Il DRM Sony BMG viola l'open source?

Sebbene sia appena stato ritirato dall'azienda, il software finito nel turbine delle polemiche continua ad essere analizzato: utilizzerebbe in modo illegale porzioni di un celebre encoder open source

Roma - Arriva dall'Olanda, e in particolare dall'ezine Webwereld una nuova polemica sulle tecnologie XCP che Sony ha integrato in alcune decine di CD venduti negli Stati Uniti e che in queste settimane sono state al centro delle più vivaci polemiche mai registrate attorno ad un sistema di Digital Rights Management (DRM) per la tutela del diritto d'autore. Questa volta sotto accusa è l'uso delle licenze open source, un uso definito "illegale" da Webwereld.

Secondo l'autore dell'articolo, che ne parla in un post sul proprio blog, lo "spyware Sony", come viene definito il rootkit installato dal programma Sony BMG, viola le leggi sul copyright in quanto sfrutta porzioni di codice identiche a quelle di LAME, forse il più celebre tra gli encoder mp3 open source, violandone la licenza.

"Questo software (LAME, ndr.) - spiega Brenno de Winter - viene distribuito sotto la cosiddetta LGPL (Lesser Gnu Public License). In linea con questa licenza Sony deve seguire un paio di procedure specifiche. Tra le altre, deve indicare in una nota sul copyright che ha fatto uso di questo software. Inoltre deve fornire il codice sorgente ai repository open source o comunque renderlo disponibile".
Secondo de Winter, Sony si è limitata a fornire un programma eseguibile che contiene stringhe dalle librerie di LAME. "Questa scoperta - sostiene de Winter - potrebbe avere conseguenze molto ampie per il colosso della musica, che afferma solo di voler proteggere il diritto d'autore. In passato - continua il post - magistrati tedeschi hanno già costretto diverse aziende a rilasciare il codice sorgente e di fornire quanto necessario per la compilazione". De Winter si spinge poi a ritenere possibile la richiesta di danni economici come compensazione per gli abusi di cui ritiene responsabile Sony.

Fino ad oggi, dunque, il DRM usato da Sony BMG per quei dischi è stato accusato di:
- compromettere la sicurezza di Windows
- compromettere la stabilità del sistema operativo
- di intasare la connessione con continui accessi al web
- ostacolare la corretta comunicazione tra sistema operativo e iPod
- favorire la diffusione dei virus
- mascherare almeno due diversi trojan già in circolazione
- comportarsi da spyware anche in quanto software non dichiarato all'utente

Sulla maggioranza di queste accuse, per il momento Sony BMG non ha espresso commenti. Uno dei suoi dirigenti, Thomas Hesse, ha dichiarato in una intervista: "La maggior parte della gente, credo, non sa nemmeno cosa sia un rootkit e, dunque, perché se ne dovrebbe preoccupare?".
TAG: drm
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