Il banner che invase la rete

di Simonetta Zandiri. Equivoci e paradossi dell'advertising on-line 2002. In calo i ricavi? Aumentiamo le dimensioni del banner! Ma sul web l'immagine... non è tutto. Giusto! Allora mettiamoci l'audio...

Il banner che invase la reteRoma - "La trappola per topi non funziona più, mettiamo un pezzo di formaggio più grande!". E' questa la soluzione per correre ai ripari e risolvere una crisi, quella dell'advertising, che mette a rischio la sopravvivenza di numerose dot com, o almeno è una delle possibili soluzioni. IAB dixit.

A luglio dello scorso anno è stata presentata a Milano l'Italy Internet Advertising Revenue Report, una ricerca realizzata da IAB con PricewaterhouseCoopers sul mercato italiano dell'adv on-line. La ricerca analizzava, tra i vari aspetti, le diverse forme dell'adv on-line: i banner risultavano lo strumento più diffuso (63%), seguito da sponsorship (19%) e interstitials (18%).

Dello stesso periodo è anche una ricerca condotta da LemonAd, secondo la quale nonostante le previsioni di calo, il banner resta il formato più usato, detenendo il 72,8% del mercato, seguito dai formati bottoni/manchette (18,7%) e dai banner verticali (6,8%). La ricerca di LemonAd butta un occhio anche sulle nuove "sperimentazioni" (animazioni in Flash), ancora poco diffuse, e fa notare quanto siano ancora poco sviluppate le Rich Media (1,4%) ovvero tutte quelle forme di pubblicità on line o produzioni web che ricorrono a elementi multimediali (animazioni, audio) per richiamare maggiormente l'attenzione dei "consumatori".
In una recente newsletter di Internetday.com, ho trovato una serie di allarmanti "prediction" per il 2002, quali:

-> Il trionfo del Pay-Per-Click: per dire la verità in Italia non è ancora un modello molto diffuso, anche perché se è vero che è possibile pagare sulla base della quantità di "click" generati da una campagna, non è altrettanto vero che è possibile misurare la qualità dei contatti!

-> La crescita (in dimensioni) della pubblicità: avrete notato tutti che Yahoo ha iniziato ad inserire banner di grandi dimensioni, ed è un segnale importante......perché lo standard 468x60 pare essere ormai superato da dimensioni quali 720x90, soprattutto nei siti che sopravvivono grazie ad introiti pubblicitari (ovvero la stragrande maggioranza, almeno sino ad oggi!).
Aumentare la dimensione del banner perché sia impossibile ignorarlo, questa è la soluzione, prospettata dallo stesso IAB (Internet Advertising Bureau), con l'obiettivo di rivitalizzare l'advertising. Ed ecco il web popolato da skyscraper (unità verticali), con dimensioni esagerate, 160x600 pixel, o i nuovi maxi-pop-up da 250x250 pixel.
Ma quando tutto il popolo della rete sarà ormai assuefatto e completamente impassibile di fronte al maxi-banner, la pubblicità ricoprirà tutto lo schermo costringendoci a scorrere la pagina per trovare le informazioni che cercavamo? Mah!

-> Diffusione del Rich-Media. Proprio così. Pubblicità animate, con suoni ed una discreta interattività, tipicamente create in Flash (e-mercials, banding etc.) diventeranno piuttosto comuni nel 2002. Funzionano bene per catturare l'attenzione del visitatore, giusto? E poi non hanno bisogno di essere di grandi dimensioni, ma devono semplicemente essere creative. Già. Perché la sfida per catturare l'attenzione dell'utente (ovvero mettere il topo in trappola), su un mezzo nuovo come Internet, non poteva non essere giocata sulle vecchie regole della TV! Ed allora ecco suoni e animazioni che, a detta dei promotori del rich media, proprio come per lo spot televisivo (video+musica) colpiscono il potenziale consumatore, catturandone l'attenzione (e il topolino si avvicina al formaggio, più o meno ignaro del suo destino), e stimolando l'acquisto (e zacchete, è scattata la trappola!), perché sfruttano meglio le potenzialità della rete: animazione, interazione.
Vista in questo senso, l'interazione one-to-one (perché è questa la più grande potenzialità della rete) è intesa come l'atto di ogni singolo individuo di interagire con l'animazione pubblicitaria (clicca e mordi il formaggio qui, please!). Ma questo non è proprio one-to-one.

Questa predizione va presa con le dovute precauzioni, ovviamente, ma è sotto gli occhi di tutti noi la trasformazione dell'advertising, in questi ultimi mesi, simile all'ultimo tentativo di un condannato a morte... per salvarsi la vita. Aumentare le dimensioni di un banner, o utilizzare più animazioni, abbinate a suoni, nel tentativo sempre più evidente di rendere internet ciò che non é, ovvero la televisione, non credo possa essere una soluzione per la sopravvivenza dei siti che di advertising... non vivono più.
45 Commenti alla Notizia Il banner che invase la rete
Ordina
  • Ciao Simonetta. Sono rimasto a dir poco sconcertato dopo che ho letto il tuo articolo, soprattutto perchè non avrei mai creduto di leggerlo su queto sito che ritengo utilissimo.
    Voglio essere provocatorio e spero di non essere censurato, ma mi sento in dovere di dire la mia.
    Quello che hai scritto sembra tratto da un libro di Marcuse o Adorno, entrambi "adepti" della scuola di Francoforte. Il problema è che questi due personaggi di ispirazione marxista, scrivevano le loro teorie negli anni 40-50 del secolo scorso!
    Tu sei ferma ancora lì cara Simonetta! Parli dei banner pubblicitari come se fossero dei demoni da combattere che invadono la nostra mente fino a costringerci a cliccarci sopra! Ma per favore... così facciamo ridere la gente! Sorride Oggi l'uomo è socialmente più emancipato rispetto a 50 anni fa! Sa decidere da solo, sa benissimo che senza la pubblicità non può vedersi la partita di pallone o Sanremo o il Grande Fratello. E soprattutto non si fa problemi come ti li fai tu!
    Siamo tutti dotati di una mente critica, capace di scegliere e decidere. Ormai le teorie sul comportamentismo (behaviorismo) che spero conoscerai, dato che è lì che fai ricadere la psiche umana, sono ormai sorpassate da tempo!
    Figurati se io vado a comprarmi una scheda della TIM perchè vedo ogni giorno la vecchietta con l'accento americano che fa la scema! Non ci vado e sai perchè? Perchè mi sta altamente antipatica (per usare un eufemismo) la sopra citata vecchietta. Come vedi non sono stato manipolato dalla pubblicità, perchè ho ricevuto uno stimolo negativo che ho rimandato al mittente!
    Io ho una mente ATTIVA casa Simonetta e non sono l'unico, tutti ce l'hanno, te compresa!
    Ormai, le tue considerazioni sono solo legate a flebili stereotipi che ormai lasciano il tempo che trovano.
    Come sottolineava il proprietario del sito webmasterpoin.org, nessuno dei suoi utenti si è lamentato per la pubblicità perchè si rendono conto benissimo che per sopravvivere un sito internet, che offre oltretutto informazioni gratuite, ha bisogno degli sponsor.
    Anche io mi permetto di citare il portale della mia società www.acquaportal.it e anche io posso confermarti che nessuno ha mai detto niente, anzi! (e non sono 4 gatti, ma oltre 65.000 persone al mese che sfogliano quasi un milione di pagine!) Pensa che molti clienti li troviamo proprio grazie ai frequentatori della nostra community! Addirittura c'è gente che ci sprona ad inserire più sponsor, perchè sanno che questo significherà un miglioramento tecnico e qualitativo del portale stesso!
    La gente oggi è ben disposta a leggere e cliccare i banner, soprattutto in portali verticali come possono essere AcquaPortal o webmasterpoint.org, perchè può scoprire prodotti che gli possono interessare o negozi on-line che li fanno risparmiare.
    Infine e concludo, nessuno obbliga nessuno a frequentare un sito dove c'è della pubblicità. Ti da fastidio? Ciao, vai a leggere l'immondizia che trovi nei siti che sventolano ai 4 venti il loro essere "No profit"... e poi non ci venire a dire che in rete c'è solo spazzatura!
    Vuoi la qualità? Nessuno te la regala. La vuoi leggere gratis? Allora troverai il banner ad aspettarti... che oltretutto nessuno ti obbliga a vedere per forza (ci sono mille programmi per non vederli).
    Ti saluto Occhiolino
  • In questo articolo si dimentica di ricordare che la tendenza è questa sulla base di dati ben precisi, che indicano come il tasso di clickthrough sia triplo rispetto al banner 468x60 e che quello del rich media sia dieci volte superiore. Inoltre, in quest'ultimo caso, gli utenti si sono, spesso, auto-profilati in virtù del fatto che appartengono a communities.
    Alle aziende non interessa la filosofia del web, ma i risultati. E questi sono risultati. Se per l'utente queste cose fossero così fastidiose, sicuramente non cliccherebbero, giusto?Sorpresa)
    non+autenticato
  • ciao,

    il banner può dare fastidio, non lo metto in dubbio, persino i pop-up...ma occorre ricortdare che fincè la gente non paga per i servizi che vi sono in un sito , questa pubblicità eè la sua univca forma di sostentamento.

    L'autrice pensa che tutti invigatori siano come lei, ossia abbastnza espoerti durante la navigazione: fa un errore a mio parere molto frequente in chi parla di webmarkleting...non gurda la cosa dall'occhiom dal punto di vista dell'utente mediaio che se vede un banner interessante lo clicca ( anche se sempre di meno )

    E se vede un interstial o un pop-up o qualcosa che non ha mai visto e GLI INTERESSA la clicca ( mica la gente media spegne la televisione quando c'è la pubblicità )

    I siti senza pubblicità morirebbero: punto-informatico.it che fine farebbe? tuttogratis.it che fine farebbe?

    Allora sì che lasceremmo tutto in mano ai colossi delle multinazionali che possono investire in Internet facendo grandi siti solo per pubblicità a chi fa comodo a loro..

    Io sono il responsabile di webmasterpoint.org e pur avendo 3.000.000 di page views viste al mese, nessuno dei miei utenti si è mai lamentato della pubblivcità che c''è suyl sito...la deve accettare se vuole che si vada avanti a scrivere contenuti sempre più interessanti.

    Ciao

    Marcello Tansini

    responsabile www.webmasterpoint.org
    non+autenticato
  • AHAHAHAH che cazzata AHAHAHAH!
    non+autenticato


  • - Scritto da: lynx rules!
    > lynx rules!

    fsp rulez di più!
    non+autenticato
  • Che la pubblicità non sia piacevole è un dato di fatto, ma è necessaria per usufruire di un servizio.
    Anche io vorrei vedere un film senza interruzioni su Mediaset e non pagare il canone sulla Rai (dove c'e' ANCHE la pubblicità), ma se anche così fosse sarebbe davvero giusto?!?
    Io credo che alla base di tutto ci sia sempre un semplice discorso: il lavoro si paga.
    Ognuno di noi può poi scegliere di non visitare quel sito perché è pieno di banner e di visitare solo siti amatoriali: è una scelta libera che non critico.
    Ma secondo me non si può affermare che internet DEVE essere gratuita in tutto e per tutto: è una eresia.
    Mantenere per esempio un housing negli USA (dove la connettività è poco costosa) può costare dal milione sino a svariate decine di milioni di lire al mese. Non riesco a capire come certe persone riescano a ficcare in un discorso così semplice le multinazionali, la politica e altre amenità simili.
    Io pago per andare al cinema, pago la pastasciutta che mangio e le consumazioni al bar. Se in un locale mi dovessi trovare male... beh non ci tornerei più! Così è anche per i siti Internet: ci sono troppi banner? L'informazione non ci piace? Beh, non andiamoci!!! Ma per piacere non fate i conti in tasca ai siti internet facendoli apparire come siti che ci sfruttano e rubano il denaro altrui!!Sorride
    Anche un ragazzino che crea una pagina amatoriale ha speso del tempo e magari del denaro per acquistare uno spazio e un dominio web e sono sicuro che se potesse sarebbe ben lieto di vedere che il proprio impegno ha anche una giusta rendita.
    Per ultimo vorrei dire che Internet non è costosa e visualizzare un banner di pochi Kb è un piccolissimo scotto per quello che ne ho in cambio.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Giuseppe Bellisano
    > Che la pubblicità non sia piacevole è un
    > dato di fatto, ma è necessaria per usufruire
    > di un servizio.
    ===>>> Questa affermazione è, a dir poco, drammatica. E dimostra come tu non solo non abbia capito, ma non ti sia posta nemmeno il problema.
    Per avere un servizio è necessario pagarlo: semplice, no?
    > Io credo che alla base di tutto ci sia
    > sempre un semplice discorso: il lavoro si
    > paga.
    ===>>> Appunto
    > Mantenere per esempio un housing negli USA
    > (dove la connettività è poco costosa) può
    > costare dal milione sino a svariate decine
    > di milioni di lire al mese. Non riesco a
    > capire come certe persone riescano a ficcare
    > in un discorso così semplice le
    > multinazionali, la politica e altre amenità
    > simili.
    ===>>> Non c'entra la politica? Ti va bene che la tua vita sia governata dalla Philip Morris?
    > Io pago per andare al cinema, pago la
    > pastasciutta che mangio e le consumazioni al
    > bar.
    === Appunto, pensavo ti sorbissi 10 spot in cambio di una pastasciutta
    non+autenticato


  • - Scritto da: Orsogrigio
    >
    >
    > - Scritto da: Giuseppe Bellisano
    > > Che la pubblicità non sia piacevole è un
    > > dato di fatto, ma è necessaria per
    > usufruire
    > > di un servizio.
    > ===>>> Questa affermazione è, a dir poco,
    > drammatica. E dimostra come tu non solo non
    > abbia capito, ma non ti sia posta nemmeno il
    > problema.


    Ma di cosa parli?!?!? Hai quotato la mia affermazione, dici che non ho capito... ma cosa? Sino a prova contrario io sono coinvolto direttamente nel problema e quindi credo di conoscerlo.Sorride

    > ===>>> Non c'entra la politica? Ti va bene
    > che la tua vita sia governata dalla Philip
    > Morris?

    Io sono padrone della mia vita e mi dispiace ma non credo nelle congiure, nelle guerre contro le multinazionali. Il isstema se si vuole si può combattere, ma non cercatemi Berlusconi, le multinazionali, ecc, ecc. Vuoi combattere? Non acquistare i loro prodotti, ecco come la penso. Ma certa genete che parla, parla, sa solo tirare le pietre...


    > === Appunto, pensavo ti sorbissi 10 spot in
    > cambio di una pastasciutta

    Non capisco il tuo discorso: Ok, non c'è pubblciità però la pasta si paga e il banner (pubblicita') la sorbisci comunque in tv, nei cartelloni pubblicitari, alla radio, ecc, ecc.
    Cosa vuoi dire (perché qualcosa vorrai dire...) che vorresti pagare i siti come paghi la pasta?
    non+autenticato
  • Sono daccordo con te.
    Non potevi dare risposte più azzeccate! Purtroppo ragionare con chi fa della propria vita una "lotta contro il sistema" è come fare una gara di nuoto controcorrente.....
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 15 discussioni)