Il grande balzo: una Internet cinese

Archiviati i conflitti con VeriSign ed ICANN le autorità cinesi formalizzano l'avvento dei domini internet in ideogrammi mandarini. Saranno i nuovi alfieri del dragone asiatico, e renderanno ancora più facile la censura

Il grande balzo: una Internet cinesePechino (Cina) ? Il CNNIC, registrar ufficiale per la Repubblica Popolare Cinese, metterà a disposizione dei cinesi e delle società operanti in loco la possibilità di richiedere un'autorizzazione ad utilizzare e registrare domini scritti in ideogrammi. Una novità a cui il governo pechinese aspira ormai da diversi anni e che rappresenta una nuova opportunità per il coronamento della visione di una "internet cinese" cara alle autorità del paese.

A ribadire che di sterzata tutta orientale si tratta, anche il varo di due nuove estensioni di dominio in hànzì (pittogrammi cinesi), create sopratutto per aziende e servizi pubblici. Il significato dei nuovi suffissi, pronunciati ".gongsi" e ".wanglù", è infatti "azienda" e "rete". Al CNNIC sottolineano che questo nuovo servizio è l'unico autorizzato dal governo centrale.

Tutto questo segue di poco l'apertura del suffisso.cn alla registrazione da parte di soggetti non cinesi. Un'apertura peraltro condizionata al nulla-osta delle autorità, interessate ad impedire che domini cinesi possano essere utilizzati per diffondere contenuti scomodi in rete.
La novità ora viene propagandata dal regime come necessaria per agevolare l'afflusso di investimenti esteri. Lo afferma il direttore di CNNIC Mao Wei: "La nostra economia diventa sempre più dinamica e dobbiamo fornire buoni strumenti di marketing e di comunicazione alle aziende che vogliono conquistare il mercato cinese, fatto di persone che prevalentemente non parlano inglese, ma solamente la lingua madre". Multinazionali come Rolex, Dell e Starbucks hanno già registrato i propri siti web in cinese.

A dimostrare che il governo cinese intende accelerare il più possibile su questa via, sta il fatto che il CNNIC ha già tradotto gli indirizzi di tutti i siti istituzionali. Ne emerge un web più cinese destinato ad accompagnare la vertiginosa crescita dell'utenza e delle attività internet cinesi.

Ma dietro alla semplice manovra istituzionale ed economica vi è ben di più: si tratta infatti della più vigorosa spallata contro l'etnocentrismo anglofono sul web. Questa mossa consente infatti alle autorità di Pechino di non dover chinare il capo dinanzi alle decisioni dell'ICANN: l'organismo di supervisione dei domini non solo ha recentemente aperto a domini in caratteri arabi, cirillici e tedeschi e non a quelli cinesi, ma è ancora soggetto ad una subordinazione istituzionale all'amministrazione americana.

C'è chi, come Khaled Fattal del Multilingual Internet Names Consortium, è convinto che l'entrata delle masse cinesi in Internet sia il segnale, attesissimo, dell'inizio di una piccola rivoluzione. "E' necessario", dice Fattal, "anche per sconfiggere il digital divide, che gli oltre quattro miliardi di persone che non parlano inglese possano accedere alla Rete nella propria lingua". Un'apertura necessaria a tutto il Mondo, dunque, peraltro già in corso, ma che almeno in Cina dovrà fare i conti con un web tanto esplosivo quanto tenuto sotto controllo, foriero di vantaggi economici e allo stesso tempo di ulteriori restrizioni delle libertà individuali: i nuovi domini potrebbero agevolare le operazioni di censura dei contenuti web di cui da tempo Pechino detiene il primato.
TAG: domini
76 Commenti alla Notizia Il grande balzo: una Internet cinese
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  • Blondet ha come al solito fatto un analisi brillante della reale situazione politica, e questa mossa cinese su internet è perfettamente in accordo con lo schieramenti mondiale che si sta creando:

    http://www.effedieffe.com/fdf/giornale/interventi....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Blondet ha come al solito fatto un analisi
    > brillante della reale situazione politica, e
    > questa mossa cinese su internet è perfettamente
    > in accordo con lo schieramenti mondiale che si
    > sta creando:

    Sara'... i cinesi detestano i russi, staremo a vedere.
    non+autenticato
  • Il tutto è iniziato con le tastiere nazionalizzate.
    Prima c'era solo la teletype con solo le lettere, i numeri e pochi segni.
    E c'era solo l'inglese. Ma non l'inglese difficile, quello di scuola o british, ma quello fatto dalla maggioranza delle persone per le quali non è lingua madre.
    Tutta l'informatica era così.
    Quindi un inglese facile e dinamico.
    E in poco tempo moltissimi hanno imparato questa lingua, un po' perchè costretti e poi un po' perchè incuriositi.
    E i vantaggi si sono visti subito al mare, in ferie, nei rapporti di lavoro.
    Volenti o nolenti la lingua franca è stata uno strano inglese, spesso sdoganato da regole sintattiche anglosassoni.
    Poi con le tastiere nazionalizzate si è localizzato tutto e ognuno ha cominciato a riparlare per i cavoli suoi.
    Poi è arrivata internet, con solo l'inglesiano. Con un minimo
    si aveva l'impressione di essere parte del mondo e di poter, per la prima volta, capire e comunicare con altre culture, così differenti e così distanti.
    Poi ancora si è cominciato a scrivere con caratteri latini ma in latre lingue, e già si cominciava a ritornare soli, ed adesso con gli ideogrammi (che non so fare con la tastiera!) neanche riuscirò più ad accedere!
    L'unica cosa un po' negativa è non abbiamo scelto una lingua per intercomunicare, ci è capitata così, fra capo e collo, e qulacuno dice : ma perchè non il francese, ma perchè non lo zulu, ma perchè non il greco, ma perchè non l'hindi ... non è importante quale: ce ne è piovuta una ed è qullo che ci serve. O serviva.
    Insomma piaccia o no l'inglese, avevamo risolto l'annoso problema della babelizzazione.
  • > L'unica cosa un po' negativa è non abbiamo scelto
    > una lingua per intercomunicare, ci è capitata
    > così, fra capo e collo, e qulacuno dice : ma
    > perchè non il francese, ma perchè non lo zulu, ma
    > perchè non il greco, ma perchè non l'hindi ...

    L'inglese e' stato scelto per via dell'attuale impero che domina il mondo, e di quello che l'ha dominato precedentemente.
    Ad ogni modo, e' anche la lingua piu' semplice: la standardizzazione e' avvenuta verso il basso.

    > non è importante quale: ce ne è piovuta una ed è
    > qullo che ci serve. O serviva.
    > Insomma piaccia o no l'inglese, avevamo risolto
    > l'annoso problema della babelizzazione.
    Beh, solo in questa parte del mondo. Se dovessimo scegliere la lingua piu' parlata in assoluto.....

    Cmq abbiamo risolto il problema della babelizzazione con un generale appiattimento della lingua. Peccato
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > > L'unica cosa un po' negativa è non abbiamo
    > scelto
    > > una lingua per intercomunicare, ci è capitata
    > > così, fra capo e collo, e qulacuno dice : ma
    > > perchè non il francese, ma perchè non lo zulu,
    > ma
    > > perchè non il greco, ma perchè non l'hindi ...
    >
    > L'inglese e' stato scelto per via dell'attuale
    > impero che domina il mondo, e di quello che l'ha
    > dominato precedentemente.
    > Ad ogni modo, e' anche la lingua piu' semplice:
    > la standardizzazione e' avvenuta verso il basso.
    >
    > > non è importante quale: ce ne è piovuta una ed è
    > > qullo che ci serve. O serviva.
    > > Insomma piaccia o no l'inglese, avevamo risolto
    > > l'annoso problema della babelizzazione.
    > Beh, solo in questa parte del mondo. Se dovessimo
    > scegliere la lingua piu' parlata in assoluto.....
    Qui sbagli: non stavo parlando della lingua più parlata del mondo ma della lingua più usata per comunicare. E' la stessa differenza che c'è tra l'italiano ed il dialetto nella mia regione. Si parla in veneto al 99% ma si comunica in italiano. E come la differenza tra il lei ed il tu, se vuoi.
    >
    > Cmq abbiamo risolto il problema della
    > babelizzazione con un generale appiattimento
    > della lingua. Peccato
    Peccato, certo, ma non diamo la colpa dell'appiattimento dell'italiano a internet: è ben peggio sentire al tg o comunque in tv:
    -" che famo", -" annamo" , -"egli disce " anzichè dice, -"buonasEEra" con la e larga perchè qualla è lingua parlata!!! (multa li colga!)
    Beh, direi che visto come vanno le cose: non abbiamo risolto nè la babelizzazione comunicativa nè il caos del parlato!
    Mentre qualche anno fa riuscivo a vedere cosa scrivevano in Ungheria, adesso non ci capisco nulla e mi tocca usare un traduttore elettronico, così sì che c'è un appiattimento!!!
    Soprattutto un appiattimento dell'orizzonte di comunicazione.
  • la pentola esplode, ideogrammi cinesi o no.
    non possono controllare internet per sempre.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > la pentola esplode, ideogrammi cinesi o no.
    > non possono controllare internet per sempre.

    Pero' possono farlo per molto molto a lungo e fare lo stesso parecchi danni nel frattempo.
    non+autenticato
  • Forse qualcuno lo ha dimenticato.
    Come mai i comunisti cinesi si sono buttati in massa al "libero mercato" ?
    Forse hanno capito che per "battere" il nemico bisogna usare le sue stesse armi. Così ci hanno dichiarato guerra e noi, come "polli", li stiamo anche aiutando, creando per esempio fabbriche etc.
    Ricordate che loro sono molti più di noi, sono discliplinati come tante formichine, tutto l'opposto degli occidentali che sono divisi su tutto, sono litigiosi, persino razzisti tra loro stessi.
    Credo che il loro scopo finale sia di far diventare NOI un terzo-mondo.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Forse qualcuno lo ha dimenticato.
    > Come mai i comunisti cinesi si sono buttati in
    > massa al "libero mercato" ?
    > Forse hanno capito che per "battere" il nemico
    > bisogna usare le sue stesse armi. Così ci hanno
    > dichiarato guerra e noi, come "polli", li stiamo
    > anche aiutando, creando per esempio fabbriche
    > etc.
    > Ricordate che loro sono molti più di noi, sono
    > discliplinati come tante formichine, tutto
    > l'opposto degli occidentali che sono divisi su
    > tutto, sono litigiosi, persino razzisti tra loro
    > stessi.
    > Credo che il loro scopo finale sia di far
    > diventare NOI un terzo-mondo.
    >

    Bene abbiamo capito quello che secondo te e' il "loro scopo", saremmo curiosi di sapere quale sia il tuo!
    Personalmente non solo non lo ho capito ma trovo il tutto un pochino fuori dal tema!
    Saluti
    non+autenticato
  • ...scrivere gli ideogrammi con la tastiera?

    :s
    non+autenticato
  • Con una tastiera estesa. Esiste già
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Con una tastiera estesa. Esiste già

    Non ho la tasti9era estesa ma una tastiera ridotta e scrivo in giapponese. So che i giapponesi hanno una tastiera con i kana ma non è indispensabile.

  • - Scritto da: Anonimo
    > ...scrivere gli ideogrammi con la tastiera?

    Se tu avessi un mac scriveresti facilmente gli "ideogrammi". Poi il termine ideogrammi è sbagliato il termine corretto secondo alcuni esperti è caratteri cinesi.

    Il termine ideogrammi si reputa adatto ai geroglifici che sono molto distanti concettualmente dai caratteri cinesi, due scritture diverse.

    Attualmente col mac ho attivato il giapponese e quindi posso scrivere anche in cinese pur non sapendo ne l'uno ne l'altro, comunque sapendo la pronuncia giapponese e l'omofono potrei scrivere in cinese se il carattere esiste nel vocabolario giapponese.

    Per un uso folcloristico si può fare, per esempio questo è l'anno del gallo, ho trovato come si dice gallo in giapponese, ho trovato l'omofono e ho scritto gallo in cinese: molto divertenteSorride
  • - Scritto da: Anonimo
    > ...scrivere gli ideogrammi con la tastiera?
    >
    >Perplesso
    E' molto semplice, sia sotto Win (preferibilmente XP), sia sotto Linux, sia con un cellulare (che possa parlare cinese)
    Devi ovviamente avere i font necessari installati.

    La modalita' piu' usata (a dir la verita', e' praticamente l'unica usata) e' l'introduzione del pinyin, senza ovviamente alcuno dei 4 accenti. Una volta introdotto, comparirà un popup con tutti i simboli che corrispondono a quel pinyin.

    Esempio: volendo scrivere "Cina" in caratteri cinesi, digitero'

    zhong

    mi comparira' la lista e selezionero' il simbolo 中 (sperando che compaia nel forum).
    dopo di che scrivero'

    guo

    e selezionero' il simbolo 国

    Non e' difficile ne' lento, considerando che le lingue del ceppo sino-tibetano hanno la maggior parte delle parole composte da una o due sillabe (quindi uno o due caratteri).
    Esistono ovviamente parole piu' lunghe, ma sono rare

    ciao ciao
    non+autenticato
  • Bello. Mi sono inturgidito.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > La modalita' piu' usata (a dir la verita', e'
    > praticamente l'unica usata) e' l'introduzione del
    > pinyin, senza ovviamente alcuno dei 4 accenti.
    > Una volta introdotto, comparirà un popup con
    > tutti i simboli che corrispondono a quel pinyin.

    Immagino che il pinyin sia semplicemente la pronuncia dell'hanzi secondo un sistema (per il giapponese si usa l'hepburn), credo che in italiano si possa parlare di omofono.

    Sono curioso di sapere cos'è questa storia dei 4 accenti e poi parli del cinese semplificato o di quello tradizionale?

    Ciao e considera che sono un ignorante in materia.
  • > Sono curioso di sapere cos'è questa storia dei 4
    > accenti

    Ce ne sono quattro, uno ?piatto?, uno ?crescente?, uno "decrescente? ed uno ?crescente e decrescente?. A seconda dell?accento una parola può avere quattro significati.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > Sono curioso di sapere cos'è questa storia dei 4
    > > accenti
    >
    > Ce ne sono quattro, uno ?piatto?, uno
    > ?crescente?, uno "decrescente? ed uno ?crescente
    > e decrescente?. A seconda dell?accento una parola
    > può avere quattro significati.

    Ho capito ma puoi fare degli esempi elementari tanto per capire se i caratteri diversamente accentati esprimono significati in qualche modo correlati?
  • >
    > Ho capito ma puoi fare degli esempi elementari
    > tanto per capire se i caratteri diversamente
    > accentati esprimono significati in qualche modo
    > correlati?

    1 - pinyin: wu (cinese Îå) accento numero 3 (decrescente e crescente). Questo ¨¨ il numero 5;

    2 - pinyin: wu (cinese ÎÞ) accento numero 2 (crescente). Questo significa "senza";

    3 - pinyin: wu (cinese ÎÝ) accento numero 1 (piatto). Questo significa "casa" oppure "camera";

    4 - pinyin: wu (cinese Îí) accento numero 4 (descrescente). Questo significa "nebbia";

    Grazie a mia moglie, Ö£ºç per la traduzione!!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Grazie a mia moglie, Ö£ºç per la traduzione!!!!

    A casa col mac vedrò pure i kanji (hanzi), intanto ringrazio te e la moglieSorride.
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