Italia: no ai chip sottopelle

Un altolà arriva dal Garante per la privacy, secondo cui l'inserimento dei chippetti nel corpo rappresenta una lesione della dignità della persona. Pochissime le eccezioni

Sono precise le garanzie e le prescrizioni impartite dal Garante per chi intende produrre ed utilizzare le cosiddette "etichette intelligenti", cioè quei minuscoli chip a radiofrequenza (detti anche sistemi RFID, Radio Frequency Identification) attivati da lettori ottici, che iniziano a trovare applicazione anzitutto nell'ambito delle aziende, degli esercizi commerciali, della grande distribuzione allo scopo di ottenere una serie di vantaggi, anche per il consumatore (migliore gestione dei prodotti aziendali, maggiore rapidità delle operazioni commerciali, agevole rintracciabilità dell'origine di particolari prodotti, controllo degli accessi a luoghi riservati).

Alcuni impieghi di questa tecnologia - che non si limitino a tracciare il prodotto per garantire l'efficienza del processo di produzione industriale - possono costituire una violazione del diritto alla protezione dei dati personali e determinare forme di controllo sulle persone: con l'uso di RFID - sostiene il Garante - si potrebbero, infatti, raccogliere innumerevoli dati sulle abitudini dei consumatori a fini di profilazione o tracciare i percorsi effettuati dagli stessi, controllarne la posizione geografica o verificare quali prodotti usa, indossa, trasporta.

I sistemi RFID possono essere usati da soggetti pubblici o privati anche ad altri scopi, quali l'identificazione personale o la tutela della salute.
Ulteriori pericoli possono derivare dall'adozione di standard comuni tali da favorire la possibilità che terzi non autorizzati "leggano" i contenuti delle etichette o intervengano sugli stessi (es. mediante la loro riscrittura). I rischi possono accrescersi nel caso si integrino le tecniche RFID con infrastrutture di rete, come telefonia ed Internet e sulla base dello stesso sviluppo tecnologico che, potenziando i sistemi, può consentire una "lettura" delle etichette a distanze sempre maggiori.

Di seguito i punti chiave del provvedimento del Garante:

Informativa
Le persone devono essere adeguatamente informate dell'utilizzo di sistemi RFID, così come dell'esistenza dei lettori ottici che attivano l'etichetta. La presenza di avvisi nei luoghi nei quali le tecniche RFID sono utilizzate non esime da apporre informativa sugli stessi oggetti e prodotti che recano le etichette intelligenti.

Consenso
Un soggetto privato che utilizza RFID trattando dati personali può farlo solo con il consenso espresso e specifico degli interessati, a meno che ricorra in casi particolari uno degli altri presupposti di legge. Il consenso non è valido se ottenuto con pressioni o condizionamenti sull'interessato.
Se le etichette intelligenti sono associate all'utilizzo di carte di fedeltà, e si trattano dati a fini di profilazione dei consumatori, occorre informare e acquisire il consenso degli interessati.
Il consenso non è necessario quando le etichette intelligenti sono adoperate solo per modalità di pagamento e tale impiego non comporti alcuna riconducibilità dei prodotti ad acquirenti identificati o identificabili.

Disattivazione
Alle persone deve essere garantito comunque il diritto di asportare, disattivare o interrompere gratuitamente ed in maniera agevole il funzionamento delle RFID al momento dell'acquisto del prodotto sui cui è apposta l'etichetta. Le etichette devono essere posizionate in modo tale da risultare facilmente asportabili senza danneggiare o limitare la funzionalità del prodotto (es. collocate solo sulla confezione).
Non è, di regola, lecita l'installazione di RFID destinate a rimanere attive oltre la barriera-cassa dell'esercizio commerciale.

Accesso a determinati luoghi o a posti di lavoro
Nei casi di impiego di RFID per la verifica di accessi a determinati luoghi riservati devono essere predisposte idonee cautele per i diritti e le libertà delle persone. In particolare: per i luoghi di lavoro va rispettato quanto previsto dallo Statuto dei lavoratori che vieta l'utilizzo di impianti per il controllo a distanza dei lavoratori; per l'accesso occasionale di terzi a determinati luoghi occorre predisporre un meccanismo che, nel caso di indisponibilità ad usare RFID da parte dell'interessato, gli permetta comunque di entrare nel luogo in questione.

Proporzionalità, finalità di raccolta e conservazione dei dati
L'uso di etichette intelligenti deve risultare proporzionato agli scopi che si intende perseguire. I dati possono essere utilizzati solo per le finalità per le quali sono stati raccolti e devono essere conservati per il tempo strettamente necessario.

Misure di sicurezza
Chi utilizza etichette intelligenti e tratta dati personali ha l'obbligo di adottare misure di sicurezza per ridurre i rischi di distruzione, perdita, acceso non autorizzato o manomissione dei dati conservati.

Notificazione
L'avvio di trattamenti di dati che indicano la posizione geografica di persone o oggetti mediante reti di comunicazione elettronica o che siano effettuati allo scopo di costruire profili o personalità di un individuo devono essere comunicati preventivamente al Garante.
17 Commenti alla Notizia Italia: no ai chip sottopelle
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  • mi chiamo lelli cataldo luca e da 15 mesi ricevo e gli posso rispondere in tempo reale comunicazioni mentali
    sono tecnologiche perche in ambiente schermato non sento niente in piu odori percepiti ha distanza immaggini
    viste ha occhi chiusi e soppratutto le funzioni del corpo
    controllate in tempo reale e tutto questo 24 ore su 24
    hosubito solo 2 operazioni in anestesie totalenegli ultimi 2 anni e dopo è cominciato questa tortura e violazione dei
    miei dirittida essere umano,vorrei aiuto per capire la diagnostica esatta da poter mandare davanti ad un giudice
    chi ha riaperto il capitolo della tratta di esseri umani come cavie
    non+autenticato
  • "Associazione italiana, scientifica e giuridica, contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici" http://www.aisjca-mft.org/chips-viol.htm
    "It's Abue NOT Science fiction / Gli Abusi mentali, fisici e tecnologici NON sono Fantascienza" cap.7 soprattutto pag.142-147

    Una persona si è rivolta all'Associazione pensando di aver subito l'inserzione abusiva e violenta di microchip in entrambe le orecchie, in una situazione di aggressione molto violenta. Con grandissima SORPRESA un semplicissimo "rivelatore di microspie" ha messo in evidenza un fortissimo segnale di ATTIVITA di trasmissione quando è stato posto vicino - non vicinissimo: a circa dieci quindici centimetri di distanza - dall'orecchio destro. Le istruzioni d'uso del "rivelatore" dicono che un simile affetto può venir dato se l'emittente è posta a pochi MILLIMETRI! Questo fatto è sicuramente accaduto ed è durato qualche non indifferente minuto secondo - purtroppo non in presenza di altri testimoni oltre al medico e all'interessata e/o di telecamere in azione; poi lampeggiatore rosso intermittente e suono si sono ritrasformati nel led verde di stand-by, e nessuna altro tentativo ha segnalato "attività" in corso.
    A quanto pare quindi per poter documentare in campo FISICO il SEGNALE di trasmissione e non solo la possibilità di visualizzare radiologicamente la forma dei "corpi estranei" rice-trasmittenti - di questa radiografie e risonanze magnetiche l'Associazione ne custodisce un certo assortimento - è possibile soltanto se li si coglie all'improvviso: è quindi per questo che mancano tante informazioni e che ovviamente è così difficile stabilirne le lunghezze d'onda di emissione e quindi la loro provenienza - e produzione. Tutto il fatto è molto significativo: ma forse proprio la seconda parte,
    cioè la possibilità di aver a che fare con sistemi in grado di venir "spenti
    da remoto" ci sembra ancor più importante del "fortissimo segnale" della
    prima parte. In un secondo tempo è stata eseguita una risonanza magnetica del cranio - anche se non esattamente centrata però sulla zona più incriminata. Sembra vi appaia comunque "una formazione anomala" che ora però, dal lato dell'attività di segnale, non dà più segni di sé neanche soggettivamente e non solo dal lampeggiare del "rilevatore di microchip".

    Inoltre - con sconcerto di una paziente etichettata come "schizofrenica molto grave" e dei suoi familiari - una formazione anomala del tutto analoga a quella del caso precedente sembra risultare visualizzabile nella zona del seno sfenoidale in accurate risonanze magnetiche. Sconcerto e dispiacere in quanto la paziente, che è stata curata inutilmente molto a lungo come gravissima schizofrenica, a quanto pare schizofrenica non lo è e le" voci pseudo-allucinatorie" - vedi DSM-IV R a pag.308(!) - che le ripetono tipiche frasi insultanti sono assolutamente identiche a quelle di tutte le persone - in tutto il mondo - che lamentano la presenza DOCUMENTATA di microchip abusivi. E queste voci "artificiali" sono anche sempre accompagnate da una strana situazione soggettiva (o anche oggettivabile?) - anche questa assolutamente identica - di "multi-stalking" o "sreet-theater": situazioni tipiche che a ben considerare sono del tutto differenti dalle classiche voci allucinatorie dei "veri" pazienti deliranti.

    QUINDI QUANTI SONO I FALSI DELIRANTI? QUANTI INVECE I SOFFERENTI DI MICROCHIP IMPIANTATI ABUSIVAMENTE? QUALI RADIOLOGI "CORAGGIOSI" SONO DISPOSTI A REFERTARE SIMILI REPERTI?
    E soprattutto: QUANTI PAZIENTI IN APPARENZA INCURABILI POTREBBERO VENIR SALVATI?
    non+autenticato
  • Non ha agevolazioni dalla magistratura e dalla sanità per ricerche mirate da specialisti in mk ultra e simili che siano anche amanti dei diritti umani e raggiungibili agevolmente, e si deve diventar matti a "dimostrare" il problema con tac e rmn ecc., e poi sentirsi dire che non è agevole, consigliabile, operare, che non è sicuro, ecc.
    www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org
    non+autenticato
  • un giorno diventeranno utili, indispensabili, l'ultimo grido della moda, da fichi ecc ecc e tutti vorremo un chip sotto pelle.
    e così ci inchiappetteranno, come sempre, trovando il modo di farci desiderare la gogna.
    non+autenticato
  • Non capisco questa ostinazione a infilare sti cacchio di chip sottopelle....

    Se all'ospedale uno vuole conoscere la mia scheda personale, che mi memorizzino tutto in un braccialetto! Che bisogno c'è di impiantarmi un chip?
    :@
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non capisco questa ostinazione a infilare sti
    > cacchio di chip sottopelle....
    >
    > Se all'ospedale uno vuole conoscere la mia scheda
    > personale, che mi memorizzino tutto in un
    > braccialetto! Che bisogno c'è di impiantarmi un
    > chip?
    >Arrabbiato

    non è cool
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non capisco questa ostinazione a infilare sti
    > cacchio di chip sottopelle....
    >
    > Se all'ospedale uno vuole conoscere la mia scheda
    > personale, che mi memorizzino tutto in un
    > braccialetto! Che bisogno c'è di impiantarmi un
    > chip?
    >Arrabbiato

    Potresti togliertelo. E questo non piace a chi vuole sapere i tuoi segreti per "aiutarti"Arrabbiato
    non+autenticato
  • E' TERRIBILE, di questo passo dove andremo a finire?
    X la Nostra Salute, basta che le Notizie Importanti siano Riportate su 1 schedario che da Ogni Ospedale dove si potrebbe esser icoverati, i Medici possano Attingere.
    NO, al Braccialetto o ad altre Diavolerie.
    Se ci vogliono controllare in tutto e x tutto allora facciano si che NN si sia + Umani ma dei Robots.
  • chips vengono anche sparati con laser,mi pare.Ormai sono in uso alla mafia che dispone anche di elettricita'per distruggere le persone mirate.E altri mezzi ancora.Con un po' di imma
    ginazione riuscite a pensare cosa riescono a
    fare???!...
    non+autenticato
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