Tecnologia: l'Italia rimane indietro

Lo sostiene l'ultima classifica dell'Economist. Come sempre in testa i paesi del nord-Europa, Danimarca su tutti

Roma - Il rapporto annuale stilato dall'autorevole Economist Intelligence Unit sull'innovazione tecnologica parla chiaro: nonostante i progetti dell'attuale compagine governativa, l'Italia rimane in coda rispetto agli altri stati aderenti alla moneta unica europea. Dietro a noi soltanto Portogallo e Grecia.

Su 65 paesi, il Belpaese conquista il ventiquattresimo posto, perdendo una posizione rispetto al 2004. Un risultato al di sotto delle aspettative per l'Italia: superata da Spagna e Francia, addirittura doppiata dalla Germania. "I risultati sono molto dinamici", ha sottolineato George Pohle, dirigente dell'IBM Institute for Business Value, partner dell'EIU. Secondo Pohle, per essere competitivi serve un "impegno continuo, investimenti strategici sia pubblici che privati, in grado di creare valore per le istituzioni, per le imprese e per i singoli cittadini".

Lo studio è stato realizzato tenendo conto di 100 categorie d'analisi quantitativa e qualitativa, suddivise in sei macrogruppi: dalla diffusione degli hotspot wireless alla sicurezza generale delle reti, fino all'alfabetizzazione informatica. Per ottenere la classifica sono state analizzate sopratutto le infrastrutture tecnologiche ed il generale clima economico, nonché le variabili socio-culturali e politiche dei paesi in esame.
Gli stati dell'area nordeuropea-scandinava si confermano, in assoluto, i più avanzati: Danimarca in testa per il secondo anno consecutivo, seguita da USA e Svezia. I paesi della penisola scandinava, secondo quanto emerge dall'indagine, restano lo standard di riferimento per i sistemi die-government. Ben sei paesi UE compaiono tra i primi dieci. Ottimo risultato per la Svizzera, che in un anno è passata dalla decima alla quarta posizione grazie all'esplosiva diffusione della banda larga.

I 25 paesi dell'UE rimangono comunque nelle prime 40 posizioni. Promettono bene i nuovi membri dell'est: la giovane Estonia si piazza ventiseiesima, pilotando il gruppo dei nuovi arrivati nella famiglia europea.

La piccola ex-colonia di Hong Kong si rivela lo stato più tecnologico del sud-est asiatico e conquista l'ottavo posto. Risultato leggermente deludente per India e Cina: i due giganti figurano rispettivamente alla posizione 49 e 54. Ma i due paesi non hanno certo problemi legati alla produttività: i ricercatori dell'EIU ricordano l'impressionante potenziale delle due enormi economie, sia per quanto riguarda il software che per l'hardware.

Chiudono la carrellata dei paesi l'Azerbaijian, classificatosi ultimo, il Pakistan e l'Algeria.

"Per avere un buon punteggio nella nostra classifica - ha concluso Pohle - uno stato deve raggiungere una sinergia tra innovazione, trasparenza, produttività e sicurezza". Restano da chiarire i punti deboli del Belpaese. Che sia colpa del deprimente periodo di stagnazione economica globale? Il risultato eccellente conseguito da paesi meno ricchi e popolosi sembra smentire questa ipotesi.

Tommaso Lombardi
TAG: italia
55 Commenti alla Notizia Tecnologia: l'Italia rimane indietro
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  • l'america questi di PI Idea!

    Queste notizie hanno una media di 4/5 al mese oramai tutte uguali...

    E intato si tagliano le teste e le nuove fanno più pena di quelle vecchie....

    Finchè non nasce uno con le palle in italia, non culattone e raccomandato come noi, la vedo brutta. Bisogna eliminare altri problemi alla base prima di pensare in grande ( che poi voi la partola tecnologia manco sapete cosa vuol dire ), la prossima volta mettete in confronto una regione tipo la Lombardia e non tutta l'italia con le altre dell'UE tanto il resto non è italia come dice il nostro amato presidente e vedere come l'italia passa al primo posto....
    non+autenticato
  • che scrivere cose insensate sugli altri paesi?
    Già perché è condivisibile ciò che affermate su questo scadentissimo forum in merito all'Italia, ma è assurdo ciò che sostenete in merito agli altri paesi.
    Coloro che scrivono la parola Linux associata ad un paese straniero, non hanno competitor, sembrano cascare dalle nuvole - del mondo conoscono solo le fiabe.
    Io vivo in Germania, dove i prodotti Microsoft non sono altrettanto popolari come in Italia.
    In questo paese il governo ha finanziato una azienda (SuSE GmbH) ed ha tentato di convertire il software in uso presso le pubbliche Amministrazioni; purtroppo si è trattato di un insuccesso; il Comune di Monaco che aveva convertito a SuSE il proprio parco macchine (14.000 computer) nel giro di un mese, ha dovuto sostenere costi immotivati ed è tornato su molte postazioni, alle soluzioni utilizzate precedentemente.
    Qui però non scrivono stronzate sull'accaduto ed hanno le idee abbastanza chiare: hanno sbagliato nel metodo, non nel merito.
    Nonostante ciò SuSE è stata ceduta a Novell, la quale sarà a breve chiamata a rispondere dei danni (e delle mancate garanzie) della precedente gestione.
    Inoltre non assisto frequentemente a guerre religiose sul software, quotidiane dalle vostre parti; qui sanno che il software è uno strumento e non un fine.
    E' frequente trovare ambiti lavorativi con al proprio interno una varietà di macchine e di software eterogenei.
    Sulla scrivania di un grafico è frequente trovare un Mac con OS X ed un PC con Windows XP.
    In ambito industriale trovere QNX nei reparti e Windows XP negli uffici, con Linux o BSD nelle macchine che gesticono la intranet.
    Se andate in un internet point, e se ne trovano molti in Germania, anche perché un'ora di connessione costa 1 Euro (meno di quanto pagate in Italia), troverete solo macchine con Windows XP (eppure le licenze costano e i problemi sono garantiti).
    A casa i tedeschi non usano Linux (eccetto gli sviluppatori e qualche fanatico) e se chiedete loro come mai, vi risponderanno che piuttosto preferiscono usare Windows in ambito Desktop.
    Perché conoscono le differenze tra i software, e non confondono le licenze con gli strumenti.
    Non confondono informazione con formazione; essi sanno diversamente dagli italiani, che il diritto di informazione è passivo e la comunicazione avviene in un verso solo.
    In questo paese la prima azienda dell'IT è SAP, seguita da Oracle ed infine da Microsoft.
    Tutti comprendono l'importanza di disporre dei codici sorgente per taluni scopi, e comprendono altrettanto bene come ciò sia inutile in ambito domestico.
    Laddove esistono necessità di riservatezza elevate non è dato sapere cosa si utilizzi come sistema operativo e all'interno delle aree militari e degli uffici del Governo non è possibile sollevare questioni inerenti al diritto d'autore o ai contratti di licenza.
    Si ho scritto bene, contratti, perché in questo paese al pari che in Italia, esiste una gerarchia delle fonti ed è risaputo che i contratti di licenza generali si aplicano automaticamente, mentre se si hanno esigenze diverse, nulla vieta di contattare gli autori e pattuire condizioni differenti in cambio di un corrispettivo economico.
    In tal caso cessa la validità della licenza generale, GPL inclusa.
    Se scrivete di qualche azienza tedesca che è stata condannata in tribunale, dovreste aggiungere, perché non aveva stipulato accordi in merito.
    In genere le aziende se ne fregano della GPL, gli autori se vogliono possono citarti in giudizio per ottenere con anni di ritardo la pubblicazione di codice ormai vecchio e sorpassato con sanzioni economiche pari a 0 Euro.
    Le aziende tedesche sanno di potersi avvantaggiare rispetto alla concorrenza, rilasciando il loro codice con anni di ritardo e solo in caso di sentenze sfavorevoli.
    Infatti la legge prevede, al pari che in Italia che sia l'autore l'unico soggetto titolato al rilascio del prorio codice.
    Solo dei fanatici possono credere che esista una forma di contratto (licenza) compatibile con tutte le normative vigenti; finitela altrimenti non comprenderete mai che in tutti i paesi prevale la normativa e che la GPL è carta straccia nella maggior parte dei paesi tant'é che ne stanno scrivendo una nuova.
    In Italia il valore della licenza è nullo se il destinatario è l'utente finale, mentre rimane valida per le attività economiche.
    In Francia il Governo ha fatto una legge che sostituisce con la Cecille la GPL.
    Tornando al merito, la principale differenza è che un italiano, che pure lavora più ore di un tedesco, messo davanti ad un computer, non importa non quale sistema operativo e con quale licenza, produce una frazione del lavoro svolto da un tedesco.
    Si tratta di un problema di formazione; solo nel nostro paese riescono a pensare che con la gara al ribasso si ottengano i docenti migliori o che utilizzando dei prestatori d'opera sia possibile fornire elevate competenze specialistiche.
    Qualsiasi professionista del settore, insegnando anziché esercitare la propria attività, guadagnerebbe sensibilmente di meno - e sarebbe pagato per pochi mesi all'anno.
    In questo modo si possono solo selezionare i peggiori, quelli che un volume d'affari non sono riusciti a trovarlo (e spesso solo per le loro competenze).
    Il mio IP: 217.237.24.155.

    Saluti
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo


    > Perché conoscono le differenze tra i software, e
    > non confondono le licenze con gli strumenti.
    > Tutti comprendono l'importanza di disporre dei
    > codici sorgente per taluni scopi, e comprendono
    > altrettanto bene come ciò sia inutile in ambito
    > domestico.
    > Tornando al merito, la principale differenza è
    > che un italiano, che pure lavora più ore di un
    > tedesco, messo davanti ad un computer, non
    > importa non quale sistema operativo e con quale
    > licenza, produce una frazione del lavoro svolto
    > da un tedesco.
    > Si tratta di un problema di formazione; solo nel

    Concordo pienamente con la tua analisi, purtroppo il problema _fondamentale_ del paese Italia si chiama cultura: per troppo tempo
    non si è investito in formazione di base e in formazione continua. Oggi abbiamo un "parco docenti" che - parlo per la mia parziale e incompleta esperienza diretta - vive tutto ciò che è tecnologia come un Moloch da cui tenersi lontano (ogni tanto sacrificandogli qualche "corso di aggiornamento"). L'ignoranza è tanta, a tal punto che, tanto per dare un gustoso aneddoto, nella scuola dove lavoro alcuni docenti si sono giustificati con il preside per il mancato utilizzo del laboratorio dicendo che non sapevano usare linux.
    Purtroppo per loro, Linux è installato solo sui server, le macchine dei laboratori e dei docenti sono Windows XP, ma non avendoli mai accesi, nonn se ne erano accorti...
    Ok, sembra una barzalletta, ma non lo è.
    Personalmente non amo le distro-war nè i flames gratuiti, i miei pc hanno sistemi operativi diversi per funzioni diverse, ma è logico: non mi risulta che un meccanico ripari automobili con un'unica chiave inglese, nè un imbianchino usi una vernice sola per _ogni_ tipo di oggetto dipinga.
    Conoscere con maggior profondità rende sicuramente migliori, ma io in questo momento vedo soprattutto necessario una maggior conoscenza tout-court: sebbene non veda come indispensabile sturmenti come la "ECDL", riconosco che è un tentativo di dare una prima infarinatura informatica, ci sono troppi tecnici che hanno difficoltà ad usare un foglio di calcolo o segretarie a disagio con la posta elettronica (e che perciò per ogni cosa usano il fax).
    L'argomento è vasto e si presterebbe a maggiori approfondimenti, ma spero di aver dato un piccolo contributo alla discussione.

    Saluti
    Filippo
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > che scrivere cose insensate sugli altri paesi?
    > Già perché è condivisibile ciò che affermate su
    > questo scadentissimo forum in merito all'Italia,
    > ma è assurdo ciò che sostenete in merito agli
    > altri paesi.
    > Coloro che scrivono la parola Linux associata ad
    > un paese straniero, non hanno competitor,
    > sembrano cascare dalle nuvole - del mondo
    > conoscono solo le fiabe.
    > Io vivo in Germania, dove i prodotti Microsoft
    > non sono altrettanto popolari come in Italia.
    > In questo paese il governo ha finanziato una
    > azienda (SuSE GmbH) ed ha tentato di convertire
    > il software in uso presso le pubbliche
    > Amministrazioni; purtroppo si è trattato di un
    > insuccesso; il Comune di Monaco che aveva
    > convertito a SuSE il proprio parco macchine
    > (14.000 computer) nel giro di un mese, ha dovuto
    > sostenere costi immotivati ed è tornato su molte
    > postazioni, alle soluzioni utilizzate
    > precedentemente.
    > Qui però non scrivono stronzate sull'accaduto ed
    > hanno le idee abbastanza chiare: hanno sbagliato
    > nel metodo, non nel merito.
    > Nonostante ciò SuSE è stata ceduta a Novell, la
    > quale sarà a breve chiamata a rispondere dei
    > danni (e delle mancate garanzie) della precedente
    > gestione.
    > Inoltre non assisto frequentemente a guerre
    > religiose sul software, quotidiane dalle vostre
    > parti; qui sanno che il software è uno strumento
    > e non un fine.
    > E' frequente trovare ambiti lavorativi con al
    > proprio interno una varietà di macchine e di
    > software eterogenei.
    > Sulla scrivania di un grafico è frequente trovare
    > un Mac con OS X ed un PC con Windows XP.
    > In ambito industriale trovere QNX nei reparti e
    > Windows XP negli uffici, con Linux o BSD nelle
    > macchine che gesticono la intranet.
    > Se andate in un internet point, e se ne trovano
    > molti in Germania, anche perché un'ora di
    > connessione costa 1 Euro (meno di quanto pagate
    > in Italia), troverete solo macchine con Windows
    > XP (eppure le licenze costano e i problemi sono
    > garantiti).
    > A casa i tedeschi non usano Linux (eccetto gli
    > sviluppatori e qualche fanatico) e se chiedete
    > loro come mai, vi risponderanno che piuttosto
    > preferiscono usare Windows in ambito Desktop.
    > Perché conoscono le differenze tra i software, e
    > non confondono le licenze con gli strumenti.
    > Non confondono informazione con formazione; essi
    > sanno diversamente dagli italiani, che il diritto
    > di informazione è passivo e la comunicazione
    > avviene in un verso solo.
    > In questo paese la prima azienda dell'IT è SAP,
    > seguita da Oracle ed infine da Microsoft.
    > Tutti comprendono l'importanza di disporre dei
    > codici sorgente per taluni scopi, e comprendono
    > altrettanto bene come ciò sia inutile in ambito
    > domestico.
    > Laddove esistono necessità di riservatezza
    > elevate non è dato sapere cosa si utilizzi come
    > sistema operativo e all'interno delle aree
    > militari e degli uffici del Governo non è
    > possibile sollevare questioni inerenti al diritto
    > d'autore o ai contratti di licenza.
    > Si ho scritto bene, contratti, perché in questo
    > paese al pari che in Italia, esiste una gerarchia
    > delle fonti ed è risaputo che i contratti di
    > licenza generali si aplicano automaticamente,
    > mentre se si hanno esigenze diverse, nulla vieta
    > di contattare gli autori e pattuire condizioni
    > differenti in cambio di un corrispettivo
    > economico.
    > In tal caso cessa la validità della licenza
    > generale, GPL inclusa.
    > Se scrivete di qualche azienza tedesca che è
    > stata condannata in tribunale, dovreste
    > aggiungere, perché non aveva stipulato accordi in
    > merito.
    > In genere le aziende se ne fregano della GPL, gli
    > autori se vogliono possono citarti in giudizio
    > per ottenere con anni di ritardo la pubblicazione
    > di codice ormai vecchio e sorpassato con sanzioni
    > economiche pari a 0 Euro.
    > Le aziende tedesche sanno di potersi
    > avvantaggiare rispetto alla concorrenza,
    > rilasciando il loro codice con anni di ritardo e
    > solo in caso di sentenze sfavorevoli.
    > Infatti la legge prevede, al pari che in Italia
    > che sia l'autore l'unico soggetto titolato al
    > rilascio del prorio codice.
    > Solo dei fanatici possono credere che esista una
    > forma di contratto (licenza) compatibile con
    > tutte le normative vigenti; finitela altrimenti
    > non comprenderete mai che in tutti i paesi
    > prevale la normativa e che la GPL è carta
    > straccia nella maggior parte dei paesi tant'é che
    > ne stanno scrivendo una nuova.
    > In Italia il valore della licenza è nullo se il
    > destinatario è l'utente finale, mentre rimane
    > valida per le attività economiche.
    > In Francia il Governo ha fatto una legge che
    > sostituisce con la Cecille la GPL.
    > Tornando al merito, la principale differenza è
    > che un italiano, che pure lavora più ore di un
    > tedesco, messo davanti ad un computer, non
    > importa non quale sistema operativo e con quale
    > licenza, produce una frazione del lavoro svolto
    > da un tedesco.
    > Si tratta di un problema di formazione; solo nel
    > nostro paese riescono a pensare che con la gara
    > al ribasso si ottengano i docenti migliori o che
    > utilizzando dei prestatori d'opera sia possibile
    > fornire elevate competenze specialistiche.
    > Qualsiasi professionista del settore, insegnando
    > anziché esercitare la propria attività,
    > guadagnerebbe sensibilmente di meno - e sarebbe
    > pagato per pochi mesi all'anno.
    > In questo modo si possono solo selezionare i
    > peggiori, quelli che un volume d'affari non sono
    > riusciti a trovarlo (e spesso solo per le loro
    > competenze).
    > Il mio IP: 217.237.24.155.
    >
    > Saluti

    quoto in pieno....sfortunatamente post equilibrati e validi come il tuo sono eccezioni e tutto si riduce (troppo spesso) allo slogan/guerra linux vs ms...open vs closed...così faccendo purtroppo si perdono di vista i veri problemi e questo non ci aiuterà di certo a venirne fuori
    non+autenticato
  • >aveva convertito a SuSE il proprio parco macchine >(14.000 computer)
    http://news.zdnet.co.uk/software/linuxunix/0,39020...
    "The City of Munich has chosen to migrate its 14,000 desktops to a free Linux distribution, rather than a commercial version of the open source operating system."

    Sembra da questo articolo che la pa di monaco non
    abbia per nulla gia provato a fare migrazioni, ma
    solo studi di fattibilita' (affidati a ibm e suse): infatti,
    "Hofmann said work is starting on the Linux prototype now, so the city can start migrating PCs to the open source operating system from the end of the year."

    Speriamo che vada tutto per il meglio. Sono molto
    contento per l'adozione di Debian. Non si tratta di guerre di religione, ma di uscire da una monocultura
    che qui da noi è quasi totale
    Sono convinto che in Germania, per es, si è in
    grado di apprezzare in modo adeguato i benefici
    dell'adozione di una piattaforma come linux nelle sue
    varie occorrenze di applicazione, qui semplicemente
    no, a parte rare eccezioni. Credo che una volta che
    linux si dimostrerà un'alternativa reale per i desktop,
    i tedeschi, e non solo loro, lo useranno automaticamente (assieme ad altri prodotti) senza spaventarsi per piccole differenze nella logica d'uso. Npn credo che questo voglia dire farsi un'idea sbagliata di quanto succede in certi paesi: semplicemente la mancanza di flessibilita, l'inerzia, la
    resistenza al cambiamento, che erroneamente passano per conservatorismo, che c'è nel ns contesto
    a mio parere è unica in europa. L'italiano le prova tutte,
    mezzucci patetici compresi, pur di ritardare qualsiasi
    cambiamento, in modo tale che quando deve andare
    avanti lo fa in modo disperato e in piena emergenza.
    Questa è una legge da cui sembra impossibile uscire.
    I tedeschi che hanno culturalmente accesso a una
    nozione forte del divenire, sono in questo senso agli
    antipodi.
    non+autenticato
  • OK!
    Raccogliamo l'invito e parliamo del nostro fottuto paese; per realizzare la stessa cosa in Italia occorrerebbe una transizione graduale.

    Ipotizziamo di voler fare una transizione verso Debian al Comune di Milano che possiede 11.000 postazioni e paga 170.000 Euro per il Norton AntiVirus.

    Risaputamente una consistente parte del personale (20%) non ha contratti stabili ed è reperita con mezzi di fortuna (selezioni pubbliche).

    Sostituendo Windows con Linux, ipotizziamo Debian che non costa un centesimo, quanti soldi si risparmierebbero?

    In battuta la prima risposta che mi viene in mente è : 0 centesimi.

    Si dovrebbero infatti affrontare i costi della migrazione, che hanno anche ripercussioni sulla produttività, si perderebbero numerose ore lavorative, e si otterrebbe una enorme quantità di software, pagato anche ai migliori valori di mercato ma ormai inutilizzabile.

    L'unico modo per procedere è aggiornare il parco macchine partendo dalle postazioni più tecniche, limitandosi a non acquistare nuove licenze in fase di rinnovo del parco macchine.

    Ciò determinerebbe un risparmio di circa 66 Euro a postazione e minori entrate per l'erario dello Stato per il corrispondente valore dell'IVA.

    Contestualmente bisognerà stanziare delle somme per l'aggiornamento dei dipendenti, passo necessario prima di estendere la conversione alle rimanenti postazioni.

    A ciò bisogna aggiungere ulteriori costi perché su molte postazioni bisognerà sostituire il software custom, con corrispondenti versioni in grado di funzionare sul nuovo sistema operativo.

    Mi sembra che sul fronte dei costi ci si debba preparare ad un saldo negativo, almeno nel periodo di transizione.

    Ma se non si può parlare di risparmio, come sembrerebbe evidente, deve essere tenuto in considerazione che tale transizione offribbe opportunità impiegatizie in ambito locale, offrendo una migliore redistribuzione della ricchezza in grado di premiare la presenza in loco, almeno in una prima fase.

    Si tratterebbe dunque di un investimento ad alto margine di rischio per tutte le Amministrazioni che decidessero di non temporeggiare in tale scelta.

    Questo solo nel caso in cui le risorse necessarie alla conversione siano interne ovvero che si istituisca un servizio a gestine diretta detto anche in economia.

    Dovendo appoggiarsi a soggetti economici esterni, come profetizzato da tutti i testi sull'out-sourcing i costi diverebbero insostenibili.

    Occorre infatti ricordare che i dipendenti del comparto delle Autonomia Locali, hanno le retribuzioni più basse di tutto il pubblico impiego e gli impiegato guadagnano circa 1000 Euro al mese.

    Un infermiere nella Sanità Pubblica guadagna più di un funzionario al Comune di Milano.

    Nonostante ciò i vantaggi non sono evidenti, almeno non in prima battuta e un approccio più tedesco, nel senso simile a quanto descritto nel messaggio che ha originato il thread, sembrerebbe non solo sensato, ma anche l'unico sostenibile.

    Scegliere quali postazioni possono fare a meno di Windows e partire da quelle; credo che i primi soldi si potranno risparmiare tra meno di 24 mesi, non rinnovando la gara per Symantec.
    non+autenticato
  • >nel senso simile a quanto descritto
    >nel messaggio che ha originato il thread,
    Quanto descritto da quel thread sembra sbagliato.
    Il comune di monaco non ha ancora migrato le
    macchine, né tantomeno ha migrato con
    insuccesso. La migrazione a debian deve ancora
    partire e riguarderà tutte le 14000 macchine,
    almeno a quanto si legge su
    http://www.muenchen.de/Rathaus/dir/limux/publikati...
    http://news.zdnet.co.uk/software/linuxunix/0,39020...

    >Sostituendo Windows con Linux, ipotizziamo Debian >che non costa un centesimo, quanti soldi si >risparmierebbero?
    Penso si spenderebbe di piu, almeno nel breve termine.
    Se poi qualcuno chiede: quanti soldi si spendono
    ritardando la migrazione, forse gia dopo un paio d'anni
    molti soldi risultano sprecati. In un paio d'anni il maggior costo iniziale, se c'è, probabilmente sarebbe
    ammortizzato: fosse cosi andrebbe fatto ieri, ma
    i conti non è facile farli

    >Scegliere quali postazioni possono fare a meno di >Windows e partire da quelle
    Questo è un approccio piu conservativo di quello di
    monaco, ma sicuramente poco rischioso e non
    costoso: le postazioni, via via che diventano obsolete,
    o vengono debianizzate, o sostituite con macchine
    piu recenti e linux (ove possibile).

    Novell afferma di aver migrato tutti i desktop aziendali formando le persone in poche ore ma Novell è parte in causa. Certo pero un desktop linux attuale in se non richiede grandi sforzi di apprendimento. Una volta
    realizzato un prototipo (come hanno fatto a monaco)
    con la stessa interfaccia, le stesse icone, la stessa
    taskbar, gli stessi programmi, per tutte le macchine
    che si intendono migrare, a occhio e croce poche
    ore dovrebbero davvero essere sufficenti.
    non+autenticato
  • Se non fosse che la Levi Montalcini , per racimolare qualche soldo per la ricerca si è "venduta" a Sky ! Anonimo
    non+autenticato
  • Come mai paesi piu' poveri come spagna,
    polonia ed estonia sono davanti ? Non so.
    Pero l'estate scorsa ero in germania e a
    friburgo nel supermercato l'impiegata in ufficio
    usava knoppix sul computer. A berlino, nel ns
    albergo, c'era pure knoppix.
    I ns geni italioti affermano che linux è inutilizzabile,
    troppo complicato, cervellotico da imparare, eppure
    una qualsiasi impiegata tedesca lo usa normalmente.
    La stessa cosa per la lingua inglese: dieci anni fa in
    ungheria e r.ceca tutti i giovani parlavano un inglese
    invidiabile, qui solo l'uno per cento parlava, e forse
    è cosi tuttora, un inglese modesto.
    Ora si sente dire (ed è vero) che svariate citta europee passano
    a linux: in italia, si afferma, è assolutamente impossibile
    perché tecnicamente problematico e la formazione del personale
    rende la cosa impraticabile. Gli altri come fanno ?
    Sono loro fenomeni o i ns geni del computer ultraCRE**ni ?
    Come mai dobbiamo sempre essere gli ULTIMI in tutto ?
    Come mai dobbiamo sempre fare la figura dei CO***NI
    di fronte a tutto il mondo ?
    Non è ora di darsi una mossa e di iniziare a pensare che
    occorre mettersi a imparare qualcosa anche noi ?
    Cerchiamo almeno, se non di innovare, di metterci a rimorchio
    dei paesi piu civili. E' possibile avere la percentuale d'uso piu
    alta del mondo di sistemi ultracostosi e antididattici ? Non sara
    l'unico problema dell'informatica nostrana, ma non è un
    argomento da iniziare a toccare ? Iniziamo a fare come i paesi
    avanzati della scandinavia: linux nella scuola dell'obbligo.
    Oppure fare come fanno i paesi entro i dieci piu sviluppati fa
    schifo: oppure è troppo difficile, lasciateci giocare con le ns
    ciofeche e chissenefrega se scivoliamo nel terzo mondo...
    non+autenticato
  • Il problema degli italioti è culturale e profondo, non è certo una ridicola questione di usare questo invece di quello.

    Il problema dell'Italia è la cultura del "posto fisso" a vita con le tutele cementate e la disaffezione al proprio dovere, è l'abolizione di ogni gerarchia in favore del terrapiattismo antimeritocratico, è una scuola che DA MEZZO SECOLO fa costantemente schifo ogni anno di più (anche per colpa di quegli "insegnanti" che vivono il loro lavoro come una comoda sinecura da trascinare pigramente fino alla pensione), è una imprenditoria composta al 98% di mezze tacche prive di alfabetizzazione e cultura industriale ed al 2% da una oligarchia di potentati industrialmente incapaci ma in combutta permanente con governi e poteri finanziari di ogni colore, è una classe politica incapace, impigliata in miriadi di lacciuoli e frazionamento dei poteri che impediscono qualsiasi decisionismo radicale, e quindi votata al galleggiamento permanente.

    Il vero problema dell'Italia, enfin, sono gli italiani, quel popolo incivile di smargiassi e furbastri con la vigliacca "trasgressione" nel DNA, che nel 62% dei casi non leggono neppure un libro all'anno.

    In questo panorama hanno gioco facile le minoranze isteriche, i tribuni della plebe e quelli che hanno interesse a colonizzare ed appiccicare etichette di parte a qualsiasi cosa, dalla mitopoiesi resistenziale a fenomeni socio-informatici come l'emergenza di una "informatica di massa". Il che, tuttavia, se pur assicura un ricco bacino di ascolto presso ampie fasce di plebe pecorona, non implica però che costoro abbiano la benché minima speranza di conformare la realtà oggettiva ai loro sogni, più o meno in buona fede o ad occhi aperti.
    non+autenticato
  • > non è certo una ridicola questione di usare questo
    > invece di quello.
    Fin quando non si risolverà la questione epocale che
    si trascina dall'inizio della decadenza dell'impero romano, proporrei di risparmiare sulle licenze ms e di insegnare ai ragazzi informatica tramite l'uso di sistemi aperti, come si cerca di fare nei paesi civili.
    Si parte dal presupposto che prendere a modello
    paesi piu sviluppati, come quelli del nord-europa
    non sia ridicolo ma doveroso: siamo in europa per
    quello.
    Tutto quanto appartiene alla logica del "ci vuole
    ben altro" è naturalmente ridicolo: l'unica logica
    possibile, a parte estirpare il "dna" con l'eugenetica,
    è la logica estensionale: un pezzettino + un pezzettino
    + etc. Chi dice, no, è inutile, il problema è profondo
    e insanabile, in realtà si attiva affinche tutto rimanga
    uguale.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Si parte dal presupposto che prendere a
    > modello paesi piu sviluppati, come quelli del
    > nord-europa non sia ridicolo ma doveroso:
    > siamo in europa per quello.

    L'Italia è in europa solo sulla carta, come i paesi poveri aggiunti di recente, in buona compagnia della Turchia. Le similitudini tra Italia e Danimarca o Olanda sono molto minori e meno forti di quelle tra Italia e Botswana.

    > Chi dice, no, è inutile, il problema è
    > profondo
    > e insanabile, in realtà si attiva affinche tutto
    > rimanga
    > uguale.

    Oppure non abita (più) in Italia e se ne strafotte allegramente da un pezzo, avendo risolto ogni problema. Visto che si parla di logiche estensionali (e intensionali)...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Il problema degli italioti è culturale e
    > profondo, non è certo una ridicola questione di
    > usare questo invece di quello.
    >
    > Il problema dell'Italia è la cultura del "posto
    > fisso" a vita con le tutele cementate e la
    > disaffezione al proprio dovere, è l'abolizione di
    > ogni gerarchia in favore del terrapiattismo
    > antimeritocratico,

    Antimeritochè? Abolizione di ogni gerarchia? Guarda, posso essere d'accordo su tutto, ma su questo no: la meritocrazia è sempre stata fantascienza in italia, e non è la disaffezione o l'abolizione delle gerarchie che l'ha fatta sparire. E' proprio che in italia possono comandare solo i coglioni.

    E quanto alle gerarchie: non so dove lavori tu, ma qui qualunque lavoro fai, c'è quasi sempre uno sborone analfabeta con tendenza al nazismo, il cui motto è "tu sei un deficente e comando io perchè sono meglio raccomandato".
    non+autenticato
  • aprite gli occhi..leggete i giornali!!!
    la Fiat crolla in borsa perche le sua macchine non vendono piu perde quote di mercato....
    neanche la general motors l ha voluta..
    ha pagato2 miliardi di euro di penalo per NON comprare la fiat..
    Wind venduta agli egiziani...
    edf voleva comprasi la edison...
    Banca antonveneta venduta agli olandesi...
    Bnl comprata dagli spagnoil del Vizcaya...
    a suo tempo il debenedetti vendette omnitel ai tedeschi di Vodafogna...
    i cinesi col tessilel faranno licenziare 1 milione di posti di lavoro..
    etc..etc..etc..pure il pomodoro e gli asparagi arrivano dalla Cina!!!!!!!
    non volevano vendersi anche le opera d 'arte'??
    poi parlano di competitivita e MOntezemolo licenzia e portano le fabbriche in cina...

    italiani spaghetti e mandolino..e gia..ci resta sololapizza gli spaghetti la moda a la musica..


    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > italiani spaghetti e mandolino..e gia..ci resta
    > sololapizza gli spaghetti la moda a la musica..
    >
    >

    Fra poco nemmeno la pizza: l'europa (del cazzo) dichiara che i forni a legna sono inquinanti e non igienici, e vorrebbero farceli togliere di mezzo. Una cosa ci rimaneva di decente in italia, la pizza, e questi vogliono affondare anche questa. Questa è proprio una nazione di pagliacci, chiunque può arrivare e sparare sentenze e fare lo sceriffo della situazione, tanto ai nostri governanti manca solo il guinzaglio...
    non+autenticato
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