Damasco: Internet ci distruggerà

Presa di posizione senza precedenti quella del presidente siriano Assad che vede nelle nuove tecnologie la più grave minaccia per gli arabi. Assad presiede la Computer Society locale

Damasco (Siria) - Uno dei paesi arabi più ricchi ed influenti potrebbe presto trasformarsi in una tomba per le nuove tecnologie, Internet in particolare, dopoché nelle scorse ore il presidente Bashar Assad si è espresso con estrema durezza contro l'avvento dei nuovi media e il loro impatto sugli arabi.

A suo dire, dunque, le tecnologie e il computer "hanno soffocato gli arabi e minacciano la loro esistenza, la loro identità culturale, cosa che ha incrementato i dubbi e lo scetticismo nelle menti degli arabi più giovani".

Non è chiaro se l'uscita di Assad (nella foto), presidente anche della Computer Society siriana, sia foriero di nuove ed ulteriori censure e restrizioni sull'uso della rete e del computing sul proprio territorio, quel che è certo è che il regime siriano si candida ora a guidare l'ala più conservatrice del mondo arabo, già assai diffidente verso i nuovi media.
"Lo scopo ultimo di tutto questo - ha infatti dichiarato Assad riferendosi alla nascita di Internet, nascita avvenuta negli USA - è la distruzione dell'identità araba, infatti i nemici della nazione araba vogliono impedirci di possedere una qualsiasi identità o di conservare radici che potrebbero proteggere la nostra esistenza e la nostra coesione".

Il dittatore di DamascoParole pesantissime, dunque, che equivalgono secondo gli osservatori ad una dichiarazione di guerra. Pronunciate nel corso del primo congresso del Partito Bath dopo l'arresto di Saddam Hussein e da un presidente che ha i poteri di un dittatore, sono parole che destano preoccupazione. "I nostri nemici - ha dichiarato ancora Assad - puntano a trasformarci in una massa passiva che assorba qualsiasi cosa le venga gettata contro".

Le esternazioni di Assad hanno sorpreso gli osservatori perché non attese né ora né nel contesto del Congresso, ma non rappresentano una novità in assoluto. Damasco è un paese che vive di censure contro il libero pensiero ed è probabilmente l'unico ad aver introdotto la banda larga purché su di essa non corrano applicazioni audio o video.
TAG: censura
73 Commenti alla Notizia Damasco: Internet ci distruggerà
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  • Se ne renderà conto oppure bisogna dirglielo che sta delirando?
    non+autenticato
  • ...almeno loro hanno il coraggio di dirlo apertamente. Qui in Italia invece pensano la medesima cosa, ma si inventano scuse ridicole e puerili per i loro bravi sequestri, le loro brave criminalizzazioni di Internet in TV e i loro bravi filtri.
    non+autenticato
  • Ritenevo il Presidente Assad, una persona intelligente, dotata di buon senso ma, questa notizia mi apre del tutto gli occhi, come si suol dire, su chi sia realmente il Capo della Siria.
    Io, al posto dei Siriani, mi sentirei offeso da quanto Assad ha affermato. Religione o non religione, basterebbe usare il buon senso che a Lui, evidentemente, manca. Ma cosa crede, che l' Islam possa essere messo in crisi da questo sistema di comunicazione? O non piuttosto, vuole tenere la popolazione nella massima ignoranza , nell'oscurantismo più abbietto? Crede forse che Allah, si sia incavolato perché i Siriani navigano in Internet, per caso? La verità è che Assad ha paura dei cambiamenti, ha paura che la Siria si svegli una volta per tutte e lo metta in pensione! E questo, anche per coloro che detengono il potere "religioso", in questo Paese. Internet, Presidente Assad, è neutro. Dipende dall'uso che se ne fa. Ma io, al Suo posto, non saprei che farmene, di una popolazione narcotizzata da una religione che certamente, non fa evolvere tutte le persone che Lei opprime con tanta...democrazia.
    Da noi, la situazione non è ,apparentemente, così tragica ma è su quella stessa strada , sia pure con motivazioni diverse. La sostanza, però , non cambia.
    Anche i nostri politicanti, (non uso il vocabolo "politici": quello lo uso raramente, visto che nel nostro paese più che veri politici, abbiamo ben altro) . Una volta , si diceva: Se Atene piange, Sparta non ride...Non vorrei che fosse questa, la nostra realtà. Un punto di merito al Presidente Siriano : è stato chiaro, duro, sincero e forse, convinto di quel che diceva ...I nostri ,non mi convincono affatto, sono subdoli, intriganti e colpiscono alle spalle con la loro falsa democrazia.
    Se ancora si può scrivere qualcosa , quì, lo dobbiamo al fatto che chi controlla , abbisogna di altro materiale, prima di far scattare la trappola "democratica". per coloro che dicono quanto pensano. Non c'è differenza nella forma mentis di chi governa la Siria , in chi governa (per modo di dire) l' Italia. Non riesco a notarla...:Voi, invece?

  • Internet rende critici anzi ipercritici, basta seguire i forum di PI.A bocca aperta
    non+autenticato
  • la Siria è un paese nel mirino,da dichiarazioni del genere
    si capisce la visione distorta del mondo.Occidente viene visto come una minaccia culturale contro un'ideologia radicale che persegue l'idea fantasiosa della creazione e rigenerazione della nazione araba,una sorta di ritorno al panarabismo.
    Chiaramente certe estremizzazioni dell'occidente sono da condannare,e bisogna condannarle,ma altrettanto bisogna farle nel mondo arabo.
    E' finito da molto il tempo dei saladini e delle crociate.:D:D
    non+autenticato
  • ognuno a casa sua e non ci si rompe i coglioni a vicenda.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ognuno a casa sua e non ci si rompe i coglioni a
    > vicenda.

    Molti non la pensano così... Se travisi, strumentalmente, la religione (qualsiasi) ed arrivi a idee estreme quali "Proselitismo ad oltranza, morte agli infedeli", prima o poi i cosiddetti li rompi, eccome. Se poi la religione perde la sua spinta propulsiva, poi sostituirla con un'ideologia politica, il risultato è lo stesso.
    Stai tranquillo, quindi, che gente che romperà i marroni la troverai sempre...
    non+autenticato
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