Sicurezza/ CPRM controllerà i nostri hard disk?

CPRM è un nuovo sistema di protezione dei diritti d'autore che potrebbe finire su tutti gli hard disk, integrato in hardware. Quali sono i reali propositi dei suoi promotori? Quali rischi porta con sé?

La possibilità di duplicare e trasmettere con grande facilità contenuti multimediali protetti da diritto d?autore, principalmente musica e film, sta rivoluzionando la distribuzione musicale e, ovviamente, sta creando non pochi problemi alle majors del settore, impreparate all?evento e ancora non in grado di sfruttare questo nuovo mezzo mediale che è Internet.

In loro aiuto sembra ora venire il 4C, un consorzio formato da IBM, Intel, Matsushita e Toshiba, che ha sviluppato un nuovo schema di protezione basato sulla criptazione, chiamato Copy Protection for Prerecorded Media (CPPM), in grado di codificare il contenuto di un brano musicale in modo che esso possa poi essere decriptato solo dalle periferiche che lo supportano.

Questo schema è stato sviluppato per evitare che i DVD-Audio, il cui lancio è imminente, possano essere copiati un numero illimitato di volte: il proprietario del DVD-Audio potrà creare un certo numero di copie, stabilito dal proprietario della musica, a patto di utilizzare dei masterizzatori per DVD che supportano il CPPM.
Quando viene copiato un brano protetto con il CPPM, il numero seriale che contraddistingue ogni disco registrabile diverrà parte della chiave utilizzata per criptare il contenuto: in questo modo anche se viene fatta una copia bit per bit su un altro CD vergine, il numero seriale di
quel disco sarà comunque diverso da quello originale impedendo così la decodifica del brano e dunque il suo ascolto.

Con una solerzia che qualcuno tradurrebbe con il detto ?l?appetito vien mangiando? il gruppo 4C ha iniziato a lavorare ad una variante del CPPM, chiamata Content Protection for Recordable Media (CPRM), un meccanismo di protezione che consente di proteggere il contenuto dei dispositivi di memoria rimovibili come i dischi della Iomega o le flash memory card utilizzate dai lettori portatili di MP3.

Quello che ha scatenato il putiferio è però stata la recente richiesta, da parte del 4C al NCTIS (National Committee for Information Technology Standards), di integrare le specifiche del CPRM in quelle della prossima versione dello standard ATA, il protocollo utilizzato dalla maggior parte dei dischi fissi e CD-ROM per personal computer. Se i tempi burocratici saranno rispettati, già dal prossimo febbraio le estensioni del CPRM potrebbero già far parte delle specifiche ATA e da lì essere via via recepite dai produttori di hard disk EIDE.

Se uno standard del genere dovesse davvero sbarcare su tutti i dischi fissi, come temono in molti, ne vedremo delle belle. Non solo il CPRM potrebbe essere interpretato come un tentativo per limitare le libertà degli utenti, ma potrebbe anche causare non pochi problemi alle aziende. Jeffrey B. Lotspiech, colui che dirige lo sviluppo del CPRM, ha infatti ammesso che ?se i driver e i programmi non supportano il nuovo standard, le operazioni di lettura/scrittura non avvengono in modo corretto e i file non possono più essere aperti?. Questo significherà che l?aggiornamento al CPRM non potrà avvenire per gradi, pena l?incompatibilità fra sistemi aggiornati e sistemi non aggiornati.

La proposta prevede l?uso di quasi un megabyte di memoria a sola lettura del disco fisso, non utilizzabile dall?utente, nella quale sarà inserito il ?Media Key Block?. Inoltre in un?area separata e nascosta del disco sarà inserita la ?Media Unique Key?, che identificherà univocamente il disco rigido. L?algoritmo di criptazione utilizzerà le informazioni contenute in queste due chiavi per creare la chiave di codifica/decodifica.
Si osservi che l?algoritmo utilizza un indirizzo fisico della periferica nella quale si trova l?oggetto criptato, quindi i software progettati per funzionare su periferiche che non supportano il CPRM, potrebbero avere dei problemi nello spostare i dati protetti.
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31 Commenti alla Notizia Sicurezza/ CPRM controllerà i nostri hard disk?
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  • Leggendo i commenti altrui mi sembra di sentire paura e resistenza al cambiamento. E' normale, il cambiamento che verrà sarà enorme.

    Ancora non ci si è resi conto che Internet consentirà alla cultura di viaggiare da un continente ad un altro "bypassando" le grandi corporation solo quando esisterà un sistema affidabile per tutelare il diritto d'autore.

    D'AUTORE, non delle industrie! Non fate finta di non capire!

    I singoli autori fra non molto potranno pubblicare le loro opere direttamente su Internet, senza dover passare il vaglio della censura delle case discografiche, delle case editrici ecc. ecc.

    Ma nello stesso i loro diritti saranno tutelati.
    Se oggi scaricate un Cd da Internet non danneggiate solo la casa discografica, ma anche il cantante che il Cd l'ha scritto e realizzato.
    Non fate finta di non capire! Non inventatevi scuse ridicole!

    Gli autori hanno il diritto di guadagnare sulle loro opere, non ci sono scuse, chi sostiene il contrario forse si è fatto illudere da una ideologia sbagliata.

    Quando avevo 15 anni andava di moda dire: "la proprietà privata è un furto" e si rubava senza sentirsi dei ladri. Oggi sta succedendo un pò la stessa cosa. Si dice: "il diritto d'autore è un furto" e si preleva tutto quel che si vuole da Internet.

    Ma tutto questo è illegale. E come possiamo costruire una società più giusta, se noi stessi ci comportiamo come dei delinquenti?







    non+autenticato
  • E' bellissimo.
    E' bellissimo vedere le majors che tentano in tutti i modi di non farsi ciulare i soldi che loro hanno ciulato ad altri...
    L'hard disk con lo spione dentro non è male come idea, ma sono convinto che qualcosa di ancora più geniale in merito dovrà essere partorito.
    Tenete pronti i fazzoletti, e non per piangereSorride
    non+autenticato
  • A quando l'identificazione numerica univoca e criptata dei culi, in modo che per pulirsi sia compatibile solo la carta igienica della marca TaldeiTali???? e chi nonc'ha il codice tatuato si arrangi col dito!!!!!!!!
    non+autenticato
  • il problema è quello che sta dietro, come sempre.
    possiamo anche metterla da parte la questione se il cprm partirà o meno, quella che è malata è l'idea. magari fosse solo un tentativo di proteggere i diritti d'autore, è una ghigliottina per la nostra libertà. nel fantastico mondo cprm-compliant che hanno in mente noi non potremmo più creare, parlare. per metafora mi viene in mente un sistema unix solo read-only. quello che sta dietro è 'leggi, ma non dire'. no grazie, mi è già stata propinata la televisione una volta, zapping su mediaset e l'ho smontata. quello che sta dietro è che mirano a non farci comunicare, ma solo assorbire. lo standard era una bellissima idea di migliorare la collaborazione nel pianeta, in mano al mondo economico ha assunto il significato di controllo. quando pensiamo di fregare microsoft duplicando i suoi prodotti, le diamo solo una mano a renderla standard. buon open source a tutti.
    non+autenticato
  • Esempio con l'audio:
    1)Metto su il CD originale e lo ascolto
    2)Viene generato un flusso di bit che viene interpretato dalla scheda audio
    3)mi aggancio all'uscita SPDIF(digitale)(c'è l'ha anche la SbLive)
    4)Campiono da un'altra SPDIF(sempre digitale) e salvo in formato WAV o altro.

    A questo punto Ho creato una copia perfetta digitale-to-digitale della traccia senza criptazione. Sfido chiunque a fare un sistema che mi dica che questa registrazione non è una mia creazione. L'unica soluzione è che mi impediscano di registrare tracce audio.
    Io ho una proposta ultrasicura da fare al consorzio per evitare di duplicare abusivamente:
    Smettano di vendere i Pc, i masterizzatori e gli hard disk:
    Voglio proprio vedere chi di loro, in nome del "riconoscimento ai meriti dell'artista" accetterebbe una tale proposta.

    Comunque mi sono fatto un'idea. Perchè 'ste case si preoccupano tanto di una cosa di cui non dovrebbe importargli?
    Secondo me perchè se si inventano una tecnologia che promette di evitare le copie pirate, si beccano i soldi dalle major della musica per implementare la tecnologia.
    Però perchè il businnes sia continuo, devono fare in modo che questa tecnologia venga "bucata" in modo da poter elaborare altre tecnologia e fare altri soldi vendendo nuove protezioni alle case discografiche: Quindi tali protezioni, appunto perchè create per fare soldi, non possono essere sicure. Un po' come la Microsoft: Se fa un S.O. perfetto, una volta che uno l'ha comprato non avrà bisogno di comprare l'aggiornamento. Invece fa i soldi con WIN95/98/ME, ognuno che risolve i bachi del predecessore e ne cra altri per il seguente: Paghi 3 prendi 1!
    non+autenticato
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