Cosa Internet "non" è

di Alessandro Venturi. La new economy è già in crisi perché non esiste, ma se il Mondo si basa sul mercato, Internet finirà per seguirne le leggi. Ecco perché il futuro della Rete libertaria è legato a quello della Rete liberista

Cosa Internet Roma - Internet-mercato o Internet-agorà. E ' difficile evitare di unirsi al dibattito ozioso tra chi vede nella Rete il nuovo paradiso del liberismo economico e chi sostiene sia stato tradito il suo ideale libertario e informativo. Troppo semplice, però, è liquidare il tutto sostenendo salomonicamente che Internet non è un blocco monolitico ma un campo d'azione in cui possono convivere le due anime.

In effetti ciò che si contrappone non sono due realtà che convivono, bensì due delle molte rappresentazioni della stessa realtà. Non si tratta di filosofia da salotto, ma dell'esigenza ineludibile di semplificare, riconducendo a categorie note e familiari qualcosa che presenta talmente tante sfaccettature da risultare disorientante. Come una di quelle sfere con gli specchietti appese ai soffitti delle discoteche anni '70, che riflettevano varie immagini a seconda del punto di osservazione, Internet sembra una cosa diversa ogni volta che si sceglie una prospettiva. Formidabile veicolo di conoscenza fra i popoli, motore dell'economia del futuro, megacinema a luci rosse, biblioteca universale, supermercato globale, immensa agenzia matrimoniale, fulcro degli investimenti azionari da qui all'eternità, provvidenziale risposta a chi si chiedeva dov'era finito il famoso milione di posti di lavoro.

Allora Internet è tutte queste cose? Non esattamente. Internet consente di fare tutte queste cose, e molte altre, e certo una cosa non esclude l'altra. Internet infatti non è né una cosa né un insieme di cose, bensì un insieme di nuovi e potentissimi mezzi a disposizione per raggiungere un'infinità di scopi. La Rete è una sorta di strumento universale che si adatta alle varie esigenze di chi lo usa, sia esso una persona, un gruppo sociale, un'azienda, un governo. Non è un invenzione miracolosa nata con finalità precise, bensì il frutto dell'evoluzione delle società più avanzate. Evoluzione non solo tecnologica ma anche economica, sociale e culturale.
Ecco perché è difficile, se non impossibile, comprendere fino in fondo le potenzialità di Internet. Esse sono funzione non solo delle possibilità tecnologiche, ma anche delle intenzioni, aspettative, esigenze di chi si serve di essa. Essendo queste potenzialmente infinite, sono infiniti anche gli specchietti della "sfera" telematica.
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12 Commenti alla Notizia Cosa Internet "non" è
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  • L'egregio Alessandro Venturi scrive:
    se c'è un mezzo che favorisce lo scambio questo è proprio una rete telematica mondiale che consente di trasformare mercati locali in mercati globali, che mette a disposizione beni e servizi prima assolutamente inaccessibili in termini di disponibilità, prezzo, o semplice ignoranza della loro esistenza

    Ecco, vorrei focalizzare questo punto finale: Internet è sostanzialmente un mezzo di comunicazione virtuale che è divenuto multimediale.

    Nel momento in cui la comunicazione perviene al suo destinatario, diviene per quest'ultimo conoscenza.

    A tal proposito, esistono - sono sempre esistiti - due problemi.
    Il primo, ovviamente, è legato alla veridicità e completezza dell'informazione, che se manca di queste caratteristiche, genera una conoscenza errata.
    Il secondo è legato alla caratteristica di tutte le comunicazioni "erga omnes", cioè divulgate pubblicamente, ma senza un destinatario determinato.
    Mi spiego: se indirizzo una comunicazione ad un determinato destinatario che so interessato al contenuto della comunicazione stessa, so di avere buone probabilità che la mia comunicazione sia ricevuta e quindi generi conoscenza.
    Quando, al contrario, produco un messaggio "pubblico", non posso essere assolutamente certo che esso raggiunga tutti quei soggetti che potrebbero essere interessati al contenuto del messaggio.
    Riflettendoci, non è ancora cambiato nulla, delle regole del mercato, che impone di ricercare un contatto significativo tra due soggetti - uno che comunica, e l'altro che riceve una comunicazione il cui contenuto interessi entrambi.
    Anzi, se pensiamo all'Usenet dei primi tempi, dobbiamo concludere che la stragrande maggioranza di coloro che si sono occupati di (che HANNO OCCUPATO) Internet l'hanno utilizzata con lo stesso criterio di quelli che imbrattano i muri delle città con scritte e manifesti: "cerco di farlo sapere a quanti più possibile, sparando nel mucchio, sperando in questo modo di colpire <anche> i soggetti giusti".
    Francamente, a volte non riesco a comprendere l'illimitatezza della stupidità umana...
    Oggigiorno, si utilizzano metodi ben più sofisticati perfino nella pesca delle aringhe.

    Ci si offre la possibilità di dare voce alle curiosità più nascoste di ognuno, di targhettarle e convogliarle in newgroups, forums, mailinglists interattive con le quali fornire risposte mirate a soddisfare le richieste più distarate, e sprechiamo potenzialità e spazio di uno strumento tanto prezioso, invadendolo di comunicazioni generiche e generaliste, cioè caratterizzate da un lato dalla superfialità più bieca, e dall'altro da una destinazione volutamente vaga ed incerta.
    Abbiamo inventato un treno superveloce, e lo facciamo viaggiare stracarico di viaggiatori, effettuando fermate a tutte le più sperdute staziocine, come uno spompato "locale" per pendolari.
    Il mercato NON è solo commercio.
    Il mercato è innanzitutto SCAMBIO: io ti dò la mia cultura, il mio sapere, la mia esperienza, e prendo in cambio la tua.
    L'e-commercio, se e quando pretende di invadere internet, che è sostanzialmente virtuale, con le merci, che sono sostanzialmente beni materiali, va incontro ad un sicuro insuccesso: quando si sarà compreso ciò, e si utilizzerà la Rete per comunicare, in modo completo, chiaro e veritiero, la disponibilità di un'idea (che, realizzata, può anche divenire un prodotto materiale, perchè no?), ecco, forse allora potrà nascere un e-commercio.
    Ma sino a che si utilizzerà Internet, che non conosce confini allo spazio ed al tempo, come un comune muro da imbrattare, il commercialismo perderà tutte le sue battaglie.

    Ed ora è opportuno fare una considerazione importante, anche se collaterale: ai governanti - a tutti i governanti - NON PUO' PIACERE che circolino troppe notizie e troppe opinioni; e si sono accorti da tempo, con l'intuito animale che li contraddistingue, che la Rete DEVE essere monitorata, controllata, possibilmente soffocata; finora non ci sono riusciti, ma stiamo in guardia. I tentativi, taciuti o palesi, sono continui ed incessanti. E la Rete di comunicazione globale è divenuta il terreno dove si combatte per la libertà di oggi, ma anche di domani.
    Sperando di non venire censurato, invito tutti a leggere quanto comunica in proposito peacelink:
    http://www.peacelink.it/censura
    non+autenticato
  • Internet è un mezzo di comunicazione reale, non virtuale ! Detto questo concordo sul fatto che sia malamente utilizzato, sia commercialmente che per la comunicazione pubblica.
    L'Uomo è in grado di costruire un sacco di cose che poi non sa come utilizzare....



    non+autenticato
  • Condivido l'analisi fatta dal sig. Alessandro Venturi
    e la condivido, non fosse che per gli ultimi due passaggi.
    Internet ci da la possibilità di comunicare idee come mai prima d'ora.
    L'archivio Usenet è come un virus. Mano a mano che la gente
    aggiunge delle news, altra gente le legge. Basta questo a far
    girare le idee. Le idee cadono casualmente, qualche volta
    addirittura germogliano. Tutto ciò è indipendente dalla presenza
    di archivi commerciali.
    Sono convinto che sia questo il motivo per cui Internet
    DEVE (lo vorrei scrivere con dei caratteri più grandi)
    rimanere sempre libera.
    L'Uomo riesce, con Internet, ad alzare tanto la voce
    da farsi sentire in tutto il mondo.
    Togliere libertà ad Internet significa togliere libertà all'Uomo.
    di
    non+autenticato
  • Le idee si propagano se c'è comunicazione. Se i mezzi di comunicazione hanno dei costi, anche fare propagare le idee ha dei costi. Non a caso i poveri sono piu' analfabeti dei ricchi.
    non+autenticato
  • Finalmente un articolo scritto come Dio comanda! I miei complimenti per lo stile e per le tesi che esponi, che mi trovano d?accordo, almeno per la gran parte.

    ?la cosiddetta new economy non esiste, è l?economia che si modifica grazie a Internet?. Vero, almeno in parte. Appena due settimane fa facevo notare a Mantellini che le grandi catene commerciali italiane (Standa, Esselunga) non hanno ancora capito che grazie a Internet potrebbero raddoppiare le loro vendite e dimezzare i costi. E questo fa sì che l?Italia, come al solito, sia il fanalino di coda dei paesi industrializzati.

    Che la new economy non esista però non è completamente vero. E? vero che esistono aziende ?cosiddette new economy? che sono finite (o finiranno presto) a gambe all?aria. Ma il fenomeno è complesso. Quando parli di new economy mi sembra che ti riferisca solo ed esclusivamente al commercio elettronico. Un po? riduttivo, direi. New economy è ben altro:

    a)la possibilità per milioni di persone di comprare e vendere azioni da casa propria, senza farsi spennare dalle banche;
    b)la possibilità di fare soldi vendendo informazioni (cosa che non è nuovissima nella storia umana, ma non aveva mai raggiunto simili proporzioni);
    c)la possibilità per un giovane di creare la propria azienda (ovviamente parlo di un sito Internet) ad un costo enormemente più basso di quello che dovrebbe affrontare se volesse aprire un negozio o qualcos?altro.

    Ecco, tutto questo per me è NEW ECONOMY e lo trovo molto positivo.


    Ma Internet è molto di più: è comunicazione di idee, di sapere, di cultura. E? una grandissima occasione di progresso per l?Umanità intera. Ma così com?è ancora non funziona. Ha bisogno di regole, per evitare che gli interessi economici illegittimi (pirateria, ecc.) prevalgano.

    In altre parole, e per essere chiaro a tutti: chi diffonde sapere su Internet fa del bene a tutti, ma chi usa Internet per copiare brani musicali, libri di recente pubblicazione o software protetto da copyright commette un reato e non ha nessun diritto di definirsi un "paladino della libertà". Rubare non è libertà.





    non+autenticato
  • sono d'accordissimo con te fino a quando dici che in sostanza scaricare mp3 equivale a rubare.
    sbagliatissimo. prima di tutto ascoltare un mp3 magari ti fa venire voglia di comprare il CD salvo poi constatare che i VERI LADRI delle case discografiche lo vendono a 40 mila lire! se i CD vendono poco quale sarà il motivo principale?
    Mirko

    - Scritto da: AB
    > Finalmente un articolo scritto come Dio
    > comanda! I miei complimenti per lo stile e
    > per le tesi che esponi, che mi trovano
    > d?accordo, almeno per la gran parte.
    >
    > ?la cosiddetta new economy non esiste, è
    > l?economia che si modifica grazie a
    > Internet?. Vero, almeno in parte. Appena due
    > settimane fa facevo notare a Mantellini che
    > le grandi catene commerciali italiane
    > (Standa, Esselunga) non hanno ancora capito
    > che grazie a Internet potrebbero raddoppiare
    > le loro vendite e dimezzare i costi. E
    > questo fa sì che l?Italia, come al solito,
    > sia il fanalino di coda dei paesi
    > industrializzati.
    >
    > Che la new economy non esista però non è
    > completamente vero. E? vero che esistono
    > aziende ?cosiddette new economy? che sono
    > finite (o finiranno presto) a gambe
    > all?aria. Ma il fenomeno è complesso. Quando
    > parli di new economy mi sembra che ti
    > riferisca solo ed esclusivamente al
    > commercio elettronico. Un po? riduttivo,
    > direi. New economy è ben altro:
    >
    > a)la possibilità per milioni di persone di
    > comprare e vendere azioni da casa propria,
    > senza farsi spennare dalle banche;
    > b)la possibilità di fare soldi vendendo
    > informazioni (cosa che non è nuovissima
    > nella storia umana, ma non aveva mai
    > raggiunto simili proporzioni);
    > c)la possibilità per un giovane di creare la
    > propria azienda (ovviamente parlo di un sito
    > Internet) ad un costo enormemente più basso
    > di quello che dovrebbe affrontare se volesse
    > aprire un negozio o qualcos?altro.
    >
    > Ecco, tutto questo per me è NEW ECONOMY e lo
    > trovo molto positivo.
    >
    >
    > Ma Internet è molto di più: è comunicazione
    > di idee, di sapere, di cultura. E? una
    > grandissima occasione di progresso per
    > l?Umanità intera. Ma così com?è ancora non
    > funziona. Ha bisogno di regole, per evitare
    > che gli interessi economici illegittimi
    > (pirateria, ecc.) prevalgano.
    >
    > In altre parole, e per essere chiaro a
    > tutti: chi diffonde sapere su Internet fa
    > del bene a tutti, ma chi usa Internet per
    > copiare brani musicali, libri di recente
    > pubblicazione o software protetto da
    > copyright commette un reato e non ha nessun
    > diritto di definirsi un "paladino della
    > libertà". Rubare non è libertà.
    >
    >
    >
    >
    >
    non+autenticato


  • - Scritto da: Mirko Maghirko
    > sono d'accordissimo con te fino a quando
    > dici che in sostanza scaricare mp3 equivale
    > a rubare.
    > sbagliatissimo. prima di tutto ascoltare un
    > mp3 magari ti fa venire voglia di comprare
    > il CD salvo poi constatare che i VERI LADRI
    > delle case discografiche lo vendono a 40
    > mila lire! se i CD vendono poco quale sarà
    > il motivo principale?
    > Mirko
    >


    Caro Mirko,

    se tutti ci mettessimo a rubare ogni volta che riceviamo una fregatura... saremmo tutti ladri!

    Io voglio un mondo più giusto, non un mondo di scaltri approfittatori.

    Per il resto, magari hai ragione tu.

    Bye

    non+autenticato
  • Rubare ???

    Io non capisco come possa esistere gente che
    la pensa come te ....non ti e' mai venuto in mente
    che possa non essere giusto che si possa accaparrare il diritto su un pezzo musicale, o su uno scritto, o su un concetto , o su un marchio (che alla fine e' un'accozzaglia di parole) e averlo per sempre ?

    Secondo me non e' giusto...e anche se volessi avvicinarmi un po al tuo punto di vista potrei ammettere il pagamento solo se i diritti scadessero dopo un anno o 2....

    Non trovo giusto che esistano persone come P. Mc. Cartney che guadagnano per sempre su canzoni fatte 30 anni fa....e con loro tutti i parenti e i figli dei parenti etc etc per sempre...

    NO. Mi spiace....per me non e' nemmeno giusto
    che si dia il diritto di comprarsi una scritta
    come Coca Cola e farsela nostra per sempre solo
    perche' nessuno lo ha mai fatto prima...

    Del resto vorrei poter comprare il diritto sulla

    lettera A e obbligarti a pagare ogni volta che la scrivo...e non dirmi che la scritta coca cola sia una invenzione , perche' e' SOLO UN'ACCOZZAGLIA DI PAROLE CHE CHIUNQUE POTEVA O POTREBBE INVENTARE ....punto, quindi non e' giusto accaparrarsela...

    Tutto questo e' solo per mettere un punto su questa tua affermazione, per quanto riguarda il discorso su internet e la presunta new economy sono d'accordo...











    > In altre parole, e per essere chiaro a
    > tutti: chi diffonde sapere su Internet fa
    > del bene a tutti, ma chi usa Internet per
    > copiare brani musicali, libri di recente
    > pubblicazione o software protetto da
    > copyright commette un reato e non ha nessun
    > diritto di definirsi un "paladino della
    > libertà". Rubare non è libertà.
    >
    >
    >
    >
    >
    non+autenticato
  • - Scritto da: F
    > Rubare ???
    >
    > Io non capisco come possa esistere gente che
    > la pensa come te .....



    Già con questo avvio, caro, F, ti sei tirato la zappa sui piedi. Non meriteresti neanche una risposta ma voglio dartela lo stesso perchè io rispetto le opinioni di tutti.

    1) se pensi che rubare sia lecito, probabilmente o sei in galera o ci finirai presto;

    2) la frase "accaparrarsi i diritti" non ha senso; "accaparrarsi" vuol dire prendere con la violenza o con l'inganno. Quindi se Paul Maccartney scrive una canzone e vuole guadagnarci sopra, secondo te è un mascalzone?

    Potrei continuare ma non ce la faccio. Mi viene da vomitare...
    non+autenticato
  • > a)la possibilità per milioni di persone di
    > comprare e vendere azioni da casa propria,
    > senza farsi spennare dalle banche;
    > b)la possibilità di fare soldi vendendo
    > informazioni (cosa che non è nuovissima
    > nella storia umana, ma non aveva mai
    > raggiunto simili proporzioni);
    > c)la possibilità per un giovane di creare la
    > propria azienda (ovviamente parlo di un sito
    > Internet) ad un costo enormemente più basso
    > di quello che dovrebbe affrontare se volesse
    > aprire un negozio o qualcos?altro.
    >
    > Ecco, tutto questo per me è NEW ECONOMY e lo
    > trovo molto positivo.

    Per me tutto questo sono ECONOMY NOVELTIES, cioè novità nell'economia. Le azioni che compri on-line possono essere legate a cose molto old come l'acciaio, vendere informazioni appunto non è una novità (spero di potermi sempre permettere di comprarle, nel caso diventino care), e i volenterosi neo-imprenditori si devono comunque iscrivere alla camera di commercio....
    non+autenticato
  • ...per riflettere: qui si sta parlando di un luogo d'accesso puramente umano, dove chiunque abbia un nome, un'etichetta sociale, un ruolo, può tentare di comunicare col prossimo senza maschere socialmente riconosciute come necessarie: abbiamo tutti un bel dire che nel mondo reale dovremmo essere tutti ciechi per non lasciarci ingannare dalle apparenze, ma l'unica cosa che attualmente rende possibile questo principio è la rete.Nessuno cancellerà questo potere: è umano, prevarrà su tutte le censure...tenetevi la TV, tenetevi i giornali, tenetevi il governo, ma lasciateci lo spazio per essere esseri umani...nessuno ha firmato un patto sociale che impedisca alle persone di comunicare.
    non+autenticato
  • > lo spazio per essere esseri umani...nessuno
    > ha firmato un patto sociale che impedisca
    > alle persone di comunicare.
    ...non ancora...
    non+autenticato