In Iran la censura più stringente

Il regime blocca l'accesso a siti web e ad altre risorse internet in misura sempre maggiore. Alimentando il mercato dei software di censura. Accuse ai produttori: siete dei complici

Washington (USA) - Potrebbe far sorridere qualcuno ma il regime iraniano utilizza le tecnologie americane per impedire alla popolazione di entrare in contatto con certi materiali ritenuti offensivi, sconvenienti o sovversivi.

L'accusa che vi siano una serie di complicità nell'industria hi-tech americana arriva da uno studio pubblicato nelle scorse ore dalla OpenNet Initiative, un'organizzazione nata dalla collaborazione di ricercatori di Harvard, Toronto e Cambridge che da tempo cerca di smascherare l'utilizzo di filtri di Stato in molti diversi paesi.

Nel rapporto Internet Filtering in Iran in 2004-2005, disponibile qui in pdf, i ricercatori spiegano come e quanto estensivamente siano stati testati i sistemi di filtering adottati dal governo di Teheran. Filtri, dicono, che sono utilizzati per bloccare moltissimi siti. Si tratti di pornografia, sessualità, opinioni politiche... la risposta dei filtri è sempre la stessa: censura e impossibilità per gli utenti iraniani di accedere a quelle risorse.
Ma lo studio non si limita ad analizzare l'estensione della censura, assai pronta ad agire soprattutto sui materiali divulgati in lingua farsi, ma anche gli strumenti adottati. L'evidenza indica nella società statunitense Secure Computing il principale fornitore delle tecnologie di censura, al punto che OpenNet definisce l'azienda un "complice" del regime. L'applicativo "SmarFilter" sviluppato dalla ditta americana è stato integrato nei network di stato sia per bloccare l'accesso ad una molteplicità di risorse internazionali sia per consentire il medesimo blocco su siti e servizi web locali.

Tutto questo ha portato ad individuare nel crescente utilizzo delle tecnologie di filtro da parte di certi paesi, Iran e Cina in testa, un nuovo straordinario mercato della censura. "Il nostro rapporto sul filtering in Iran - ha dichiarato Ronald Deibert dell'Università di Toronto - dimostra non solo che è minacciata la libertà di espressione e di accesso all'informazione, ma anche che c'è un mercato fiorente per tecnologie studiate per ridurre queste libertà". L'accusa è pesante: "Fornendo sistemi di censura a regimi non democratici - ha continuato Deibert a nome degli autori dello studio - l'azienda americana Secure Computing è complice della violazione da parte dell'Iran della Carta dei diritti umani delle Nazioni Unite".
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9 Commenti alla Notizia In Iran la censura più stringente
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  • La notizia non sconvolge più di tanto: si sa che anche in Cina e altrove le multinazionali americane collaborano apertamente con i regimi per limitare l'accesso libero alle risorse.
    Peggio comunque hanno fatto le multinazionali che vendono armi...

    Tornando all'Iran è fondamentale però segnalare che:
    - resta uno dei paesi più liberi tra quelli non totalmente democratici: le opinioni scorrono sempre di più tra la gente sebbene non sia possibile superare gli scogli imposti dal clero.
    - la condizione femminile è molto migliore degli altri paesi musulmani: le donne possono guidare, condurre aziende, studiare all'università ecc... Resta il fazzoletto in testa, ma in altri paesi dove non è obbligatorio le compressioni delle altre libertà sono maggiori
    - negli ultimi dieci anni ho notato un progressivo miglioramento: una volta internet per loro era solo posta elettronica con accesso telnet su server unix (per intenderci schermo nero e banda di 2.400 bit al secondo, troppo poco per un allegato).
    Oggi sceggiano come pazzi e gli internet point sono ovunque nel paese, sebbene con qualche filtrino...

    Il paese è molto moderno (soprattutto nelle città principali) la gente è splendida e ospitale, non vi sono problemi di ordine pubblico e non manca ogni comodità, non vi sono malattie endemiche e con la vita così a buon mercato è anche un'ottima meta turistica, se evitate l'estate torrida, visto che la vostra donna dovrà portare un fazzoletto in testa anche se non è del luogo...
    Max
    non+autenticato
  • Ceerto, si vive bene e si naviga veloci (sui siti fondamentalisti?), di fronte a questo che vuoi che sia non avere la liberta'?
    Funz
    12988

  • - Scritto da: Funz
    > Ceerto, si vive bene e si naviga veloci (sui siti
    > fondamentalisti?), di fronte a questo che vuoi
    > che sia non avere la liberta'?

    qui da noi invece abbiamo piena libertà di guardare G.F., Costantino e le Lecciso.... che bella libertà, sopratutto che bei valori andati in fumo!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Funz
    > > Ceerto, si vive bene e si naviga veloci (sui
    > siti
    > > fondamentalisti?), di fronte a questo che vuoi
    > > che sia non avere la liberta'?
    >
    > qui da noi invece abbiamo piena libertà di
    > guardare G.F., Costantino e le Lecciso.... che
    > bella libertà, sopratutto che bei valori andati
    > in fumo!
    Sei OT

    A prescindere dai valori espressi dai contenuti dei palinsesti italiani, noi almeno abbiamo la facoltà di vedere certa roba, poi se non vogliamo possiamo sempre spegnere il televisore. Loro anche se volessero vedere certe schifezze, non potrebbero perchè lo stato non lo permette

    Amuro
    non+autenticato
  • > noi almeno abbiamo la
    > facoltà di vedere certa roba,

    certa roba meglio nn vederla....
    posso avere la facoltà di vedere Biagi?


    >poi se non vogliamo
    > possiamo sempre spegnere il televisore.

    lo so che possiamo.... ma quanti italiani lo fanno?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > noi almeno abbiamo la
    > > facoltà di vedere certa roba,
    >
    > certa roba meglio nn vederla....
    > posso avere la facoltà di vedere Biagi?
    Beato che che non ti sei dovuto sorbire per vent'anni le leccate di culo che il vecchio Enzone da Sasso Marconi faceva ai potenti di allora.
    Prova a leggerti IL SIGNOR FIAT per capire cosa dico.
    Poi che sia favorevole alla sua censura ti direi di no.
    Nemmeno per un vecchio trombone come lui.
    >
    >
    > >poi se non vogliamo
    > > possiamo sempre spegnere il televisore.
    >
    > lo so che possiamo.... ma quanti italiani lo
    > fanno?
    E allora? Che ca~~o vuoi? Educare la gente col vetriolo, come facevano in passato i Pasdaran con le donne iraniane che non portavano il velo?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > - Scritto da: Funz
    > > > Ceerto, si vive bene e si naviga veloci (sui
    > > siti
    > > > fondamentalisti?), di fronte a questo che vuoi
    > > > che sia non avere la liberta'?
    > >
    > > qui da noi invece abbiamo piena libertà di
    > > guardare G.F., Costantino e le Lecciso.... che
    > > bella libertà, sopratutto che bei valori andati
    > > in fumo!
    > Sei OT
    >
    > A prescindere dai valori espressi dai contenuti
    > dei palinsesti italiani, noi almeno abbiamo la
    > facoltà di vedere certa roba, poi se non vogliamo
    > possiamo sempre spegnere il televisore. Loro
    > anche se volessero vedere certe schifezze, non
    > potrebbero perchè lo stato non lo permette
    >
    > Amuro


    vabbè
    il canone però devi pagarlo lo stesso..........
  • Se leggiamo la nostra stampa l'Iran fa spesso la parte del cattivo, e viene anche accomunato ad altri stati retrogradi, invece non è così retrogrado come sembra, sebbene vi sia comunque un regime fondamentalista.
    Questo era lo scopo del mio intervento.

    Non posso certo difendere un regime del genere che ha fatto molti danni e molti morti, resta però il fatto che per mantenere l'ordine pubblico il regime ha fatto anche delle importanti concessioni che altrove non si verificano. Questo andava precisato.

    Si naviga bene e veloci su molti siti internazionali, su alcuni ci sarà la sempre più sofisticata censura di cui all'articolo, ma almeno si naviga e si discute quotidianamente...

    Non ci scordiamo che l'Arabia, alleata dell'America, ricca e strasfondata di soldi è il paese dove le donne non possono fare altro che chiudersi in casa e dove i cellulari multimediali sono vietati se hanno la fotocamera...

    Se poi parliamo delle altre restrizioni religiose mi verrebbe quasi da tirare fuori il vecchio detto:
    - internet
    + cabernet

    Max
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Non ci scordiamo che l'Arabia, alleata
    > dell'America, ricca e strasfondata di soldi è il
    > paese dove le donne non possono fare altro che
    > chiudersi in casa e dove i cellulari multimediali
    > sono vietati se hanno la fotocamera...

    quoto