lunedì 11 aprile 2005

Un'agenda per lo sviluppo: battaglia al WIPO

di Andrea Glorioso - Brevetti? Wikipedia? Ecco chi e cosa porta a scelte che condizionano tanto profondamente le libertà civili e digitali. Qualcuno boicotta un WIPO più trasparente, con rischi per tutti

Il presente dell'Agenda per lo Sviluppo, ad oggi, si racchiude nelle proposte di discussione per l'IIM dell'11-13 Aprile avanzate dagli "Amici dell'Agenda per lo Sviluppo" (ovvero Argentina, Bolivia, Brasile, Cuba, Repubblica Domenicana, Ecuador, Egitto, Iran, Kenya, Peru, Sierra Leone, Sud Africa, Tanzania e Venezuela), dagli Stati Uniti, dal Messico e dal Regno Unito (la vicinanza nella frase non tragga in inganno - le proposte sono molto differenti tra loro) e nel lavoro di "lobbying", di informazione e di supporto di tutte le organizzazioni e dei singoli che hanno lottato sino ad oggi per vedere realizzarsi dei principi basilari di equità e giustizia.

Il futuro è incerto. I risultati degli incontri dell'11-13 e 14-15 Aprile saranno la base di partenza per la discussione che avverrà durante la prossima assemblea generale del WIPO nel mese di settembre 2005.

Anche in previsione di questa assemblea, una coalizione di ONG e attivisti ha iniziato, con un incontro tenutosi a Ginevra il 3-4 febbario 2005, a lavorare ad una campagna volta a formulare un trattato per "l'accesso alla conoscenza" - l'A2K Treaty (Access To Knowledge Treaty). Ma questa è un'altra storia, che verrà raccontata in un altro articolo.
Andrea Glorioso

NOTA
Andrea Glorioso è un consulente indipendente. Attualmente lavora soprattutto per Media Innovation Unit, l'unità di ricerca di Firenze Tecnologia (azienda speciale della CCIAA di Firenze) dedicata alla ricerca, sviluppo e promozione di Software Libero, Contenuti Aperti, Reti Decentralizzate e Nuovi Media.
Risiede a Padova, ma vive tra treni, aerei e hotel. Se volete discutere con lui dei contenuti di questo articolo, scrivete a: andrea (at) digitalpolicy (dot) it. L'autore è del tutto inabile a seguire i forum web, quindi chiede cortesemente l'utilizzo della sana, vecchia e-mail per critiche, suggerimenti, proposte di finanziamento o quant'altro.

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