venerdì 22 luglio 2005

Open source al di là dell'informatica

Si avvicina l'Open Congress, un appuntamento internazionale che intende gettare nuove basi organizzative per chi vuole portare la filosofia del codice aperto al di là dei suoi tradizionali confini. Ecco cosa bolle in pentola

Il Congress cercherà di capire "come le metodologie derivate dalla produzione di free software e dall'open source possano essere utilizzate anche alle produzioni che interessano l'area dell'arte, della cultura visiva e della produzione culturale in generale". Secondo gli organizzatori, infatti, nulla si adatterebbe meglio alla cultura della filosofia wiki ma occorre esplorare nel dettaglio e con metodo quasi scientifico "come i Free/Libre and Open Source (FLOSS) stimolino la pratica della sfida e rivoluzioni i ruoli della produzione e della conoscenza".

Dunque, studiare un metodo e alimentare la discussione alla ricerca di risposte utili per la produzione nel senso più ampio del termine: ecco l'obiettivo dell'Open Congress che si terrà il 7 e 8 ottobre 2005 a Londra. Nel frattempo lo si pianifica sul sito e attraverso meeting periodici organizzati essi stessi secondo una metodologia open.

Il congresso sarà strutturato in ecologie, ovvero i temi principali che animeranno il dibattito, divise in tre categorie: il governo, la creatività e la conoscenza dell'open source. Si parlerà ad esempio dei limiti della proprietà intellettuale e del copyright, della Floss democracy, del pubblico dominio e della licenza Creative Commons, della proprietà sociale e dei limiti del "mercato open", del lavoro collaborativo e dell'"Estetica conviviale" o del software come metafora o modello e dei limiti del software come modello. Un movimento culturale figlio dell'ICT che si pone l'obiettivo di migliorare le possibilità di conoscenza ed accrescere la consapevolezza.Tutti temi di importanza vitale che vengono proposti giornalmente dai partecipanti al movimento. Migliaia di risposte da trovare per potersi augurare un futuro open, obiettivo di grande respiro che si eleva sulle imponenti ramificazioni sociali ed economiche del copyright tradizionale. La faticosa ricerca sarà animata nel congresso da sei moderatori che guideranno il dibattito ed avranno il compito di dare respiro alle questioni sul tappeto.

Il tutto cresce sul web grazie al contributo dei simpatizzanti anche attraverso un forum dedicato. Persino la lista degli invitati è passibile di modifiche, così come la lista delle cose da fare tanto per essere sicuri di non dimenticarsi nulla. Parte del materiale che servirà per pubblicare gli atti del congresso è già on line ed attende altri contributi. Tutto, naturalmente, rigorosamente aperto.

Tra gli ideatori di questa importante iniziativa culturale vi sono scrittori, artisti, ricercatori universitari, operatori dell'ITC e persino membri dell'Università dell'Apertura una istituzione indipendente per la ricerca, la collaborazione e l'insegnamento. Si può scegliere tra l'altro fra le "Facoltà del Come fare", quella della "Risoluzione dei problemi", della "Educazione" e la "Facoltà Unix". Interessato? Ci si iscrive qui.

Alessandro Biancardi
262 Commenti alla Notizia Open source al di là dell'informatica
Ordina
  • >http://www.computerworld.com.au/index.php/id;44325...

    Criticate pure sparando le solite zecche banali
    Gli altri vanno avanti sempre di piu, noi diventiamo
    in italia sempre piu terzo mondo. Tra dieci anni ci
    accorgeremo che forse, chissa, get the facts era
    una sciocchezza, ma adesso continuiamo pure
    a crederci come allocchi e a snobbare l'oss.

    La realtà è che chiunqe lavori nel settore avrebbe
    enormi vantaggi nella migrazione verso un ambiente
    nuovo, per il quale estistono moltissimo cose ancora
    da fare, mentre nella situazione satura e consolidata
    in cui siamo il lavoro non puo che diminuire
    ulteriormene.

    L'unica cosa da tentare è spingere a un cambio
    d'ambiente che liberi le risorse risparmiate dall'
    acquisto licenze trasformandolo in lavoro per
    le aziende locali.

    Ciao

    non+autenticato
  • > Criticate pure sparando le solite zecche banali
    > Gli altri vanno avanti sempre di piu, noi
    > diventiamo
    > in italia sempre piu terzo mondo. Tra dieci anni
    > ci
    > accorgeremo che forse, chissa, get the facts era
    > una sciocchezza, ma adesso continuiamo pure
    > a crederci come allocchi e a snobbare l'oss.
    non siamo capaci a fare gli OS, usare linux che crescità è?

    > La realtà è che chiunqe lavori nel settore avrebbe
    > enormi vantaggi nella migrazione verso un ambiente
    > nuovo, per il quale estistono moltissimo cose
    > ancora
    > da fare, mentre nella situazione satura e
    > consolidata
    > in cui siamo il lavoro non puo che diminuire
    > ulteriormene.
    reinventiamo la ruota? e chi farà queste cose, te o gli hobbisti?

    > L'unica cosa da tentare è spingere a un cambio
    > d'ambiente che liberi le risorse risparmiate dall'
    > acquisto licenze trasformandolo in lavoro per
    > le aziende locali.
    parli da installatore, non da sviluppatore. Torna fare i gestionali
    non+autenticato
  • >parli da installatore, non da sviluppatore.

    e tu parli da impiegato statale o aspirante tale
    la situazione non la cambi senza cambiarla
    ma probabilmente a te va bene il peggio

    torna al tuo vb

  • - Scritto da: zauber
    > >parli da installatore, non da sviluppatore.
    >
    > e tu parli da impiegato statale o aspirante tale
    > la situazione non la cambi senza cambiarla
    > ma probabilmente a te va bene il peggio

    e tu parli da persona con la mentalità chiusa.
    cambiare non significa cambiare neccessariamente installando linux o sviluppando oss.
    cambiare significa incentivare il mercato ad investire nello sviluppo del sw.
    migrare a linux non incentiva niente e ha a che fare con gli installatori e non con i programmatori.
    l'oss non se incoraggia molto il mercato.
    mi pare che il mercato sia spinto dalla voglia di forti guadagni e non dalla voglia di fare oss che poi chiunque può scopiazzarti mettendo in ginocchio la tua sw-house.
    onestamente se fossi un imprenditore guarderei in tutt'altra direzione che non l'oss.
    poi certo se la sw-house esiste e magari piu che sw è hw-house come ibm e nokia mi farebbero comodo e come tanti programmatori non stipendiati

    >
    > torna al tuo vb

    torna al centro sociale
    non+autenticato

  • Fate PDF dei vostri libri, distribuiteli
    sulla rete! Il vero Open Source è quello
    della conoscenza!!

    Guardate qui quanti libri:
    http://www.mininova.org/sub/50
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > Fate PDF dei vostri libri, distribuiteli
    > sulla rete! Il vero Open Source è quello
    > della conoscenza!!
    >
    > Guardate qui quanti libri:
    > http://www.mininova.org/sub/50

    quelli non sono open sorce sono pirateria.
    bello fare open con il lavoro degli altri vero?
    non+autenticato
  • Provo a descrivere un punto di vista.

    In europa esistono solo, in campo sw, a parte SAP
    e qualcos'altro, piccole aziende. La stragrande
    maggioranza del fatturato e dei profitti del settore
    viene fatto da Microsoft, che fattura decine di
    miliardi di euro l'anno pur non dando posti di
    lavoro agli europei (pensa in usa e produce in usa e
    oriente), seguono poi altre grandi aziende
    extraeuropee che comunque fatturano molto meno
    (IBM per prima)

    Ora, questo tessuto produttivo di milioni di pmi
    (alle associazioni di cateroria in europa ne sono
    iscritte due milioni) non ha le strutture per forzare
    la ricerca ai livelli che possono permettersi di
    fare le grandi aziende, cosa che rende la
    competizione impari. Tuttavia esiste una soluzione
    che puo colmare questo gap: infatti esiste un
    modello di collaborazione orizzontale che coinvolge
    centinaia di migliaia di programmatori, molti dei
    quali europei. E' l'oss, che puo' essere il settore
    R&D della struttura europea di piccole imprese.
    Pertanto queste piccole imprese possono focalizzarsi
    su progetti attraenti e contribuire assieme ad altre
    a farli crescere col meccanismo della sponsorizzazione,
    della fondazione, del distaccamento di programmatori assunti appositamente presso il dato progetto, o
    qualsiasi forma scaturisca nell'ambito di questa
    logica.

    Non deve spaventare in questo momento il fatto della
    gratuita', posto che comunque tutti i progetti oss
    di un qualche valore sono attualmente finanziati
    da qualche ente pubblico o privato. Il problema e'
    infatti quello di togliere fette di mercato ad aziende
    extraeuropee a vantaggio di un'espansione del
    fatturato delle pmi europee, non di fare alti profitti,
    che, semmai, possono venire solo dopo.

    Pensiamo se si riuscisse a penenetrare nelle aziende
    con sistemi linux-based (o altro oss) e suite basate su standard aperti e interoperanti a prescindere dal produttore. Per es come sta avvenendo in Norvegia, dove la PA ha deciso che tutti gli scambi di documenti tra amministrazione pubblica e privato, a tutti i livelli,
    avverranno solo ed esclusivamente con formati
    la cui codifica e' uno standard aperto, nel caso
    in oggetto xml oasis supportato da openoffice
    e koffice.

    Si pensi alla montagna di cose che si renderebbero
    necessarie e ricadrebbero nell'ambito dell'attivita'
    delle swhouse in termini di implementazioni,
    progettazione, personalizzazioni, sviluppo, formazione etc. se avvenisse una migrazione da un ambiente
    blindato dove tutta l'infrastruttura e' gia fatta da un'azienda sola, che non produce posti di lavoro,
    verso un ambiente aperto dove tutto ridiventa possibile e viene rimesso in movimento. Anche se e' chiaro che
    alcuni protagonisti che andavano bene prima, poi
    farebbero fatica a riallinearsi, molte realta' nuove
    avrebbero la possibilita' di farsi avanti.

    Questo e' un punto di vista. Costituisce poi un
    allargamento del modello di quanto gia avviene
    in non poche amministrazioni di paesi europei.
    Persino in spagna, paese in cui vi sono varie
    parti indipendenti, con amministrazioni autonome,
    si usa molto Linux, localizzato nelle varie lingue,
    nel pubblico. Questo sposta il baricentro dall'
    acquisto di sw preconfezionato fornito al 90%
    da un'azienda sola che tende ad espandere
    anno dopo anno la sua gia enorme fetta di
    mercato, al ricorso alle aziende private.

    E' cosi inaccettabile e diabolico un modello del
    genere per voi, posto che in parecchie parti
    del nord europa viene applicato gia ora ?

    non+autenticato
  • Prova dire come ci si dovrebbe muovere perche' si ottengano i soldi e alcune ditte inizino a sviluppare
    non+autenticato
  • http://appft1.uspto.gov/netacgi/nph-Parser?Sect1=P...
    "Methods and devices for creating and transferring custom emoticons allow a user to adopt an arbitrary image as an emoticon...."


    Dite quello che volete, NON C'E' PARAGONE.
    SOLO GLI SCHIAVI PREFERIREBBERO QUESTO
    MODELLO ALL'OSS. SEMBRA CHE DI SERVI, IN
    GIRO, QUI CE NE SIANO PARECCHI

    Ciao
    non+autenticato
  • il free software e' l'altro estremo e gli estremi non vanno mai bene.

    ...poi se microsoft chiude siamo tutti felici
    non+autenticato
  • LA DISOCCUPAZIONE IN EUROPA C'E'
    PERCHE' ESISTE UNA SOLA GRANDE
    AZIENDA CHE NON PRODUCE NULLA
    IN EUROPA, QUINDI NON CREA POSTI
    DI LAVORO QUI DA NOI

    Le scuse insulse di chi dice: loro sono arrivati
    prima ecc,ecc quindi sono stati bravi, bla bla
    non valgono nulla. Non per questo non deve
    esistere un'industria europea del sw per
    sempre e quel po che c'e' FATTO DI
    MOLTISSIME PMI deve scomparire.

    L'argomento secondo cui NON POTENDOCI ESSERE FABBRICHE IN TUTTO IL MONDO
    DOVE SI PRODUCE CIO' CHE SI VENDE
    LOCALMENTE E' UN'EVIDENTE GIUSTIFICAZIONE
    DELL'OUTSOURCING VERSO I PAESI A BASSOC
    COSTO DI MANODOPERA, RESPONSABILE
    DELL'ATTUALE DECLINO E DELLA CRESCITA
    DELLA DISOCCUPAZIONE IN QUESTO E IN
    ALTRI SETTORI. E' cosi per tutti i settori. L'industria
    viene qui solo a vendere, ma questo non deve essere
    possibile. L'EUROPA e' un mercato di svariate centinaia di milioni di persone e DEVE ESSERE
    UN CENTRO DI PRODUZIONE NEI SETTORI
    STRATEGICI: NON E' ACCETTABILE CHE NON
    VI SIA UN INDUSTRIA DEL SOFTWARE DI
    GRANDI DIMENSIONI PER FARE GLI INTERESSI
    DI AZIENDE EXTRA-EUROPEE


    L'argomento secondo cui dovremmo continuare
    a buttare via decine di miliardi di euro (montagne
    di denaro) ogni anno in maniera improdutttiva,
    regalandoli a un'azienda extra-europea che non
    crea in europa lavoro ma PRODUCE A BASSO
    COSTO NEL FAR_EAST E VENDE QUI A
    PREZZI ALTISSIMI, piuttosto che usare software
    open source, prodotto in gran parte in europa, e'
    ributtante. Per fortuna che nei paesi civili del
    nord-europa non la pensano cosi e dovunque si
    puo I PRODOTTI MS SONO SOSTITUITI CON
    PRODOTTI OSS che se non altro FANNO
    RISPARMIARE, E PERMETTONO ALLE AZIENDE
    LOCALI DI ASSUMERE PERSONALE per
    la migrazione, la personalizzazione, la creazione
    di strumenti che mancano etc.

    SIETE I SOLI IN EUROPA A NON VEDERE NELL'
    OSS UNA OPPORTUNITA' E PREFERITE
    CONTINUARE A FORAGGIARE UN'AZIENDA CHE
    OGNI ANNO SI ALLARGA E SI IMPADRONISCE DI
    UNA NUOVA FETTA DI MERCATO A SCAPITO
    DELLE AZIENDE EUROPEE GRAZIE ALLA SUA
    POSIZIONE DI MONOPOLIO DEI SO

    QUEST'AZIENDA NON DA LAVORO AGLI EUROPEI
    MA GLIELO TOGLIE, ANNO DOPO ANNO, SEMPRE
    DI PIU IN QUANTO LA SUA CONVENIENZA E' IL
    COMPLETO AZZERAMENTO DELL'INDUSTRIA
    EUROPEA DEL SW.

    EPPURE E' MOLTO SEMPLICE DA CAPIRE E IN
    EUROPA TUTTI L'HANNO GIA CAPITO DA UN
    PEZZO TRANNE VOI !!!
    non+autenticato
  • Se non ci fosse il free software forse potremmo fare aziende NOSTRE che producano software e sarebbe ancora meglio perche' potremmo vendere il nostro software all'estero proprio come Microsoft.

    Ho fatto il post "FACCIAMO UN MOVIMENTO ANTI FREE SOFTWARE ".

    Se hai qualche idea buona si potrebbe discuterne..

    Sarebbe ora di unirsi contro i contratti a progetto, i soldi spesi per Microsoft,ecc. proprio come dici tu.
    Per la legge Urbani si son mossi tutti...potremmo muoverci anche per cose piu' serie?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Se non ci fosse il free software forse potremmo
    > fare aziende NOSTRE che producano software e
    > sarebbe ancora meglio perche' potremmo vendere il
    > nostro software all'estero proprio come
    > Microsoft.
    >

    Pensi davvero di riuscire a vendere? Se magari fai un prodotto di successo, magari M$ ti compra (SW e SWHouse) e se ne appropria oppure se ha qualcosa di simile lo fa sparire acquistando e poi buttando ma tenendosi i diritti sul SW così non si può più commercializzare.
    Se non ci fosse il free SW ci sarebbe una desolazione sui pc perchè o si pirata o non si installa niente visto che i prezzi sarebbero alle stelle. Il free in un certo senso fa concorrenza al cash e gli impedisce di sparare sul prezzo. Io ho da poco acquistato un po' di SW perchè li reputo validi e perchè alcuni hanno licenze user-friendly tipo Winrar la cui licenza dura a vita (si hanno aggiornamenti per sempre). Per la maggioranza dei SW si pagano le versioni successive a prezzi simili a quelli full e a parte i SW "seri", ste pratiche ci sono anche per quelli meno seri.

    > Ho fatto il post "FACCIAMO UN MOVIMENTO ANTI FREE
    > SOFTWARE ".
    >
    > Se hai qualche idea buona si potrebbe
    > discuterne..
    >
    > Sarebbe ora di unirsi contro i contratti a
    > progetto, i soldi spesi per Microsoft,ecc.
    > proprio come dici tu.
    > Per la legge Urbani si son mossi tutti...potremmo
    > muoverci anche per cose piu' serie?

    Per questi aspetti sono daccordo.
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