La liberazione del Videogioco

di Luddist - Mozart e Robbie Williams possono anche agitarsi sotto e sopra la terra, ma ormai il Globo è passato nelle mani di chi agita i joystick, mica le semibiscrome

Roma - I videogiochi sono una squisita trappola. La conferma arriva da uno studio Nielsen secondo cui gli uomini, e non le donne, spendono di più per i propri intrattenimenti videoludici di quanto non facciano per sollazzare le proprie orecchie con buona o cattiva musica.

"Bella scoperta", diranno tutti gli under 45, quelli che secondo Nielsen più frequentemente estraggono carte di credito intelligenti per assicurarsi l'ultimo titolo EA. In realtà è una rivoluzione dei costumi, visto che la musica fino ad oggi ha rappresentato un'intoccabile regina, vivace testimonianza di come i sensi trovino negli ottoni o nei sintetizzatori una sorta di fusione ad alto impatto, capace di soddisfare le necessità di evasione, i sogni e le visioni di generazioni di umani.

L'avvento del digitale ha cambiato tutto. Ai bipedi d'un tempo stanno succedendo classi di esseri ipertecnologici, che aborrono l'analogico e suggono codice binario anche quando parlano al telefono, in realtà incapaci di emanciparsi dall'entusiasmante concretezza di qualcosa di così volatile come la rivoluzione del bit.
Dal fatto che gli uomini, e non le donne, spendano in musica meno di quanto facciano con i videogiochi si potrebbe ricavare l'assioma che la musica piace di meno, se non fosse che un videogame non solo costa molto più di un disco musicale ma è anche una trappola più raffinata: se la musica di Mozart l'ascolti tutta la vita, o per tutta la durata di un vinile (o di un CD), di certo non puoi uccidere i mostri di Doom per più di qualche settimana senza causare una pericolosa implosione encefalica, ergo dopo un po' si smette e si torna in negozio, a caccia di nuovi titoli che ravvivino vecchie emozioni.

Secondo l'indagine di Nielsen quasi un maschio su quattro, parliamo del mondo ricco naturalmente, possiede una console videoludica o comunque un hardware di qualche genere con cui sognare di sera e nei festivi, armandosi di avveniristiche sputalaser e veicoli tenuti insieme da effetti speciali ipnotizzanti.

Nessuna meraviglia che a questo universo di pompatissime neurostimolazioni accedano uomini sempre meno giovani: i 40enni di oggi sono cresciuti con Goldrake e per loro non è certo possibile rinunciare a difendere lo spazio dei Pianeti uniti da un'invasione aliena. Per loro il Gioco è il principio, e non il Verbo, tantopiù che spesso l'emozione è doppia, quando si combatte via Internet schierando le proprie joystick contro quelle di altri giocatori che risiedono magari dall'altra parte del Mondo. E' l'alba di una nuova socialità del videogame che alla presenza fisica dell'avversario sostituisce un complesso schema di regole, statistiche e tecnologie di routing, che ad una faccia sudata preferisce un avatar elettronico, che una chiacchierata a quattr'occhi la trasforma in una chat. Nemmeno Mozart può prevalere su tutto questo.

Luddist
TAG: italia
77 Commenti alla Notizia La liberazione del Videogioco
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  • Si 40 anni appena compiuti adolescenza passata a pomiciare in sala giochi e a giocare a space wars.
    Adesso la moglie la pomicio poco e mi mischio a torme di 20enni e anche alcuni coetanei con cui parlo mentre gioco tramite team speak   a giocare a giochi strategici come Zero Hous , BFV, Act of war

    Nessuno rimorso nessuna sindrome da Peter Pan , ma sicuramente preferisco passare la serata davanti al pc che davanti alla tv guardando i nei di Vespa.

    E chiaro che l'interazione umana e fondamentale per rendere i
    giochi interessanti. Non giocherei mai offline qualsiasi tipo di gioco
    non+autenticato
  • per la precisione ....
    la maggior parte dei quarantenni non ha mai
    guardato ne goldrake ne tutti gli altri successivi
    cartoni giapponesi ...
    tutti noi che all'epoca eravamo adolescenti,
    e pensavamo soprattutto alla f...a,
    ci restammo molto male quando smisero di trasmettre
    fonzie per diffondere un cartone animato con razzi missili e altre amenita'

  • - Scritto da: !1@#
    > per la precisione ....
    > la maggior parte dei quarantenni non ha mai
    > guardato ne goldrake ne tutti gli altri successivi
    > cartoni giapponesi ...
    > tutti noi che all'epoca eravamo adolescenti,
    > e pensavamo soprattutto alla f...a,
    > ci restammo molto male quando smisero di
    > trasmettre
    > fonzie per diffondere un cartone animato con
    > razzi missili e altre amenita'

    Verissimo ,la prima volta che ho visto goldrake (cyclon)e tutti i miei coetanei impazzire x questo mi è venuto il magone

    i tempi cambiano sigh

    Ciao a tutti
    non+autenticato
  • da spennare.
    Io ho avuto la fortuna che da ragazzino televisione poca, computer non esistevano e appena imparato a leggere mi sono ingrifato con la lettura e mi sono fatto una scorpacciata di Salgari e letture di ogni genere.
    Morale:mi sono fatto una cultura spassandomela e, fino all'università, studiando poco, mai bocciato.
    Quando ho incontrato i videogiochi ho capito subito, sperimentandolo, che se non ne stai alla larga ti succhiamo il cervello e le tasche.
    Con mio figlio, che a tre anni sulle mie ginocchia facevo giocare ogni tanto col mouse sui pupazzetti, computer a 6 anni, presenza continua all'inizio per insegnargli i trucchi del mestiere, internet solo con me.
    Risultato:
    -ho messo in minoranza il nonno che, da bravo rincoglionito, gioca con i videogames e stava corrompendo mio figlio a cui ogni tanto ne porta qualcuno
    - i giochi, anche in inglese che così praticaOcchiolino, ce li cerchiamo con google e ce li giochiamo aggratis su internet
    - abbiamo fatto un patto secondo il quale ha mezz'ora al giorno da utilizzare o per la tele ( che prima si sciroppava per una, due e anche + ore al giorno) o per i giochi in rete
    - il resto del tempo può giocare come gli pare, ma se usa il computer x disegni scrittura o altro dopo una ora gli ho programmato lo spegnimento automatico
    - fa con paint ecc. dei disegni strepitosi ed ha scoperto delle funzioni del computer che, in quasi 20 anni di uso, neanche sospettavo.
    Spero che duri, e farò il possibile per questo, ma è una lotta impari.
    La gente che pensa è difficile da strizzare come un limone: meglio dei rincoglioniti da videogioco.
    Pace, amore e musica (a prezzi popolari)Ficoso
    non+autenticato
  • ... il progresso porta qualcosa di nuovo e siccome c'è qualcuno che usa male il progresso scatta la criminalizzazione.
    Come se tutti gli internauti scaricassero materiale pedopornografico e adescassero minori sulle chat per violentarli ...

    Giocare a ... Shenmue (giusto per citare il primo che NON verrebbe in mente quasi a nessuno) un paio di ore un giorno sì e uno no che male può fare?

    E' - come al solito - l'eccesso che fa male. Anche ascoltare 9 ore tutti i giorni per 9 mesi di fila il requiem di Mozart fa male alla salute dell'encefalo.
    non+autenticato
  • Non vorremo mica paragonare Mozart a Robbie Williams, eh???
    non+autenticato
  • uguali proprioA bocca apertaA bocca aperta
    non+autenticato
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