Robopattuglie al confine tra le due Coree

Il governo di Seoul lancia un progetto per rimpiazzare le guardie di confine con robot da combattimento. Avranno armi e saranno comandati da postazioni remote

Seoul - La rivoluzione silenziosa della robotica bellica investe anche la Corea del Sud: l'esercito di Seoul sorveglierà le frontiere settentrionali con un esercito di robot. Gli automi sostituiranno i classici soldati di vedetta: macchine cinomorfe, simili a grossi mammiferi di metallo, pattuglieranno i delicatissimi territori che separano i due stati della penisola coreana, tuttora in guerra. Il governo sudcoreano spera così di ridurre del 25% gli effettivi del proprio esercito ed imprimere una forte accelerazione alla ricerca tecnologica.

I dettagli sul progetto sono ancora segreti, ma qualche indiscrezione è trapelata dalla stampa locale e da telegrafici comunicati governativi. I ricercatori sudcoreani svilupperanno macchine da guerra dall'aspetto vagamente cinomorfo. Dotati di ruote o di arti meccanici, i robot potranno muoversi su una notevolissima varietà di terreni.

Individuare profughi, supervisionare un passaggio, scoprire esplosivi: le divisioni di robofanteria potranno fare questo ed altro, grazie ad una interfaccia di controllo remota. I tecnici dell'esercito potranno inoltre programmare i robot ed assegnare alle macchine un ampio margine di autonomia operativa. Ma l'asso nella manica delle robopattuglie sudcoreane non sarà l'estrema flessibilità, quanto la capacità di affrontare combattimenti a fuoco.
Infatti il ministro della difesa intende sviluppare robot difensivi in grado di uccidere, equipaggiati di tutto punto con armi per aggressioni a distanza ravvicinata. Le forze armate sudcoreane ne inizieranno la sperimentazione e l'uso già a partire dal 2006 e diventeranno il primo esercito al mondo dotato di robot terrestri potenzialmente ostili.

Lo sviluppo di questi robot, che avrà un costo iniziale di circa 30 milioni di euro, è stato affidato ad un laboratorio di ricerca interministeriale guidato dall'elite accademica nazionale. I ministri di Seoul credono che la Corea del Sud abbia le carte in regola per diventare il polo d'attrazione più importante per lo studio e lo sviluppo di robot da guerra. Un settore allettante, che Seoul intende sfruttare per creare nuovi posti di lavoro nel settore informatico ed elettronico.

Molti altri paesi sviluppati, capeggiati dall'Australia, hanno recentemente varato ambiziosi progetti di ricerca e sviluppo nel campo della robotica bellica. La Corea del Sud spera di conquistare una posizione di rilevanza nel mercato internazionale entro il 2013, anno in cui, tra l'altro, l'agenzia di ricerca EMBrain ha previsto il "boom" dell'industria robotica nazionale.

Tommaso Lombardi
TAG: corea
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