtuale" di dibattito e incontro, dove singoli, associazione e anche aziende interessate a questi argomento possono mettersi in contatto, attivare collaborazioni e cercare sostegno. Si chiama Frontiere digitali, http://www.frontieredigitali.it/

    Attenzione: non è una associazione, e non ha una sua posizione su questo o altri argomenti: è una piattaforma neutra, che può essere usata liberamente e senza vincoli. In questo modo si superano, si spera, i problemi derivanti dal dover essere tutti necessariamente d'accordo su tutto. E non si creano, all'interno di Frontiere digitali, fronti contrapposti. Ogni associazione, singolo o azienda che usa lo strumento rimane indipendente e conserva la sua autonomia decisionale.

    Se la cosa vi sembra utile, visitate il sito http://www.frontieredigitali.it/

    Ciao.
  • Mi sono letto con attenzione l'articolo e mi rendo conto della posta in gioco. Ma io che posso fare? Contanto che lavoro tutto il giorno sabato compreso, che ho una famiglia a cui pensare, che cosa posso fare?
    non+autenticato
  • Oggi come oggi il vero potere in mano non ce l'hanno le multinazionali. Ce l'ha la gente che va a comperare al supermercato. Se domani si decide tutti che se c'è il nome di una major monopolista sul Cd non lo si compra e si registra dalla radio (o si ottiene per vie traverse).
    Se noi tutti chiediamo al politico di turno cosa vuol fare per i brevetti (che alla fine ci fregano tutti a favore di pochi fessacchiotti che credono che se fanno lavorare i paesi poveri e poi vengono a vendere nei paesi ricchi la gente che ha perso il lavoro ha i soldi per comprare).
    Se anche solo continuiamo a comprare i prodotti cinesi (perchè costano meno e funzionano uguale o meglio) e poi se ci chiedono di comprare il made in italy gli diciamo: si può fare ma tu che mi dai in cambio?

    Alla fine si vince noi, perchè tutti i pezzi di carta e i trattati del mondo valgono finchè c'è qualcuno che desidera seguirli (l'Italia è un esempio di come molte leggi rimangono solo sulla carta).

    Comunque, gente, alla fine agli stati uniti non lo metterà in quel posto di sicuro l'Italia (che si mette sempre col più forte e poi soffre più degli altri). Ma con la Cina e l'India (e altri che con gòli US hanno conti in sospeso e che seguiranno l'esempio) si forma di sicuro un potente polo magnetico economico.

    Alla fine quello che rimarrà sarà ancora la delusione per una Europa debole e insicura (e direi popolata di miopi profittatori) che, come sempre, sta a guardare e a farsi corteggiare per rimanere zitella.

    Ciao a tutti, belli e brutti!

    ACL
    non+autenticato
  • > Oggi come oggi il vero potere in mano non ce
    > l'hanno le multinazionali. Ce l'ha la gente che
    > va a comperare al supermercato.
    [cut]

    Purtroppo hai ragione solo in parte... Triste

    Se io scrivo un gestionale per i dentisti ed una grossa azienda mi fa fuori usando un brevetto idiota (questo è il futuro che ci stanno regalando).
    I dentisti avranno comunque bisogno di acquistare un software e prenderanno quello che è rimasto sulla piazza.
    Non importa se è bacato e costoso, perchè è l'unica opzione che hanno.

    Se nasce un monopolio del pane, per combatterlo non possiamo smettere di mangiare.

    La conclusione obbligata è che a molti verrà voglia di dimostrare ai politici che le regole democratiche vanno rispettate.
    Perchè se i cittadini iniziano a violare le regole, seguendo il loro esempio, si ritrovano contro milioni di persone inca**ate come tori.

    Non è un discorso eversivo, ma solo razionale...

  • > Perchè se i cittadini iniziano a violare le
    > regole, seguendo il loro esempio, si ritrovano
    > contro milioni di persone inca**ate come tori.

    Non credo proprio: rimbecilliti dal benessere si troveranno solamente gente che lavora per pagare le multe e le tesse (finchè avranno soldi per pagarle).
    Dubito di vedere una "lotta di classe" nel prossimo futuro.
    non+autenticato
  • > (che alla fine ci
    > fregano tutti a favore di pochi fessacchiotti che
    > credono che se fanno lavorare i paesi poveri e
    > poi vengono a vendere nei paesi ricchi la gente
    > che ha perso il lavoro ha i soldi per comprare).

    I brevetti servono proprio ad impedire questo: se le aziende mantengono gli studi di ricerca in occidente e le fabbriche in oriente, almeno un determinato tipo di posti di lavoro si salveranno. Altrimenti tutti copiano tutto, le aziende smettono di fare ricerca perchè rimaste senza tutele per le idee nuove e l'occidente è spacciato, nessuno lavora più.
    Magari pensi che l'draulico (o l'eletricista piuttosto che il consulente informatico) un lavoro ce l'ha perchè non soffre la concorrenza della competitività dei costi dei paesi "emergenti" ma molti dimenticano un dettaglio: niente ziende, niente dipendenti, nessuno che richiede servizi: anche i fornitori di servizi, se non hanno clienti, mangiano unghie!!!
    non+autenticato
  • Ma fammi il piacere!
    Chi ci crede più a sta panzana della ricerca in occidente! Oggi come oggi gli occidentali non sono più competitivi nemmeno come creatori di idee!
    Personalmente mi pare molto razzista questa favoletta secondo cui l'occidentale è inteligentissimo (e quindi può creare) e l'orientale/sudista sarebbe tarato mentalmente per cui può usare solo le braccia.

    Eppoi se anche fosse vera sta cosa, ma tu veramente credi che si possono sfamare centinaia di milioni di occidentali con il lavoro di pochi creativi? Ma in che favola vivi?

    Ciao e sogni belli.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma fammi il piacere!
    > Chi ci crede più a sta panzana della ricerca in
    > occidente! Oggi come oggi gli occidentali non
    > sono più competitivi nemmeno come creatori di
    > idee!

    Hai centrato il problema!

    > Personalmente mi pare molto razzista questa
    > favoletta secondo cui l'occidentale è
    > inteligentissimo (e quindi può creare) e
    > l'orientale/sudista sarebbe tarato mentalmente
    > per cui può usare solo le braccia.
    >

    D'accordissimo!

    > Eppoi se anche fosse vera sta cosa, ma tu
    > veramente credi che si possono sfamare centinaia
    > di milioni di occidentali con il lavoro di pochi
    > creativi? Ma in che favola vivi?
    >

    Qui vedo il problema! Prima o poi la guerra tra poveri anche da noi provocherà effetti dsastrosi. E tutto per riempire le tasche di pochi ricconi che vedono solo il guadagno immediato e non il disastro futuro. In fondo questi monopolisti sono dei nani come economisti e assomigliano a dei gretti e amorali arraffoni.

    Durante l'800 e poi con l'inizio del '900 quando la tutela dei brevetti era molto meno invasiva e protettiva, si sono avute evoluzioni della società e della tecnica che non hanno avuto pari negli anni successivi. Perchè? Semplice nessuno poteva sperare di vivere di rendita per decenni su una invenzione. Questo è il propellente del cambiamento!
    La proprietà intellettuale è solo buona a bloccare l'innovazione e lo sviluppo a tutto vantaggio dei soli avvocati (che in questo caso sono dei veri e propri parassiti).
    non+autenticato
  • Behh certo, se l'intelligenza degli occidentali dobbiamo valutarla dal tuo post allora di speranze ce ne sono ben poche, forse è meglio arrendersi ai conquistatori asiatici senza nemmeno lottare.
    Ma l'italiano lo sai leggere?? Dove mai ho parlato che noi siamo meglio di loro? Dove mai c'è scritto che noi sappiamo partorire idee migliori in quanto scritto sopra?
    Al di la del fatto che comunque, in gruppi di ricerca multietnici, le differenze di approccio si vedono per cui effettivamente le diverse etnie hanno, forse per questioni culturali più che biologici, diverse peculiarità, questo non toglie che tale tipo di ragionamento non è stato nemmeno accennato nel post da te commentato.
    Il discorso si basa sul difendere almeno uno dei lavori che oggi l'occidente riesce ancora a fare. Se l'occidente si fa portar via anche questo tipo di lavoro (lo sta già facendo, non ti preoccupare, già da tempo le università di tipo scientifico indiane sono alla pari se non superiori a quelle occidentali) behh, allora credo che l'unica cosa che potremo fare per non morire di fame (visto che pure in campo agricolo non è che siamo autosufficienti), è propio quella di uno scontro armato.
    Se è questo che preferisci, accomodati, io personalmente non penso proprio di andarmene senza difendere le mie conquiste!!!
    Tanto per dirne una, sccome pago le tasse, vorrei goder di una pensione che se il lavoro sparisce dal nostro paese nessuno sarà in grado di pagarmi.
    non+autenticato
  • Non è che hai voce in capitolo.
    Se va avanti così, non solo non avrai la pensione ma sarai tu a lavorare per 18 ore al giorno per un dollaro di paga.
    L'unica cosa che potrai fare è, come tu stesso dici, la guerra nella speranza di difendere i tuoi privilegi (che non è detto siano meritati).
    Quindi se ti vuoi opporre alla naturale evoluzione degli avvenimenti (dopo aver per anni imposto, indirettamente, a quei paesi che sembri disprezzare e temere al tempo stesso un destino che ora tu rifiuti) puoi solo:

    - premere perchè leconomia del tuo stato cerchi soluzioni che siano pagati dai lavioratori e dalle aziende in parti uguali e assicurino lavoro e benessere a tutti

    - tentare l'ennesima sopraffazione di quei paesi che sono stati sfruttati per anni (cosa che non è detto che riesca perchè noi siamo anche in minoranza sia numerica che di potenziale bellico oramai)

    Che ci vuoi fare, pure il tirannosaurus rex alla fine si è dovuto rassegnare ed è estinto.

    Poi, il discorso delle differenze metodologiche di ricerca vale anche se lo applichi all'Italia comparata con gli stati uniti. Alla fine tutti fanno le cose a modo proprio, ma non per questo si può dire che un metodo sia migliore degli altri... lo dirà il tempo e i risultati.

    Se ti fa stare meglio pensa che un posto come bracciante nei campi di riso te lo danno di sicuro.
    non+autenticato
  • > I brevetti servono proprio ad impedire questo: se
    > le aziende mantengono gli studi di ricerca in
    > occidente e le fabbriche in oriente, almeno un
    > determinato tipo di posti di lavoro si
    > salveranno.
    [cut]

    Le solite teorie diffuse ad arte dai sostenitori dei brevetti.
    Ma vogliamo aprire gli occhi invece di berci le panzane dei monopolisti?

    Ericsson non usa i brevetti per difendersi dai cinesi cattivi.
    Ericsson ha appena fatto causa all'inglese Sendo per violazione di brevetti, perchè la stessa Sendo l'aveva segnalata alle istituzioni europee per pratiche vessatorie e anti-concorrenziali.

    Negli USA ci sono studi legali mascherati da software-house, cosiddetti "patent trolls", che registrano o acquistano brevetti generici.
    Quindi prendono l'elenco delle aziende e impongono il pagamento di license a tappeto.
    Non si difendono dai cinesi, ma spennano allegramente aziende, organizzazioni, scuole e chiunque gli passa per le mani.
    Le PMI americane si sono addirittura associate per fronteggiare le costosissime cause legali.

    In Giappone Matsushita non ha usato i brevetti per difendersi dai cinesi, ma per fare fuori il word-processor Ichitaro concorrente di Word.
    Matsushita ha un accordo di cross-licensing con Microsoft.

    I brevetti che Philips sta registrando in Asia saranno usati contro le aziende europee.
    Magnavox ha fatto causa ad Activision per la presunta violazione di un brevetto inerente tecniche per il 3D.

    I cinesi se ne strafregano dei nostri brevetti...
  • Concordo.

    E poi, alla fine, il dragone per ora fa finta di ascoltare le fesserie di sti occidentali che hanno dimenticato come si crea e crecano solo di pugnalarsi l'uno con l'altro. Quando poi avrà raggiunta la penetrazione mondiale, tutte queste associazioni dai nomi pittoreschi non varranno nemmeno il costo della carta su cui è stampato il loro statuto.
    non+autenticato
  • ...questi due link non funzionano:

    http://www.cptech.org/ip/wipo/wpa-iim.doc
    http://www.cptech.org/ip/wipo/mx-iim.pdf

    (che sono quelli a favore dell'agenda dello sviluppo), mentre questi:

    http://www.cptech.org/ip/wipo/us-iim.doc
    http://www.cptech.org/ip/wipo/uk-iim.doc

    (che sono quelli a favore del rafforzamento delle proprietà intellettuali) funzionano perfettamente.

    Sarà un caso ma mi sembra molto bizzarro.
    non+autenticato
  • - ha aumentato le tasse sui supporti vergini
    - rende praticamente illegale il reverse engineering
    - estende le proprieta' intellettuali sulla tecnologia

    GRAZIE WIPO
    e grazie anche a chi non si prendera' il tempo necessario per leggere e capire questo articolo. Spero che ce ne saranno altri.
    non+autenticato
  • > e grazie anche a chi non si prendera' il tempo
    > necessario per leggere e capire questo articolo.
    > Spero che ce ne saranno altri.

    Perchè?
    non+autenticato
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