Cassandra Crossing/ Ma chi la vuole la privacy?

di Marco A. Calamari - Basta una piccola indagine sugli strumenti di difesa della privacy che gli utenti mantengono in rete per rendersi conto della realtà: se ne parla ma non si mette in atto. E Clarke sbarca a Milano

Roma - Premetto che questo pezzo sarà un po' come gli spot di "Carosello" (quello vero, di una volta); una bella storiellina con la pubblicità alla fine. Ieri ho avuto l'idea di verificare quante sono le persone od enti che fanno qualcosa di pratico per la privacy in Rete. Non mi riferisco ad utenti che gestiscono con diligenza la privacy della loro posta, ad amministratori di sistema che trattano con coscienza i dati loro affidati, né tanto meno ad uffici statali che vigilano sulle misure minime di sicurezza, od a legislatori che sfornano norme che rispettano e tutelano la privacy. Di queste persone non ce ne sono evidentemente abbastanza.

La verifica ha invece riguardato coloro che mettono a disposizione loro risorse (tempo, computer, banda) per rendere disponibili quei server che permettono di tutelare la privacy in Rete. Nella quasi totalità dei casi si tratta di iniziative alla portata dei singoli, purché abbiano una connessione ad Internet quasi permanente ed un po' di tempo da dedicarvi.

Risultato? Numeri incredibilmente piccoli: c'è quasi da stupirsi che la privacy, seppur per pochi, sia in Rete ancora possibile. Qualche esempio, riferito all'intero pianeta:
- i remailer anonimi Mixmaster (server che consentono di mandare posta senza rivelare l'identità del mittente) sono 45
- i remailer anonimi Mixminion (server sperimentali più avanzati) sono 41
- i gateway verso Freenet (una rete di pubblicazione e lettura anonima di documenti) sono 3, ed i nodi della intera rete sono poche centinaia
- i server di pseudonimi (server che consentono di creare identità virtuali in rete) sono 7, oltretutto spesso malfunzionanti
- i nodi Tor (una rete di proxy per la navigazione web anonima) con una banda bastevole a renderli utili sono 90.

Altre reti di server (Mute, Ant, GNUNet, Dark) sono ancora in gestazione o sono morte senza riuscire ad uscire dallo stato di semplice esperimento.

Non è stato ovviamente possibile scremare questi numeri della frazione, probabilmente molto consistente, di risorse "false" gestite da stati totalitari, polizie, servizi segreti, sette religiose liberticide o semplici rompiscatole, che non sono di utilità ma ovviamente dannose per il funzionamento di questi sistemi.

Ed inoltre, quante persone matematici, informatici, programmatori, scrivono algoritmi e software liberi ed open source per la privacy (e sottolineo il "liberi ed open source!" ad un livello qualitativo non da dilettanti?
Stima difficile, anche perché qualitativa; un tentativo? Probabilmente tra 10 e 20.

Considerando i 6.200.000.000 di esseri umani (approssimati per difetto) che occupano il pianeta ed i 500.000.000 che più o meno possono accedere alla Rete c'è' da meravigliarsi che ancora esistano risorse utilizzabili.

Ma non è questa l'occasione per fare appelli, già tante volte ripetuti pure su queste pagine.

E dove è la pubblicità allora? Consiste semplicemente in una segnalazione.
Due "guru" della privacy in Rete, cioè due tra le poche persone che hanno sia prodotto che innovato in questo settore, saranno tra pochi giorni contemporaneamente in Italia, nell'ambito di SMAU/e-Academy. Sono state invitate dal Progetto Winston Smith e terranno alcuni seminari avanzati sulle tecnologie per la privacy.

Si tratta di Ian Clarke, "babbo" di Freenet, fondatore dell'omonimo progetto e grande esperto di reti peer-to-peer, e di Nick Mathewson, autore sia di Mixminion che di Tor e probabilmente uno dai massimi ricercatori nel campo della teoria dell'anonimato.

Se il 22 ottobre passate da Milano, perché non andate a sentirli? Sarebbero sicuramente ore spese bene.

Marco A. Calamari

I precedenti interventi di M.A.C. sono disponbili qui
TAG: privacy
50 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Ma chi la vuole la privacy?
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  • Personalmente non sono alla ricerca dell'anonimato.

    Ritengo che le ricerche produttive e innovative (che come tutti i risultati della tecnica e della scienza non sono ne' buone ne' cattive, ma e' solo l'uso che se ne fa ad attriburgli l'aggettivo) dei due signori siano il terreno fertile per azione che per necessita' richiedono l'ombra: tipicamente attivita' illecite.

    I cosiddetti dati sensibili (dove abito, la mia religione, per chi voto, il mio stato di salute, che siti frequento) e anche cosa scrivo per email ai miei amici, sono cosi' poco importanti rispetto alla salvaguardia della mia Vita (intesa non solamente come tutela "fisica" contro eventuali atti terroristici, ma anche rispetto della etica e della dignita' del genere umano, al quale appartengo) che non avendo nulla da nascondere a nessuno (nemmeno allo Stato ed alle sue intercettazioni telefoniche...) mi importa poco se qualcuno - che oltretutto non mi conosce nemmeno di persona - ha la mia identita' digitale piu' intima.


    non+autenticato
  • perche` e` quello che usano tutti e perche` se lo trova nel pc

    se volete la crittografia e l'anonimato per la massa dovete infilarlo nei pc venduti (facendo in modo che entro pochi mesi lo stiano usando tutti, un po' come accade di volta in volta per le versioni di windows)

    questo significa modificare i programmi di microsoft sfortunatamente dato che la massa usa quelli... ma anche modificare in generale molti protocolli, usanze e convenzioni della rete
    (a cominciare dal fatto che per default e` tutto trasmesso in chiaro con tutte le piu` comuni applicazioni..)

    fintanto che essere anonimi e crittografati significa "installa tor"/"installa pgp", nessuno lo fara` a parte i soliti pochi illuminati.

    e comunque sarebbero inculati dal primo che passa perche` con la situazione ridicola della sicurezza odierna serve ben di piu` che installare 4 programmini per stare un minimo sicuri.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > come da titolo
    Se non lo sai, evidentemente puoi permetterti di farne a meno...Triste
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > come da titolo

    a cosa serve il rispetto?
    non+autenticato
  • sicuramente la privacy non e' argomento molto gettonato
    in questo periodo: sia perche' non tutti la pensano come te
    e preferiscono perdere la privacy pur di avere una qualche forma di controllo che prevenga eventuali atti di terrorismo,
    sia perche' potrebbe essere usata per altri fini.

    Ora supponiamo che qualcuno abbia qualche progetto nel cassetto per la libera informazione/circolazione anonima di contenuti nella rete.
    Per realizzarlo ha bisogno di tempo e di finanziatori ..
    Il primo si trova, ma il secondo ? Quanti sono disposti a investire dei soldi in questo campo ? i due citati nell'articolo sono ricercatori, e chi non e' tale ma deve lavorare per portare a casa la pagnotta, come fa ?
    samu
    506

  • - Scritto da: samu
    > sicuramente la privacy non e' argomento molto
    > gettonato
    > in questo periodo: sia perche' non tutti la
    > pensano come te
    > e preferiscono perdere la privacy pur di avere
    > una qualche forma di controllo che prevenga
    > eventuali atti di terrorismo,
    > sia perche' potrebbe essere usata per altri fini.
    >
    > Ora supponiamo che qualcuno abbia qualche
    > progetto nel cassetto per la libera
    > informazione/circolazione anonima di contenuti
    > nella rete.
    > Per realizzarlo ha bisogno di tempo e di
    > finanziatori ..
    > Il primo si trova, ma il secondo ? Quanti sono
    > disposti a investire dei soldi in questo campo ?
    > i due citati nell'articolo sono ricercatori, e
    > chi non e' tale ma deve lavorare per portare a
    > casa la pagnotta, come fa ?

    Non fa nulla! e lavora sempre di piu' per le "tasche altrui" che di pagnotta ne anno gia' a sufficenza! Occhiolino

    Il modo piu' semplice per pensare "solo alla pagnotta" e a niente altro si chiama schiavitu' ... e per oggi basta! adesso vai a raccogliere il cotone!
    non+autenticato
  • Il punto e' che ormai che usiamo solo quello che ci dice la pubblicita', a meno che non ci serve. A parte la diffusione dei client p2p (scaricare gratis) e delle immagini pornografiche non vedo questa gran vitalita' in internet. Conosco tanti laureati che usano internet e non sanno cos'e' Firefox. E oggi ben 2 professionisti mi hanno confessato di ignorare che domenica ci fossero le primarie dell'Unione.

    Chiaro che la privacy e' un discorso per pochi, non adatto alla massa. L'unica speranza di vederla emergere e' proprio la chiusura di software p2p ufficiali che costringano gli utenti a svegliarsi e ad adottare quelli ancora funzionanti, ovvero quelli che tutelano la privacy.

  • - Scritto da: an0nim0
    > Il punto e' che ormai che usiamo solo quello che
    > ci dice la pubblicita', a meno che non ci serve.
    > A parte la diffusione dei client p2p (scaricare
    > gratis) e delle immagini pornografiche non vedo
    > questa gran vitalita' in internet. Conosco tanti
    > laureati che usano internet e non sanno cos'e'
    > Firefox. E oggi ben 2 professionisti mi hanno
    > confessato di ignorare che domenica ci fossero le
    > primarie dell'Unione.
    >
    > Chiaro che la privacy e' un discorso per pochi,
    > non adatto alla massa. L'unica speranza di
    > vederla emergere e' proprio la chiusura di
    > software p2p ufficiali che costringano gli utenti
    > a svegliarsi e ad adottare quelli ancora
    > funzionanti, ovvero quelli che tutelano la
    > privacy.

    Io lo sapevo che c'erano, ma non ci vado perchè per esprimere la tua preferenza devi sborsare 1 euro.
    Ovviamente non è la cifra, che è irrisoria, a fare inca**are, ma il fatto che chiedano dei soldi a me per qualcosa che serve a loro. Ok i costi di organizzazione ci sono, ma avrei preferito un banchetto dove fare donazioni spontanee, di euro ce ne avrei messi anche 10 (neanche questi un cifrone).
    non+autenticato

  • - Scritto da: an0nim0
    > Il punto e' che ormai che usiamo solo quello che
    > ci dice la pubblicita', a meno che non ci serve.
    > A parte la diffusione dei client p2p (scaricare
    > gratis) e delle immagini pornografiche non vedo
    > questa gran vitalita' in internet. Conosco tanti
    > laureati che usano internet e non sanno cos'e'
    > Firefox. E oggi ben 2 professionisti mi hanno
    > confessato di ignorare che domenica ci fossero le
    > primarie dell'Unione.
    >
    > Chiaro che la privacy e' un discorso per pochi,
    > non adatto alla massa. L'unica speranza di
    > vederla emergere e' proprio la chiusura di
    > software p2p ufficiali che costringano gli utenti
    > a svegliarsi e ad adottare quelli ancora
    > funzionanti, ovvero quelli che tutelano la
    > privacy.

    ma che!
    se funzionassero bene, tutti userebbero quelli.

    perchè preferisco skype? perchè è crittato, tutto qui.

    gli altri non lo sono.

    ma skype è FACILE!

    ants e mute non rendono, altrimenti la gente li avrebbe usati.

    kademlia non è male, no? non so se sia crittata/anonima, ma quantomeno è decentrata quando a nessuno fregava nulla, prima, del decentramento... eppure è alla base delle idee (militari) su cui dovrebbe essere basata internet stessa, no?

    ora torno a sparare cazzate in terrazzo
    non+autenticato

  • - Scritto da: samu

    > Per realizzarlo ha bisogno di tempo e di
    > finanziatori ..
    > Il primo si trova,

    Io invece ho grosse difficolta' in questo.

    >ma il secondo ? Quanti sono
    > disposti a investire dei soldi in questo campo ?
    > i due citati nell'articolo sono ricercatori, e
    > chi non e' tale ma deve lavorare per portare a
    > casa la pagnotta, come fa ?

    Non so io devo lavorare ma lo faccio.

    JM2C.   Marco
    non+autenticato
  • ....i due citati nell'articolo sono ricercatori, e
    > > chi non e' tale ma deve lavorare per portare a
    > > casa la pagnotta, come fa ?
    >
    > Non so io devo lavorare ma lo faccio.
    >
    > JM2C.   Marco


    infatti, sono cavolate le altre.
    il punto è che non esiste uno "skype del gpg"

    come non esiste uno "skype" del p2pfilesharing ... però skype consente anche il trasferimento file ... che è crittato.

    e anche waste (scaricabile da emule e da sourceforge) ...

    quindi chi vuole sa già come fare e questi non devono essere molto bravi, ma solo informati.

    invece per mettere su un SMTP non bastano le due acche di cui parli ... perchè nessuno accetta le comunicazioni provenienti da smtp residenziali... fatti un giro nei net-abuse e vedrai

    configurare un dns e rdns ...

    non si tratta di mettere su un serverino.
    si tratta di VARIE cose e di conoscenza da "semplificare".

    per il p2p di materiale ce n'è a iosa. ed è FACILE.

    crypto for dummies? dove sta?
    non+autenticato

  • -> Il primo si trova, ma il secondo ? Quanti sono
    > disposti a investire dei soldi in questo campo ?
    > i due citati nell'articolo sono ricercatori, e
    > chi non e' tale ma deve lavorare per portare a
    > casa la pagnotta, come fa ?


    senti, io non ci capisco niente di quegli argomenti.
    altrimenti mi sarei dato da fare eccome!!!

    per altri argomenti ho scritto tutorial e seguito come "help desk" in chat un casino di persone.

    tutte felici e formate, che proseguono per la loro strada.

    in alcuni casi si sono fatti dei piccoli batch/script ... ma per questo genere di roba servono programmi più facili.... che io NON SO scrivere!!!

    la pagnotta non serve per fare roba che funziona.
    non è strettamente necessaria.

    cantare si canta, se poi ti pagano lo puoi fare per vivere, ma altrimenti che fai?... smetti di cantare? non ci credo, saresti un meschino.

    e allora dato che di tempo libero ce n'è, se ci si TIENE a quella passione, si può fare anche a tempo perso.

    dimmi che non ci credi e vedrai scomparire sourceforge
    non+autenticato
  • Nessuno cita mai Entropy, nata come alternativa leggera e compatibile a Freenet, che essendo sviluppata in Java è spaventosamente pesante. Questo solo fatto potrebbe essere uno stimolo per più gente ad usarla.

    Questo tipo di reti ha però un problema insito nella tecnologia adottata: funzionano bene solo se si è connessi 24 ore su 24 e credo che siano ancora pochi quelli che tengono il computer sempre acceso...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Nessuno cita mai Entropy, nata come alternativa
    > leggera e compatibile a Freenet, che essendo
    > sviluppata in Java è spaventosamente pesante.
    > Questo solo fatto potrebbe essere uno stimolo per
    > più gente ad usarla.
    >
    > Questo tipo di reti ha però un problema insito
    > nella tecnologia adottata: funzionano bene solo
    > se si è connessi 24 ore su 24 e credo che siano
    > ancora pochi quelli che tengono il computer
    > sempre acceso...

    Se fossero davvero in pochi non ci sarebbe spam! Sorride
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Nessuno cita mai Entropy, nata come alternativa
    > leggera e compatibile a Freenet, che essendo
    > sviluppata in Java è spaventosamente pesante.
    > Questo solo fatto potrebbe essere uno stimolo
    > per più gente ad usarla.

    Entropy non lo conosco, ma Freenet e' spaventosamente lento, difficoltoso da usare (e non solo dall'utente comune ... si configura, si avvia, bene, e poi??), ma la cosa piu' grave e' che si basa sulla java di Sun, e quello e' un errore imperdonabile ... che senso ha fare una rete anonimizzata, con contenuti liberi, con licenza libera, quando poi tutto si appoggia su un prodotto proprietario di cui non si puo' vedere ne' il codice, ne' il comportamento complessivo, mi sembra molto incoerente ...

    L.
    non+autenticato
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