Brevetti, subito una definizione

La chiede FSF Europe, secondo cui alla luce del procedimento antitrust contro Microsoft la Commissione Europea deve muoversi subito per difendere il libero sviluppo del software

Roma - Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera aperta di Free Software Foundation Europe indirizzata al Commissario Europeo per il Mercato Interno Charlie McCreevy e relativa alla questione della direttiva sui brevetti sul software

Egregio Dott. McCreevy,
la Commissione Europea è al momento coinvolta in una storica causa antitrust contro Microsoft. Dopo il fallimento di procedimenti simili in altre parti del mondo, la Commissione è in prima linea nel tentativo di ristabilire la possibilità di concorrenza nel mercato dei desktop e dei workgroup server, la cui urgenza è confermata anche dalla decisione della Corte Europea di Prima Istanza. Ecco perché la FSFE sta sostenendo il suo lavoro.

Sfortunatamente, questo successo solitario rischia di diventare una vittoria inutile: l'attuale Posizione Comune sulla direttiva sulle "invenzioni realizzate tramite calcolatore", adottata il 7 marzo 2005 dal Consiglio Europeo, prevede che possano essere concessi brevetti software su interfacce e formati di file.
Il punto centrale della causa antitrust riguarda la conoscenza dei protocolli di comunicazione, senza la quale solo Microsoft può scrivere software interoperabile con i propri programmi desktop, potendo così estendere il proprio monopolio dal mercato desktop a quello dei workgroup server. Come ha sottolineato la FSFE, queste informazioni non sono segrete perché sono preziose, ma sono preziose perché sono mantenute segrete.

Facendo un'analogia tra le reti di computer e quelle telefoniche, è come se Microsoft dichiarasse che le frequenze sonore con cui componiamo le cifre dei numeri di telefono rappresentano "investimenti da molti milioni di dollari". La Commissione Europea giustamente non ha permesso a Microsoft di confondere convenzioni e invenzioni.

L'attuale proposta di direttiva rende possibile rilasciare brevetti sui formati di file, l'equivalente digitale delle lingue parlate; essa consente la monopolizzazione di convenzioni come se fossero invenzioni. Visto che l'attuale bozza della direttiva consente a Microsoft di estendere il proprio monopolio oltre ogni capacità di controllo da parte delle autorità antitrust di qualsiasi paese al mondo, non è sorprendente che Microsoft sia tra i suoi sostenitori.

Alla fine, il Commissario Europeo alla Concorrenza Neelie Kroes potrebbe ritrovarsi con una inutile vittoria: Microsoft sarebbe obbligata a pubblicare le informazioni necessarie a garantire l'interoperabilità, ma diventerebbe illegale scrivere software interoperabile. Ci preoccupa il fatto che fra pochi anni lei potrebbe fare la considerazione amara di aver vinto la battaglia, avendo perso la guerra.

Invitiamo con urgenza lei e il Parlamento Europeo a individuare una definizione precisa di innovazione tutelabile tramite brevetto, che può comprendere il software, ma non può consistere di solo software. È essenziale affermare chiaramente che l'elaborazione di dati e la loro trasmissione sono escluse dall'area della brevettabilità.

In questo modo l'Europa può vincere sia la battaglia che la guerra.

Distinti saluti,
Georg Greve
Presidente
Free Software Foundation Europe (FSFE)
4 Commenti alla Notizia Brevetti, subito una definizione
Ordina
  • Questi o non hanno capito niente dei brevetti. oppure sono foraggiati.

    In ogni caso non cambia nulla: se ne fregano delle lettere, delle petizioni, del parere della maggioranza della commissione (tanto che adottano tutte quelle buffonate per ficcare le votazioni in agenda come se parlassero della risposta ad un attacco nucleare), del parere dei cittadini. L'unico parere che gli sta a cuore (anzi quore) è quello dei soldi. C'è solo da capire se hanno foraggiato la maggioranza, oppure solo qualcuno che guida gli altri pecoroni.

    Speriamo bene, ma la vedo molto male.
  • Non sara' MAI inutile.
    Cerca di farti sentire, con le lettere, email, fax o magari col voto o sostenendo associazioni come la FSF.
    Se non lo fai, se ti accontenti di leggere le notizie sui giornali o al tg, poi non puoi lamentarti.

    Capisco che sia avvilente: parere contrario dei singoli paesi, parere contrario dei parlamentari europei, parere contrario di un sacco di gente ... eppure e' successo quel che e' successo.
    Ma non ci possiamo arrendere.

    non+autenticato
  • Due anni fa, quando la proposta andò in prima lettura al Parlamento Europeo, sembrava "ovvio" che sarebbe passata, ed invece, grazie al lavoro della FFII (http://www.ffii.org/) e di tanti sostenitori il brevetto dei software passò in minoranza.
    Alla Commissione Europea, organo molto meno "trasparente" e molto più "indiretto" del Parlamento, sono riusciti a far passare una "posizione comune" che, non appena c'è stato il tempo di spiegare ai singoli ministri ed ai Parlamenti nazionali cosa c'era scritto, tanto comune non è rimasta. Anzi, era ormai una "posizione" di minoranza. Purtroppo è mancato il coraggio a qualche ministro, anche per non dover poi pagare in altra sede, il coraggio di uscire dalla "consuetudine" e,per la prima volta, contestare una "posizione comune" al momento della votazione formale. Ci ha provato la Polonia, ma è stata lasciata sola, ha fatto finta di provarci il ministro Danese perché il Parlamento lo aveva vincolato, ma poi nessuno ha avuto il coraggio di rompere una consolidata tradizione diplomatica.
    Malgrado il Parlamento Europeo avesse chiesto a maggioranza di reiniziare da capo l'analisi (tornare in prima lettura).

    Questo significa che LA MAGGIORANZA del Parlamento Europeo è CONTRARIA ai brevetti sul software!

    Il problema è che una "proposta di direttiva" può essere rigettata dal Parlamento Europeo con la maggioranza dei presenti in prima lettura, MA deve essere rigettata con la MAGGIORANZA DEGLI ELETTI in seconda lettura.
    Il che significa che dobbiamo convincere gli Europarlamentari, non solo a votare la non brevettabilità - e probabilmente la maggioranza c'è già -, ma anche ad essere presenti quel giorno.

    Direi che non è proprio il caso di mollare ora!

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Questo significa che LA MAGGIORANZA del
    > Parlamento Europeo è CONTRARIA ai brevetti sul
    > software!
    >

    Io la vedo molto brutta: i parlamentari hanno bisogno di soldi x loro e i buchi che hanno fatto, non di tante chiacchere.Triste

    Basta che in una piazza 1 su 1000 dica che i brevetti portano soldi facili e loro abboccano come le trote...

    Le multinazionali possono permettersi fior-fior di rappresentanti capaci di convincere perfino gli eschimesi a comprare i frigoriferi, figuriamoci se con 1 po' di lavaggio di cervello e 1 altro po' di buste che "cadono" x terra non riescono a convincere quei 2-3 vecchietti che tanto non sanno (e non vogliono sapere) di cosa stiamo parlando...

    >
    > Direi che non è proprio il caso di mollare ora!
    >

    Accetto il consiglio... (x questa volta...)Occhiolino
    ma rimango scettico x il futuro...