Cina: smettetela di parlare di censure

Per la prima volta il regime pechinese risponde ufficialmente all'ondata di indignazione che ha circondato le più severe misure contro la libertà di espressione online

Pechino - La questione è semplice: tutti i paesi regolano l'accesso e la funzionalità dei nuovi media e così intende fare il governo cinese. A dichiararlo è stato il portavoce del ministero degli Affari esteri di Pechino, Qin Gang, che con poche battute ha cercato di minimizzare e svalutare il nuovo imponente giro di vite varato dal governo.

"Qualsiasi media in qualsiasi paese - ha dichiarato Qin - deve seguire leggi e regolamenti. Ogni paese nel Mondo regolamenta Internet e i media in base alle leggi. E' solo naturale, non c'è motivo di farne un caso".

Qin, che si è ben guardato dal parlare di giornalisti condannati a 10 anni di carcere o degli infiniti casi di censura abbattutisi su blogger e utenti internet, non ha però voluto entrare nel dettaglio delle ultimissime novità varate dal regime, come la "piattaforma di riferimento" che dovrà standardizzare le notizie pubblicate online dai siti cinesi.
Ciò che però è più significativo nella dichiarazione di Qin, è il fatto che il regime abbia voluto in questo modo prendere atto pubblicamente dell'esistenza di critiche dentro e fuori dalla Cina per le politiche adottate da Pechino.

Come noto, secondo le nuove norme, chi pubblicherà informazioni online dovrà non solo ottenere una autorizzazione delle autorità ma anche assicurarsi che non mettano a repentaglio la sicurezza nazionale o che non disturbino "l'ordine sociale". Regolamenti, insomma, come dice Qin.
TAG: censura
104 Commenti alla Notizia Cina: smettetela di parlare di censure
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  • assolutamente vero, internet fa paura a tutti.
    tanto e' vero che sul suo controllo stanno lavorando alacremente stati uniti/UK e cina/cuba, gli stati occidentali non hanno alcun motivo di rimproverare la cina per la censura su internet, men che meno l'italia dopo casi come autistici inventati.

    la differenza sta nel modo in cui vengono condotte le perquisizioni ma e' questione di lana caprina.

    idea:
    se internet puo' favorire il crollo del regime cinese, e quindi puo' ancheaiutare le stanche democrazie consolidate a ritrovare se stesse, perche' non favorire la creazione di infrastrutture per l'anonimato on line?

    ah gia' i terroristi, quelli inglesi vestiti da irakeni
    o quelli cosmopoliti della CIA

    succhiami l'IP grande fardello
    non+autenticato
  • Ammettiamo pure che ogni paese regolamenta internet (anche da noi, a quanto pare...e non leggermente!)e che , quindi, anche il governo Cinese, abbia diritto di fare la stessa cosa. Il problema non è questo ma la mancanza di libertà ( che non vuol dire , assenza di regole, ovviamente) che in Cina, è sempre stata una realtà , anticamente e sino al 1911 con l'ultima Imperatrice e più avanti, dalla nascita, nel 1949, della Repubblica Popolare di Cina. Questa mancanza di libertà ,si è estesa anche a Internet, che per antonomasia , è il mezzo di comunicazione più rapido e diffuso. Si dice che " A casa sua, ciascuno è Re" , nel senso che ogni Paese , si amministra come meglio crede. Ma mi sembra proprio che la grande Cina, non possa certo vantarsi di essere un Paese democratico...
                                                                        Il Musico
  • Ammettiamo cosa ? un corno !
    In Cina usano la tortura
    in Cina non rispettano i diritti umani
    ecc. ecc.

    quindi sarebbe meglio che il 'mondo civile' protestasse attivamente per cambiare questi comportamentio criminosi, altro che vedere solamente la Cina come un grande e promettente mercato commerciale !

    Bleah !
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    .
    >
    > quindi sarebbe meglio che il 'mondo civile'
    > protestasse attivamente per cambiare questi
    > comportamentio criminosi, altro che vedere
    > solamente la Cina come un grande e promettente
    > mercato commerciale !
    >
    > Bleah !
    Si,maper farlo bisogna non essere mercanti....

  • - Scritto da: Paul Atreides
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > .
    > >
    > > quindi sarebbe meglio che il 'mondo civile'
    > > protestasse attivamente per cambiare questi
    > > comportamentio criminosi, altro che vedere
    > > solamente la Cina come un grande e promettente
    > > mercato commerciale !
    > >
    > > Bleah !
    > Si,maper farlo bisogna non essere mercanti....

    sempre mejo che essere comunisti
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >

    > > > Bleah !
    > > Si,maper farlo bisogna non essere mercanti....
    >
    > sempre mejo che essere comunisti
    è una bella lotta. tu probabilmente sei convinto che ci sia una grande differenza
    non+autenticato
  • scusate ma perchè parlare di come si tiene una nazione quando noi italiani non lo sappiamo neanche.

    EH!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > scusate ma perchè parlare di come si tiene una
    > nazione quando noi italiani non lo sappiamo
    > neanche.

    Come no ??? Questi forum sono pieni di taxisti, baristi e operai che sanno esattamente come andrebbero fatte le cose !!! Peccato solo che non abbiano abbastanza precedenti penali per riuscire ad entrare in parlamento.Occhiolino
    non+autenticato
  • E' incredibile lo stupore generato da tale notizia: ma cosa vi aspettavate???? Che ammettessero le loro colpe e che di colpo instaurassero la democrazia nel loro paese????
    La Cina ormai è una dittatura neoliberista colorata di rosso.E' ovvio, essendo una dittatura, che censuri qualsiasi forma d'opposizione.Ed è ovvio che poi mobilitino la propaganda e tal singnore Qin, per far bella figura e giustificare le loro azioni ( con il motto: tutti lo fanno, quindi siamo nel giusto ).Vedo anche che alcuni si chiedono, come mai non ci sono proteste contro la Cina? Bè, semplicemente perchè non gliene frega niente a nessuno.Ai giovani d'oggi ( che in teoria dovrebbero essere la forza propulsiva delle proteste ) interessano al massimo i nuovi prodotti cinesi, ma non di certo la realtà sociale e politica di quel paese.Sono tutti troppo impegnati a vestirsi con Versace e a sfaciare i bidoni quando la loro squadra di calcio perde.In fondo, avete mai visto manifestazioni imponenti per le varie guerre in Africa o i loro popoli sofferenti??? Cmq la situazione cinese è anche alimentata dall'Occidente, che con le sue care multinazionali ( oltre 500 ) da una bella mano alla dittatura e contribuisce allo suo sviluppo.Ma ovviamente tutto ciò fa comodo ai nostri gruppi economici.Così possono sfruttare gli operai e guadagnare somme immense.Non so se le multinazionali apprezzerebbero molto, una democrazia e i sindacati in Cina.Cmq presto il modello cinese sarà esportato anche da noi, anzi l'operazione è già in corso.....

    G.B
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > E' incredibile lo stupore generato da tale
    > notizia: ma cosa vi aspettavate???? Che
    > ammettessero le loro colpe e che di colpo
    > instaurassero la democrazia nel loro paese????
    > La Cina ormai è una dittatura neoliberista
    > colorata di rosso.E' ovvio, essendo una
    > dittatura, che censuri qualsiasi forma
    > d'opposizione.Ed è ovvio che poi mobilitino la
    > propaganda e tal singnore Qin, per far bella
    > figura e giustificare le loro azioni ( con il
    > motto: tutti lo fanno, quindi siamo nel giusto
    > ).Vedo anche che alcuni si chiedono, come mai non
    > ci sono proteste contro la Cina? Bè,
    > semplicemente perchè non gliene frega niente a
    > nessuno.Ai giovani d'oggi ( che in teoria
    > dovrebbero essere la forza propulsiva delle
    > proteste ) interessano al massimo i nuovi
    > prodotti cinesi, ma non di certo la realtà
    > sociale e politica di quel paese.Sono tutti
    > troppo impegnati a vestirsi con Versace e a
    > sfaciare i bidoni quando la loro squadra di
    > calcio perde.In fondo, avete mai visto
    > manifestazioni imponenti per le varie guerre in
    > Africa o i loro popoli sofferenti??? Cmq la
    > situazione cinese è anche alimentata
    > dall'Occidente, che con le sue care
    > multinazionali ( oltre 500 ) da una bella mano
    > alla dittatura e contribuisce allo suo
    > sviluppo.Ma ovviamente tutto ciò fa comodo ai
    > nostri gruppi economici.Così possono sfruttare
    > gli operai e guadagnare somme immense.Non so se
    > le multinazionali apprezzerebbero molto, una
    > democrazia e i sindacati in Cina.Cmq presto il
    > modello cinese sarà esportato anche da noi, anzi
    > l'operazione è già in corso.....
    >
    > G.B

    Mah, non so quanti anni abbia tu, io ne ho 27 ma mi sento ancora compreso nella categoria "giovani d'oggi", se non altro perché, nel mio piccolo, cercavo di dare il mio contributo alla lotta contro regimi come quello cinese anche più di 10 anni fa; non sono tifoso, quindi non ho una squadra di calcio per cui bruciare i bidoni in caso di sconfitta, ma m'interessano molto i prodotti cinesi, davvero: per evitare di comprarli se mi è possibile; quanto detto per i prodotti cinesi comprende anche quelli di multinazionali che producono o comunque fanno affari in cina (se voglio un motore di ricerca vado su google, non su yahoo, ad esempio: se avete un'alternativa più moralmente corretta vi prego di segnalarmela); per tornare ai bidoni: non è vero che si bruciano solo per il calcio, ci sono anche quelli per l'idiozia di bush, l'antipatia di berlusconi, per difendere il diritto ad occupare un edificio non tuo... è vero, di bidoni per protestare contro la dittatura fascista (o comunista, fate un po' voi) cinese proprio non ce n'è...
    non+autenticato
  • "La questione è semplice: tutti i paesi regolano l'accesso e la funzionalità dei nuovi media e così intende fare il governo cinese A dichiararlo è stato il portavoce del ministero degli Affari esteri di Pechino..."

    Confondere accesso/funzionalita' con contenuti e' grave.... loro regolamentano e controllano pesantemente i contenuti ma ora non tirate fuori la foto di PapaRatzinger , i siti nazisti ecc...
    Semplicemente non c'e' paragone
  • - Scritto da: Alessandrox
    > Confondere accesso/funzionalita' con contenuti e'
    > grave.... loro regolamentano e controllano
    > pesantemente i contenuti ma ora non tirate fuori
    > la foto di PapaRatzinger , i siti nazisti ecc...
    > Semplicemente non c'e' paragone

    Tu dici? Ma dimmi... non c'è paragone perché non impedisce a te di esprimere il tuo parere?

    Certo... in Cina il controllo e l'elenco di cose proibite è più massiccio, ma questo mica rende più giusta la censura in Italia...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Alessandrox
    > "La questione è semplice: tutti i paesi regolano
    > l'accesso e la funzionalità dei nuovi media e
    > così intende fare il governo cinese A dichiararlo
    > è stato il portavoce del ministero degli Affari
    > esteri di Pechino..."
    >
    > Confondere accesso/funzionalita' con contenuti e'
    > grave.... loro regolamentano e controllano
    > pesantemente i contenuti ma ora non tirate fuori
    > la foto di PapaRatzinger , i siti nazisti ecc...
    > Semplicemente non c'e' paragone

    E' vero non c'e' paragone: usare i mezzi di uno stato (ovvero le nostre tasse) per punire le critiche ad un capo di una confessione religiosa di minoranza qualche e' la Chiesa Cattolica, e' veramente molto peggio di un governo che attua il controllo sulla informazione.
    La verita' e' che la Chiesa non si tocca in Italia, altro che critiche al partito comunista cinese.
    E se cosi' non e', voglio vedere quando verra' impiegata la magistratura italiana le forze dell'ordine per chi fa satira contro l'Ayatollah Ali Khamenei o contro il Patriarca della Chiesa Ortodossa di Mosca.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Alessandrox
    > > "La questione è semplice: tutti i paesi regolano
    > > l'accesso e la funzionalità dei nuovi media e
    > > così intende fare il governo cinese A
    > dichiararlo
    > > è stato il portavoce del ministero degli Affari
    > > esteri di Pechino..."
    > >
    > > Confondere accesso/funzionalita' con contenuti
    > e'
    > > grave.... loro regolamentano e controllano
    > > pesantemente i contenuti ma ora non tirate fuori
    > > la foto di PapaRatzinger , i siti nazisti ecc...
    > > Semplicemente non c'e' paragone
    >
    > E' vero non c'e' paragone: usare i mezzi di uno
    > stato (ovvero le nostre tasse) per punire le
    > critiche ad un capo di una confessione religiosa
    > di minoranza qualche e' la Chiesa Cattolica, e'
    > veramente molto peggio di un governo che attua il
    > controllo sulla informazione.
    > La verita' e' che la Chiesa non si tocca in
    > Italia, altro che critiche al partito comunista
    > cinese.
    > E se cosi' non e', voglio vedere quando verra'
    > impiegata la magistratura italiana le forze
    > dell'ordine per chi fa satira contro l'Ayatollah
    > Ali Khamenei o contro il Patriarca della Chiesa
    > Ortodossa di Mosca.

    Annoiato
    non+autenticato
  • invece se fosse una "confessione religiosa di maggioranza"... è forse il numero di fedeli rispetto alla popolazione a dare o meno dignità ad una qualunque fede? tu sei di maggioranza quindi non ti si può toccare, tu sei di minoranza, quindi è del tutto lecito dire qualunque cosa sul tuo conto... la libertà religiosa è un diritto tanto quanto quello di parola, ma coinvolge una sfera molto più delicata e intima: condannare della satira (forse un po' volgare, ma è solo un parere) a danno del pontefice è un eccesso di zelo, limitare la libertà di più di un miliardo di cinesi è comunismo, ops, ho sbagliato, volevo dire fascismo (e ricordiamoci che quella cinese è la cittadinanza di maggioranza, in Cina...)
    non+autenticato
  • http://www.internazionale.it/home/

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    Caldamente consigliato.Occhiolino
    non+autenticato
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