mercoledì 5 ottobre 2005

L'Italia verso un Wi-Fi più libero

Pur con enorme ritardo, è stato presentato il decreto che renderà possibile coprire il paese in banda larga wireless. Più scelte per i consumatori. Per una volta applaudono tutti. L'analisi di Lidis.it

Roma - Connettività wireless a banda larga ovunque: quello che fino a ieri per gli italiani era un miraggio, oggi diventa una prospettiva. Il ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi ha infatti presentato il decreto che supera gli ostacoli posti da quello del 2003, firmato del predecessore Maurizio Gasparri, alla diffusione in tutto il paese del Wi-Fi e delle tecnologie broad band wireless.

Non solo, il decreto spinge anche per la realizzazione di un ambiente di connettività senza fili che sia omogeneo e che possa avvalersi di accordi tra gli operatori per consentire il roaming tra le loro reti, offrendo agli utenti una reale mobilità. Molti gli scenari che si aprono, c'è chi dice "finalmente", come il via libera al Wireless Local Loop ossia alla possibilità di adottare per la terminazione di telefonia e connettività una tecnologia senza fili ma anche ad una serie di nuovi servizi da parte delle pubbliche amministrazioni.

Non è un caso che i primi a sottolineare l'importanza del nuovo decreto siano stati i provider di Assoprovider, che in questi anni si è spesa in una grande quantità di iniziative per riuscire a far liberare questo nuovo veicolo delle tecnologie della comunicazione. In una nota, Assoprovider ha specificato come il passaggio essenziale del decreto presentato da Landolfi sia proprio nella rimozione degli ostacoli che limitavano l'attivazione dei servizi wi-fi a locali aperti al pubblico o ad aree confinate a frequentazione pubblica.
Secondo Assoprovider con questo decreto il mercato della connettività potrà aprirsi più di quanto poteva accadere in precedenza, offrire nuovi strumenti per combattere il digital divide e "restituire dignità e valore economico a quelle aree che fino a ieri erano pesantemente discriminate dalla mancanza cronica di quei servizi a larga banda ormai assolutamente essenziali non solo ad imprese e enti pubblici ma anche allo sviluppo del telelavoro, agli istituti scolastici, agli studenti e a moltissime altre categorie, tra cui i disabili e gli invalidi".

Assoprovider ha anche annunciato che insieme alle imprese del commercio, del turismo e dei servizi verrà realizzata una mappa della copertura reale della banda larga in Italia, per consentire agli operatori Wi-Fi di "concentrare maggiormente gli sforzi per portare internet via radio anche in quelle aree del paese dove l'esigenza è più sentita ed il divario maggiore".

Apprezzamento per il decreto è stato dichiarato anche dall'altra associazione dei provider, AIIP, che si dichiara favorevole all'estensione delle aree di copertura, ma anche dall'associazione Anti Digital Divide che riferendosi al decreto ha parlato della "nascita del figlio più atteso". Secondo l'Associazione ora 15 milioni di utenti italiani digital divisi in quanto tagliati fuori dalle tradizionali tecnologie broad band possono iniziare a sperare.

Di seguito l'analisi dettagliata del decreto firmata da Fulvio Sarzana di S.Ippolito, giurista (Lidis.it) e, in terza pagina, l'intero testo del decreto.
TAG: 
CONDIVIDI: