
Roma - Il titolo di questo commento richiede ovviamente una spiegazione, e purtroppo dovro' ripetere uno dei miei tormentoni. Sony-BMG, come del resto tutte le aziende che commerciano contenuti digitali e tecnologie DRM, ha perfettamente ragione, e quasi tutti coloro che hanno acquistato i famigerati cd, od altri contenuti digitali, oppure software od hardware che implementi tecnologie DRM, hanno torto.
Le società per azioni hanno, come ragione costitutiva, lo scopo di ottenere utili per i loro azionisti mediante produzione, commercio e distribuzione di beni e servizi. L'amministratore delegato e l'intero consiglio di amministrazione sono pagati per questo ed hanno il dovere di perseguire questo fine nel modo più ampio possibile; se facessero altrimenti tradirebbero il loro mandato e sarebbero giustamente criticabili e perseguibili. In questo contesto, qualunque altra considerazione è un dettaglio operativo, quindi come tale, opzionale. Se genera costi, toglie profitti, o se semplicemente complica il business deve essere rimossa, per quanto le condizioni al contorno lo permettano.
Quindi soddisfazione dei clienti, benessere della società nel suo complesso, crescita della cultura, conservazione della biosfera sono opzioni che, quando generano costi o tolgono mercati e profitti DEVONO essere trascurate, almeno per quanto il codice civile e penale, le organizzazioni antitrust ed i garanti, e più in generale la politica permettano.
La cosa funziona così. Punto.
Come nei sistemi fisici, anche le questioni economiche evolvono tramite la spinta di forze contrapposte, verso una situazione di equilibrio. Quando la forza è una sola, e non ce ne è un'altra che le si contrapponga, non c'è possibilità di raggiungere un equilibrio, e di solito il sistema fisico degenera raggiungendo configurazioni estreme.
Basta pero' con la termodinamica, altrimenti fisici ed economisti mi salteranno alla gola sui dettagli ed avranno pure ragione; sono solo paragoni. Torniamo al caso specifico: dov'è la spinta equilibratrice alla legittima e naturale tendenza di chi possiede i diritti sui contenuti e guadagna sul loro commercio a fare più soldi possibile?
Consideriamo che leggi e regolamenti sono oggetti sfumati, che si forzano spesso e volentieri quando ci sono di mezzo questioni economiche. Alcuni dicono che talvolta si creano apposta, ma lasciamo perdere, altrimenti il discorso si allargherebbe troppo. A mio modo di vedere la forza equilibratrice più importante sono coloro che tirano fuori i soldi, cioè chi acquista prodotti e contenuti digitali di questo tipo. Parlo quindi degli utenti, di voi, anzi di noi insomma.
Acquistate un cd senza preoccuparvi di cosa comprate? Allora vi sta bene ! Avete torto.
Quando andate al supermercato, pero', controllate la data di scadenza della roba da mangiare che comprate, vero?Io almeno lo faccio. E magari guardate anche gli ingredienti. E controllate se il prodotto è biologico, se viene dall'estero, se ci sono OGM, se ci sono marchi di tutela del prodotto. E confrontate i prezzi con le possibili alternative e con i prezzi della volta scorsa. E qualche volta comprate ed altre no, cambiate marca o fornitore, e magari fate a meno di qualcosa. E raccontate al vostro vicino di casa od agli amici cosa avete fatto e perchè.
Bene, ma quando comprate un cd od un dvd? Quando fate l'abbonamento a qualche tv digitale? Quando comprate un lettore di dvd, un computer od un software? Non sarebbe naturale fare le stesse cose ?
Leggere quei marchiettini minuscoli dietro la scintillante custodia del Cd è necessario, e se non sapete cosa significano fate una bella ricerca con Google. Allo stesso modo è necessario capire se del CD state comprando o no la licenza d'uso, il diritto di ascoltarlo, di prestarlo, di venderlo, di farlo ascoltare, di caricarlo sul vostro iPod. E, se non si compra, perché non scrivere a chi è interessato il perchè ed il percome (ma già il solo atto di non comprare "parla" molto forte)?
Ed infine perché non orientarsi su produttori che, dal vostro punto di vista, fanno meglio, prezzi più bassi, più possibilità, meno controlli, più cura del cliente, più responsabilità sociale.
Ma quanti lo fanno comprando un Cd? Certo, lamentarsi dei prezzi alti lo fanno in tanti, ma il resto?
Ecco perchè Sony BMG ha ragione e (la maggior parte di) voi torto.
Marco A. CalamariI precedenti interventi di M.A.C. sono disponibili qui