VoIP, fine del far west italiano?

Il Garante TLC potrebbe introdurre regole che equiparano i servizi VoIP a quelli voce tradizionali su rete fissa. Ma non c'è ancora nessun accordo tra le parti. Quali obblighi per gli operatori?

Roma - Possibilità di chiamare i servizi di emergenza (113,112...), portabilità del numero, identificativo chiamante: sono alcune delle cose che il VoIP al momento in Italia non può fare ma che potrebbe permettere in futuro. È quanto si propone il Garante delle Telecomunicazioni. L'ha esposto in un documento presentato il 12 maggio agli operatori riuniti.

L'obiettivo è applicare ai servizi VoIP le stesse regole in vigore nel mercato della telefonia fissa tradizionale. Obbligo quindi di concedere la portabilità di un numero VoIP all'utente che vuole cambiare operatore, per esempio (adesso c'è solo la portabilità da fisso a VoIP, né l'inverso, né da VoIP a VoIP). Oppure la preselezione automatica. O l'interoperabilità dei servizi (chiamate tra utenti VoIP di operatori diversi). Sono regole ormai assodate per i servizi voce tradizionali e che ora si cerca di trasferire, in qualche modo, anche nei servizi VoIP.

Diventano sempre più necessarie man mano che il mercato VoIP matura e si affolla di operatori. Adesso è allo stadio di far west o quasi. Prova ne sia che non è ancora definito in modo esplicito l'obbligo per gli operatori di permettere alle forze dell'ordine di intercettare le chiamate degli utenti. È uno degli elementi che il Garante ha voluto inserire nelle proprie linee guida per il futuro. Una questione delicata già avanzata negli USA dall'FBI.
Attenzione, però, il documento non è ancora ufficiale. Non si sa quando queste linee guida potranno essere applicate al mercato, poiché manca ancora un accordo tra le parti: "In riunione non c'è stata convergenza tra gli operatori sulle posizioni espresse dal Garante in quel documento", spiega a Punto Informatico Stefano Quintarelli, presidente di AIIP, la principale associazione dei provider italiani. "Per riassumere, gli ISP sono più vicini a Telecom Italia che agli altri operatori telefonici (OLO) su alcuni temi (numerazione) e più lontani su altri (interoperabilità)".

Per esempio: adesso le regole vogliono che gli operatori VoIP non possano di per se stessi assegnare numeri geografici; quando lo fanno si appoggiano infatti a OLO, operatori dotati di licenza e di centrale telefonica. Tra i più usati dagli operatori VoIP, a riguardo, c'è Eutelia. Passare dagli OLO costa, però, il che si riflette nei canoni mensili chiesti da quasi tutti gli operatori VoIP agli utenti che vogliono numeri geografici. Gli operatori VoIP vorrebbero non avere bisogno degli OLO, che però non sono d'accordo a cambiare questo stato di cose; da qui le divergenze.

Sono temi che il VoIP dovrà affrontare per dirsi davvero maturo, in Italia, e per dare un servizio migliore e più economico al pubblico. Attendere oltre sarebbe rischioso: la crescita del mercato VoIP, se non supportata da regole chiare, potrebbe portare a squilibri e anomalie, tali da impattare anche sul mondo della telefonia fissa tradizionale. Per esempio: al momento Telecom non deve concedere agli altri operatori portabilità e interconnessione sui numeri aggiuntivi assegnati con il servizio Alice Mia. Se l'utente cambia operatore (passando a Wind o a Fastweb), perde quei numeri; è in ogni caso obbligato a usarli con i servizi e le tariffe di Telecom (e non di Tele2, per esempio). È in virtù dell'obbligo all'interconnessione, infatti, che un utente Telecom può telefonare con Tele2, Tiscali o Infostrada. L'anomalia del VoIP in questo caso fa comodo a Telecom. Potrebbe ingigantire gli squilibri presenti nel mercato di rete fissa man mano che cresce il numero di utenti.

Resta inteso che, nelle intenzioni del Garante, le nuove regole non si applicheranno agli operatori che fanno un VoIP semplice, senza numeri di telefono assegnati, e che permettono di chiamare solo via computer.

Alessandro Longo
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11 Commenti alla Notizia VoIP, fine del far west italiano?
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  • Sto usando il voip e funziona benissimo e le tariffe sono assai competitive, metà di prima. Uso il mio telefono normale e la qualità è ottima, a differenza di SKIpe non serve avere il Pc acceso e quando qualcuno mi chiama al vecchio numero, il mio telefono risponde come prima.
    Leggendo l'articolo sembra che le P.A. come i comuni, ancora non possono sfruttare qesta teconologia, anche se hanno la banda larga che permetterebbe loro di ridurre i costi telefonici che, dalla mia esperienza di amministratore locale, incidono molto. E' proprio così?
  • Credo che un punto di partenza importante sarebbe quello di gestire i numeri telefonici come si fa per i dominii internet:: fino a quando non ci sarà un'entità esterna indipendente, con regole chiare, con un database pubblico a cui chiedere a chi è stato assegnato un numero e quale operatore lo sta gestendo, non ne usciremo MAI.
    Adesso grazie al sistema PITAGORA, i gestori giocano allo scarica barile e l'utente non può vedere cosa succede ai suoi numeri. La conseguenza è che di fatto il mercato si ingessa perchè sempre meno persone vorranno rischiare di passare un numero da un gestore all'altro per paura di perdere i vari servizi....

    Purtroppo anche in questo settore stiamo perdendo un sacco di terreno, mentre molti altri paesi UE corrono: all'estero con 30Euro all'anno potrei avere un numero di telefono. Se avete un account Skype andate allo store e fate avviate l'aquisto di un numero Skype-In; sono già disponibili da tempo in Francia e UK, da poco anche nei paesi scandinavi e persino in Polonia!!!

    E noi siamo qui a discutere con le varie lobby degli OLO, operatori, gestori, ISP, tronchi dell'infelicità e altri personaggi loschi che invece di sviluppare un mercato in espansione pretendono di bloccarlo inserendo i soliti lacci e lacciuoli.

    Che tristezza...

    Il GARANTE, dovrebbe garantire al massimo la concorrenza e il libero mercato!!!
    non+autenticato
  • mi risulta che utilizzi crittografia forte. Dovranno renderla più debole per fare contento il garante?
    non+autenticato
  • "Tutto quello che non capisco o non posso intercettare è illegale"

    Vi piace la massima? L'ho inventata io, ma credo che stia già nei pensieri di molti di quelli seduti lassù molto in alto... uhhh come sono in altro... che tempo fa lassù??

    Ciauz

    Ingenuo 2001
    non+autenticato

  • - Scritto da: SturmTruppen
    > Cosa ne pensate del nuovissimo servizio "Tiscali
    > Voce"?
    > http://tecnologia.tiscali.it/telefonia/articoli/ma

    Aspetta almeno che esca l'offerta !
    Io comunque con l'ADSL Tiscali ho usato Netphone e funziona discretamente (ed è gratis anche verso tutti i numeri geografici di rete fissa, non solo tra PC).
    Sorride
    non+autenticato
  • Se ho ben capito c'è una piccola gabola: l'Adsl costa 19,95, ma è obbligatorio (perlomeno io non sono riuscito deslezionare l'opzione) il noleggio del modem/voip, a botte di 5 euro al mese.

    Quindi i prezzi effettivi partono da 25 euro al mese o giù di lì.
    non+autenticato
  • "Resta inteso che, nelle intenzioni del Garante, le nuove regole non si applicheranno agli operatori che fanno un VoIP semplice, senza numeri di telefono assegnati, e che permettono di chiamare solo via computer."

    Ma che fa differenza se si usa un softphone invece di un ATA? Se cosi' fosse, avrebbero veramente dei "pezzi di m...." al posto dei neuroni!
  • - Scritto da: vegetus
    > "Resta inteso che, nelle intenzioni del Garante,
    > le nuove regole non si applicheranno agli
    > operatori che fanno un VoIP semplice, senza
    > numeri di telefono assegnati, e che permettono di
    > chiamare solo via computer."
    >
    > Ma che fa differenza se si usa un softphone
    > invece di un ATA? Se cosi' fosse, avrebbero
    > veramente dei "pezzi di m...." al posto dei
    > neuroni!

    Significa che non viene considerato un gestore telefonico voip che fornisce solamente il servizio di "centralino SIP", senza la presenza di un gateway che consenta l'intrconnessione con la rete telefonica.

    Il che e` ovvio se si conosce il funzionamento del protocollo SIP, il quale gestisce solamente la "segnalazione" (ovvero tiene e distribuisce il db che contiene i dati relativi agli utenti (indirizzo IP, porte, codec, ...). Quando tu esegui una chiamata con SIP, il centralino restituisce al tuo softphone (o ATA) solamente l'IP e i dati della persona con cui vuoi parlare. Il traffico effettivo avviene poi direttamente fra i due apparati mediante una connessione diretta. Per questo motivo sarebbe assurdo richiedere ad esempio l'intercettazione delle telefonate, in quanto semplicemente non passano per il centralino.

    Al contrario se il gestore oltre al centralino SIP fornisce anche un gateway di connessione con la rete telefonica, allora questo diventa uno dei due interlocutori nella telefonata voip e ha senso richiedere l'intercettazione.

    Giuseppe
    giu
    32
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