lunedì 30 maggio 2005

Brevetti/ Confindustria? Sbaglia tutto

Un'articolata replica del Linux User Group di Roma attacca punto per punto le dichiarazioni con cui nei giorni scorsi la federazione industriale ha fatto sapere di volere i brevetti sul software

- la brevettabilità di soluzioni tecniche che riguardino (e/o siano funzionali a) l'interoperabilità fra sistemi diversi (ancora nel rispetto dei vincoli sopra richiamati).
Anche qui valgono le stesse argomentazioni di cui sopra: l'interoperabilità riguarda i protocolli (cioè le regole con le quali i computers si "parlano") e non i singoli programmi.

Brevettare i protocolli vuol dire dare a pochi soggetti il controllo totale sull'informazione: una tassa enorme che graverebbe su tutta la società. Una perdita di competitività ed un freno alla ricerca e l'innovazione assolutamente grave e da evitare.

I protocolli sono i linguaggi con i quali i programmi si parlano uno con l'altro: si possono brevettare gli alfabeti? Il linguaggio? Questo è grave come sarebbe grave brevettare l'italiano oppure il tedesco.
Evidentemente non è questa la strada giusta: eppure i protocolli non sono altro che le varie "lingue" mediante le quali è possibile fare interoperare e comunicare i computers. Esse devono rimanere standard aperti in modo da incentivare l'interoperabilità e in modo da consentire a tutti di "parlare" quelle lingue senza dover pagare oneri.

4. Soprattutto le PMI possono ben utilizzare il sistema brevettuale al fine di mantenersi competitive rispetto ai migliori concorrenti (incluse le grandi imprese) in termini di business e capitalizzare in termini di valore (nella propria o altrui impresa) i risultati del proprio ingegno e delle proprie iniziative.
Le PMI sono troppo svantaggiate rispetto alle grandi imprese per i gravi problemi gestionali, legali, burocratici. Evidentemente viene considerato "ben utilizzabile" uno strumento che è in realtà "ben utilizzabile" e agevole solo per i grandi.

E che dire, poi, delle microimprese?
Ci sono decine di migliaia di imprese piccole e piccolissime che operano nel settore ITC e del software, a volte solo liberi professionisti con al massimo qualche collaboratore: se per le PMI è difficile e gravoso accedere al sistema dei brevetti, per loro è praticamente impossibile solo iniziare a pensare al problema brevetti.

Anzi... sia PMI che liberi professionisti potranno essere attaccati (e ricattati) ogni qualvolta venga loro solo minacciata la possibilità di dover andare in tribunale a difendersi contro l'accusa di aver violato un brevetto: infatti i costi di queste cause sono così elevati che semplicemente il fatto di doversi difendere può definitivamente stroncare una piccola azienda.

Proprio le tecnologie moderne abbassano la soglia di accesso alla creazione di nuovi risultati tecnici da parte di piccole imprese.
Questa affermazione non è affatto chiara. Chi ha scritto questa frase dovrebbe spiegare meglio cosa intende.

Per contro, la riscrittura del codice, non richiede attività di R&S, ma l'impiego di risorse qualitativamente diverse e spesso quantitativamente disponibili in grandi aziende.
1. le risorse per la scrittura, il test e il debugging di un programma di eccellente qualità è un processo estremamente lungo e qualificato
2. il vantaggio che l'impresa A che ha realizzato il software su eventuali concorrenti è incolmabile, tale da scoraggiare qualunque competitore B a provarci, a meno che la qualità di quanto prodotto da A non sia scarsa.
3. se c'è un B che intraprende tale strada è generalmente perché vi sono aspetti trascurati o non risolti in modo ottimale da A, per cui B apporta un suo contributo di cui potrà in seguito beneficiare pure A
4. sicuramente A a sua volta ha potuto utilizzare un gran numero di esperienza e idee mutuate da altri prodotti di concorrenti, per cui è solo grazie al fatto che non vi sono i brevetti che ha potuto apportare quella "innovazione incrementale" che le ha potuto aprire un nuovo mercato. Con i brevetti, contate le licenze ed i costi per poter scrivere il proprio software, si sarebbe dovuta arrendere subito.

Notare infatti che se ad esempio si paga per il brevetto dello streaming video via internet non vuol dire che mi viene dato tutto l'occorrente (sorgenti, documentazione, librerie, tool di sviluppo) per implementare rapidamente tale soluzione, ma mi viene solo "concesso" di poter usare quel risultato che mi sono dovuto conquistare con le mie sole forze!

Queste non hanno difficoltà ad usare tali risorse quando vogliano conseguire significativi risultati tecnici quali sono a volte (non sempre) quelli brevettati. In assenza di una protezione brevettuale, le grandi imprese avrebbero buon gioco a sviluppare simili soluzioni tecniche, sia pure indipendenti in termini di software, rispetto a quelle innovative sviluppate dalle PMI.

Questo è davvero curioso: Confindustria, che non rappresenta tipicamente le PMI, sta dunque dicendo che bisogna proteggere le PMI dalle grandi aziende.
Ne prendiamo atto.
La realtà è ben diversa, evidentemente: le argomentazioni che abbiamo finora spiegato punto per punto dovrebbero aver convinto il lettore che le argomentazioni di Confindustria non sono basate su solide basi.

Noi crediamo che non solo le PMI e i liberi professionisti, ma anche le aziende medio-grandi europee avrebbero tutto da perdere dai brevetti.

Non comprendiamo quindi le argomentazioni di Confindustria: pensiamo, più realisticamente, che Confindustria stia facendo un grosso errore di valutazione: se meglio indagasse il fenomeno scoprirebbe che molte aziende sono contrarie. come dimostrano numerosi appelli firmati:
Petizione EuroLinux Alliance
Firme all' Appello del LugRoma/OpenLabs (Feb 2005)
La campagna contro i brevetti software è molto ampia. Per rendersene conto basta fare una ricerca su google Software Patents

Oltre al LugRoma, molte altre associazioni sono attive in Europa e in Italia contro i brevetti sul software:
- Fondation for a Free Information Infrastructure - FFII
- Free Software Foundation Europe - FSFE
- ssociazione Software Libero

Altri Appelli e opinioni:
- Cosa ne pensano politici, economisti, giuristi
- Appello per la difesa della competitività (Assoli / ILS / FTMI / FSFE)
TAG: brevetti
69 Commenti alla Notizia Brevetti/ Confindustria? Sbaglia tutto
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  • ho letto un articolo sul Vs sito delle ricette di cucina che in italia non si possono brevettare;sono un cuoco italiano che vive in Spagna qui OEPM ufficio marchi e patente brevetta anche ricette culinarie con estensione ai paesi europei compreso Italia;mi puo dire se e possibile?
    non+autenticato
  • alla frase: "produce un bene immateriale come un programma per elaboratore".
    I signori del Linux User Group di Roma mi devono dire chi paga i locali, le bollette, i computer e gli stipendi dell'azienda che produce tutta questa immaterialità...
    Allora è vero che siete dei cantinari porca miseria, non pagate libri, corrente, corsi di formazione... per voi è tutto tutto frutto del pensiero ma intanto avete qualcuno che vi para il culo evidentemente.

    Io non sono a favore dei brevetti o almeno non in maniera così rigida che a scrivere un ciclo for a momenti devi pagare le royalties a qualcuno, però abbiate rispetto di quelle persone che veramente hanno speso soldi per ottenere qualcosa, scopiazzare le loro righe di codice per mandarli in fallimento mi sembra veramente da cannibali.

    Il software come la musica ed il cinema è un bene fisico, basta andare a vedere dove si fanno queste cose e non fermarsi al CD dentro alla custodia, si può e si deve combattare contro certe politiche di prezzi e di qualità ma esagerare verso l'latro senso è sbagliato.
    non+autenticato
  • > Io non sono a favore dei brevetti o almeno non in
    > maniera così rigida che a scrivere un ciclo for a
    > momenti devi pagare le royalties a qualcuno, però
    > abbiate rispetto di quelle persone che veramente
    > hanno speso soldi per ottenere qualcosa,
    > scopiazzare le loro righe di codice per mandarli
    > in fallimento mi sembra veramente da cannibali.

    guarda che i brevetti non riguardano il codice in sè, ma l'idea che ne sta alla base... tipo il doppio click del mouse...
    non+autenticato
  • > alla frase: "produce un bene immateriale come un
    > programma per elaboratore".
    > I signori del Linux User Group di Roma mi devono
    > dire chi paga i locali, le bollette, i computer e
    > gli stipendi dell'azienda che produce tutta
    > questa immaterialità...

    i clienti. altre domande?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > alla frase: "produce un bene immateriale come un
    > > programma per elaboratore".
    > > I signori del Linux User Group di Roma mi devono
    > > dire chi paga i locali, le bollette, i computer
    > e
    > > gli stipendi dell'azienda che produce tutta
    > > questa immaterialità...
    >
    > i clienti. altre domande?


    Io una, ma perchè i clienti dovrebbero pagare per un bene immateriale?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Io una, ma perchè i clienti dovrebbero pagare per
    > un bene immateriale?

    Perché si vede che anche l'immateriale serve.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Io una, ma perchè i clienti dovrebbero pagare
    > per
    > > un bene immateriale?
    >
    > Perché si vede che anche l'immateriale serve.

    quindi facciamo in modo che chi produce l'immateriale viene giustamente pagato così continuerà a produrlo (e le nuove generazioni studieranno per avere la competenza per farlo visto che è una professione renumerata e non un hobby)
    non+autenticato
  • Hai fatto male a fermarti nella lettura, infatti non hai capito praticamente nulla della replica.
    Sostanzialmente il Linux Group afferma che sono INCOMMENSURABILI i costi di produzione di un bene immateriale quale il software con quelli di un bene materiale come l' automobile, non che questi costi non esistono.
    Il costo del software si misura in ore di lavoro (e conseguenti stipendi guarda caso), il costo di un' automobile in costi di impianti di produzione E manodopera.
    Mi vorresti confrontare le spese sostenute per comprare edifici e hardware utilizzato, che ne so, dalla Adobe e il costo degli impianti della Fiat (capannoni e robot industriali)?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Hai fatto male a fermarti nella lettura, infatti
    > non hai capito praticamente nulla della replica.
    > Sostanzialmente il Linux Group afferma che sono
    > INCOMMENSURABILI i costi di produzione di un bene
    > immateriale quale il software con quelli di un
    > bene materiale come l' automobile, non che questi
    > costi non esistono.
    > Il costo del software si misura in ore di lavoro
    > (e conseguenti stipendi guarda caso), il costo di
    > un' automobile in costi di impianti di produzione
    > E manodopera.
    > Mi vorresti confrontare le spese sostenute per
    > comprare edifici e hardware utilizzato, che ne
    > so, dalla Adobe e il costo degli impianti della
    > Fiat (capannoni e robot industriali)?

    vediamo un pò..voglio fare un videogames (lo stesso sarebbe per un prodotto modeling 3d o un appz come photoshop)

    per fare un videogames servono mediamente 4 anni (2 e poco più per il motore 3d che poi verrano risparmiati su i successivi games se lo riutilizzo);
    mediamente a un videogmaes lavorano 170 persone (tra programmatori, tecnici, produttori audio, game design, grafici 2d e 3d etc..)
    queste persone sono professionisti di alto livello (no smanettoni o stagisti) e hanno stipendi medio-alti...
    tra stipendio, tasse e contributi da versare mediamente una persona mi costa diciamo 3000 euro/mese
    3000 x 170 (le persone) = 510000 euro/mese
    510000 * 12 (i mesi di un anno) = 6120000
    6120000 * 4 (gli anni di sviluppo) = 24480000
    24480000 euro è il costo delle sole paghe del personale.
    ora mediamente almeno 80 persone dei 170 lavora internamente all'azienda (programmatori, grafici etc..); quindi significa: 80 pc (mica quelli da ufficio) con processori pompati, monitor grandi (fai grafica o 3d su un 17''), schede video ultima generazione e tanta ram...
    facciamo minimo 1500 euro a pc (e in 4 anni, il tempo di lavoro del progetto, li cambi almeno una volta a qui livelli)
    1500 * 80=120000
    aggiungi i costi del software (photoshop, 3ds, maya, etc..) tutti in multilicenza..facciamo altri 80000
    120000+80000= 200000
    24480000+200000 =24680000

    ora ste 80 persone devono avere una scrivania?
    80 scrivanie devono stare da qualche parte?
    l'affitto della palazzina (80 uffici + uffici di contabilità + uff.maneg. + segretaria, etc..) costerà un bel pò al mese!
    facciamo le pulizie o pensi che tutti i programmatori vivano in cantine fatiscenti?
    l'impresa di pulizie ad ore costerà?
    un minimo di sorveglianza (guardie giurate) la mettiamo o ci facciamo fregare pc e codice?
    e la luce?
    e le tasse?
    aggiungi che games come halo 2 hanno una colonna sonora composta da 4 o 5 (non ricordo bene) gruppi musicali di successo (del calibro dei red hot chili pepper e con ingaggi mostruosi)...

    be mi sà che il sw che doveva costare poco in confronto alle macchine della fiat è venuto a costare una 30ina di milioni di euro!
    SORPRESO? non sapevi che i videogames muovono capitali pari o superiori a quelli mossi dall'industria hollywood-iana?

    solo che la fiat la vendi anche dopo 6 anni..il games se fortunato se dopo 4 anni lo vendi ad un prezzo ridicolo su una rivista....

    poi il games è 'immateriale' come amate dire e tutti giù a copiarlo....

    be mi fermo qui, ma credo di averti dimostrato che del sw di qualità (che produce soldi) richiede investimenti mostruosi....se poi tu parlavi di vlc o dell'ennesimo editor di testi accompagnato a linux be quello è un'altro discorso
    non+autenticato
  • Penso che l'esempio migliore per far capire cosa comporterebbe brevettare il software sia quello di assimilarlo ad un dipinto, o ad una composizione musicale.
    In particolare quest'ultima si basa solo su 7 note, ma la loro combinazione attraverso gli strumenti piu' svariati da origine a miliardi di possibilita' e di generi.
    Cosi' il software si basa su pochissime istruzioni (senza voler scendere a livello assembly, che ne ridurrebbe ulteriormente il numero), ma la combinazione di esse da' origine al patrimonio di software di cui oggi disponiamo.

    Il brevetto di una sequenza di note (e di tempi) avrebbe impedito agli artisti di immaginare con serenita' le loro opere, cosi' il brevetto su poche righe di software impedirebbe ai programmatori di trovare nuove soluzioni e nuove tecniche di programmazione.

    Cosi' le pennallate su un dipinto hanno dato origine a nuove tecniche ed a nuove correnti artistiche, ma queste non avrebbero avuto la possibilita' di esistere se chi le ha pensate la prima volta avesse provveduto a brevettarle.

    Ho firmato tutti gli appelli, cerco di sensibilizzare tutti al problema, so bene che se dovesse passare la legge sarei costretto a chiudere la mi attivita' di programmatore e cambiare mestiere anche perche' non sono mai voluto andare in un'azienda rinunciando alla mia liberta' e credo che mai ci andro'.
    La confindustria, ecco un altro male tutto Italiano!

    Swamiji65
  • Solo con la protezione delle idee potremo battere la Cina.
    Noi Italiani siamo solari, divertenti e ricchi di idee. Grazie alla creatività possiamo competere con il resto del mondo. Gli altri hanno la manodopera a basso costo, noi abbiamo i GENI: Leonardo Da Vinci, Raffaello, Tiziano, Valentino Rossi.
    Ma come facciamo a emergere se le nostre idee geniali nel campo del software ci vengono copiate in continuazione?
    Ecco allora che subentrano i brevetti software, il nostro software "made in italy" (un trademark riconosciuto in tutto il mondo, software "made in italy"= qualità) così è protetto e libero di essere venduto.
    Finalmente le nostre software houses di programmi CAD, fotoritocco, sviluppo sistemi operativi e videogiochi potranno continuare a prosperare come hanno fatto in passato e magari un giorno raggiungere lo stesso splendore che la Olivetti odierna ha raggiunto nell'hardware.
    non+autenticato
  • > Ecco allora che subentrano i brevetti software,
    > il nostro software "made in italy" (un trademark
    > riconosciuto in tutto il mondo, software "made in
    > italy"= qualità) così è protetto e libero di
    > essere venduto.
    > Finalmente le nostre software houses di programmi
    > CAD, fotoritocco, sviluppo sistemi operativi e
    > videogiochi potranno continuare a prosperare come
    > hanno fatto in passato e magari un giorno
    > raggiungere lo stesso splendore che la Olivetti
    > odierna ha raggiunto nell'hardware.

    non credo che quella gentaglia sia in grado si apprezzare la sottile ironia...
    non+autenticato
  • Ciao Anonimo !

    > Noi Italiani siamo solari, divertenti e ricchi di
    > idee.

    Ua cosa la hai detta giusta, siamo DIVERTENTI.
    :)
    Infatti quando gli atranieri parlano degli Italiani si sbellicano dalle risate ...
    :D ... anzi In lacrime



    ==================================
    Modificato dall'autore il 30/05/2005 15.43.44

  • > Finalmente le nostre software houses di programmi
    > CAD, fotoritocco, sviluppo sistemi operativi e
    > videogiochi potranno continuare a prosperare come
    > hanno fatto in passato e magari un giorno
    > raggiungere lo stesso splendore che la Olivetti
    > odierna ha raggiunto nell'hardware.

    Fiu! mi hai quasi fatto prendere un colpo...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Solo con la protezione delle idee potremo battere
    > la Cina.
    > Noi Italiani siamo solari, divertenti e ricchi di
    > idee. Grazie alla creatività possiamo competere
    > con il resto del mondo. Gli altri hanno la
    > manodopera a basso costo, noi abbiamo i GENI:
    > Leonardo Da Vinci, Raffaello, Tiziano, Valentino
    > Rossi.

    Tiziano chi? Tiziano Ferro?

    > Ma come facciamo a emergere se le nostre idee
    > geniali nel campo del software ci vengono copiate
    > in continuazione?
    > Ecco allora che subentrano i brevetti software,
    > il nostro software "made in italy" (un trademark
    > riconosciuto in tutto il mondo, software "made in
    > italy"= qualità) così è protetto e libero di
    > essere venduto.
    > Finalmente le nostre software houses di programmi
    > CAD, fotoritocco, sviluppo sistemi operativi e
    > videogiochi potranno continuare a prosperare come
    > hanno fatto in passato e magari un giorno
    > raggiungere lo stesso splendore che la Olivetti
    > odierna ha raggiunto nell'hardware.

    Grazie   genio e al talento dell' illustrissimo Dott. Ing. C. Debenedetti (che hai gravemente dimenticato di citare tra i Geni Italici) e grazie ai vari mecenati che a turno (ma anche insieme) lo hanno favorito e foraggiato.

    Questi sarebbero i Geni da esportare all' estero, per esempio in Cina: se solo facessero la quello che hanno fatto qua'... la Cina ci farebbe un baffo, anzi un buffer.


    ==================================
    Modificato dall'autore il 30/05/2005 20.18.13
  • mancano 3 pagine che non sono tradotte in italiano; io mi sono già offerto volontario ma mi hanno detto solo "grazie, faremo il possibile" ...

    io credo sia necessario muoversi, altro che!!!!

    se qualcuno ha questo compito e mi sta leggendo ... per favore , ti invito a fare il più presto possibile!!!!
    non+autenticato
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