La svolta italiana del software pubblico

di G. Mondi - Il DIT vara il Riuso del software da e per le amministrazioni pubbliche: scenderà la spesa in servizi software ma scenderà anche il peso della PA sull'Erario. Sempre che tutti facciano il proprio dovere

Roma - Sto rileggendo ormai per la seconda volta il comunicato stampa con cui il Dipartimento all'Innovazione ha fatto sapere di aver dato vita al "portale del Riuso". Al contrario di passate occasioni, in cui molte parole si spendevano per dare consistenza al fumo, impresa quanto mai ardua, questa volta la nota diffusa dal DIT non vuol vendere niente e anzi presenta un arrosto. E non è un pranzo a sorpresa, perché il concetto di Riuso del software nella pubblica amministrazione lo avevamo già applaudito quando il ministro all'Innovazione Lucio Stanca all'inizio del suo mandato lo elencava tra le priorità del suo Dipartimento.

Forse non tutti sanno che da sempre le singole amministrazioni dello Stato (ministeri, enti pubblici, enti locali ecc.) sviluppano software proprietario per i propri scopi, senza alcuna intenzione o strumento per condividerlo con le altre amministrazioni. Questo giochino, che pure alimenta il malandato mercato dei servizi software italiani, si rivela per l'Erario una spesa tutt'altro che secondaria. Chiunque conosca il mondo della programmazione e abbia una qualsiasi cognizione di cosa significa res publica non può non considerare i compartimenti stagni tra pubbliche amministrazioni in questo ambito come una onerosa fregatura. È un pesante retaggio del secolo scorso che ogni anno sottrae qualcosa alle tasche di noi tutti.

Il concetto di Riuso, e lo scrivo maiuscolo perché merita rispetto, è tanto semplice da essere rivoluzionario: gli enti pubblici e locali nonché le istituzioni che sviluppano software per gestire e migliorare la propria operatività potranno metterlo sul piatto affinché altri enti pubblici possano prenderne a piacimento, modificarlo laddove serve ed impiegarlo nella propria struttura. La conseguenza a cascata sugli oneri che deve assumersi la PA è evidente: risparmio immediato sugli acquisti per l'amministrazione centrale e, non appena il sistema del Riuso sarà a punto, risparmio diffuso per l'intera amministrazione pubblica italiana.
Unico ma pesante ostacolo sulla via del Riuso è rappresentato dal fatto che gli enti pubblici non sono obbligati a "depositare" in quella che Stanca chiama "banca del riuso" i software che sviluppano. Sono invece tenuti ad esaminare cosa ci sia in quella "banca" prima di procedere a nuovi acquisti. Un meccanismo che, pur promuovendone l'uso, pone qualche punto interrogativo sull'intero progetto, interrogativi che - vista la portata del Riuso - non dovrebbero trovare spazi.

Non resta dunque che affidarsi alla complicata fase procedurale con cui il braccio informatico del Governo, il tuttofare CNIPA, metterà in piedi un Centro di competenza dedicato al Riuso e tutti quegli strumenti che dovrebbero spingere anche il meno evoluto degli amministratori a fare un salto di qualità e riconoscere nella condivisione della conoscenza un valore aggiunto.

Tutta l'operazione si rivela nei fatti una sorta di termometro che dovrà stabilire lo stato di salute della nostra pubblica amministrazione: se l'adesione al progetto sarà scarsa o anche soltanto non entusiastica, di certo sapremo qualcosa di più sulle speranze di rilancio del nostro paese.

Gilberto Mondi

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41 Commenti alla Notizia La svolta italiana del software pubblico
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  • Le strutture pubbliche dovrebbero OBBLIGATORIAMENTE utilizzare formati aperti. Si può discutere sull'adozione di software free, open source o closed, ma sul problema dei formati non c'è spazio per alcuna discussione. Non è accettabile trovare su siti istituzionali documenti .doc (il problema, prima che si tirino in ballo antipatie verso MS, è da analizzare dal punto di vista di un principio generale, non come riferimento all'azienda al momento in posizione più forte). Se si nega questo, si è in malafede.
  • mi sarei aspettato una gigantesca softwarehouse statale opensource che copra ogni bisogno dello stato... non importa se qualcuno viene pagato per lavorarci ed innovare... l'importante è che resti opensource e di proprietà dello stato, che lo Stato ci possa mettere le mani e ridistribuire senza limiti di licenze...

    La regione Umbria crea un motore di correzione ortografica? Perfetto, lo mettiamo in sharing con le altre regioni.
    Ecco che subito la Basilicata, grazie al genio incompreso del ragionier Cagazza , propone una ottima modifica.
    tutti reintegrano, tutti beneficiano, NESSUNO PAGA, tutti guadagnano, la media si alza.

    Ed ecco che la regione Campania si accorge che il modulo per la reimpaginazione crasha per una sciocchezza ... ovvio, lo avevano fatto quelli della regione Lombardia... beh, poco importa, dato che tutto questo sw è dello Stato Italiano... si modifica, si aggiusta... e tutti ne beneficiano.
    Impiegati e strutture sono già pagate... il lavoro andava COMUNQUE svolto ... e viene svolto per la cittadinanza... non c'è un singolo in particolare che imprende... e quindi, è giusto che sia così. Se un lavoro per lo Stato fatto oggi vale per 150 anni... e per tutte le regioni... ben venga, no?

    Ed ecco che spunta la regione Friuli Venezia Giulia ... che , si sa, la grammatica l'hanno inventata loro... e allora che ti fanno? Mettono anche il controllo grammaticale. E tracche! E' per tutti.

    Così avremo a disposizione Parola, il word processor creato dagli italiani per gli italiani. Download gratuito presso www.parola.gov da parte di chiunque loggandosi con il codice fiscale.

    ... ah... sogni.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > mi sarei aspettato una gigantesca softwarehouse
    > statale opensource che copra ogni bisogno dello
    > stato... non importa se qualcuno viene pagato per
    > lavorarci ed innovare... l'importante è che resti
    > opensource e di proprietà dello stato, che lo
    > Stato ci possa mettere le mani e ridistribuire
    > senza limiti di licenze...
    >
    > La regione Umbria crea un motore di correzione
    > ortografica? Perfetto, lo mettiamo in sharing con
    > le altre regioni.

    ma vedi se sviluppi del sw tuo lo può già dara a chi ti pare senza tirare in ballo migrazioni e opensource.



    > Ecco che subito la Basilicata, grazie al genio
    > incompreso del ragionier Cagazza , propone una
    > ottima modifica.

    e perchè il rag. non potrebbe già farlo?

    > tutti reintegrano, tutti beneficiano, NESSUNO
    > PAGA, tutti guadagnano, la media si alza.

    sembra uno slogan....sarà perchè lo è?

    >
    > Ed ecco che la regione Campania si accorge che il
    > modulo per la reimpaginazione crasha per una
    > sciocchezza ... ovvio, lo avevano fatto quelli
    > della regione Lombardia... beh, poco importa,
    > dato che tutto questo sw è dello Stato
    > Italiano... si modifica, si aggiusta... e tutti
    > ne beneficiano.

    puoi benissimo farlo hai mai sentito parlare di programmazione distribuita?

    > Impiegati e strutture sono già pagate... il
    > lavoro andava COMUNQUE svolto ... e viene svolto
    > per la cittadinanza... non c'è un singolo in
    > particolare che imprende... e quindi, è giusto
    > che sia così. Se un lavoro per lo Stato fatto
    > oggi vale per 150 anni... e per tutte le
    > regioni... ben venga, no?

    tanta aria fritta......lo stesso lavoro fatto in closed source ma distribuito vale gli stessi anni solo che non spendi in migrazioni

    >
    > Ed ecco che spunta la regione Friuli Venezia
    > Giulia ... che , si sa, la grammatica l'hanno
    > inventata loro... e allora che ti fanno? Mettono
    > anche il controllo grammaticale. E tracche! E'
    > per tutti.
    >
    > Così avremo a disposizione Parola

    certo lavoriamo sulla parola di un pincopallo anonimo di pi come se già non ne avessimo troppi di fuffettari a gestire l'economia italiana

    >, il word
    > processor creato dagli italiani per gli italiani.
    > Download gratuito presso www.parola.gov da parte
    > di chiunque loggandosi con il codice fiscale.

    non c'è bisogno di migrare per consentire il download è l'uso gratuito di un sw

    >
    > ... ah... sogni.

    fantasie direi...fantasie che si basano su luoghi comuni ed inesattezze
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > mi sarei aspettato una gigantesca
    > > softwarehouse statale opensource che
    > > copra ogni bisogno dello stato... non
    > > importa se qualcuno viene pagato
    > > per lavorarci ed innovare... l'importante
    > > è che resti opensource e di proprietà
    > > dello stato, che lo Stato ci possa
    > > mettere le mani e ridistribuire
    > > senza limiti di licenze...

    > > La regione Umbria crea un motore di
    > > correzione ortografica? Perfetto, lo
    > > mettiamo in sharing con le altre regioni.

    > ma vedi se sviluppi del sw tuo lo può già
    > darE a chi ti pare senza tirare in ballo
    > migrazioni e opensource.

    Infatti, ma qui non si parla di darlo a chi mi pare, ma di distribuirlo attraverso canali preferenziali ad entita' ben specifiche, che attualmente non sono in contatto tra loro.

    Inoltre una licenza e' necessaria, altrimenti come mi sono svegliato un mattino e regalo il mio SW alla mia vicina di casa, il giorno dopo mi sveglio e lo voglio indietro.

    > > Ecco che subito la Basilicata, grazie
    > > al genio incompreso del ragionier
    > > Cagazza , propone una ottima modifica.
    > e perchè il rag. non potrebbe già farlo?

    E poi che ne fa ? Piglia le pagine gialle e la spedisce agli altri uffici ???

    > > tutti reintegrano, tutti beneficiano,
    > > NESSUNO PAGA, tutti guadagnano, la
    > > media si alza.
    > sembra uno slogan....sarà perchè lo è?

    Bhe, basta guardare i fatti. A bocca aperta

    > > Ed ecco che la regione Campania si
    > > accorge che il modulo per la
    > > reimpaginazione crasha per una
    > > sciocchezza ... ovvio, lo avevano
    > > fatto quelli della regione Lombardia...
    > > beh, poco importa, dato che tutto
    > > questo sw è dello Stato Italiano... si
    > > modifica, si aggiusta... e tutti ne
    > > beneficiano.

    > puoi benissimo farlo hai mai sentito parlare di
    > programmazione distribuita?

    Si, per avere una programmazione distribuita e' necessario avere un luogo centralizzato di coordinazione e smistamento, ifatti si parla di organizzare proprio quello.

    > > Impiegati e strutture sono già pagate... il
    > > lavoro andava COMUNQUE svolto ... e
    > > viene svolto per la cittadinanza... non
    > > c'è un singolo in particolare che
    > > imprende... e quindi, è giusto
    > > che sia così. Se un lavoro per lo Stato
    > > fatto oggi vale per 150 anni... e per
    > > tutte le regioni... ben venga, no?

    > tanta aria fritta......lo stesso lavoro fatto in
    > closed source ma distribuito vale gli stessi
    > anni solo che non spendi in migrazioni

    Se non hai i sorgenti e devi fare una modifica dopo 5 anni ecco che devi buttare via tutto, altro che 150 anni.

    > > Ed ecco che spunta la regione Friuli
    > > Venezia Giulia ... che , si sa, la
    > > grammatica l'hanno inventata loro... e
    > > allora che ti fanno? Mettono anche il
    > > controllo grammaticale. E tracche! E'
    > > per tutti.
    > > Così avremo a disposizione Parola

    > certo lavoriamo sulla parola di un
    > pincopallo anonimo di pi come se
    > già non ne avessimo troppi di fuffettari
    > a gestire l'economia italiana

    So che tu la gestiresti meglio, come tutti i taxisti, barbieri e baristi del mondo, del resto

    > >, il word processor creato dagli italiani
    > > per gli italiani.
    > > Download gratuito presso www.parola.gov
    > > da parte di chiunque loggandosi con il
    > > codice fiscale.

    > non c'è bisogno di migrare per consentire il
    > download è l'uso gratuito di un sw

    Pultroppo si Triste Poiche' gli attuali formati in uso non sono interoperabili con quelli non proprietari per precisa scelta del fornitore.

    > > ... ah... sogni.
    > fantasie direi...fantasie che si basano
    > su luoghi comuni ed inesattezze

    Saranno anche tante le inesattezze, ma mi sembra che non ne hai citata nemmeno una.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > mi sarei aspettato una gigantesca
    > > > softwarehouse statale opensource che
    > > > copra ogni bisogno dello stato... non
    > > > importa se qualcuno viene pagato
    > > > per lavorarci ed innovare... l'importante
    > > > è che resti opensource e di proprietà
    > > > dello stato, che lo Stato ci possa
    > > > mettere le mani e ridistribuire
    > > > senza limiti di licenze...
    >
    > > > La regione Umbria crea un motore di
    > > > correzione ortografica? Perfetto, lo
    > > > mettiamo in sharing con le altre regioni.
    >
    > > ma vedi se sviluppi del sw tuo lo può già
    > > darE a chi ti pare senza tirare in ballo
    > > migrazioni e opensource.
    >
    > Infatti, ma qui non si parla di darlo a chi mi
    > pare, ma di distribuirlo attraverso canali
    > preferenziali ad entita' ben specifiche, che
    > attualmente non sono in contatto tra loro.

    ma è la stessa identica cosa.
    che sia sw oss o no non ti cambia niente!

    >
    > Inoltre una licenza e' necessaria, altrimenti
    > come mi sono svegliato un mattino e regalo il mio
    > SW alla mia vicina di casa, il giorno dopo mi
    > sveglio e lo voglio indietro.

    e la vicina ti dice di andare a quel paese.
    se il sw è sviluppato dallo stato italiano con l'intento di farne fruire tutti gli enti sul territorio non credo che la regione puglia voglia indietro il codice della regione lazio...cmq ti sfugge il concetto di programmazione distribuita: il sw è sviluppato da tutte le regioni e quindi di tutte le regioni.
    fermo restando che sul tuo sw puoi porre i vincoli che più ti fanno comodo.


    >
    > > > Ecco che subito la Basilicata, grazie
    > > > al genio incompreso del ragionier
    > > > Cagazza , propone una ottima modifica.
    > > e perchè il rag. non potrebbe già farlo?
    >
    > E poi che ne fa ? Piglia le pagine gialle e la
    > spedisce agli altri uffici ???

    invece con sw oss per miracolo si materializza il codice negli altri uffici?
    ovvio che esisteranno dei server di smistamento a livello regionale ed un server centrale a cui fare capo da tutta italia.
    ripeto: hai mai programmato in collaborazione con gente che si trova in altri uffici magari in altre città o in altri stati?

    >
    > > > tutti reintegrano, tutti beneficiano,
    > > > NESSUNO PAGA, tutti guadagnano, la
    > > > media si alza.
    > > sembra uno slogan....sarà perchè lo è?
    >
    > Bhe, basta guardare i fatti. A bocca aperta

    quali fatti?
    i programmatori li paghi sia per fare il tuo applicativo oss che per farlo closed....l'applicativo non lo paghi perchè lo hai fatto tu.......mi spieghi la differenza?


    >
    > > > Ed ecco che la regione Campania si
    > > > accorge che il modulo per la
    > > > reimpaginazione crasha per una
    > > > sciocchezza ... ovvio, lo avevano
    > > > fatto quelli della regione Lombardia...
    > > > beh, poco importa, dato che tutto
    > > > questo sw è dello Stato Italiano... si
    > > > modifica, si aggiusta... e tutti ne
    > > > beneficiano.
    >
    > > puoi benissimo farlo hai mai sentito parlare di
    > > programmazione distribuita?
    >
    > Si, per avere una programmazione distribuita e'
    > necessario avere un luogo centralizzato di
    > coordinazione e smistamento, ifatti si parla di
    > organizzare proprio quello.
    >
    > > > Impiegati e strutture sono già pagate... il
    > > > lavoro andava COMUNQUE svolto ... e
    > > > viene svolto per la cittadinanza... non
    > > > c'è un singolo in particolare che
    > > > imprende... e quindi, è giusto
    > > > che sia così. Se un lavoro per lo Stato
    > > > fatto oggi vale per 150 anni... e per
    > > > tutte le regioni... ben venga, no?
    >
    > > tanta aria fritta......lo stesso lavoro fatto in
    > > closed source ma distribuito vale gli stessi
    > > anni solo che non spendi in migrazioni
    >
    > Se non hai i sorgenti e devi fare una modifica
    > dopo 5 anni ecco che devi buttare via tutto,
    > altro che 150 anni.

    ti sei forse dimenticato che stavi parlando di sw sviluppato (programmato se ti sfugge) dalle regioni stesse che quindi il codice lo hanno

    >
    > > > Ed ecco che spunta la regione Friuli
    > > > Venezia Giulia ... che , si sa, la
    > > > grammatica l'hanno inventata loro... e
    > > > allora che ti fanno? Mettono anche il
    > > > controllo grammaticale. E tracche! E'
    > > > per tutti.
    > > > Così avremo a disposizione Parola
    >
    > > certo lavoriamo sulla parola di un
    > > pincopallo anonimo di pi come se
    > > già non ne avessimo troppi di fuffettari
    > > a gestire l'economia italiana
    >
    > So che tu la gestiresti meglio, come tutti i
    > taxisti, barbieri e baristi del mondo, del resto

    invece tu la gestisci come tutti li smanettoni con tante chiacchiere, slogan e ideologie ma con poca attenzione per l'analisi della situazione attuale, dei costi, dei benefici, etc...


    >
    > > >, il word processor creato dagli italiani
    > > > per gli italiani.
    > > > Download gratuito presso www.parola.gov
    > > > da parte di chiunque loggandosi con il
    > > > codice fiscale.
    >
    > > non c'è bisogno di migrare per consentire il
    > > download è l'uso gratuito di un sw
    >
    > Pultroppo si Triste Poiche' gli attuali formati in
    > uso non sono interoperabili con quelli non
    > proprietari per precisa scelta del fornitore.

    ??? certo di leggere nella sfera di cristallo perchè ti sei spiegato veramente male.
    anche così non capisco perchè non posso permettere il download di un sw prodotto da me in maniera gratuita solo perchè pincopallo ha dei formati proprietari.....cmq...
    intendevi dire che i formati office sono proprietari?
    volevi dire che le pa dovrebbero rifarsi un'intera suite office per non pagare le licenze?
    forse le pa hanno mobilifici propri per non pagare la mobilia?
    secondo me non hai valutato a suff. i risvolti di tante chicchiere da forum su cui di basi

    >
    > > > ... ah... sogni.
    > > fantasie direi...fantasie che si basano
    > > su luoghi comuni ed inesattezze
    >
    > Saranno anche tante le inesattezze, ma mi sembra
    > che non ne hai citata nemmeno una.

    quello che sembra non è quello che è...sono cose diverse.
    te ne sottolineo solo una: per non pagare le licenze office proponi una migrazioni da quella suite con tutti i costi che una migrazione ha (tempi fisici di backup, installazione, settagi hw e sw, conversione di mln e mln di documenti e script di automazione) e per farla sembrare meno di parte affianchi a questo l'ipotesi di creare una nostra suite.. ma ti credi che una suite office si faccia dall'oggi al domani? pensi che i programmatori abbiano intenzione di lavorare gratis in nome di chi sa cosa? pensi di sfruttare come hai suggerito il ragionier pincopallo con il solo risultato di ottenere codice e sw di me***.....certo se parliamo di tempi di ammortizzamento di 2/3 secoli magari tutte le spese per le operazioni che consigli sono reintegrate e ci si guadagna.....nel mondo reale bisogna però fare i conti un pò più a breve tempo e tenere in conto anche della situazione economica attuale (non mi frega niente che tra 150
    non+autenticato
  • Una commissione d'inchiesta (la commissione MEO), una direttiva sul riuso, tre volte la dichiarazione che avvrebbero avviato il riuso o il Cen tro di Competenze, e ancora siamo agli annunci!!!
    Francamente le uniche esperienze valide di riuso le hanno fatte, finora i Comuni, e dopo 5 anni il Governo ancora annuncia. Bah...
    non+autenticato
  • Programmo al CED di una grande P.A. del nord e questa iniziativa mi lascia un po' dubbioso.
    L'applicazione (in M$Access su MySQL) che ho appena realizzato risolve un problema che sicuramente e' comune a tutte le P.A. d'Italia, ma non credo che la potrei regalare ad altri. Sappiamo tutti che mettere le mani sui programmi di altri e' sempre un casino. Aggiungi che la documentazione è carente e la problematica e' plasmata sulle nostre esigenze specifiche e si interfaccia alle procedure che abbiamo qui.
    Morale: difficilmente qualcuno potrà prendere il codice che io ho scritto e adattarlo alle sue esigenze senza un notevole appoggio (se non un affiancamento) del sottoscritto.
    E proprio qui sta il punto debole dell'iniziativa ministeriale. Non esiste nessun incentivo alle collaborazioni di questo tipo. Di fatto se io affiancassi un mio collega di un'altra P.A. per una settimana, la mia assenza sarebbe un danno per il mio capo. Se poi fossi impegnato nella diffusione a tappeto del mio software, la P.A. italiana ne guadagnerebbe, ma non lavorerei piu' per il mio CED.
    Se fossi il capo di un CED mi guarderei bene dal dare queste disponibilita', siamo gia' in pochi e sono anni che la gente va in pensione e non la sostituiscono.

    Per questi motivi presagisco un fallimento di questa pur lodevole iniziativa.
    non+autenticato
  • Il problema, più che altro è che la documentazione è scarsa. Lavoro in un CED dal quale me ne stò andando. I commenti che ho messo al codice permetteranno di modificare le mie applicazioni a chi verrà dopo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Programmo al CED di una grande P.A. del nord e
    > questa iniziativa mi lascia un po' dubbioso.
    > L'applicazione (in M$Access su MySQL) che ho
    > appena realizzato risolve un problema che
    > sicuramente e' comune a tutte le P.A. d'Italia,
    > ma non credo che la potrei regalare ad altri.

    Regalare cosa? sei stato pagato con soldi pubblici per svilupparla.
    non+autenticato
  • Il software prodotto (e i dati generati) dalla Pubblica Amministrazione è pubblico e disponibile a tutti...
    per esempio la produzione della NASA è particolarmente interessante.
    non+autenticato
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