Fotoni per il computing quantistico

Ne parla HP che sta lavorando su un modello di elaboratore quantistico che potrebbe essere integrato con una rete basata sulla crittografia quantistica, realizzando un sistema dalle capacità enormi

Roma - Hewlett-Packard ha annunciato che alcuni suoi ricercatori in collaborazione con il Professor Kae Nemoto dell'Istituto nazionale di Informatica di Tokyo, hanno sviluppato delle nuove tecniche che permetteranno di costruire circuiti ottici basati su singoli fotoni. Questi sviluppi potrebbero portare alla costruzione tra l'altro, di elaboratori quantistici fotonici.

La ricerca sia di base che applicativa è oggi molto interessata allo studio di come poter utilizzare i fotoni nei futuri circuiti digitali.

Come ben sappiamo, alla base delle tecnologie informatiche odierne vi sono i circuiti elettronici, che utilizzano i moti collettivi degli elettroni che generano correnti e differenze di potenziali elettrici. Molti ricercatori ritengono che se fosse possibile utilizzare i fotoni invece degli elettroni, si potrebbero avere degli enormi progressi sia dal punto di vista della velocità che della capacità dei circuiti. Il motivo principale è dovuto al fatto che i fotoni sono particelle non cariche e senza massa. In altre parole, i fotoni interagiscono molto poco con le altre particelle e sono sempre molto veloci. Inoltre, già oggi è possibile codificare informazioni sui singoli fotoni, e si può facilmente immaginare di quanto potrebbe aumentare la capacità di calcolo e di trasporto di informazioni se queste fossero codificate sui singoli fotoni invece che in pacchetti composti da milioni di essi.
I singoli fotoni sono già oggi impiegati commercialmente in Crittografia Quantistica, ove in ogni fotone è codificato il valore di un bit della chiave.

Vi sono due principali indirizzi di ricerca sui circuiti fotonici. Il primo studia la realizzazione di circuiti di pacchetti di fotoni. L'idea è in realtà molto semplice, basta considerare il fatto che già oggi le nostre comunicazioni, sia dati che voce, viaggiano nelle fibre in forma di pacchetti di fotoni, ovvero luce modulata opportunamente. Però quando i pacchetti di fotoni arrivano al termine della fibra, vengono trasformati in segnali elettrici. Sarebbe molto conveniente se invece non vi fosse la trasformazione in segnali elettrici e sia gli switch che i router ed i server fossero capaci di trasformare direttamente i segnali ottici.

Per fare ciò sono ovviamente necessari circuiti e cpu ottiche, problema al quale stanno lavorando in molti. Ad esempio, lo scorso febbraio Intel ha annunciato degli interessanti sviluppi nella realizzazione di circuiti ottici in silicio, con tecniche costruttive simili a quelle usate oggi per i circuiti elettronici, ad esempio per i CMOS.

I risultati annunciati da HP vanno invece in una direzione diversa. I ricercatori di HP hanno trovato un modo, per il momento puramente teorico, di realizzare circuiti ottici basati su singoli fotoni. Questi ovviamente sono di grande interesse per gli elaboratori quantistici di cui abbiamo parlato anche recentemente.
47 Commenti alla Notizia Fotoni per il computing quantistico
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  • Non ho ancora letto di come sia fatto e funzioni un computer quantistico, perciò mi riservo di cambiare in parte idea.

    Ma ho letto un articolo sul funzionamento della "crittografia quantistica", dal quale emerge che si tratta, più umilmente, di trasmissione di una chiave crittografica tramite fotoni polarizzati. Certo, la meccanica quantistica c'entra, ma mi è rimasta un po' la sensazione che si tratti di pompaggio commerciale di fenomeni molto più terra-terra cui viene applicato un termine misterioso e ultratecnologico.
  • La cosa è molto più seria e profonda di quanto possa sembrare dalla stampa generalista.

    Ci sono già tutti i consueti indicatori per chi fa scienza, inclusi un paio di titoli Springer-Verlag e Cambridge Press sull'argomento, il che indica in modo incontrovertibile che la ricerca in merito ha già abbastanza massa critica, serietà e credibilità tale da superare i rigorosissimi limiti di ingresso dei referee.

    I lavori da seguire sono principalmente quelli di David Deutsch, incluso un imprevisto e divertente articolo sul Bulletin of Symbolic Logic, 6 (2000) assieme alla Lupacchini: "Machines, logic and quantum physics".

    Inoltre:

    http://www.idquantique.com/ tanto per gradire

    Julian Brown, "Menti, macchine e multiverso", Einaudi

    Nielsen & Chuang, "Quantum computation and quantum information", Cambridge University press

    R. Lupacchini, "Elementi di computazione quantistica", CLUEB collana Heuresis

    Il resto lo trovi nella biblioteca della tua facoltà. La fisica della computazione è un filone relativamente giovane ma già molto agguerrito, grazie anche al gruppo di ricerca in IBM.
    non+autenticato
  • Circa la "crittografia quantistica" la polarizzazione della luce è nota da parecchio, se mai il progresso sta nella possibilità di inviare e ricevere singoli fotoni. Mi inquieta che la si nomini come una poderosa rivoluzione concettuale.

    (sul calcolatore quantistico non mi pronuncio)

    Inoltre intendevo insinuare fra le righe che se futuri sviluppi dovessero ridimensionare la portata dell'interpretazione di Copenaghen, la bolla potrebbe scoppiare nel bel mezzo del proprio successo commerciale.

    Se poi fossi uno di quelli che pensano che un algoritmo per fattorizzare grandi numeri primi sia stato scoperto ma tenuto segreto, per leggere messaggi cifrati all'insaputa di tutti, ipotizzerei anche che possa esistere un modo per misurare lo stato di polarizzazione di un fotone senza alterarlo. Ma per ora non lo penso, non sono così cospirazionista, mi limito a considerarla una possibilità.
  • :|:|:|:|:|
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >Deluso:|:|:|:|


    quale concetto non ti è chiaro?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Gatto Selvaggio
    > Circa la "crittografia quantistica" la
    > polarizzazione della luce è nota da parecchio, se
    > mai il progresso sta nella possibilità di inviare
    > e ricevere singoli fotoni. Mi inquieta che la si
    > nomini come una poderosa rivoluzione concettuale.

    Di solito se ne parla come una poderosa rivoluzione APPLICATIVA. Diodi laser in grado di emettere in modo controllato un singolo fotone sono, in effetti, un passo avanti notevole per ingegneri e fisici applicativi.

    La "rivoluzione" è l'applicazione, non tanto il fatto che qualcuno abbia gettato il suo bravo lazo tecnologico su un effetto quantistico finora controllabile solo in laboratorio.

    L'aspetto logico cogente, ma ignorato da troppi, è che se non si toglieva alla svelta il tappo a questa benedetta quantocrittografia, i calcolatori quantistici sarebbero rimasti lettera morta a livello industriale.

    Senza uno sviluppo tangibile della quantocrittografia militari, diplomatici ed altre organizzazioni istituzionali basate sul segreto e sull'asimmetria informativa forte, che guardacaso hanno anche in mano i cordoni della borsa per la grande ricerca, non avrebbero mai dato il placet ai calcolatori quantistici in quanto macchine ammazzacrittografia tradizionale, in grado di raggiungere il mercato in pochi anni (e di essere acquistate da qualche arcilocupletata organizzazione non governativa, che non stia dichiaratamente dalla parte dei "buoni", entro pochi mesi).

    Neppure io amo la complottologia e le ipotesi non falsificabili, anche perché spesso le verità profonde galleggiano talmente vicino alla superficie che nessuno ci fa caso.
    non+autenticato
  • > Di solito se ne parla come una poderosa
    > rivoluzione APPLICATIVA. Diodi laser in grado di
    > emettere in modo controllato un singolo fotone
    > sono, in effetti, un passo avanti notevole per
    > ingegneri e fisici applicativi.

    Questo di certo. A suo tempo mi ero chiesto se il singolo fotone esistesse o fosse un'astrazione, ed eccolo qua.

    > L'aspetto logico cogente, ma ignorato da troppi,
    > è che se non si toglieva alla svelta il tappo a
    > questa benedetta quantocrittografia, i
    > calcolatori quantistici sarebbero rimasti lettera
    > morta a livello industriale.
    >
    > Senza uno sviluppo tangibile della
    > quantocrittografia militari, diplomatici ed altre
    > organizzazioni istituzionali basate sul segreto e
    > sull'asimmetria informativa forte, che guardacaso
    > hanno anche in mano i cordoni della borsa per la
    > grande ricerca, non avrebbero mai dato il placet
    > ai calcolatori quantistici in quanto macchine
    > ammazzacrittografia tradizionale, in grado di
    > raggiungere il mercato in pochi anni (e di essere
    > acquistate da qualche arcilocupletata
    > organizzazione non governativa, che non stia
    > dichiaratamente dalla parte dei "buoni", entro
    > pochi mesi).

    Cioè avrebbero insabbiato il computer quantistico per poter continuare ad usare la crittografia tradizionale?

    Ma da quanto ho letto,

    http://www.idquantique.com/products/files/vectis-u...

    quello che viene chiamato "crittografia quantistica" sarebbe soltanto un metodo, corredato di protocolli di gestione degli errori, per scambiarsi una chiave da usare per la crittografia tradizionale.

    Se il calcolatore quantistico manda in pensione la crittografia tradizionale, a cosa sovverrebbe quella descritta nell'articolo? A meno che il computer quantistico non rompa la sola crittografia basata sulla scomposizione in fattori primi di grandi numeri, lasciando validi altri metodi come DES.

    La si potrebbe chiamare "crittografia ottica" (l'elemento innovatore essendo la possibilità di trasmettere singoli fotoni, e quindi identificare il fotone con il bit, ma non l'aspetto quantistico in sé, cioè la lettura di stati di polarizzazione tramite filtri e la distruzione di tali stati da parte di un ascoltatore) ma si è preferito dire "quantistica" e ho la sensazione che sia per associarlo al computer quantistico, un po' come quando hanno inventato il nome JavaScript per associare tale linguaggio a Java, che allora viveva il suo momento di celebrità.

    Poiché il calcolatore quantistico è sotto i riflettori, chiamiamo "quantistica" pure la crittografia per venderla meglio.

  • - Scritto da: Gatto Selvaggio
    > Cioè avrebbero insabbiato il computer quantistico
    > per poter continuare ad usare la crittografia
    > tradizionale?

    "Insabbiato" è una parola grossa e decisamente troppo "complottistica". Quando i governi fanno i dubget annuali e le pianificazioni finanziarie per le assegnazioni di ricerca, basta togliere due o tre zeri all'assegno destinato ad un certo settore, ed automaticamente i progressi nel campo rallentano in proporzione. Poi qualche professorone della commissione scientifica disposto a dire che si tratta di ricerche scientificamente infruttuose e secondarie si trova sempre, per giustificare formalmente quei due o tre zeri in meno. Non si morde la mano che porge il pane...

    Di certo qualcuno si è preoccupato di non far lievitare troppo il calcolo quantistico prima di aver trovato metodologie di cifratura idonee - il che significa, in questo caso, un radicale cambio di paradigma.

    > A meno che il
    > computer quantistico non rompa la sola
    > crittografia basata sulla scomposizione in
    > fattori primi di grandi numeri, lasciando validi
    > altri metodi come DES.

    Per il momento l'unico algoritmo applicabile in materia è quello di Shor, che è un algoritmo di fattorizzazione.
    Sempre per il momento, la potenza è tale che riesce a fattorizzare numeri inferiori a 15. Triste

    > (l'elemento innovatore essendo la possibilità di
    > trasmettere singoli fotoni, e quindi identificare
    > il fotone con il bit, ma non l'aspetto
    > quantistico in sé, cioè la lettura di stati di
    > polarizzazione tramite filtri e la distruzione di
    > tali stati da parte di un ascoltatore)

    In realtà esistono metodi meccanici per intercettare senza troppe perdite un flusso di dati convenzionale su fibra ottica ("vampire"), dunque anche la resilienza quantistica alla intercettazione è da annoverarsi tra le innovazioni. Per la prima volta, quindi, non è più possibile "leggere" l'informazione in transito: e questo effetto è dato contemporaneamente dall'unicità del fotone associato al bit, il quale non può bilocarsi (non fuori dalla dimensione di Planck, almeno...), e dal principio di indeterminazione. Ammesso che si trovi un sistema sufficientemente ingegnoso per rispedire in linea il fotone stesso dopo la lettura, ovviamente.

    > preferito dire "quantistica" e ho la sensazione
    > che sia per associarlo al computer quantistico

    Se leggi la storia della disciplina, troverai che di quantocrittografia si è iniziato ufficialmente a parlare alla fine degli anni '60, e l'argomento è stato poi seriamente ripreso in IBM agli inizi degli '80.
    In questo caso non si tratta di una moda commerciale: e ID quantique è solamente la punta dell'iceberg, naturalmente, dopo oltre venti anni di ricerca indipendente in merito.
    non+autenticato
  • Sarà che quando ho letto l'articolo di ID quantique l'ho trovato quasi banale come metodo, mi aspettavo chissà che cosa e sono rimasto un po' deluso.

    > "Insabbiato" è una parola grossa e decisamente
    > troppo "complottistica". Quando i governi fanno i
    > dubget annuali e le pianificazioni finanziarie
    > per le assegnazioni di ricerca, basta togliere
    > due o tre zeri all'assegno destinato ad un certo
    > settore, ed automaticamente i progressi nel campo
    > rallentano in proporzione. Poi qualche
    > professorone della commissione scientifica
    > disposto a dire che si tratta di ricerche
    > scientificamente infruttuose e secondarie si
    > trova sempre, per giustificare formalmente quei
    > due o tre zeri in meno.

    Insabbiare "doucement".

    > Di certo qualcuno si è preoccupato di non far
    > lievitare troppo il calcolo quantistico prima di
    > aver trovato metodologie di cifratura idonee - il
    > che significa, in questo caso, un radicale cambio
    > di paradigma.

    Ma ripeto, DES o 3-DES non è idonea? E se non basta, decuplo-DES e così via.

    > > A meno che il
    > > computer quantistico non rompa la sola
    > > crittografia basata sulla scomposizione in
    > > fattori primi di grandi numeri, lasciando validi
    > > altri metodi come DES.
    >
    > Per il momento l'unico algoritmo applicabile in
    > materia è quello di Shor, che è un algoritmo di
    > fattorizzazione.
    > Sempre per il momento, la potenza è tale che
    > riesce a fattorizzare numeri inferiori a 15. Triste

    Quindi anche quando "sarà grande" potrà al più minacciare RSA, no? DES con tutto quel pasticcio di matrici mi sembra funzionare in modo radicalmente diverso, o no?

    Mi preoccupo che non venga scoperta la mia ricetta per la crema di banane al pepe che tengo gelosamente steganografata in un santino di San Domenico Savio messo così come se nulla fosse nella Bibbia nel comodino...!
  • Il computer quantistico poteva già essere in commercio da anni.Non è una tecnologia complessa come può sembrare a prima vista.Soprattutto da quando abbiamo elaborato i sistemi metrodecimali toroassiali invertiti.Purtroppo,come al solito,le grandi corporation stanno aspettando che la situazione mondiale migliori un pò!!Cmq l'utilità del computer quantistico è molto limitata, in quanto i dati tendono a decadere dopo tre mesi.bah


    non+autenticato
  • Beh non e' tanto diverso da oggi che butti un hd ogni 3 mesi o a causa di virus pazzesci, o a causa di programmi e windows che te lo finiscono a creapare, o a causa del file sharing che a forza di leggere/scrivere milioni di volte pochi kb per volta sempre gli stessi files.
    Quindi e' sempre la stessa minestra, solo che dopo ci aggiungi il nome di "quantistisco".A bocca aperta
  • Uno scrive una cavolata e l'altro gli risponde ficcandoci dentro windows e dandogli la colpa del fatto che lui si compra hd a 20 euro usati su ebay e dopo due mesi sono lì che si rompono...colpa di bill gates!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Uno scrive una cavolata e l'altro gli risponde
    > ficcandoci dentro windows e dandogli la colpa del
    > fatto che lui si compra hd a 20 euro usati su
    > ebay e dopo due mesi sono lì che si
    > rompono...colpa di bill gates!

    Eh! gia' e' proprio vero.... pensa che conosco uno che ha fatto la stessa cosa con Linux, lo ha messo su un disco da 1.2 (dico ben 1.2 GB!) del 97....
    Poi si e' incazzato perche' ha dovuto riformattare un PC nuovo fiammante con solo 0 (dico SOLO 80 GB!) con XP-Home....
    Che mondo!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > Il computer quantistico poteva già essere in
    > commercio da anni.Non è una tecnologia complessa
    > come può sembrare a prima vista.Soprattutto da
    > quando abbiamo elaborato i sistemi metrodecimali
    > toroassiali invertiti.Purtroppo,come al solito,le

    Si, ma finchè il motore a curvatura non sarà pronto tali sistemi rimangono pressochè inutili. D'altronde Zephram Cochrane ha ribadito che prima del 2063 (e campa cavallo) non ci sarà nulla di definitivo in questo campo. Possiamo solo attendere.
  • per il calcolatore quantistico di hp forse no, ma il fatto dei circuiti ottici l' avevo letto su di un numero di Le Scienze di almeno 4 anni fa.

    e anche allora ne parlavano moooooolto bene...
    non+autenticato
  • evidentemente, 4 anni fa era solo teoria, mentre ad oggi sono riusciti ad implementare qualcosa.
    E allo stesso modo, il discorso dei singoli fotoni. Molto probabilmente tra 4-5 anni ne sentiremo parlare ancora, magari perchè saranno riusciti ad implementare tale processo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > evidentemente, 4 anni fa era solo teoria, mentre
    > ad oggi sono riusciti ad implementare qualcosa.
    > E allo stesso modo, il discorso dei singoli
    > fotoni. Molto probabilmente tra 4-5 anni ne
    > sentiremo parlare ancora, magari perchè saranno
    > riusciti ad implementare tale processo.

    Veramente a me pare come la storia della A.I. (intelligenza artificiale) nata agli albori della informatica e che non ha fatto un solo progresso in termini teorici e in termini pratici in tutto questo tempo.
    Le teorie e le ricerche nel settore A.I. sono esattamente le stesse che erano agli inizi... non un centimetro di "progresso effettivo"...
    Nella scienza quando una "prospettiva" rimane tale per tanti anni di seguito e' legittimo il sospetto che si tratti di un vicolo cieco.
    Il progresso e l'avanzamento delle teorie e delle ricerche applicate e' l'unica misura "oggettiva" della validita' di una "prospettiva".
    Lo stesso mi pare essere vero nel settore del quantum computing... la teoria risale ai primi anni 60....
    Vedi un po te' Occhiolino
    non+autenticato
  • 4 anni?
    ahahahah io mi ricordo gli articoli su Scienza & Vita Nuova 15 e più anni fa... Imbarazzato
    non+autenticato
  • Un computer quantistico non è un computer che ci è o ci fa... no, com'era?
    ehm, scusate: un computer quantistico non è un computer che è o non è, è un computer che in un dato momento ha determinate probabilità di esistere in un determinato luogo.
    E se provate a metterci le mani sopra sicuramente turberete l'evento in modo che non saprete mai se il computer in quel luogo ed in quel momento (approssimando la realtà a sole 4 dimensioni...) ci sarebbe stato se non aveste provato a metterci sopra le mani!
    ;)

    ==================================
    Modificato dall'autore il 08/07/2005 9.36.45
    non+autenticato
  • Non è proprio così. Quatisticamente parlando anche noi potremmo essere ovunque per il principio di indeterminazione di Heisenberg secondo il quale non si può sapere contemporaneamente velocità e posizione di una singola particella subatomica ma il trucco è proprio questo: la fisica quantistica non funziona più a livello di atomi ma solo a livello di singola particella .
    Quindi solo le memorie funzionarenno quantisticamente non il computer permettendo di superare la logica uno-zero dei computer attuali dato che le singole particelle possono trovarsi (a livello teorico) in centinaia e forse migliaia di stati diversi.Un pò come se usassimo tutti i numeri contemporaneamente e non solo lo zero e l'uno. La potenza di calcolo aumenterebbe ( se si riusciranno a superare i moltissimi problemi pratici e teorici) a dismisura facendo apparire i più potenti computer di oggi come piccole calcolatrici per bambini di due anni
    non+autenticato
  • > Non è proprio così.
    Guarda che stavo scherzando.
    Ho fatto una q-battuta...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Carlo_Martello
    > > Non è proprio così.
    > Guarda che stavo scherzando.
    > Ho fatto una q-battuta...


    Ecco perchè non l'ho capita!! Non era lì!!

    :D:D
  • > > Ho fatto una q-battuta...
    > Ecco perchè non l'ho capita!! Non era lì!!
    >A bocca aperta:D
    Ma con questo vuoi dire che non c'era e il tuo osservarla l'ha lasciata nello stesso stato oppure che c'era ed il tuo osservarla ne ha cambiato lo stato?
    :)

    (E con questo penso di avere risposto anche alla q-domanda sulle tossicodipendenze dell'autoreOcchiolino )
    non+autenticato

  • > Quindi solo le memorie funzionarenno
    > quantisticamente non il computer permettendo di
    > superare la logica uno-zero dei computer attuali
    > dato che le singole particelle possono trovarsi
    > (a livello teorico) in centinaia e forse migliaia
    > di stati diversi.

    Ma certo! e' luovo di colombo!...
    Te ne propongo un altra! la ruota senza attrito!

    Solo sulla superficie di contatto tra l'asse e il cuscinetto sara' eliminato l'attrito e cosi' avremo una prospettiva di enormi quantita' di energia e il moto perpetuo.

    Mi pare una ottima soluzione... confiniamo le leggi della fisica solo dove ci fa comodo e eliminiamo le spiacevoli "conseguenze" dove sono svantaggiose.
    con questa semplice e geniale trovata posso andare ben oltre il "computer quantistico"... roba da principianti!
    Che faccio la brevetto? Occhiolino
    non+autenticato
  • E non sapremo mai se la tossicodipendenza dell'autore del post era già preesistente e abituale oppure se la lettura dell'articolo lo ha "turbato" in maniera che adesso si droga, mentre se non l'avesse letto non si sarebbe drogato (approssimando le tipologie di stupefacenti a sole 2 categorie droghe leggere e droghe pesanti e prendendo in esame quest'ultima)
    ;)
  • Si ma per usarlo dovrai uccidere il tuo gatto.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Si ma per usarlo dovrai uccidere il tuo gatto.

    Che c'entra?
    Mica si parla del "motore a gatto imburrato"!
    http://freeweb.supereva.com/csm.freeweb/seghe/gatt...

    (povero gatto!)

  • - Scritto da: The_Stinger
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Si ma per usarlo dovrai uccidere il tuo gatto.
    >
    > Che c'entra?
    > Mica si parla del "motore a gatto imburrato"!
    > http://freeweb.supereva.com/csm.freeweb/seghe/gatt
    >
    > (povero gatto!)

    era un riferimento al gatto di schroedinger, che alla fine non è che una sega mentale ad alto livello...
    non+autenticato
  • Comincio a capire cosa significherebbe. Quello che non capisco e' perche' ancora non si puo' dire quando questi computer saranno sul mercato, che prezzi potrebbero avere o di quali materiali saranno composti. Chi ne sa di piu' posti grazie
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Comincio a capire cosa significherebbe. Quello
    > che non capisco e' perche' ancora non si puo'
    > dire quando questi computer saranno sul mercato,
    > che prezzi potrebbero avere o di quali materiali
    > saranno composti. Chi ne sa di piu' posti grazie

    Non meno di 30 anni
    non+autenticato
  • Secondo me nel 2012 usciranno i primi modelli servers per quelle poche aziende che se lo potranno permettere.
    Vedi IBM, HP, Microsoft, ecc.ecc.
    Penso che una volta superato il problema dell'hardware si porra' il non piccolo e modesto problema del softwareA bocca aperta
    Ve lo immaginare riscrivere tutto da zero in una logica quantistica ?A bocca aperta
    Spero sinceramente che non esca il Microsoft Windows Quanta altrimenti seriamente quel pc esplodera' come una bomba nucleareDelusoA bocca aperta hiihihihih
  • Basterebbe aggiungere un livello in piu' tra l'hardware e il software che emuli (per il lato software) un ambiente normale, mentre sfrutti la potenza di calcolo del computer quantico in maniera del tutto trasparente al processo.
    In confronto ai problemi pratici di sviluppo di un CQ francamente questo mi sembra il meno...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Basterebbe aggiungere un livello in piu' tra
    > l'hardware e il software che emuli (per il lato
    > software) un ambiente normale, mentre sfrutti la
    > potenza di calcolo del computer quantico in
    > maniera del tutto trasparente al processo.

    A me non sembra che il problema si ponga: esiste un numero limitato di algoritmi che converrebbe eseguire sfruttando le proprieta` dei qbits (ammesso che queste proprieta` funzionino come previsto: io qualche dubbietto ce l'ho ancora). Fare un sistema operativo intero, con tutto quel che comporta, usando succedanei quantistici dei procedimenti convenzionali? Credo che manchi tutto, dalla teoria alla pratica, e e` difficile anche immaginare che un giorno ci possa essere tutto il necessario per fare un "SO quantistico"...

    Per il resto, insomma, non credo si sposteranno dalle macchine di Turing: sono molto piu` semplici e comode per coordinare il lavoro, dato che le programmi per filo e per segno con una logica deterministica e ben conosciuta. Io prevedo piu` che altro l'integrazione di un processore convenzionale con un qualche altro nucleo di calcolo usato per l'elaborazione quantistica, o altro tipo di elaborazione non seriale (per esempio una rete neurale). Ecco... probabilmente ci saranno delle periferiche che sfruttano queste scoperte, ma altrettanto probabilmente, mai intere macchine programmabili.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Alex¸tg
    Cut

    > Per il resto, insomma, non credo si sposteranno
    > dalle macchine di Turing: sono molto piu`
    > semplici e comode per coordinare il lavoro, dato
    > che le programmi per filo e per segno con una
    > logica deterministica e ben conosciuta. Io
    > prevedo piu` che altro l'integrazione di un
    > processore convenzionale con un qualche altro
    > nucleo di calcolo usato per l'elaborazione
    > quantistica, o altro tipo di elaborazione non
    > seriale (per esempio una rete neurale). Ecco...
    > probabilmente ci saranno delle periferiche che
    > sfruttano queste scoperte, ma altrettanto
    > probabilmente, mai intere macchine programmabili.
    Ehm, scusa ma come fai a programmare un computer indeterministico, in modo deterministico?
    Mi sembra un nonsense...:|Sorride

  • - Scritto da: Rex1997
    >
    > - Scritto da: Alex¸tg
    > Cut
    >
    > > Per il resto, insomma, non credo si sposteranno
    > > dalle macchine di Turing: sono molto piu`
    > > semplici e comode per coordinare il lavoro, dato
    > > che le programmi per filo e per segno con una
    > > logica deterministica e ben conosciuta. Io
    > > prevedo piu` che altro l'integrazione di un
    > > processore convenzionale con un qualche altro
    > > nucleo di calcolo usato per l'elaborazione
    > > quantistica, o altro tipo di elaborazione non
    > > seriale (per esempio una rete neurale). Ecco...
    > > probabilmente ci saranno delle periferiche che
    > > sfruttano queste scoperte, ma altrettanto
    > > probabilmente, mai intere macchine
    > programmabili.
    > Ehm, scusa ma come fai a programmare un computer
    > indeterministico, in modo deterministico?
    > Mi sembra un nonsense...:|Sorride

    Questo e' un problema superato solo vecchie logiche e vecchi sistemi tipo Unix, linux e BSD cercano ancora di ottenere effetti "deterministici" dalla programmazione di un computer, gli O.S. moderni non si pongono affatto questo problema prendi ad esempio MS-Windows! Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Rex1997
    > > Ehm, scusa ma come fai a programmare un computer
    > > indeterministico, in modo deterministico?
    > > Mi sembra un nonsense...:|Sorride

    Heh... e come fai a programmare un intero sistema operativo in modo non deterministico?

    > Questo e' un problema superato solo vecchie
    > logiche e vecchi sistemi tipo Unix, linux e BSD
    > cercano ancora di ottenere effetti
    > "deterministici" dalla programmazione di un
    > computer, gli O.S. moderni non si pongono affatto
    > questo problema prendi ad esempio MS-Windows! Occhiolino

    Anche questo e` vero, oddio...
    fa un po' quello che gli pare, seguendo scrupolosamente il principio d'indeterminazione...A bocca aperta
    non+autenticato

  • - Scritto da: Alex¸tg

    > Heh... e come fai a programmare un intero sistema
    > operativo in modo non deterministico?

    Quisquilie... basterà modificare i msg di dialogo: Clicca su OK per PROBABILMENTE chiudere la finestra. Attenzione: il tentativo potrebbe far saltare in aria il tuo computer A bocca aperta


  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > Questo e' un problema superato solo vecchie
    > logiche e vecchi sistemi tipo Unix, linux e BSD
    > cercano ancora di ottenere effetti
    > "deterministici" dalla programmazione di un
    > computer, gli O.S. moderni non si pongono affatto
    > questo problema prendi ad esempio MS-Windows! Occhiolino
    Va beh,... ma è come sparare sulla Croce Rossa...:(A bocca aperta
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