Quinta giornata delle LibertÓ digitali

Organizza il POuL

Milano - Martedý 14 Giugno, presso il Politecnico di Milano (in aula S.1.8), si terranno degli incontri dedicati ad approfondire vari aspetti delle LibertÓ Digitali in un incontro organizzato dal POuL (Politecnico Open unix Labs).

"Le moderne reti di telecomunicazioni, e fra tutte internet - si legge in una nota - ci hanno reso in grado di poter comunicare in un modo che sarebbe sembrato inimmaginabile appena qualche decennio fa, e raggiungere un numero sempre crescente di individui. Ma le leggi si evolvono molto pi¨ lentamente della tecnologia, e sono localmente limitate quando si considera la diffusione e l'operato globale delle tecnologie, dell'informazione e della comunicazione".

La Quinta giornata delle LibertÓ digitali sarÓ "un open forum in cui tutti possano confrontarsi con altri utenti, sviluppatori, hackers, e chi si occupa di tematiche sociali (e giuridiche), come di difesa della privacy e libertÓ personali, e rispondere a domande quali:
- Come possiamo evitare di scambiare la nostra privacy per un determinato strumento/servizio?
- Che tipo di strumenti abbiamo a disposizione per soddisfare le nostre necessitÓ, e su quali architetture?"
Tutte le info sono disponibili qui
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3 Commenti alla Notizia Quinta giornata delle LibertÓ digitali
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  • Segno che le parole, ovunque, non solo nella colonia italiana, non hanno più nessun senso.

    Non credo sia un caso che da noi più che di libertà in passato si sia discusso di doveri e diritti.

    Ma ognuno è libero di essere ignorante, nell'attesa che sostituito da macchine, anche il cervello si liberi di qualcosa.

    Avessero il coraggio di dire che quel software che spacciano per liberoi funziona; non credo servirebbero altre parole.
    non+autenticato
  • >di libertà in passato
    e se fosse per quelli come te non se ne parlerà
    mai piu: secondo il tuo esimio parere, la libertà
    non funziona.
    Complimenti
    non+autenticato
  • La Fanta è un oggetto e di per sé un oggetto non può essere libero, perché inanimato.

    Secondo te il software cos'è?

    Un essere vivente?

    Qui non stiamo parlando di metafore, non è un fiume che, soggetto passivo è libero di esondare perché nessuno ha costruito un argine, quello della cultura.

    E' libero colui che, in assenza di costrizioni morali e materiali... non solo non si può applicare al software per le ragioni testé citate ma anche perché la licenza costituisce un obbligo, una costrizione non solo morale, ma viste le nostre leggi materiale.

    Una volta gli appassionati di tecnologia, e ancor più gli sviluppatori, non erano alieni alla lingua del proprio paese, oggi invece sono lo specchio della qualità del software: fatto da menti così non può proprio riuscire meglio.
    non+autenticato