Molto più che mera tecnologia

Copyright? Irrecuperabile. Libertà digitali? Cercheranno di cancellarle. Internet? Si scrive con la minuscola. Saggista, studioso ed esperto: ecco come Giancarlo Livraghi vede l'Uomo e il Grande Network

Roma - "Il concetto di copyright, così come lo vogliono interpretare certi grandi e retrogradi interessi, è un'anticaglia superata e irrecuperabile". Ed ancora: "E' insensato che possa esserci alcuna proprietà privata (che sia di imprese, governi o altri poteri) dei sistemi e degli strumenti di informazione e conoscenza. Può essere proprietà di qualcuno un singolo giornale, o un'emittente radio o televisiva, o un sito web, eccetera. Ma non l'informazione e la comunicazione in generale. Ogni controllo, censura o monopolio è inaccettabile".

Ad esprimere, senza tema di fraintendimenti, siffatti concetti non è una voce che strilla dai centri sociali ma quella di Giancarlo Livraghi studioso da sempre attento ai fenomeni tecnologici e ad i suoi effetti sulla società. Dal suo sito, gandalf.it - un cutter sicuro con il quale veleggia da anni sulle acque mai calme della rete - trasudano riflessioni e teorie su questo mondo che non lesina contraddizioni. È autore di numerosi libri, parte dei quali è reperibile sul suo sito, l'ultimo dal titolo emblematico e capace di affrontare un tema scomodo: Il potere della stupidità. E' insomma uno che è abituato a vederci chiaro e ad andare a fondo. Partendo dal lessico. "Internet si scrive sempre con la minuscola", sostiene: "Credo che sia sbagliato trattare la parola come se fosse un "nome proprio". Se qualcuno scrivesse "parlo via Telefono" o "ho visto su Biblioteca" o "guardo Televisione" o "sono in Giornale" o "scrivo con Posta" sarebbe preso per semianalfabeta o tonto. Perché non ci accorgiamo che è altrettanto assurdo usare in questo modo la parola "internet"?".

Lo abbiamo un po' stuzzicato e lui ha risposto così.
La copertina de: Il potere della stupiditàPunto Informatico: Insomma questa storia dei diritti d'autore è proprio una brutta storia?
Giancarlo Livraghi: Su questo argomento non sono "obiettivo" e non ho alcun desiderio di diventarlo. Sono schierato, fino al rischio di essere fazioso, dalla parte della libertà. Non basta superare il concetto restrittivo di copyright, è importante anche difendere i diritti umani - in particolare la libertà di pensare e di comunicare. Bisogna lavorare sul concetto di opensource, che non riguarda solo le tecnologie (o la musica). Riguarda anche, in generale, la cultura, l'informazione, il dialogo, la conoscenza. Abbiamo il diritto (spesso il dovere) di essere in disaccordo con ciò che qualcuno dice o scrive - in rete come con qualsiasi altro sistema. Ma, per quanto sbagliata si possa considerare una notizia, o discutibile un'opinione, ognuno deve avere il diritto di esprimersi come vuole.

PI:...ma circola anche tanta robaccia...
GL: È vero che bufale e opinioni insostenibili circolano in rete (come nei mass media centralizzati). La soluzione non è reprimerle ma imparare a distinguere, controllare, informarci meglio. In questo la rete, per la sua infinita varietà, è uno strumento particolarmente interessante.

PI: Oggi, forse ci siamo già abituati, ma è tutto più semplice con Internet... tutto è a portata di mano, a qualsiasi domanda la Rete ha una risposta... magari non è quella giusta ma c'è...
GL: Rimango convinto che se non ci fosse l'internet bisognerebbe inventarla. Credo anche che se non fosse stato sviluppato, in certe specifiche circostanze, il protocollo TCP/IP si sarebbe inventato qualcos'altro per ottenere lo stesso risultato (infatti c'erano diversi progetti, di cui qualcuno in Europa, che andavano in quella direzione). Se Tim Berners-Lee non avesse sviluppato, vent'anni dopo, il sistema web, qualcun altro avrebbe fatto qualcosa di simile (l'idea era stata definita varie volte, per esempio nel progetto Memex del 1945 - e circolavano pensieri di quel genere anche cent'anni prima - vedi la cronologia in appendice a L'umanità dell'internet).

PI:...e non mancano neppure i malanni...
GL: Per esempio spam, truffe e invasività. Ma - almeno finora - queste fastidiose infezioni non ne hanno bloccato lo sviluppo, che continua a essere veloce (nel 2004 il numero di host internet nel mondo è aumentato del 36% rispetto a un anno prima, in Europa del 60% - vedi nella sezione dati). La diffusione, però, è tutt'altro che "globale". Rimangono grandi differenze fra i paesi più evoluti e quelli in cui l'attività nell'internet è molto scarsa. Circa nove decimi dell'umanità ne sono ancora praticamente esclusi. Ci sono estese parti del mondo in cui la libertà della rete è fortemente repressa. Anche dove è libera, si è tentato in mille modi di domarla, centralizzarla, ridurla all'obbedienza. Finora nessuno ci è riuscito, ma è meglio stare in guardia, perché è probabile che i tentativi continuino.

PI: Eppure la quantità di informazioni aumenta sempre più ma non per questo è più semplice informarsi...
GL: E' un paradosso, infatti. Il patrimonio di informazioni e conoscenze è ingestibile. Dobbiamo saper scegliere, e spesso non è facile capire come. La soluzione non è, ovviamente, un ritorno a culture chiuse, limitate, dogmatiche, oscurantiste. Dobbiamo imparare a gestire la molteplicità. E, con una adeguata dose di curiosità, fantasia e buon senso non è impossibile. Questa è una delle più affascinanti e fertili contraddizioni dell'epoca in cui viviamo.
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124 Commenti alla Notizia Molto più che mera tecnologia
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  • Buon giorno a tutti!!

    Ho scritto un sito che riporta i miei documenti di Laurea, ottenuti da una University americana (la THE YORKER). Subito si sono levati gli scudi contro questo genere di University, equiparando la YORKER a qualcosa senza legalità e? di conseguenza i miei certificati senza valore.

    Ora, si potrebbe realizzare che, avendo io frequentato un percorso di studi, presso una organizzazione (la THE YORKER) americana; posso subito dire che, da parte della bella Italia e dalle sue istituzioni non c?è proprio nulla da interferire. Non si può sparare a zero sulle University americane ? sui suoi titoli se, prima non si ha un quadro completo della situazione. E? vero si, che esistono in USA delle organizzazioni che ti danno una LAUREA nel giro di 10giorni, senza studiare e? con pochi spiccioli.

    Questi documenti potrebbero ancora avere valore (anche se all?apparenza falsi) se si considerasse per un momento i singoli casi. Infatti, chi ha comprato (non nel mio caso!!) una siffatta Laurea potrebbe essere una persona con 30-40anni di esperienza sul campo e? altamente specializzato, cioè al di sopra di un laureato normale e? in questo caso il titolo avrebbe una validità PIENA!!! Dico questo perché non sono i titoli a GLORIFICARE L?UOMO ma? E? L?UOMO A GLORIFICARE I TITOLI!! Capito!!

    Nel mio caso però, ho svolto un ?VERO? percorso di studio ? ho integrato la mia vita di studi con quello che la YORKER mi ha fornito, privo di ?STUPIDE FORMALITA??.

    Ho scritto una TESI DI LAUREA ? ho svolto un regolare esame e? ho i documenti APOSTILLED e? guarda, guarda: Ho dei timbri a secco dello STATO DI NEW YORK.

    Almeno che, non si consideri i funzionari americani delle persone che attuano dei riconoscimenti all?acqua di rose? posso dire di avere dei documenti che debbono essere riconosciuti in tutto il mondo. Quello che mi permette di AUTENTICARE i miei documenti di LAUREA non sono le formalità; piuttosto sono: il mio essere ? la mia onestà ? la mia consapevolezza. Sono sicuro che, che critica i titoli americani, e fa di tutta l?erba un fascio, è una persona frustata dalle ?FORMALITA?? ? dai ?PROFESSORI? che pensano agli allievi come a delle entità da combattere agendo con ?SADISMO?. Oppure poco convinti dei sistemi, dettati più dalla NOMENKLATURA che dal buon senso.

    Infine, voglio dire che, non cambierei la mia Laurea americana con nessuna delle lauree italiane.
    Certo, non tutte le situazioni saranno come la mia, resta il fatto che io mi sento onorato.
    Sto aspettando qualche sapientone il quale, oltre che scrivere appunti ?ANONIMI? si Internet, abbia il coraggio di venire fuori a viso scoperto, fornendo e-mail ? indirizzo e? nome!!! Una qualsiasi persona onesta, deve avere il coraggio di qualificarsi. Io lo invito ad aprire un dialogo con il sottoscritto. Forse si potrebbe aprire una strada che farebbe bene a tutti; specialmente a chi non è figlio di PAPA?. La possibilità della conoscenza è il seme della CIVILTA?.

    Il mio indirizzo di posta è: bomboi45@hotmail.com

    il mio nome: dr. Gian Pietro Bomboi.





  • - Scritto da: gianpietrone
    > Buon giorno a tutti!!
    >
    > Ho scritto un sito che riporta i miei documenti
    > di Laurea, ottenuti da una University americana
    > (la THE YORKER). Subito si sono levati gli scudi
    > contro questo genere di University, equiparando
    > la YORKER a qualcosa senza legalità e? di
    > conseguenza i miei certificati senza valore.

    non sono titoli riconosciuti dallo stato italiano, ergo senza il valore legale che invece hanno i titoli riconosciuti.
    In particolare non consentono l'uso del titolo di dottore.

    > Ora, si potrebbe realizzare che, avendo io
    > frequentato un percorso di studi, presso una
    > organizzazione (la THE YORKER) americana; posso
    > subito dire che, da parte della bella Italia e
    > dalle sue istituzioni non c?è proprio nulla da
    > interferire. Non si può sparare a zero sulle
    > University americane ? sui suoi titoli se, prima
    > non si ha un quadro completo della situazione. E?
    > vero si, che esistono in USA delle organizzazioni
    > che ti danno una LAUREA nel giro di 10giorni,
    > senza studiare e? con pochi spiccioli.
    >

    i diplomifici esistono (quasi) ovunque, in america, dove non c'è il valore legale della laurea questa viene valorizzata dall'università stessa.
    Diciamo che è il nome dell'università che valorizza la laurea.

    > Questi documenti potrebbero ancora avere valore
    > (anche se all?apparenza falsi) se si considerasse
    > per un momento i singoli casi. Infatti, chi ha
    > comprato (non nel mio caso!!) una siffatta Laurea
    > potrebbe essere una persona con 30-40anni di
    > esperienza sul campo e? altamente specializzato,
    > cioè al di sopra di un laureato normale e? in
    > questo caso il titolo avrebbe una validità
    > PIENA!!! Dico questo perché non sono i titoli a
    > GLORIFICARE L?UOMO ma? E? L?UOMO A GLORIFICARE I
    > TITOLI!! Capito!!
    >
    nessuno ha affermato che i titoli sono falsi o millantati, semplicemente si è affermato che non hanno valore legale qua in italia.
    nessuno ha messo in dubbio competenze e/o conoscenze.

    > Nel mio caso però, ho svolto un ?VERO? percorso
    > di studio ? ho integrato la mia vita di studi con
    > quello che la YORKER mi ha fornito, privo di
    > ?STUPIDE FORMALITA??.
    >
    e di grazia, quali sarebbero le stupide formalità ?
    gli esami ?

    > Ho scritto una TESI DI LAUREA ? ho svolto un
    > regolare esame e? ho i documenti APOSTILLED e?
    > guarda, guarda: Ho dei timbri a secco dello STATO
    > DI NEW YORK.
    >

    che non significano niente, non avendo le lauree americane alcun tipo di valore legale.
    in america chiunque può fondare un'università e dare titoli a chicchessia.
    In america il valore della laurea viene ereditato dall'università che lo concede.
    E questo viene valutato anche in base all'influenza che un'università ha sulla comunità scientifica con parametri come: numero e qualità delle pubblicazioni, premi presi dai loro docenti, qualità e valore dimostrato da questi ultimi.

    >Sono sicuro che, che critica i
    > titoli americani, e fa di tutta l?erba un fascio,
    > è una persona frustata dalle ?FORMALITA?? ? dai
    > ?PROFESSORI? che pensano agli allievi come a
    > delle entità da combattere agendo con ?SADISMO?.
    > Oppure poco convinti dei sistemi, dettati più
    > dalla NOMENKLATURA che dal buon senso.
    >

    La critica non riguardava tanto i titoli americani, quanto il fatto che non venisse messo in evidenza, nelle loro pubblicità, che i titoli non avevano alcun valore legale in italia, e quindi anche con una loro laurea non si poteva usare il titolo di dottore, titolo tutelato dalla legge italiana, è per questo motivo che ci sono state condanne da parte del garante.
    non+autenticato
  • nessuno ha affermato che i titoli sono falsi o millantati, semplicemente si è affermato che non hanno valore legale qua in italia.
    nessuno ha messo in dubbio competenze e/o conoscenze.

    >> allora!! se non si mettono in dubbio le competenze o >> conoscenze - i titoli non sono falsi o millantati, dove >> è il problema???


    > Nel mio caso però, ho svolto un ?VERO? percorso
    > di studio ? ho integrato la mia vita di studi con
    > quello che la YORKER mi ha fornito, privo di
    > ?STUPIDE FORMALITA??.
    >
    e di grazia, quali sarebbero le stupide formalità ?
    gli esami ?

    >>Gli esami sono sempre necessari; la vita è piena di >>esami. Poi, tutto bene ma... tutti dobbiamo avere il >>diritto di essere, anche con pochi soldi.


    > Ho scritto una TESI DI LAUREA ? ho svolto un
    > regolare esame e? ho i documenti APOSTILLED e?
    > guarda, guarda: Ho dei timbri a secco dello STATO
    > DI NEW YORK.
    >

    che non significano niente, non avendo le lauree americane alcun tipo di valore legale.
    in america chiunque può fondare un'università e dare titoli a chicchessia.
    In america il valore della laurea viene ereditato dall'università che lo concede.
    E questo viene valutato anche in base all'influenza che un'università ha sulla comunità scientifica con parametri come: numero e qualità delle pubblicazioni, premi presi dai loro docenti, qualità e valore dimostrato da questi ultimi.

    >>tutto OK!!


    >Sono sicuro che, che critica i
    > titoli americani, e fa di tutta l?erba un fascio,
    > è una persona frustata dalle ?FORMALITA?? ? dai
    > ?PROFESSORI? che pensano agli allievi come a
    > delle entità da combattere agendo con ?SADISMO?.
    > Oppure poco convinti dei sistemi, dettati più
    > dalla NOMENKLATURA che dal buon senso.
    >

    La critica non riguardava tanto i titoli americani, quanto il fatto che non venisse messo in evidenza, nelle loro pubblicità, che i titoli non avevano alcun valore legale in italia, e quindi anche con una loro laurea non si poteva usare il titolo di dottore, titolo tutelato dalla legge italiana, è per questo motivo che ci sono state condanne da parte del garante.

    >> Il titolo di DOTTORE si può usare!!! I garanti non
    >> avevano il diritto di intervenire. Poi, c'è sempre stato
    >> scritto della non equipollenza!! Lo sanno anche
    >> i bambini. I garanti... cosa sono?? POI........

    >> E' ASSURDO!! UN TITOLO DI LAUREA E'
    >> SEMPRE >> UN TITOLO CON VALORE
    >> UNIVERSALE.
    >> NESSUN TITOLO AMERICANO PUO' ESSERE
    >> TUTELATO DALLA LEGGE ITALIANA. IO SONO >> UN D O T T O R E U.S.A.
    >> SAREBBE COME DIRE CHE: SE IO SONO NATO >> IN AMERICA, MI HANNO CHIAMATO (ESEMPIO)
    >> FRANCESCO; VENENDO IN ITALIA NON MI
    >> VIENE RICONOSCIUTO IL NOME DI FRANCESCO
    >> MA... IO SEMPLICEMENTE NON ESISTO.

    >> Fammi una cortesia: se sei convinto che un laureato >> USA non può chiamarsi DOTTORE in Italy,
    >> denunciami per usurpazione di titolo. Faccio notare >> che il mio titolo è pubblicizzato in mezza Italy - me lo
    >> documenti - guida telefonica e sul mio PASS
    >> personale.
    >> forse non ci crederai ma... quelli della
    >> NOMENKLATURA sono semplicemente GELOSI!!

    >> comunque la tua risposta mi ha fatto piacere. Di
    >> cuore ti ringrazio.

    Dottor Gian Pietro Bomboi.

    e-mail: bomboi45@hotmail.com




  • > >> allora!! se non si mettono in dubbio le
    > competenze o >> conoscenze - i titoli non sono
    > falsi o millantati, dove >> è il problema???

    nessuno
    >
    > >>Gli esami sono sempre necessari; la vita è
    > piena di >>esami. Poi, tutto bene ma... tutti
    > dobbiamo avere il >>diritto di essere, anche con
    > pochi soldi.
    >
    troverei la situazione alquanto squallida se per "essere" ci debba essere bisogno di avere pezzi di carta.
    Una cosa è l'"essere", una cosa è l'"avere" titoli accademici, o nobiliari o di altro tipo.

    > >> Il titolo di DOTTORE si può usare!!! I garanti
    > non
    > >> avevano il diritto di intervenire. Poi, c'è
    > sempre stato

    se così fosse perchè non si è presentato ricorso contro la decisione ?

    > >> scritto della non equipollenza!! Lo sanno anche
    > >> i bambini. I garanti... cosa sono?? POI........
    >
    il problema non era che non era scritto, era che era scritto in maniera offuscata e ambigua.

    > >> E' ASSURDO!! UN TITOLO DI LAUREA E'
    > >> SEMPRE >> UN TITOLO CON VALORE
    > >> UNIVERSALE.
    > >> NESSUN TITOLO AMERICANO PUO' ESSERE
    > >> TUTELATO DALLA LEGGE ITALIANA. IO SONO >> UN D
    > O T T O R E U.S.A.
    > >> SAREBBE COME DIRE CHE: SE IO SONO NATO >> IN
    > AMERICA, MI HANNO CHIAMATO (ESEMPIO)
    > >> FRANCESCO; VENENDO IN ITALIA NON MI
    > >> VIENE RICONOSCIUTO IL NOME DI FRANCESCO
    > >> MA... IO SEMPLICEMENTE NON ESISTO.
    >

    stai facendo semplicemente una mega rigirata di frittata, nell'ordine:

    a) il titolo americano può essere riconosciuto dal ministero, basta affrontare l'iter burocratico, per informazioni:
    http://snipurl.com/h3rw
    credo che se la laurea l'avessi presa al MIT non ci sarebbero problemi per il riconoscimento.

    b)
    i titoli non riconosciuti chiunque può legalmente attribuirli e attribuirseli a suo piacimento, io posso tranquillamente autonominarmi gram maestro dell'ordine cavalleresco dei topocani oppure doctor in trolling, con specializzazione forum di punto informatico e farmi stampare dei bellissimi diplomi dal mio tipografo di fiducia.

    c)
    mi sembra confonda l'essere "io sono francesco" con l'avere "io ho una laurea"..

    > >> Fammi una cortesia: se sei convinto che un
    > laureato >> USA non può chiamarsi DOTTORE in
    > Italy,
    > >> denunciami per usurpazione di titolo.

    ritengo l'usurpazione di titolo un reato un po' più serio dallo scrivere cavolate su un forum.
    Imho avrebbe senso solo se usato per fini truffaldini, non per quattro chiacchere in libertà su un forum.

    >>>Faccio
    > notare >> che il mio titolo è pubblicizzato in
    > mezza Italy - me lo
    > >> documenti - guida telefonica e sul mio PASS
    > >> personale.

    perchè scrivi italy e non italia ?
    Tu vuò fa l' americano ?

    > >> forse non ci crederai ma... quelli della
    > >> NOMENKLATURA sono semplicemente GELOSI!!
    >

    gelosi di che ?

    > >> comunque la tua risposta mi ha fatto piacere.
    > Di
    > >> cuore ti ringrazio.
    >
    cordialmente ricambio

    un dottore vero.
    non+autenticato
  • Comunque il governo USA gestisce un sito in cui vengono riportate le università accreditate, questo per consentire di discernere quelle serie dai diplomifici.
    l'indirizzo del sito è: http://ope.ed.gov/accreditation

    per completezza le università vengono valutate da enti esterni al dipartimento dell'educazione statunitense, e sevono per certificare la qualità dell'università.
    non+autenticato
  • Mi saluti con un: "dottore vero". Tu lo dici ma... normalmente dici: "ho un dottore", oppure "sono un dottore"???

    Certo che dirai sempre "sono un dottore" e... allora vuol dire che, un titolo di Laurea è uno stato di ESSERE e non di AVERE.

    Con tutto il mio "girare la frittata" (come dici tu anonimo interlocutore), intendo dire che, un titolo di studio non è prerogativa di uno Stato libero o dittatoriale. Un titolo di studio è qualcosa che ti indica cosa sei veramente. Ma... prima di tutto devi sentirti all'altezza.

    Spero che, non vorrai dirmi che tutti i laureati dalla Nomenklatura siano all'altezza del titolo ricevuto!!! Io penso che, se tu sei "emancipato" oltre che studioso figlio di papà, capirai perfettamente quello che intendo dire.

    Capire cosa vuol dire studiare nella vita - nell'esperienza, per 40-50anni. Tanti vero??? Dovresti capire che cosa vuol dire essere preclusi dalle scuole di regime, semplicemente per "POVERTA'". Almeno che, tu non consideri la "POVERTA'" una vigliaccheria.

    Io sono un DOTTORE Informatico, Ho un Dottorate di ricerca (sette anni) - una Laurea in Ingegneria Elettrica.
    Se veramente pensi che, solo tu sei un vero dottore, allora mostrati nella tua intierezza, con indirizzo di posta Elettronica - telefono, così ci facciamo una bella chiachierata. Può darsi che diventiamo amici.

    Se sei qualche nostalgico delle università (magari qualche Rettore tutto regole e leggi) be, allora io sono qui ad aspettarti. Le tue regole contro i miei 65anni di età dei quali 50 passati a studiare. Sono sicuro che ci sarà da divertirsi.

    Anche se non ti conosco, penso tu sia una persona ragionevole (altrimenti che dottore saresti).

    Ti saluto di cuore

    dr. Gian Pietro Bomboi

    bomboi45@hotmail.com
  • - Scritto da: gianpietrone
    > Mi saluti con un: "dottore vero". Tu lo dici
    > ma... normalmente dici: "ho un dottore", oppure
    > "sono un dottore"???

    veramente preferisco il sig. non uso volentieri il titolo accademico. Se proprio devo presentarmi preferisco dire laureato in...

    > Con tutto il mio "girare la frittata" (come dici
    > tu anonimo interlocutore), intendo dire che, un
    > titolo di studio non è prerogativa di uno Stato
    > libero o dittatoriale. Un titolo di studio è
    > qualcosa che ti indica cosa sei veramente. Ma...
    > prima di tutto devi sentirti all'altezza.
    >
    ma è un riconoscimento che viente concesso da altri, non è un qualcosa che ci si può autoconcedere.
    Btw separiamo il titolo di studio, che indica solamente che si è seguto un preciso percorso accademico dalle conoscenze che uno ha, che sono a prescindere dal percorso accademico precedentemente seguito.
    Si può essere analfabeti e molto competenti come si può essere dottori e perfetti imbecilli.

    > Spero che, non vorrai dirmi che tutti i laureati
    > dalla Nomenklatura siano all'altezza del titolo
    > ricevuto!!! Io penso che, se tu sei "emancipato"
    > oltre che studioso figlio di papà, capirai
    > perfettamente quello che intendo dire.
    >
    guarda che la laurea non è altro che un'attestato che hai passato un certo numero di esami all'università (di cui alcuni al livello di aria fritta), non è un certificato di onnipotenza e non rende ne più intelligente ne più imbecille di quanto si era in partenza, magari ti da' qualche conoscenza in più, ma di certo non ti rende un'essere superiore.
    Evita di caricare la laurea di significati che non stanno ne in cielo e neppure in terra, tranne che nei sogni di qualche montato appena uscito dall'università, convito che con il pezzo di carta in mano e il titolo di dott. sul biglietto da visita spaccherà in due il mondo.

    > Capire cosa vuol dire studiare nella vita -
    > nell'esperienza, per 40-50anni. Tanti vero???

    quanti li ha a fine carriera qualsiasi onesto lavoratore nel suo campo.

    > Io sono un DOTTORE Informatico, Ho un Dottorate
    > di ricerca (sette anni) - una Laurea in
    > Ingegneria Elettrica.

    scopriamo bene le carte, quei titoli americani mi fanno pena.
    L'università si dovrebbe frequentare per acquisire conoscenze non per avere solamente un pezzo di carta.
    Molti pensano che faccia figo il dott. davanti al nome, ecco perchè arrivano ad acquistare anche a caro prezzo, certi diplomi.
    Per poi scoprire che quello che conta è quello che sai fare, non le scartrofie che uno possiede.
    non+autenticato
  • > insomma uno che è abituato
    > A VEDERCI CHIARO E AD ANDARE A FONDO.
    > Partendo dal lessico. "Internet si scrive
    > sempre con la minuscola", sostiene

    :DA bocca apertaA bocca aperta

    Ma perché non smette di "vederci chiaro" (non gli riesce), e non comincia ad "andare a fondo"?
    non+autenticato
  • Se non sbaglio in tedesco i sostantivi si scrivono con l'iniziale maiuscola. Qualcuno sa se si sono posti il problema speculare a quello che domina questo forum? Ossia qualcuno sa se è stato proposto di scrivere 'internet' (quella con la minuscola, cioè il termine che indica una generica rete di reti non 'la rete delle reti') come 'Internet'?
    non+autenticato
  • Ignoranza con la I maiuscola! Eh sì, perchè internet (senza articolo davanti, per carità!) con la I maiuscola e con la i minuscola esistono entrambe, indicano però due cose diverse!

    Basta essere preparati in ambito umanistico (storici, scrittori, giornalisti, critici....) e si pensa di avere il diritto di dire tutto quello che si vuole.
    non+autenticato
  • Sono sempre quello che ha aperto.
    Volevo chiarire che è chiaro che spetta ai tecnici dire e spiegare come una cosa si chiama, visto che sono loro ad averla "inventata".

    Io accetto che mi venga spiegato Dante da un esperto letterario, e al contrario gli scrittori devono accettare che noi tecnici spieghiamo loro come devono usare i termini legati al nostro lavoro.
    non+autenticato
  • Non capisco tutto il rumore sul fatto che il libro sia stampato. Le avvertenze sul copyright dicono che la copia del libro e' libera per uso personale, mentre chi lo vuole copiare per farci business deve chiedere l'autorizzazione. Che c'e' di male?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Non capisco tutto il rumore sul fatto che il
    > libro sia stampato. Le avvertenze sul copyright
    > dicono che la copia del libro e' libera per uso
    > personale, mentre chi lo vuole copiare per farci
    > business deve chiedere l'autorizzazione. Che c'e'
    > di male?

    ma che vuol dire?

    quindi, io che lo userei a scopo personale posso pure averne una copia gratuita senza spendere 12 euro (anche scaricandolo via internet)? A chi posso rivolgermi?

    E poi... qualsiasi uso commerciale di un libro è destinato ad un uso personale. Da quando infatti i libri sono diventati delle attrezzature industriali??? A me non risulta... risulta invece che libri come questo sono venduti agli utenti privati che li leggono ad uso personale, magari la sera prima di andare a letto...

    Ma chi volete prendere in giro con questi giochini di parole fatti per incantare i ragazzini-sognatori?

    Mapperfavore... Arrabbiato
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Non capisco tutto il rumore sul fatto che il
    > > libro sia stampato. Le avvertenze sul copyright
    > > dicono che la copia del libro e' libera per uso
    > > personale, mentre chi lo vuole copiare per farci
    > > business deve chiedere l'autorizzazione. Che
    > c'e'
    > > di male?
    >
    > ma che vuol dire?
    >
    > quindi, io che lo userei a scopo personale posso
    > pure averne una copia gratuita senza spendere 12
    > euro (anche scaricandolo via internet)? A chi
    > posso rivolgermi?
    >
    > E poi... qualsiasi uso commerciale di un libro è
    > destinato ad un uso personale. Da quando infatti
    > i libri sono diventati delle attrezzature
    > industriali??? A me non risulta... risulta invece
    > che libri come questo sono venduti agli utenti
    > privati che li leggono ad uso personale, magari
    > la sera prima di andare a letto...
    >
    > Ma chi volete prendere in giro con questi
    > giochini di parole fatti per incantare i
    > ragazzini-sognatori?
    >
    > Mapperfavore... Arrabbiato

    i ragazzini-sognatori che già lo acclamano come un eroe dell'open...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo

    > > ma che vuol dire?

    > > quindi, io che lo userei a scopo personale posso
    > > pure averne una copia gratuita senza spendere 12
    > > euro (anche scaricandolo via internet)? A chi
    > > posso rivolgermi?
    Scusa, ma che c'e' di male nel pagare un libro?


    > > E poi... qualsiasi uso commerciale di un libro è
    > > destinato ad un uso personale. Da quando infatti
    Questo non e' vero. Se vuoi usare dei pezzi del libro per citazioni, articoli, didattica, se vuoi fotocopiarne pezzi per farli vedere agli amici questo si puo' fare.
    Se vuoi guadagnarci su dei soldi - ristampandolo, traducendolo ecc. ecc. - devi chiedere l'autorizzazione.
    Ancora una volta: che c'e' di strano?

    > > i libri sono diventati delle attrezzature
    > > industriali??? A me non risulta... risulta
    > invece
    > > che libri come questo sono venduti agli utenti
    > > privati che li leggono ad uso personale, magari
    > > la sera prima di andare a letto...

    Infatti, il punto non e' l'uso che del libro fa il lettore, ma chi dal libro vuole trarre un ulteriore guadagno economico.

    > > Ma chi volete prendere in giro con questi
    > > giochini di parole fatti per incantare i
    > > ragazzini-sognatori?
    Gia', chi vogliamo prendere in giro?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >

    > Infatti, il punto non e' l'uso che del libro fa
    > il lettore, ma chi dal libro vuole trarre un
    > ulteriore guadagno economico.

    ma è ovvio che non si può rivendere il prodotto del tale dell'articolo senza autorizzazione... ci mancherebbe altro

    quello che voglio ora è il libro e lo voglio gratis punto, e tutto questo in virtù della libertà di informazione e del rifiuto del copyright manifestati dall'autore del libro

    se lo dava in pdf tramite download, l'autore avrebbe appagato la sua immensa voglia di libertà di informazione e io avrei goduto come un pazzo nel leggere e passarmi il tempo libero grazie al lavoro e lo studio altrui... tutto squisitamente gratis Sorride

    che c'è di strano?
    non+autenticato
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