
Roma - E' una lotta impari quella che i detentori del diritto d'autore stanno combattendo contro i sistemi di condivisione dei contenuti in rete: le denunce non fanno che aumentare ma i milioni di utenti che utilizzano il peer-to-peer
condividono sempre più materiali protetti. Ad ammetterlo è stata nelle scorse ore l'Associazione dei fonografici tedeschi
BPW, da tempo impegnata in una battaglia legale contro chi condivide grandi quantità di materiali in rete.
Secondo un portavoce, infatti, nel corso di quest'anno le tracce musicali disponibili sui principali circuiti di scambio sono aumentate a quota 900 milioni, e questo nonostante le
1.300 denunce che la stessa industria discografica ha proposto contro altrettanti utenti internet tedeschi.
Queste denunce, proprio come accade negli USA, si concludono perlopiù con un
accordo extragiudiziale: le parti trovano un'intesa e, nella maggiorparte dei casi, spiega
BPW, gli utenti si trovano a pagare tra i 4mila e i 5mila euro di compensazione. In un caso, ha affermato l'Associazione, si è arrivati a 15mila euro. La cifra dipende sul genere e sulla quantità di tracce condivise dagli utenti denunciati.
Ma anche se il P2P cresce, fanno notare fonti dell'industria, a crescere in modo esponenziale sono i
jukebox legali. La federazione dei fonografici
IFPI di recente ha parlato di un aumento delle tracce scaricate a livelli "impressionanti" nei principali mercati, quelli americano, britannico e francese. Sebbene siano sempre più numerosi coloro che
comprano musica online, dunque, in Germania i detentori del diritto d'autore non hanno intenzione di mollare la presa sul P2P, visto come un "concorrente sleale" anche se i numeri parlano più che altro di una crescita "parallela" di entrambi i settori. In questo senso basti ricordare la
clamorosa iniziativa assunta dalla SIAE tedesca, la GEMA, affinché vengano oscurati dai provider i siti che ospitano link
eDonkey.
Di interesse il fatto che il mercato basato sui supporti tradizionali, come i CD, continui su tutte le piazze a dare
segni di flessione, una situazione che preoccupa BPW e che probabilmente spinge moltissimi produttori a guardare con fiducia proprio al mercato legale in Internet. Proprio BPW negli scorsi mesi ha parlato di sostegno ai jukebox legittimi nell'annunciare i dettagli delle proprie indagini che hanno portato
prima alla denuncia e poi alla chiusura di numerosi siti che distribuivano online senza autorizzazione materiali protetti.
Ma proprio in queste ore un'altra organizzazione da tempo dedita alla guerra al peer-to-peer, l'associazione hollywoodiana
MPAA, ha presentato ufficialmente il suo
software antiP2P preannunciato da lungo tempo. Ecco di cosa si tratta.