Toshiba mette Java nel superchippetto

Il chipmaker giapponese ha preso in licenza da ARM la tecnologia per costruire chippetti in grado di mettere il turbo a Java

Tokyo (Giappone) - Toshiba ritiene che i tempi siano ormai sufficientemente maturi perché nella propria offerta di chip embedded figuri anche un processore ottimizzato per Java.

Il chipmaker giapponese ha infatti annunciato di aver espanso la propria linea di chip con architettura ARM includendovi il processore ARM926EJ-S, una tecnologia licenziata all'azienda inglese ARM Ltd che sviluppa per l'appunto la nota architettura RISC utilizzata nella stragrande maggioranza dei computer hand held ed in un numero sempre crescente di telefoni cellulari.

Il cuore di questo processore contiene la tecnologia Jazelle di ARM in grado, secondo quanto dichiarato dall'azienda, di accelerare fino ad otto volte l'esecuzione di programmi scritti in Java. ARM sostiene che il processore è capace di far girare anche altre piattaforme, fra cui Linux, PalmOS, Windows CE e Symbian OS.
"I prodotti mobili stanno evolvendosi ed abbracciando funzioni come la trasmissione delle immagini, una funzionalità che richiede uno standard di fatto come la tecnologia middleware basata su Java", ha affermato Shigeru Komatsu, general manager di Toshiba.

Come uno dei maggiori produttori di chip embedded, Toshiba potrebbe dare una grossa spinta all'adozione di Java all'interno dei dispositivi mobili, un settore che ha già guardato con molto interesse alla piattaforma di Sun.
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