Partita l'eBay del software, ma non è eBay

Salesforce crea un bazar del software, un servizio di commercio elettronico on demand, per vendere e comprare applicativi aziendali. E lo lancia con squillo di fanfare e ottimismo alle stelle

San Francisco (USA) - Aria di cambiamenti nel mondo del software per il Customer Relationship Management: Oracle ha mosso le acque dei mercati internazionali con l'acquisto di Siebel, ed il CEO di Salesforce ha colto immediatamente l'occasione per annunciare un ambizioso progetto online: AppExchange, già ribattezzata come "la eBay del software".

Il nuovo bazar elettronico si baserà sulla vendita al dettaglio e "on demand" di strumenti informatici per aziende ed uffici: dalle utilità per la pianificazione del marketing fino agli applicativi per i call-center. Marc Benioff ha le idee chiare e prende come punto di riferimento iTunes, Amazon ed eBay: "Cosa accadrebbe se ci fosse una comunità online dove le società possono acquistare e vendere software compatibile con i nostri servizi CRM?". Eccola qui: AppExchange permetterà di acquistare su richiesta applicazioni personalizzate ed addirittura "create sul momento".

L'ambizioso progetto annunciato da Benioff, peraltro già disponibile in versione "beta", partirà ufficialmente da questo inverno. AppExchange completa la lungimirante visione di Benioff: creare una sorta di ambiente operativo online, modulare ed espandibile. Tutti gli applicativi offerti da Salesforce, infatti, gireranno esclusivamente sulla piattaforma proprietaria sviluppata da questo marchio.
Gli utenti potranno decidere se acquistare singolarmente le varie offerte aggiuntive, ottenibili attraverso abbonamenti o pagamenti elettronici. I portavoce di Salesforce fanno sapere che i partner privilegiati del programma saranno i vecchi clienti: ma c'è da rallegrarsi, perché per il momento AppExchange offre circa 35 programmi gratuiti per l'uso individuale.

Attraverso un'interfaccia online particolarmente dettagliata ed accessibile, il CEO di Salesforce è sicuro di conquistare nuovi clienti provenienti da qualsiasi settore: "Con i nostri servizi, qualsiasi ramo di un'azienda può aumentare la produttività", si legge in una nota ufficiale rilasciata dal team di AppExchange.

C'è fermento nel mondo del software CRM: come conferma DestinationCRM, portale di riferimento per questo scoppiettante campo informatico, la creatività di iniziative come quella di Benioff e soci è quasi utopica. Secondo alcuni esperti del settore, tuttavia, "questi sogni, incredibilmente creativi, si dovranno comunque scontrare con i problemi della realtà: il sistema offerto da Salesforce deve fare i conti con il supporto ed il mantenimento dei vari applicativi offerti". Problemi che, sicuramente, affliggono qualsiasi prodotto informatico.

Tommaso Lombardi
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12 Commenti alla Notizia Partita l'eBay del software, ma non è eBay
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  • Le mini recensioni degli applicativi fatte dagli "utenti" spontaneamente... sembrano i farfugli in codice markettaro di sapore Dilbertiano.
    Esempio: "Channel Management will enable an organization to maximize the revenue generating capacity of their partner channels!!" e cose del genere.
    non+autenticato
  • http://www.rentacoder.com

    Lo fa da anni, e non si mette all'asta il software, ma veri e propri team di sviluppo, che devono giocare al ribasso sulle richieste e sulle specifiche che i clienti postano.
  • Beh . io non mi fiderei di un programmatore che abbia il tuo nick Sorride

    Rischio di trovarmi tutto un albero di directory cancellato Sorride
    non+autenticato
  • in diretta concorrenza con India giusto?

    Chissa' perche' poi si incavolano tanto le varie lobby quando andiamo a comprare le Nike o i Rolex cinesi...
    non+autenticato
  • Ki cakkio li ha mai sentiti nominare, perchè usare nomi come eBay e Itunes per farsi pubblicità!!!

    Non può riuscire troppo utopistico!!


    Il software aziendale richiede tempo, cervelli e tanto denaro!!!
    non+autenticato
  • Siete sicuri che in realta' che per grand parte del programma si possano riutilizzare gli stessi algoritmi?

    Forse il primo l'obiettivo da raggiungere dovrebbe essere non quello di creare un programma completo, ma degli ottimi (e pertanto anche universali) algoritmi.

    Una volta ottenuto questo punto per fare il programma basterebbe utilizzare i vari algoritmi opportuni a seconda delle eseigenze.

    E poi la smettessero i legislatori di fare leggi impossibili .. tutto sarebbe piu' facile.

  • - Scritto da: AnyFile
    > Siete sicuri che in realta' che per grand parte
    > del programma si possano riutilizzare gli stessi
    > algoritmi?
    >
    > Forse il primo l'obiettivo da raggiungere
    > dovrebbe essere non quello di creare un programma
    > completo, ma degli ottimi (e pertanto anche
    > universali) algoritmi.
    >
    > Una volta ottenuto questo punto per fare il
    > programma basterebbe utilizzare i vari algoritmi
    > opportuni a seconda delle eseigenze.
    >
    quello che chiedi è il fondamento della programmazione ad oggetti (volgare evoluzione della programmazione strutturata). in teoria funziona, in pratica no, ovvero è estremamente costoso fare in modo che funzioni.
    nella realtà spesso i veri programmatori riutilizzano funzioni che con il tempo diventano fodnalentali nei loro programmi.
    ma nella programmazione tutto è opinabile non esisitono vie certe ne risultati sicuri ma solo buoni o cattivi programmatori.

    > E poi la smettessero i legislatori di fare leggi
    > impossibili .. tutto sarebbe piu' facile.
    ????????
    non+autenticato
  • In realta' io mi riferivo piu' in astratto, cioe' ad inventare un sistema per risolvere un dato problema. Non mi riferivo ad una vera e propria funzione di libreria da linkare.

    Ad esempio esistono libri di algoritmi che spiegano come trovare il minimo comune denominatore, a generare un numero casuale , ecc. Quello che si spiega in questi libri e' come far funzionare il meccanismo, non come scrivere materialemnte la funzione (beh .. in certi c'e' anche questa)

    Quello che io mi chiedo e' come sia possibile che veramente ogni persona/azienda abbia bisogno di una soluzione veramente personale.

    D'altra parte so benissimo che ad utilizzare programmi scritti senza avere in menta la situazione particolare si ingenerano dei problemi.

    Forse appunto la mia domanda prima ancora dovrebbe essere come mai esistono cosi' tante sistuazioni particolari.

    D'altra parte se ci fossero delle soluzioni standard molto vantaggiose (sia vantaggiose nel senso che costano poco, sia nel senso che ad adottarle si hanno dei vantaggi) non dovrebbe essere difficile adottarle.

    Invece si resta ancora molto legati alle procedure stabilite molti anni addietro.

    Ad esempio io non ha mai visto nessuno utilizzare le procedure EDI per inviare ordini di merce o simili (quello che vedo fare e' che uno scrive a mano l'ordine nel computer, lo stampa, lo trasmette via fax e poi ci deve essere uno che leggeil fax e reimmette in un altro computer i dati).

    In altri casi simili invece la standarizzazione invece c'e' stata: in quasi tutti i supermercati si utilizzano i codici a barra EAN-13.

    Inoltre, penso che questa mia opinione sia ragionevole, che gran parte della difficolta' sia dovuta alla nostra normativa (leggi, regolamenti, ecc), che sia cambiano in continuazione sia gia' in queste leggi sono contenute una miriade di distinzioni, eccezioni, esenzioni, casi particolari, ecc.
  • Quindi quello di cui tu stai parlando, e' la creazione di "moduli" da agganciare ....ma cio' significa che dovrebbe esserci un minimo comune denominatore a tutti i programmi che si dovrebbero creare.....e per la legge di Murphy cio' non esiste a meno che' di non creare dei singoli moduli suddivisi da 1 singola funzione l'una....A bocca aperta
    non+autenticato
  • No io non sto parlando di moduli e non ho proposto di farli piu' piccoli.

    Sto parlando di quello che viene prima della scrittura di un codice.

    Prima di scrivere un programma, bisogna sapere cosa fargli fare.

    Ad esempio se volglio ordinare un inseme di numeri ci sono svariati sistemi che si sono mostrati efficienti (quick sort, shell, ...). Con questi nomi non mi riferisco alle funzioni di libreiria che implementano questi algoritmi, ma proprio agli algortmi.

    Non solo ci vorrebbero anche in questo caso degli algoritmi standars, ma prima ancora ci vorrebbe un po' piu' di uniformita' (ad esempio legislativa, invece la nostra legislazione sforna eccezioni, esenzioni, ecc.) in questo argomento.
  • non credo alle applicazioni create in fretta e furia.
    Il software serio richiede molto tempo, un'applicazione grossa anche 5 anni di sviluppo.
    non+autenticato
  • Non mi meraviglio, Salesforce è uno dei peggiori CRM in circolazione.
    non+autenticato