Il Congress cercherà di capire "come le metodologie derivate dalla produzione di free software e dall'open source possano essere utilizzate anche alle produzioni che interessano
l'area dell'arte, della cultura visiva e della produzione culturale in generale". Secondo gli organizzatori, infatti, nulla si adatterebbe meglio alla cultura della filosofia wiki ma occorre esplorare nel dettaglio e con metodo quasi scientifico "come i Free/Libre and Open Source (FLOSS) stimolino la pratica della sfida e rivoluzioni i ruoli della produzione e della conoscenza".
Dunque, studiare un metodo e alimentare la discussione alla ricerca di risposte utili per la produzione nel senso più ampio del termine: ecco l'obiettivo dell'Open Congress che si terrà il
7 e 8 ottobre 2005 a Londra. Nel frattempo lo si pianifica sul sito e attraverso meeting periodici organizzati essi stessi secondo una metodologia open.
Il congresso sarà strutturato in
ecologie, ovvero i temi principali che animeranno il dibattito, divise in tre categorie: il governo, la creatività e la conoscenza dell'open source. Si parlerà ad esempio dei limiti della proprietà intellettuale e del copyright, della
Floss democracy, del pubblico dominio e della licenza
Creative Commons, della proprietà sociale e dei limiti del "mercato open", del lavoro collaborativo e dell'"Estetica conviviale" o del software come metafora o modello e dei limiti del software come modello. Un movimento culturale figlio dell'ICT che si pone l'obiettivo di migliorare le possibilità di conoscenza ed accrescere la consapevolezza.
Tutti temi di importanza vitale che vengono proposti giornalmente dai partecipanti al movimento. Migliaia di risposte da trovare per potersi augurare un
futuro open, obiettivo di grande respiro che si eleva sulle imponenti ramificazioni sociali ed economiche del copyright tradizionale. La faticosa ricerca sarà animata nel congresso da sei
moderatori che guideranno il dibattito ed avranno il compito di dare respiro alle questioni sul tappeto.
Il tutto cresce sul web grazie al
contributo dei simpatizzanti anche attraverso
un forum dedicato. Persino la
lista degli invitati è passibile di modifiche, così come la
lista delle cose da fare tanto per essere sicuri di non dimenticarsi nulla. Parte del materiale che servirà per
pubblicare gli atti del congresso è già on line ed attende altri contributi. Tutto, naturalmente, rigorosamente aperto.
Tra gli ideatori di questa importante iniziativa culturale vi sono
scrittori, artisti, ricercatori universitari, operatori dell'ITC e persino membri dell'
Università dell'Apertura una istituzione indipendente per la ricerca, la collaborazione e l'insegnamento. Si può scegliere tra l'altro fra le "Facoltà del Come fare", quella della "Risoluzione dei problemi", della "Educazione" e la "Facoltà Unix". Interessato? Ci si iscrive
qui.
Alessandro Biancardi