2001, l'anno più nero per il mercato dei chip

Dataquest conferma le stime più pessimiste e sostiene che quello in corso è l'anno peggiore che la storia dell'industria dei chip ricordi. Nel 2002 tutte fusioni

San Jose (USA) - Un anno da dimenticare il 2001 per il mercato dei semiconduttori. A confermarlo è un recente rapporto di Dataquest da cui si evince come, con un calo del 33% nelle vendite di chip, quello corrente verrà ricordato come l'anno peggiore in tutta la storia dell'industria dei microchip.

Dataquest sostiene che tutte e 10 le più grosse aziende del settore hanno fatto registrare, rispetto al 2000, perdite percentuali in redditività a due cifre. Le vendite totali di semiconduttori sono infatti passate dai 227 miliardi di dollari del 2000 ai 152 miliardi di dollari del 2001, la più brusca caduta mai registrata nel settore.

Secondo gli esperti, questo comporterà una forte destabilizzazione di tutta l'industria dei chip ed una conseguente tendenza al consolidamento del mercato.
Intel, che anche quest'anno si è riconfermata leader assoluta del settore, è riuscita ad incrementare la sua quota di mercato di oltre il 15%, un risultato persino migliore di quello fatto registrare dalla crescita combinata dei suoi tre maggiori avversari.

Nonostante questo, anche il colosso di Santa Clara ha dovuto pagare lo scotto della recessione, registrando un calo nelle vendite del 22%. Meglio di lei ha fatto STMicroelectronics, il più grosso chipmaker europeo e terzo a livello mondiale, che ha subito una flessione del 19%. I produttori di memorie DRAM, come Toshiba, Micron e Samsung, sono stati particolarmente colpiti dalla crisi del settore ed alcuni, come Toshiba, sono già in trattative per vendere le proprie divisioni che producono memorie per PC.
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