mercoledì 5 ottobre 2005

L'Italia verso un Wi-Fi più libero

Pur con enorme ritardo, è stato presentato il decreto che renderà possibile coprire il paese in banda larga wireless. Più scelte per i consumatori. Per una volta applaudono tutti. L'analisi di Lidis.it

Roma - Dopo quasi due anni e mezzo dall'emanazione del ben noto decreto del Ministero delle Comunicazioni del 28 maggio 2003, che autorizzava l'offerta al pubblico dei servizi di connettività Wi-Fi, limitandone però, con grande disappunto degli operatori del settore (in particolare dei piccoli e medi Internet Service Provider), l'ambito di utilizzo nei "locali aperti al pubblico o in aree confinate a frequentazione pubblica", ieri mattina il Ministro delle Comunicazioni On. Mario Landolfi ha firmato un decreto che rivoluziona l'assetto normativo in materia di connettività wireless. Dopo tanta attesa, vediamo dunque quali sono le principali novità.

Le disposizioni contenute nel decreto sono strutturabili in due parti: la prima (art. 1) apporta delle modifiche al testo del decreto 28 maggio 2003, mentre la seconda (artt. 2-4) introduce delle nuove disposizioni che, come vedremo in seguito, rivestono una fondamentale importanza per garantire l'efficacia delle nuove norme.

Analizziamo ora nel dettaglio le modifiche apportate al testo del 28 maggio 2003: in primo luogo viene "abolito" il divieto a fornire il servizio fuori da "locali aperti al pubblico o aree confinate a frequentazione pubblica". Ad oggi, dunque, il servizio può essere fornito su tutto il territorio nazionale, e questa è sicuramente la novità più importante ed attesa.
L'altra modifica, anche questa rilevante ai fini dell'efficacia della norma, riguarda la possibilità di interconnettere gli access point appartenenti al medesimo operatore: nella versione precedente del testo, infatti, veniva esplicitamente consentita solo l'interconnessione tra access point appartenenti alla medesima Radio LAN, e per di più limitatamente allo stesso locale aperto al pubblico o area confinata a frequentazione pubblica. Ora è invece consentito all'operatore di interconnettere gli access point della propria rete senza limitazioni geografiche e, dunque, sarà possibile creare delle reti completamente wireless di dimensioni geografiche assai importanti.

Veniamo ora alle nuove disposizioni introdotte dal decreto del 4 ottobre 2005: l'art. 2, in particolare, introduce due principi fondamentali per lo sviluppo del mercato della connettività wireless: il comma 1 stabilisce che i soggetti autorizzati all'offerta al pubblico di connettività wireless ai sensi dell'art. 3 del decreto ministeriale del 28 maggio 2003, come modificato decreto del 4 ottobre 2005, debbano acconsentire in maniera non discriminatoria ad ogni ragionevole richiesta di accesso indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, ai sensi del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259.

Lo scopo di questa disposizione è quello di evitare che il mercato si frammenti in una miriade di Radio LAN gestite da operatori diversi, che utilizzino modalità di accesso diverse gli uni dagli altri. Superato lo scoglio normativo, infatti, rimane da superare quello "commerciale", ovvero la necessità di acquistare le credenziali di accesso da un operatore diverso ogni volta che ci si sposta dalla copertura della Radio LAN di un operatore a quella di un altro operatore. Il roaming, dunque, pare l'unica soluzione attuabile per consentire al cliente "nomade" di utilizzare al meglio il proprio abbonamento Wi-Fi. E' indubbio infatti che, nella scelta tra un operatore ed un altro, l'aspetto "copertura del territorio" rivestirà un ruolo fondamentale.

Altra importante disposizione è quella contenuta nel comma 2 dell'art.2, che garantisce il c.d. "diritto d'antenna": la norma, infatti, stabilisce che i titolari di diritti concessori o di esclusiva (a qualsiasi titolo) che operano in locali aperti al pubblico o in aree confinate a frequentazione pubblica, devono consentire alla più ampia pluralità di soggetti l'istallazione e l'esercizio di infrastrutture Radio LAN a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie. Non sarà dunque possibile impedire agli operatori di installare le proprie apparecchiature in virtù di qualsivoglia diritto di esclusiva; al contrario bisognerà consentire indiscriminatamente l'accesso ai siti ubicati in locali aperti al pubblico o in aree confinate a frequentazione pubblica a condizioni "eque, trasparenti e non discriminatorie".

Un'ultima annotazione in merito alla sperimentazione: ai sensi dell'art. 3 del decreto, le imprese già autorizzate alla sperimentazione del servizio Wi-Fi "ultimo miglio" dovranno cessare l'attività di sperimentazione entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del decreto.

In conclusione si può affermare che le richieste degli ISP siano state accolte: la speranza, ora, è che queste norme, benché tardive, consentano ai brillanti imprenditori del nostro Paese di recuperare il tempo perduto, realizzando reti che portino in fretta ad una netta riduzione del digital divide.
A questo punto, tuttavia, anche in considerazione delle recenti norme anti-terrorismo approvate nell'ambito del c.d. Decreto Pisanu, non ci si può esimere dal far alcune riflessioni: la prima è che, nel settore dell'innovazione tecnologica e delle comunicazioni, si sta evidenziando un'Italia a due velocità. Così come, infatti, alcune amministrazioni statali puntano sull'affermazione delle nuove tecnologie, altre puntano sull'esigenza di sicurezza e di prevenzione.

Il problema è che, come è successo nel settore del wi-fi, le due esigenze potrebbero non coincidere: mentre il decreto sul wi-fi rimuove una situazione di oggettivo impedimento all'implementazione delle nuove tecnologie, consentendo la fruizione da parte di una platea molto ampia di cittadini, delle tecnologie di connettività e puntando quindi sulla creazione di economie su base locale, la disciplina di prevenzione del terrorismo puntando sull'esigenza di sicurezza e sfruttando le "paure" inconsce di ognuno di noi, sembra introdurre principi in grado di frenare questa spinta alla modernizzazione tecnologica del paese, instaurando un meccanismo di centralizzazione e controllo su cui è lecito esprimere più di un dubbio.

La produzione normativa imperniata sull'esigenza di tutela a ogni costo rivela tutti i limiti della legislazione dell'emergenza, primo fra tutti quello di non tenere in considerazione il contesto economico in cui operano le nuove norme. La legislazione antiterrorismo, infatti, sembra ignorare la crisi economica che sta colpendo indiscriminatamente il mercato delle tecnologie e che sta impedendo al nostro paese di sviluppare nel settore dell'ict un terreno più favorevole allo sviluppo delle piccole e medie imprese.

Si avverte inoltre la sensazione che, per tutelarci da un pericolo incombente, siamo costretti a dover introdurre tecnologie e procedure che ostacolano la creazione di un mercato e i cui costi possono essere sostenuti solo da chi, per le dimensioni e per la forza di "suasion" rappresentata dal potere economico, è in grado di far fronte ai rilevanti costi di prevenzione. E' pur vero che in tutti i periodi storici di forte insicurezza sociale corrispondono interpretazioni distorte da parte di chi vuole ottenere scopi ulteriori sfruttando i bisogni collettivi, ma raramente accade che questa distorsione possa derivare come risultato non voluto da provvedimenti statali che con il lodevole intento di tutelare i cittadini ne finiscano per limitare la libertà di movimento, di pensiero e di libertà economica. Ed è proprio quello che si rischia applicando in maniera indiscriminata il cd Decreto Pisanu.
E' per questo motivo che la disciplina oggi approvata in tema di wi fi si segnala per un'impostazione illuminata e conscia del reale contesto tecnologico in cui la norma stessa deve operare. La norma, infatti, sembrerebbe (il condizionale è d'obbligo n.d.r.) orientare gli operatori verso una altro modello di mercato, più vicino alle realtà locali.

Fra i risultati più importanti che si possono segnalare vi è soprattutto quello secondo cui sarà possibile, ad esempio, costituire società di scopo da parte dei singoli comuni, potenziando i servizi pubblici locali e fornendo agli imprenditori delle zone interessate uno strumento di business; sarà possibile costituire nuove società con risorse relativamente limitate ed esercitare la libertà d'impresa anche e soprattutto in quelle zone d'Italia dove è più semplice guadagnarsi da vivere aprendo una ditta che trovare lavoro come lavoratore dipendente; sarà in fine possibile costituire centri d'eccellenza nel settore tecnologico che diffondano la cultura d'impresa capillarmente sfruttando le potenzialità del partenariato pubblico-privato.

Auguriamoci, a questo punto, che i fautori di una Italia a due velocità non costringano il legislatore a tirare nuovamente il freno a mano.

Avv. Fulvio Sarzana di Sant'Ippolito
Lidis.it
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114 Commenti alla Notizia L'Italia verso un Wi-Fi più libero
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  • In Svizzera c'è la connessione dovunque nelle città ma per connettersi occorre accendere un mutuo. Roba riservata a managers, impreditori e ricchi. Conoscendo le nostre amate compagnie telefoniche voglio proprio vedere come saranno popolari i prezzi.
    non+autenticato
  • come da topic.... speria non costi troppo... per la velocità mi sembra che non ci siano problemi... a quanto viaggia una connessione wi fi standard?

    grassie
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > come da topic.... speria non costi troppo... per
    > la velocità mi sembra che non ci siano
    > problemi... a quanto viaggia una connessione wi
    > fi standard?
    >
    > grassie

    un provider locale (BG) mi ha detto che hanno soluzioni da 1,5 - 6 e 34MBps

    l'offerta dovrebbe partire da novembre
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > come da topic.... speria non costi troppo... per
    > > la velocità mi sembra che non ci siano
    > > problemi... a quanto viaggia una connessione wi
    > > fi standard?
    > >
    > > grassie
    >
    > un provider locale (BG) mi ha detto che hanno
    > soluzioni da 1,5 - 6 e 34MBps
    >
    > l'offerta dovrebbe partire da novembre

    34 Mbps mi pare un po' troppo; non per altro
    gli standard del wifi sono l'802.11b che va ad 11 Mbit/s che poi effettivi saranno 6 circa, e l'802.11g che va a 54 Mbit/s di cui effettivi poi sono circa 22...apposta dico che 34 mi pare una sparata..a meno che non ti portino più apparati...
    non+autenticato
  • manca la liberalizzazione delle reti civiche, la possibilità per i comuni di crearsi una rete wi-fi se nessun operatore autorizzato ritiene remunerativa la copertura del teritorio.
    non occorrono grandi competenze e costi per creare una rete wi-fi.
    entro i raggi e le potenze trasmissive previste, si dovrebbe consentire anche ai cittadini di creare u a rete wi-fi dal basso e pubblica
    non+autenticato

  • -senza reti civiche il wi-fi si appoggerà all'adsl di telecom o ai cavi in fibra ottica di fastweb.
    l'utente vedrà solo la bolletta dell'operatore wi-fi,flat intorno ai 20 euro al mese.l'operatore dovrrà pagare un canone a telecom ofastweb per l'uso della loro rete.

    se fosse davvero libero, i cittadini potrebbero dotarsi di antenne-ripetitori che creano reti da collegare tra loro per accedere a nternet gratuitamente.
    l'antenna wi-fi non sarebbe allacciata all'adsl\fibra ottica, ma a un altro ripetitore wi-fi
    non+autenticato
  • sono uno dei tanti non coperto da adsl... non vorrei che come sempre belle parole e poi.... e magari cominceranno dai centri abiatati.... Perplesso

    volevo solo sapre se ci sono delle date, dei tempi prestabiliti... o ci vorranno secoli? grassie

    ciao

    ps. per la sicurezza... azz che casino... non credovo che ci fosse così paranoia in giro... non avrete di certo cose "altamente spaventose" nei vostri pc...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > sono uno dei tanti non coperto da adsl... non
    > vorrei che come sempre belle parole e poi.... e
    > magari cominceranno dai centri abiatati.... Perplesso

    Bhè dal deserto è improbabileOcchiolino scusa la battuta..ma sicuramente partiranno da zone non coperte; anche per avere utenti certi piuttosto che sbattere contro la concorrenza di telecom & co.


    > volevo solo sapre se ci sono delle date, dei
    > tempi prestabiliti... o ci vorranno secoli?
    > grassie

    Dipende anche da voi..nel senso che ora la tua zona può contattare un wisp e chiedere di essere coperta..poi dipende dal wisp; però se ti presenti con 50 possibili utenti direi che in un mese ti coprono; se non parli invece...aspetta e spera come si suol dire...



    > ciao
    >
    > ps. per la sicurezza... azz che casino... non
    > credovo che ci fosse così paranoia in giro... non
    > avrete di certo cose "altamente spaventose" nei
    > vostri pc...


    La sicurezza è più che adeguata..non si usa wep.

    Si usa wpa-aes, alcuni usano kerberos, altri fanno delle vpn..insomma..ce ne sono tante...
    non+autenticato
  • premetto che io di wireless e sicurezza wireless praticamente zero assoluto... m'informerò... cmq è così veloce la cosa? sei sicuro? magari... certo... nel mio paese saremo in 10 se va bene... nel comune forse in 50... chissà... sperin ben! a kel si!
    non+autenticato
  • quali sono questi Wisp da contattare ??Qualcuno ne conosce?? Grazie

  • - Scritto da: zumo
    > quali sono questi Wisp da contattare ??Qualcuno
    > ne conosce?? Grazie

    Dipende dalla zona in cui abiti.

    A livello nazionale c'è Truecom, poi c'è megabeam, wify company (che però va di satellitare..indi..schifo), poi ydea a roma, 2 bite in abruzzo, ica-net in piemonte...altre non me ne ricordo...di sicuro evita come la peste silkwinet..se qualcuno di proponesse..come dire...tecnicamente parlando..defanculali.

    Comunque maggiori info le hai anche su www.antidigitaldivide.org; come utenti sono quelli che più hanno spinto per il wifi, di sicuro avranno maggiori info di me.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Comunque maggiori info le hai anche su
    > www.antidigitaldivide.org; come utenti sono
    > quelli che più hanno spinto per il wifi, di
    > sicuro avranno maggiori info di me.

    Anche per voi ecco le prime statistiche del nostro censimento sulle zone coperte e non dalla banda larga.
    http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=mo...

    Ora più che mai abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti,tranne di quelli che hanno già partecipato,grazie A bocca aperta

  • - Scritto da: Faus74
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Comunque maggiori info le hai anche su
    > > www.antidigitaldivide.org; come utenti sono
    > > quelli che più hanno spinto per il wifi, di
    > > sicuro avranno maggiori info di me.
    >
    > Anche per voi ecco le prime statistiche del
    > nostro censimento sulle zone coperte e non dalla
    > banda larga.
    > http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=mo
    >
    > Ora più che mai abbiamo bisogno dell'aiuto di
    > tutti,tranne di quelli che hanno già
    > partecipato,grazie A bocca aperta
    io sono della Lombardia ,in provincia di Cremona e abbiamo l'adsl a 5/6 km dal paese

  • - Scritto da: zumo
    > > Anche per voi ecco le prime statistiche del
    > > nostro censimento sulle zone coperte e non dalla
    > > banda larga.
    > >
    > http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=mo
    > >
    > > Ora più che mai abbiamo bisogno dell'aiuto di
    > > tutti,tranne di quelli che hanno già
    > > partecipato,grazie A bocca aperta
    > io sono della Lombardia ,in provincia di Cremona
    > e abbiamo l'adsl a 5/6 km dal paese

    Sai dove trovarci,puoi anche censire la tua zonaA bocca aperta

  • - Scritto da: zumo
    >
    > - Scritto da: Faus74
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > Comunque maggiori info le hai anche su
    > > > www.antidigitaldivide.org; come utenti sono
    > > > quelli che più hanno spinto per il wifi, di
    > > > sicuro avranno maggiori info di me.
    > >
    > > Anche per voi ecco le prime statistiche del
    > > nostro censimento sulle zone coperte e non dalla
    > > banda larga.
    > >
    > http://www.antidigitaldivide.org/modules.php?op=mo
    > >
    > > Ora più che mai abbiamo bisogno dell'aiuto di
    > > tutti,tranne di quelli che hanno già
    > > partecipato,grazie A bocca aperta
    > io sono della Lombardia ,in provincia di Cremona
    > e abbiamo l'adsl a 5/6 km dal paese


    che culo che hai
    io abito in provincia di BG, ho l'adsl a 3-400 metri

    il bello è che è un quartiere unico, solo che la metà è sotto un'altra centrale, siamo il Bronx del paese

    PS: ho già segnalato il mio paese ad ADD
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > PS: ho già segnalato il mio paese ad ADD

    Ottimo,grazie mille Sorride
  • Mi viene un dubbio: se gli operatori potranno fornire servizio di connettività su entrambe queste fascie di frequenze, non creeranno disturbo alle nostre reti domestiche (che normalmente viaggiano sulle 2.4Ghz) ?

    Michele
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Mi viene un dubbio: se gli operatori potranno
    > fornire servizio di connettività su entrambe
    > queste fascie di frequenze, non creeranno
    > disturbo alle nostre reti domestiche (che
    > normalmente viaggiano sulle 2.4Ghz) ?
    >
    > Michele


    Ottima domanda..la risposta è SI, però sul 2.4 hai 14 canali (o 13..vabè cambia poco); quindi se magari hai un WISP in zona che va sul canale 1, a cui di solito è settato l'ap domestico, puoi andare o sul 6 o sull'11 che funzionano comunque bene e hai risolto il problemaOcchiolino
    non+autenticato


  • > > disturbo alle nostre reti domestiche (che
    > > normalmente viaggiano sulle 2.4Ghz) ?
    >
    >
    > Ottima domanda..la risposta è SI, però sul 2.4
    > hai 14 canali (o 13..vabè cambia poco); quindi se
    > magari hai un WISP in zona che va sul canale 1, a
    > cui di solito è settato l'ap domestico, puoi
    > andare o sul 6 o sull'11 che funzionano comunque
    > bene e hai risolto il problemaOcchiolino

    Uhm... ok, ma se devono esserci 5 canali di "scarto" per evitare interferenze per chi abita in centro o in una zona commerciale (dove ovviamente opereranno più ISP), la vedo grigia per la rete domestica. A meno che non esistano altre soluzioni...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > > > disturbo alle nostre reti domestiche (che
    > > > normalmente viaggiano sulle 2.4Ghz) ?
    > >
    > >
    > > Ottima domanda..la risposta è SI, però sul 2.4
    > > hai 14 canali (o 13..vabè cambia poco); quindi
    > se
    > > magari hai un WISP in zona che va sul canale 1,
    > a
    > > cui di solito è settato l'ap domestico, puoi
    > > andare o sul 6 o sull'11 che funzionano comunque
    > > bene e hai risolto il problemaOcchiolino
    >
    > Uhm... ok, ma se devono esserci 5 canali di
    > "scarto" per evitare interferenze per chi abita
    > in centro o in una zona commerciale (dove
    > ovviamente opereranno più ISP), la vedo grigia
    > per la rete domestica. A meno che non esistano
    > altre soluzioni...


    Prima cosa ti invito a leggerti il post delle 23.07, è davvero ottimo e completo riguardo alle possibili interferenze, l'unica nota è che se non ricordo male ora per i radioamatori la potenza si è abbassata per tutti a 10 W dopo l'unificazione delle due patenti.

    Riguardo al tuo dubbio, non è che DEVONO esserci 5 canali di scarto..è solo che l'1 il 6 e l'11 sono i canali che funzionano meglioOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Mi viene un dubbio: se gli operatori potranno
    > fornire servizio di connettività su entrambe
    > queste fascie di frequenze, non creeranno
    > disturbo alle nostre reti domestiche (che
    > normalmente viaggiano sulle 2.4Ghz) ?

    Sui 2,4 GHz non ci sono solo le comunicazioni wi-fi. Il Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze, nota 43: "Le bande di frequenze 2.400-2.500 MHz (frequenza centrale 2.450 MHz) sono anche utilizzate dagli apparecchi per applicazioni industriali, scientifiche e medicali (ISM). I servizi di radiocomunicazione operanti in queste bande devono accettare i disturbi pregiudizievoli che possono verificarsi a causa delle citate applicazioni."

    Si prosegue con la nota 156: "Le bande di frequenze 2.368-2.372 MHz, 2.440-2.450 MHz e 2.468-2.483,5 MHz sono utilizzate per ponti radio di collegamento a sussidio della radiodiffusione sonora privata con canalizzazione a passi di 200 kHz".

    Ed infine la nota 160: "Nella banda 2.450-2.690 MHz il Ministero della difesa può utilizzare frequenze per i sistemi audio/video per collegamenti con aeromobili."

    Senza dimenticare il servizio di radioamatore e radioamatore via satellite che può arrivare (in teoria) a potenze di 500 watt, nella porzione da 2,3 a 2,45 GHz.

    Quindi si tratta di un bel calderone di segnali che inevitabilmente possono andare in collisione...
    non+autenticato
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