Musica, diritti pagati in negozio

Federmoda segue le orme delle parrocchie e firma un'intesa con la Società Consortile Fonografici per il pagamento dei diritti connessi legati all'uso della musica nei negozi

Roma - Si estende e accelera l'attività della SCF - Società Consortile Fonografici tesa a raccogliere i cosiddetti diritti connessi sulle opere musicali: dopo la firma di un accordo-quadro con le parrocchie, nelle scorse ore SCF ha annunciato un'intesa anche con Federmoda.

La Federazione Moda Italia aderisce a Confcommercio e rappresenta decine di migliaia di negozi nel comparto del tessile: con la firma sull'accordo con SCF si è impegnata a versare l'"equo compenso dovuto per diffondere la musica nel negozio".

SCF è infatti l'ente di riferimento dei discografici per riscuotere i diritti sull'uso di supporti come musicassette o CD ("fonogrammi") per la diffusione di musica negli esercizi commerciali.
Renato Borghi, presidente della Federazione, ha dichiarato che "l'equo compenso ai produttori discografici è obbligatoriamente dovuto, come prevede la legge sul diritto d'autore. Con quest'accordo non soltanto contribuiamo a favorire una "cultura della legalità" nell'utilizzo della musica, ma diamo l'opportunità agli operatori commerciali associati a Federazione Moda Italia di avere una riduzione del 15% sull'importo da pagare. Inoltre, aderendo all'intesa sottoscritta vengono sanate le precedenti omissioni di versamento".

Secondo la Federazione, più di metà dei negozi nel tessile fa uso di "musica d'ambiente": per un negozio fino a 100 mq. l'"equo compenso" è di 56,80 euro. Da 101 a 200 mq. è di 86,30 euro. Di interesse segnalare come in una nota si spieghi: "L'accordo tra SCF e Federazione Moda Italia disciplina anche il compenso annuo per il diritto di copia per la riproduzione della musica: compenso pari al 50% di quanto dovuto per il diritto di utilizzazione dei fonogrammi".
121 Commenti alla Notizia Musica, diritti pagati in negozio
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  • l'ennesima forma parassitaria per mangiare sul lavoro altrui. Come se i soldi andassero realmente a tutti gli artisti e tutti i produttori dell'intero pianeta. Come se la gente non pagasse già la tassa di possesso, come se già non pagasse le solite tasse di siae e produzione acquistando musica in ogni sua forma. Ricordiamo che i produttori gia' prendono i loro soldi da tutte queste cose con la produzione e la distribuzione prima di tutto, inutile inventarsene un altra con la scusa della diffusione. Arriveremo al punto che tutti i cittadini per avere una radiolina portatile dovranno iscriversi sia a siae che a scf??? e il passo dopo quale sarà?? l'addetto di tali associazioni che monitorera' i negozi di strumenti tanto per spillare soldi anche al ragazzino che per provare uno strumento da acquistare strimpellerà qualche riff famoso perchè conosce solo quello e lo sta facendo in un locale adibito ad esercizio pubblico???
    non+autenticato
  • concordo cons eri dubbi
    non+autenticato
  • ... in risposta al 3d di prima: sarò banale ma nonn è che i commercianti di questi tempi mi facciano tanta pena, avrete un sacco di tasse da pagare, non lo metto in dubbio ma voi con l'euro vi siete come minimo messi in pari, gli sfortunati lavoratori dipendenti si sono ritrovato con una pizza che costa dalle 10 alle 18 mila lire quando prima andava dalle 6 alle 10 mila (a milano).
    Ciò premesso quellodi cui si parla nell'articolo NON è una tassa. Non è obbligatorio. E' un servizio che si può decidere di offrire ai propri clienti oppure no. Se ritieni che il tuo negozio ne tragga beneficio bene. Se invece sono solo canzonette inutili... bè, puoi anche non pagare.

    Quanto alle varie domande: no, se non usi brani registrati non devi pagare scf (però devi pagare la siae anche se usi dei midi sulla base di brani scritti da altri) perchè non usi la registrazione (loro hanno i diritti SOLO sulle registrazioni).

    Per la ripartizione ai produttori credo che ti facciano uno sconto se tu gli dici esattamente quali brani metti e quante volte (facilita a loro il lavoro). Per il resto se gli aventi diritto (i produttori) gli hanno dato mandato per gestire i loro diritti (non è un ente pubblico, chi vuole si iscrive se lo ritiene vantaggioso) vorrà dire che sono soddisfatti così, no?

    Bye bye
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Ciò premesso quellodi cui si parla nell'articolo
    > NON è una tassa. Non è obbligatorio. E' un
    > servizio che si può decidere di offrire ai propri
    > clienti oppure no. Se ritieni che il tuo negozio
    > ne tragga beneficio bene. Se invece sono solo
    > canzonette inutili... bè, puoi anche non pagare.
    >
    > Quanto alle varie domande: no, se non usi brani
    > registrati non devi pagare scf (però devi pagare
    > la siae anche se usi dei midi sulla base di brani
    > scritti da altri) perchè non usi la registrazione
    > (loro hanno i diritti SOLO sulle registrazioni).
    >
    > Per la ripartizione ai produttori credo che ti
    > facciano uno sconto se tu gli dici esattamente
    > quali brani metti e quante volte (facilita a loro
    > il lavoro). Per il resto se gli aventi diritto (i
    > produttori) gli hanno dato mandato per gestire i
    > loro diritti (non è un ente pubblico, chi vuole
    > si iscrive se lo ritiene vantaggioso) vorrà dire
    > che sono soddisfatti così, no?
    >
    > Bye bye

    Mi trovo in linea di massima daccordo con te e volevo chiederti un parere sul tema delle registrazioni.
    A tuo modo di vedere e visto che in alcuni casi sono autorizzate in eccezione copie per esigenze tecniche (vedi radio o webradio), quelle copie non essendo i fonogrammi dei produttori ma sicuramente altro, rientrano o no nel "conto" dell'utilizzo della registrazione a cui va riconosciuto il compenso?

    Grazie
    non+autenticato
  • ...il sito dell'ennesima iniziativa raccatta-soldi usa software gratuito (DotNetNuke) con appositamente rimosso ogni riferimento.

    :@
    non+autenticato
  • con questa storia dei diritti siae stanno diventando davvero ridicoli!!! in un mondo come quello di oggi continuare a parlare di queste cose è semplicemente stupido. casomai si dovrebbe fare l'operazione inversa. cioè ridurre questa morsa dei diritti. alla lunga ci guadagnerebbero anche cantanti e produttori, mentre, per adesso, dopo aver impedito quasi qualsiasi comportamento ai consumatori, anno cominciato a rompere i maroni a tutti; prima ai programmatori di suonerie, poi al file-sharing, adesso vedo pure a parroci e negozianti. intanto la vendita dei cd va a rotoli, e i negozi che li vendono chiudono uno dopo l'altro. MA E COSì DIFFICILE CAPIRE CHE BASTEREBBE ABBASSARE I PREZZI E CONCEDERE UN Pò DI LIBERTA IN PIù AI CONSUMATORI???? nell'attesa di una risposta torno a chiedermelo: ma dove andremo a finire con questa storia dei diritti musicali?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > con questa storia dei diritti siae stanno
    > diventando davvero ridicoli!!! in un mondo come
    > quello di oggi continuare a parlare di queste
    > cose è semplicemente stupido. casomai si dovrebbe
    > fare l'operazione inversa. cioè ridurre questa
    > morsa dei diritti. alla lunga ci guadagnerebbero
    > anche cantanti e produttori, mentre, per adesso,
    > dopo aver impedito quasi qualsiasi comportamento
    > ai consumatori, anno cominciato a rompere i
    > maroni a tutti; prima ai programmatori di
    > suonerie, poi al file-sharing, adesso vedo pure a
    > parroci e negozianti. intanto la vendita dei cd
    > va a rotoli, e i negozi che li vendono chiudono
    > uno dopo l'altro. MA E COSì DIFFICILE CAPIRE CHE
    > BASTEREBBE ABBASSARE I PREZZI E CONCEDERE UN Pò
    > DI LIBERTA IN PIù AI CONSUMATORI???? nell'attesa
    > di una risposta torno a chiedermelo: ma dove
    > andremo a finire con questa storia dei diritti
    > musicali?

    Purtroppo sono appoggiati da leggi di m*rda e gente che non capisce che così facendo chiuderanno anche i negozi non solo di cd e finirà che l'economia italiana già abbastanza compromessa andrà proprio a p*ttane!!!
    Arrabbiato
    non+autenticato
  • Tutto ciò prende le mosse dall'articolo 73 LDA.
    Proviamo a capirci qualcosa o almeno a ragionarci su?

    Art. 73

    1. Il produttore di fonogrammi, nonché gli artisti interpreti e gli artisti esecutori che abbiano compiuto l'interpretazione o l'esecuzione fissata o riprodotta nei fonogrammi, indipendentemente dai diritti di distribuzione, noleggio e prestito loro spettanti, hanno diritto ad un compenso per l'utilizzazione a scopo di lucro dei fonogrammi

    vedremo al successivo articolo che questo un compenso sarà riconosciuto anche in assenza di lucro, a prescindere per dirla alla Totò.
    Quando o come, allora accade che abbia luogo il compenso?

    a mezzo della cinematografia, della diffusione radiofonica e televisiva, ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite, nelle pubbliche feste danzanti, nei pubblici esercizi ed in occasione di qualsiasi altra pubblica utilizzazione dei fonogrammi stessi.

    Al cinema, quindi, per la radio e la televisone anche via satellite, nelle discoteche o la dove, essendoci le condizioni, si svolge attività di trattenimenti danzanti, nei pubblici esercizi e in qualsiasi altra pubblica utilizzazione dei fonogrammi stessi.
    Importante è sottolineare è il passaggio ai pubblici esercizi:
    I negozi di abbiglimento ma anche le ferramenta, le drogherie o il fruttivendolo sotto casa, non sono pubblici esercizi ma normali esercizi commerciali.
    La differenza è fondamentale, in quanto ad esempio, all'indomani della sentenza di Treviso, il Presidente Chiodaroli dichiarava:

    "Questo provvedimento costituisce una tappa fondamentale e apre la strada al pieno riconoscimento del nostro ruolo a tutela dei diritti connessi al diritto d'autore nei pubblici esercizi".

    potremmo pure esser daccordo con lui, peccato che vendere braghe non è come mescere birra.
    Non contento però, il nostro Presidente aggingeva:
    "Con questa sentenza - spiega Chiodaroli - si conferma in via definitiva che, oltre che con la Siae, occorre avere un contratto con Scf per diffondere regolarmente musica di sottofondo in qualunque luogo aperto al pubblico".

    No caro Chiodaroli, la legge dice: "ed in occasione di qualsiasi altra pubblica utilizzazione dei fonogrammi stessi." e scusate la differenza!
    L'articolo comunque, continua:

    L'esercizio di tale diritto spetta al produttore, il quale ripartisce il compenso con gli artisti interpreti o esecutori interessati.

    Punto fondamentale, il produttore esercita il diritto che gli arriva dalla SIAE in virtù della licenza concesso all'utilizzatore che così può legalmente utilizzare il diritto. La SIAE e solo la SIAE può incassare dall'utilizzatore.
    Chiodaroli, giutamente dal suo punto divista, plaude alla sentenza di Treviso (900 eurocirca in 3 anni) ma dimentica di citare tutte le altre sentenze o provvedimenti che esplicano in modo chiaro "l'iter del diritto"


    2. La misura del compenso e le quote di ripartizione, nonché le relative modalità, sono determinate secondo le norme del regolamento.

    3. Nessun compenso è dovuto per l'utilizzazione ai fini dell'insegnamento e della comunicazione istituzionale fatta dall'Amministrazione dello Stato o da enti a ciò autorizzati dallo Stato.

    Art. 73-bis

    1. Gli artisti interpreti o esecutori e il produttore del fonogramma utilizzato hanno diritto ad un equo compenso anche quando l'utilizzazione di cui all'art. 73 è effettuata a scopo non di lucro.

    2. Salvo diverso accordo tra le parti, tale compenso è determinato, riscosso e ripartito secondo le norme del regolamento.

    Una cosa appare chiara dal 73-bis, il compenso di cui si parla è diverso da quello dell'articolo 73.
    Resta anche aperta e secondo me determinate, la questione al punto "dei fonogrammi stessi".

    Massimo
    non+autenticato
  • nel chiedervi comunque scusa per la grammatica del post sopra (sempre di corsa, sempre a pezzi, sempre con i minuti contati) volevo aggiungere una cosa.

    Chiodaroli dice che la sentenza di Treviso mette in evidenza come, oltre alla SIAE, si debba avere un contratto anche con terzi soggetti. Non è vero.
    Chiedete a qualsiasi "utilizzatore" di quelli visti qui (un gestore di locale, un editore radiofonico) l'unica licenza è quella SIAE, altre la normativa non ne prevede.
    E' possibile che Chiodaroli si rifesse a qualcosa d'altro.

    Insomma, avrei voluto aggiungere questo passaggio:

    "Ma non solo, per "trasmettere" o per "eseguire in publlico" il contratto o licenza è uno solo, ed è rilasciato in via esclusiva dalla SIAE e come dice la normativa, tale licenza comprende i diritti d'autore e i connessi."

    Massimo
    non+autenticato
  • Forse questo non è il luogo adattto per una disquisizione giurisprudenziale e dottrinale sui diritti connessi però, caro massimo, nei tuoi ragionamenti vi sono dei punti che mi lascian perplesso.
    Chiodaroli parla di contratto e tu dici che l'unica licenza è quella Siae. Ma in questo non vi è contrasto, la Siae è un ente di diritto pubblico, se non hai la licenza chiama i carabinieri e ti fa chiudere. Scf invece è un ente privato, quindi se anche forse denomina "licenze" i contratti con gli utilizzatori è chiaro che si tratta di cosa diversa dalla licenza siae. Se non hai un contratto con scf niente forze dell'ordine ma solo una causa (lunga) e eventualmente il riconoscimento del diritto dei produttori a essere compensati per l'utilizzo di musica da parte di negozianti, radio etc.
    Sul fatto che (mi pare di capire) secondo te la licenza siae copra anche i diritti connessi... bè, la giurisprudenza è largamente avversa nè la legge è fatta in modo tale da dare una certezza in tal senso, tutt'altro, il testo parla semre esplicitamente di diritti d'autore. a stessa siae con un comunicato circa un anno fa aveva peraltro puntualizzato che pagare la licenza siae NON copre i diritti connessi che la siae non ha mandato a incassare...
    (ronf! scusate ma la materia per forza di cose è un po' complessa da spiegare... Occhiolino)

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Forse questo non è il luogo adattto per una
    > disquisizione giurisprudenziale e dottrinale sui
    > diritti connessi però, caro massimo, nei tuoi
    > ragionamenti vi sono dei punti che mi lascian
    > perplesso.
    > Chiodaroli parla di contratto e tu dici che
    > l'unica licenza è quella Siae. Ma in questo non
    > vi è contrasto, la Siae è un ente di diritto
    > pubblico, se non hai la licenza chiama i
    > carabinieri e ti fa chiudere. Scf invece è un
    > ente privato, quindi se anche forse denomina
    > "licenze" i contratti con gli utilizzatori è
    > chiaro che si tratta di cosa diversa dalla
    > licenza siae. Se non hai un contratto con scf
    > niente forze dell'ordine ma solo una causa
    > (lunga) e eventualmente il riconoscimento del
    > diritto dei produttori a essere compensati per
    > l'utilizzo di musica da parte di negozianti,
    > radio etc.
    > Sul fatto che (mi pare di capire) secondo te la
    > licenza siae copra anche i diritti connessi...
    > bè, la giurisprudenza è largamente avversa nè la
    > legge è fatta in modo tale da dare una certezza
    > in tal senso, tutt'altro, il testo parla semre
    > esplicitamente di diritti d'autore. a stessa siae
    > con un comunicato circa un anno fa aveva peraltro
    > puntualizzato che pagare la licenza siae NON
    > copre i diritti connessi che la siae non ha
    > mandato a incassare...
    > (ronf! scusate ma la materia per forza di cose è
    > un po' complessa da spiegare... Occhiolino)
    >
    Ti ringrazio per il tuo intervento e ti ringrazio di non essere entrato nel tecnico puro, non potrei seguirti, ne ho ho la capacità.
    Il punto focale è che Chiodaroli o la SCF in genere dicono che "per trasmettere legalmente" occorre la licenza/contratto scf. Senza entrare nel tecnico sai bene che ciò non è vero. Per trasmettere o diffondere al pubblico legalmente occorre solo il permesso siae che, almeno nel caso dei locali da ballo che conosco bene, è presupposto alla licenza commerciale sotto forma di Dichiarazione di Inizio Attività dopo di che essa è requisito (non la dichiarazione ma il Permesso).
    Non c'è altra licenza "per diffondere legalmente".
    Ovvio che Chiodaroli parla d'altro, però per cortesia lo chirisca come chiarisca che la SCF "incassa" solo se si è consumato. Cioè se io non utilizzo nulla di SCF a SCF non pago nulla. SCF, quindi, non è il connesso come vogliono farci credere ma SOLO il connesso che rappresenta.

    Qui sotto posto un provvedimento del Tribunale del riesame di Salerno, è solo una frazione piccola ed è solo una delle tante che si sono espresse nel merito.
    Ricordo anche che esistono probabilmente ancora sotto inchiesta una serie di radio di Rieti denunciate per non aver pagato il diritto connesso (denuncia penale), bene mi pare di non rovare nulla sulla LDA a riguardo.

    Per leggerla intera è qui:

    http://www.altalex.com/index.php?idnot=7005

    A fronte di tale ragguaglio normativo, ritiene il Tribunale che rispetto all?emittente radiofonica che trasmetta legittimamente ? in base a licenza SIAE con il versamento dei dovuti compensi ? riproduzioni fonografiche di opere che rientrano nella sfera di tutela demandata alla SIAE stessa, non possa farsi luogo a distinzione tra compensi dovuti per i diritti di autore e quelli per i diritti connessi in quanto i compensi comprendono entrambi; i diversi diritti che spettano agli interpreti ed esecutori sono dovuti dai produttori di fonogrammi o dalle loro associazioni di categoria.

    non+autenticato
  • ... dimenticavo, non so se hai mai letto il contenuto di uno di questi accordi, se vuoi la posto qui o ti do' l'indirizzo dove leggerlo. Si basano su l'art 72 e 73 ... a me sembrano invece contratti di acquisto di un semplice servizio. Lo vuoi ? Lo compri. Non lo vuoi ? Non lo compri...

    E ricordiamoci anche dell'art 180 LDA che c'entra eccome.

    Fammi sapere

    Grazie
    Massimo
    non+autenticato
  • continuo perchè vorrei tenere caldo questo argomento, sempre se mi permetti.

    Ti metto solo il titolo dell'accordo, che già, secondo me, continene degli spunti interessanti.

    CONVENZIONE PER LA CONCESSIONE IN LICENZA DEL DIRITTO DI RIPRODUZIONE E COMUNICAZIONE DI FONOGRAMMI IN DISCOTECHE, SALE DA BALLO E LOCALI DI INTRATTENIMENTO (ART. 72 - 73 LEGGE DIRITTO D?AUTORE 633/41) tra S.C.F. ? SOCIETA? CONSORTILE FONOGRAFICI Via Santa Tecla n. 5 ? 20122 Milano e ASSO-INTRATTENIMENTO Via Tosarelli n. 360 ? 40050 Villanova di Castenaso (BO) Milano, 25 Ottobre 2004

    "licenza", "diritto" "articoli" .... dimmi tu, che ne pensi.

    Massimo
    non+autenticato
  • e siccome chi mi vuole bene dice spesso che un rompiballe mica da ridere aggiungo un altro passaggio del "contratto", attenzione...
    "
    c) ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e sue successive modificazioni (nel seguito ?L.d.A.? ), chiunque intenda procedere alla duplicazione ed alla comunicazione al pubblico di Fonogrammi di titolarità dei produttori fonografici deve acquisire apposita licenza onerosa concernente distintamente, ai sensi dell?art. 72, il diritto di riproduzione nonché, ai sensi dell?art. 73, il diritto di comunicazione al pubblico, comprensivo della quota spettante agli artisti interpreti o esecutori interessati, nonché ogni altra licenza dovuta da terzi, con particolare ma non esclusivo riferimento ai compensi ed ai consensi richiesti dalla SIAE; d) SCF, per il tramite di ASSOINTRATTENIMENTO, intende concedere in licenza agli Esercenti Associati, alle condizioni ed ai termini nel seguito previsti, sia il diritto di riprodurre sia il diritto di comunicare al pubblico, i Fonogrammi di titolarità dei Mandanti, al fine di consentire agli Esercenti Associati di diffondere musica - con scopo di lucro - all?interno dei locali di loro proprietà o comunque da essi gestiti; "

    Ragioniamo terra terra, l'articolo 73 dice che il produttore ha diritto ad un compenso, non dice che il produttore ha diritto di licenziare ... "il diritto di comunicazione".
    Il produttore quindi dal l'art 73 si deve aspettare che qualcuno lo paghi per l'uso del supporto e non che qualcuno vada da lui perchè egli rialsci ilpermesso ad utilizzarlo.

    Non sono un giurista ma, credo e spero, scemo neppure.

    Massimo
    non+autenticato
  • andiamo avanti fedele al mio postare apezzi (chiedo scusa ma altro non posso fare)

    Andiamo ora a vedere la licenza SIAE per le webradio, saprai che anche alle webradio sarebbe richiesta questa ulteriore presunta licenza scf di cui all'art 73.
    Va detto che quella che segue è l'unica licenza che serve per "trasmettere", fatta quella si può legalmente "accendere la radio" o "aprire il locale". Non ne esistono altre perchè la legge stabilisce che nell'ambito del suo compito istituzionale è la sola SIAE che rialscia e gestisce queste licenze.

    All'articolo 1 delle condizioni generali si legge:

    Art.1 - Diritti concessi.
    1.1) La SIAE autorizza il Titolare dell'Autorizzazione a:
    a) riprodurre all?interno di una banca dati i file contenenti le opere del repertorio musicale tutelato dalla SIAE (art.13 L.d.A.);

    il punto a mi autorizza a "riprodurre", a fissare su altro supporto cioè, l'opera che sarà ogetto di trasmissione.
    Non dovrò quindi chiedere nulla all'art 72 in quanto già pagato e autorizzato. Le radio tradizionali accedono ad questa ECCEZIONE grazie ad uno specifico articolo della LDA, la possiamo chiamare "copia tecnica" e va distrutta conclusa la sua funzione. La discoteca, invece, non può accedere alla copia tecnica se non passando dall'articolo 72 e, quindi, dall'autorizzazione del proprietario. Va detto che il 99,99% delle discoteche non usano dischi ma ingaggiano DJ.


    b) comunicare al pubblico tali opere musicali attraverso le reti telematiche e/o di telecomunicazione, mettendole
    a disposizione in modalità webcasting radiofonico in maniera che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente (art.16 L.d.A.)

    il punto b) mi autorizza alla comunicazione, l'articolo come vedi è il 16 e non il 73 ed è qui licenziato e non sui fogli della scf.

    1.2) Per webcasting radiofonico si intende la messa a disposizione ai soli fini di una programmazione
    predefinita, senza possibilità per l?utente di richiedere l?ascolto di una determinata opera o di una successione di opere a sua scelta e senza possibilità di interagire in alcun modo con le programmazioni offerte.

    Niente richieste, quindi.

    1.3) La presente Autorizzazione non consente il downloading di opere musicali intere o di frammenti di tali opere, effettuato a qualsiasi titolo, anche gratuito, e non copre i servizi a richiesta che permettono all?utente di agire sulla composizione del programma ai fini della sua modifica o personalizzazione o di selezionare parti del programma per l?ascolto al momento da lui voluto. Per lo svolgimento di questi servizi dovrà essere richiesto alla SIAE altro tipo di licenza, che sarà rilasciata a condizioni diverse da quelle previste dalla presente Autorizzazione.

    Niente dowloading


    1.4) La presente Autorizzazione è limitata al Sito indicato in premessa e non copre la comunicazione e la
    messa a disposizione del pubblico delle opere a mezzo di link a tale Sito effettuate da parte di altri siti, i cui titolari dovranno ottenere a tal fine una distinta, specifica autorizzazione della SIAE.

    Solo il sito oggetto della licenza.


    Io la domanda l'ho fatta più volte ma mai ha ottenuto risposta:
    a cosa serve questa licenza scf se già ce l'ho e dalla siae e visto che non uso "i tali fonogrammi" ma o altri o copie autorizzate?

    Grazie a chiunque saprà pazientemente rispondermi
    Intantoper non saper ne leggere ne scrivere, io non firmo e attendo

    Massimo
    non+autenticato
  • sempre in attesa A bocca aperta

    vorrei ora porre alla vostra attenzione un altro passaggio secondo me interessante.
    L'articolo 73, citato nelle licenze scf, abbiamo detto, indica il diritto a ricevere un compenso (nulla c'entra il diritto alla comunicazione al pubblico) null'altro.
    L'art 73-bis, un equo compenso per gli utilizzi senza scopo di lucro.
    L'entità dei compensi vengono stabiliti dal Regolamento (della SIAE naturalmente, quale se no?)

    Già questo da solo dovrebbe far pensare ma vediamo cosa dice una licenza scf, quella dedicata alle web radio, questa volta.

    ART. 3 - MODALITÀ DI UTILIZZAZIONE DELLE REGISTRAZIONI FONOGRAFICHE

    Il Licenziatario sarà inoltre tenuto a:

    a) non rendere noto anticipatamente il momento nel quale verranno messe a disposizione del pubblico determinate Registrazioni Fonografiche, indicandone il titolo, o l?album di appartenenza o il nome dell?artista. La presente clausola non esclude peraltro la possibilità di segnalare al pubblico che, in un periodo di tempo futuro ma non specificato, verranno messe a disposizione le opere di un determinato artista;

    b) non mettere a disposizione del pubblico in ciascun arco temporale di 3 (tre) ore:

    - più di 3 (tre) differenti Registrazioni Fonografiche facenti parte di un unico album, e più di 2 (due) di esse consecutivamente;
    - più di 4 (quattro) differenti Registrazioni Fonografiche appartenenti ad un determinato artista, o facenti parte di una qualsiasi compilation di brani, e più di 3 (tre) di esse consecutivamente;

    c) non predisporre le sequenze di Registrazioni Fonografiche in modo tale che esse siano parte:
    - di una sequenza già registrata e archiviata di durata inferiore a 5 (cinque) ore;
    - o di una sequenza già registrata e archiviata di durata pari o superiore a 5 (cinque) ore, che sia messa a disposizione del pubblico per più di 2 (due) settimane;
    - o di una sequenza, messa a disposizione del pubblico in modalità continua (looped), di durata inferiore a 3 (tre) ore;

    d) non predisporre le sequenze di Registrazioni Fonografiche in modo tale che esse siano parte di un programma, identificabile, nel quale le Registrazioni Fonografiche siano proposte in un ordine predeterminato, a meno che non si tratti di una sequenza già registrata e archiviata, o di una sequenza in modalità continua (looped) che sia messa a disposizione del pubblico:
        - più di 3 (tre) volte per un periodo - preannunciato al pubblico - di 2 (due) settimane [nel caso di sequenze di durata inferiore ad 1 (una) ora];
        - più di 4 (quattro) volte per un periodo - preannunciato al pubblico - di 2 (due) settimane [nel caso di sequenze di durata pari o superiore ad 1 (una) ora];


    Non mi pare che l'articolo 73 e/0 73 bis stabilisca limitazioni ne dica che esse possono essere poste?

    Io non so dove sia tutta sta giuruisprudenza in merito, tutto ciò che sono riuscito a trovare a sempre dato torto ragione a chi si è trovato denunciato....

    Massimo
    non+autenticato
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