Cassandra Crossing/ Compriamoci la privacy

di Marco A. Calamari - I fornitori commerciali non offrono più strumenti di tutela dei propri diritti e l'ambiente non profit non può più permettersi di farlo. Rimane aperta la soluzione domestica. Ecco cosa fare

Roma - Si avvicina la fine dell'anno, ed oltre a pensare ai regali di Natale ed prenotare le vacanze, è un momento tradizionalmente dedicato a trarre le somme delle cose fatte e prendere decisioni per l'anno nuovo. Provo quindi a farlo su un argomento molto importante (almeno per me): la difesa della privacy in Rete.

Si conferma un dato fondamentale: per poter mantenere la privacy occorre che i fornitori dei servizi (connettività, posta, hosting, gaming etc.) forniscano servizi che la possiedano come caratteristica qualificante, cosa che nella pratica nessun fornitore attualmente fa.

Si tratta di una logica conseguenza di tre fatti:
1) non esiste una significativa richiesta commerciale di privacy in quanto tale da parte degli utenti dei servizi di Rete

2) raccogliere e manipolare dati personali e comportamentali nella misura massima consentita dalla legge, e profilare i propri e gli altrui utenti, è una significativa fonte di profitto (se non la maggiore) per molti operatori

3) esistono norme di legge sempre più stringenti che obbligano in molti casi gli operatori commerciali a violare la privacy dei propri utenti, addirittura in maniera preventiva, con la memorizzazione totale ed indiscriminata dei dati di traffico.

Mentre i primi due fatti non sono novità, il terzo purtroppo lo è.

Infatti in Italia, paese leader in Europa insieme all'Irlanda sull'argomento, attualmente esiste l'obbligo per i fornitori di servizi di connettività di raccogliere e conservare integralmente tutti i dati di traffico degli utenti; questo per un periodo di due anni, al termine del quale la norma verrà ridiscussa (in meglio od in peggio).

Cio' significa che per ogni mail che sarà inviata o ricevuta, per ogni pagina web visitata, per ogni collegamento che verrà stabilito, un'apposita registrazione verrà scritta da qualche parte e conservata per un periodo di tempo imprecisato, ma non inferiore a due anni. Alcuni ISP lo facevano già prima, ma ora lo faranno tutti; nessuna azienda puo' ora permettersi di non farlo.

Il testo della legge, che fa parte del cosiddetto decreto Pisanu o "Pacchetto Sicurezza", è vago a proposito dei soggetti che sono tenuti ad applicarla; non precisa infatti se questo riguardi solo i fornitori commerciali od anche qualunque organizzazione non profit che li fornisca a titolo gratuito.

E sono proprio queste ultime organizzazioni che hanno fino ad oggi fornito, almeno nella realtà italiana, la maggior parte dei servizi per la privacy quali ad esempio remailer anonimi, proxy sicuri, caselle di posta ad accesso criptato e così via. Alcune di queste organizzazioni hanno già avuto altri problemi che sono stati oggetto di ampio dibattito nella stampa e su cui non è il caso di tornare in questa sede.

Sono proprio queste entità che risentono e risentiranno maggiormente della nuova legge; è lecito attendersi che, per validi e comprensibili motivi quali:
- l'onere economico ed organizzativo della conservazione dati
- l'aumento di responsabilità legali per i membri delle organizzazioni
- i timori dovuti all'incertezza del quadro legale e ed alla possibilità di avere "grane"

molte organizzazioni non profit ridurranno od azzereranno il loro impegno nella gestione di server e risorse per la privacy.

Monitorando anche superficialmente lo status di risorse italiane, ad esempio i remailer anonimi Mixmaster, si puo' notare che, mentre nel 2003 e 2004 il loro numero è aumentato, da 4 a 7, nel 2005 è invece diminuito di due unità, ed alcuni dei remailer rimasti hanno ridotto la loro efficacia trasformandosi in remailer "middleman" cioè solo intermedi.

Considerando poi che le risorse sono diminuite mentre le necessità di privacy in Rete, anche se non percepite, crescono a ritmo esponenziale, la situazione è ancora più negativa.

Cosa fare? L'opinione di chi scrive è che, in una situazione in cui diventerà sempre più difficile comprare privacy dai provider commerciali od ottenerla da organizzazioni non profit, sia necessario che sempre più persone se la "producano in casa". La producano per se stessi e per gli altri, nella migliore tradizione cooperativa e collaborativa della Rete (quella di 10 anni fa).

Una rilevante percentuale della popolazione possiede infatti in casa risorse informatiche, espresse in termini di potenza di calcolo, banda di collegamento e volumi di informazioni scambiabili, che 15 anni fa solo grandi organizzazioni potevano permettersi; è necessario che una piccola parte di queste risorse, insieme ovviamente ad un po' di tempo delle persone che le "regaleranno" alla comunità, siano impiegate a creare nuove risorse, nuovi server per la privacy.

I motivi principali sono due.

Il primo è valido solo nella realtà italiana; i privati sono i soli soggetti non tenuti, almeno nella lettura del testo attuale del decreto Pisanu, alla conservazione dei log, quindi possono evitare di compromettere la privacy propria ed altrui.

Il secondo è invece sempre valido e di carattere strutturale; una infrastruttura per la privacy basata su pochi server utilizzati da molti utenti è fragile; pochi e ben noti server sono infatti facilmente "impallinabili" con mezzi tecnologici e/o legali elementari.

Molti server in mano a privati lo sono assai meno, e questa è una realtà incontrovertibile.

Percio' se siete d'accordo ed avete una ADSL flat, installate Mixmaster, Mixminion, Freenet, Tor, Newnym o Nymbaron sul vostro pc e tenetelo acceso come un faro nella notte.
Se il rumore od il consumo di corrente fossero un problema, procuratevi una p-box.
Se non sapete come fare chiedete in giro, anche sulle liste che sono riportate in fondo. Ma basta cercare con Google e troverete, con un minimo di iniziativa, tutto quello che vi serve.

I dettagli comunque non sono importanti, non sono così difficili; lo è invece essere convinti della necessità di fare. Lo siete?

Marco A. Calamari

Mixmaster
Mixminion
Freenet
Tor
Newnym
Nymbaron
Il sito del Progetto p-box
La mail list e-privacy
Il Progetto Winston Smith
La mail list cyberrights

I precedenti interventi di M.A.C. sono disponibili qui
TAG: italia
46 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Compriamoci la privacy
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  • Con tutto il rispetto per il Calamari, e pur trovando affascinante l'idea di "mettersi in proprio" per garantirsi la privacy, condivido le riserve espresse da parecchi intervenuti sul tema Cassandra Crossing: quello che Calamari propone richiede una certa spesa, e un impegno di tempo che a priori e' difficile quantificare, ma soprattutto non garantisce un bel niente: potrebbe accadere che il giorno dopo aver pagato per poter usare un server, vengano modificate le leggi e vanificando ogni sforzo i difendere la privacy, ma soprattutto si dimentica che Internet e' una rete, gran parte della quale e' al di fuori del nostro controllo, mentre i backbones e molti nodi sono in mano ai governi o loro amici, per cui, a prescindere da considerazioni legali, potrebbero metterci tutti gli sniffers che vogliono. E anche se invece di usare le linee telefoniche si ricorresse ai satelliti, di chi sono i satelliti, di Calamari?
    Qualche giorno fa morivo dal ridere quando tra le tante facezie sui disordini islamici in Francia si scriveva che non si puo' bloccare Internet: cribbio, poveri Francesi, qui in Italia si blocca spesso e da solo, o il DNS che non funziona o qualche server o chissa' cosa, ma nel giro di un mese ci si puo' trovare con Internet fuori uso anche 4-5 giorni.
    Saluti
    Paolo

  • > quello che Calamari propone
    > richiede una certa spesa, e un impegno di tempo
    > che a priori e' difficile quantificare,

    niente affatto, un nodo tor funziona da solo, un remailer sostanzialmente anche, la manutenzione e' minima.

    Quanto alla spesa e' nulla se hai gia' una ADSL,
    non e' necessario comprarsi un hosting da qualche parte.

    > ma soprattutto non garantisce un bel niente:
    > potrebbe accadere che il giorno dopo aver pagato
    > per poter usare un server, vengano modificate le
    > leggi e vanificando ogni sforzo i difendere la
    > privacy

    e che scoperta, se tu oggi compri un furgone domani potrebbero metterli fuori legge perche' inquinano, che fai, non lo compri per questo timore ?
    Tra l'altro piu' gente usa questi strumenti e piu' sara' difficile che li rendano illegali,
    e' questo atteggiamento remissivo che rende piu' facile il lavoro a chi ci controlla, se non fosse per chi "ci ha provato" oggi non avremmo ne PGP ne GPG ne remailer ne privacy.

    > ma soprattutto si dimentica che Internet
    > e' una rete, gran parte della quale e' al di
    > fuori del nostro controllo, mentre i backbones e
    > molti nodi sono in mano ai governi o loro amici,
    > per cui, a prescindere da considerazioni legali,
    > potrebbero metterci tutti gli sniffers che
    > vogliono.

    e quindi ? che te ne fai di uno sniffer che intercetta msg crittati con chiavi a 1024 o 2048 bit ?
    Mi sa che devi ripassarti la teoria dei remailer,
    del concatenamento, pensato proprio per ovviare a questi problemi, compresa l'ipotesi che alcuni servizi possano essere gestiti e monitorati dalle agenzie di controllo.

    > E anche se invece di usare le linee
    > telefoniche si ricorresse ai satelliti, di chi
    > sono i satelliti

    la crittografia non affida la sicurezza al canale di trasmissione, il canale non c'entra nulla.
    non+autenticato
  • Tutta colpa di questa invasiva società che ha il vizietto del monopolio.
    Gira voce che la cricca Schmidt+Byrne+Page sia più rossa di Bertinotti nonché sia palesemente filo no-global
    non+autenticato
  • "Percio' se siete d'accordo ed avete una ADSL flat, installate Mixmaster, Mixminion, Freenet, Tor, Newnym o Nymbaron sul vostro pc e tenetelo acceso come un faro nella notte."

    Un faro che potrebbe attirare l'attenzione di chi ti vuole controllare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Un faro che potrebbe attirare l'attenzione di chi
    > ti vuole controllare.

    Potrebbe... si. Ma per esempio in Tor nessuno ti obbliga ad essere un nodo d'uscita, potresti decidere di essere semplicemente un nodo "di passaggio", tutti i dati che passano sono crittati quindi né tu né altri potete sapere cosa passa di lì.
    Ma anche se decidi di essere un nodo d'uscita (mi sembra che per esserlo devi contattare la EFF) cosa possono fare? Al limite sanno che sei un nodo d'uscita Tor, non mi pare che ci sia nessuna legge che ti proibisce di esserlo e di certo non sei responsabile per quanto "esce" o "entra" dal tuo nodo visto che puoi tranquillamente dimostrare di non essere stato tu a generare tale traffico. Del resto i remailer anonimi, i server anonimizzatori, ecc. esistono da molti anni e non mi sembra che i gestori siano finiti in galera.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Wakko Warner
    > non mi pare che ci sia nessuna
    > legge che ti proibisce di esserlo e di certo non
    > sei responsabile per quanto "esce" o "entra" dal
    > tuo nodo visto che puoi tranquillamente

    Se la metti sul piano legale, se le leggi venissero applicate in maniera oggettiva e senza possibilità di errore non ci sarebbe neanche da preoccuparsi del fatto che vengono registrati i log...
    non+autenticato
  • Purtroppo non posso affatto essere cosi' ottimista.

    Oltre al fatto che possono sempre creare una legge ad hoc per vietare cose del genere, vi e' comunque la possibilita' di essere accusati di molte cose (in particolare di favoreggiamento, omessa custodia, ecc.)

    Siccome siamo nello stato che funziona come funziona non e' che spetta a loro dimostrare che sei colpevole, ma a te dimostrare che sei innocente

    ... si' lo so che sulla costituzione c''e scritto il contrario ... ma io parlo della realta'.

  • > Oltre al fatto che possono sempre creare una
    > legge ad hoc per vietare cose del genere, vi e'
    > comunque la possibilita' di essere accusati di
    > molte cose (in particolare di favoreggiamento,
    > omessa custodia, ecc.)
    >
    > Siccome siamo nello stato che funziona come
    > funziona non e' che spetta a loro dimostrare che
    > sei colpevole, ma a te dimostrare che sei
    > innocente
    >
    > ... si' lo so che sulla costituzione c''e scritto
    > il contrario ... ma io parlo della realta'.

    di quale realta' parli scusa ?
    perche' io non la vedo questa tua realta',
    i remailer esistono da anni, anche in italia,
    e sono perfettamente legali, e nessun remailer admin e' mai stato accusato di alcunche'.

    E non mi si venga a dire che domani potrebbero fare una legge che.....
    domani potrebbero fare anche una legge che mette fuorilegge la pastasciutta, e vuol dire che a questo problema ci pensero' domani, oggi
    penso soprattutto a tirar su un fornelletto per cuocerla e mangiarla.

    E se hai paura puoi fare sempre da middleman
    in modo che non sei nodo d'uscita.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Oltre al fatto che possono sempre creare una
    > > legge ad hoc per vietare cose del genere, vi e'
    > > comunque la possibilita' di essere accusati di
    > > molte cose (in particolare di favoreggiamento,
    > > omessa custodia, ecc.)
    > >
    > > Siccome siamo nello stato che funziona come
    > > funziona non e' che spetta a loro dimostrare che
    > > sei colpevole, ma a te dimostrare che sei
    > > innocente
    > >
    > > ... si' lo so che sulla costituzione c''e
    > scritto
    > > il contrario ... ma io parlo della realta'.
    >
    > di quale realta' parli scusa ?

    Non alludevo a casi specifici dei remailer (di cui non so quasi nulla) ma piu' in generale.

    Ogni giorno puo' piombarti in casa la Finanza senza mandato e metterti sotto sopra la casa anche se non hai combinato nullo (solo per controllare se per caso lo hai fatto)

    possono intercettarti le telefonate senza che tu abbia fatto nulla solo perche' qualcuno ha deciso che potrebbe essere interessante (qualche mese fa sono usciti i numeri sulle utenze intercettate)

    e sooprattutto possono anche arrestarti perche' gli pare che forse sei il colpevole (con argomentazioni del tipo "chi altri potrebbe essere stato").

    Per non parlare delle multe, che prima devi pagarle, semmai poi puoi fare ricorso. Se ti viene data una multa per eccesso di velocita' (o altro) anche se tu riesci a dimostrare che quel giorno eri in Sud America, la multa devi pagarla lo stesso (ed e' anche probabile che qualcuno ti dica frasi del tipo "Sa ogni tanto sccede che sbagliano a trascrivere il numero di targa")
  • questi sono casi in cui chi si occupa di garantire la legge va piu in la dei limiti consentiti dalla legge
    certo adesso si in parlamento se ne occupano per adeguare ma legalmente oggi non hanno nessun diritto effettivo di farlo
    la storia della polizia che passa col semaforo rosso
    quindi

    > e sooprattutto possono anche arrestarti perche'
    > gli pare che forse sei il colpevole (con
    > argomentazioni del tipo "chi altri potrebbe
    > essere stato").
    italia non e uno stato di diritto quindi
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > > e sooprattutto possono anche arrestarti perche'
    > > gli pare che forse sei il colpevole (con
    > > argomentazioni del tipo "chi altri potrebbe
    > > essere stato").
    > italia non e uno stato di diritto quindi

    Uno Stato in cui le leggi si applicano per i nemici e si interpretano per gli amici tu come lo chiami?

    Al processo per il delitto di Cogne e' stata condannata una perche' 1) chi altri poteva essere 2) uno psichiatra ha detto (senza essere presente, avenedo soltanto visto l'imputata a distanza di anni) che lei puo' essere stata l'omicida (che il suo profilo e' compatibile con quello di un'omicida)


    forse (visto che gli psichiatri hanno tali poteri) si potrebbe utilizzarli per fargli dare una sbirciata ai fogli in cui sono stmpati i sorgenti dei vari file e farsi dire in quale file e' presente il bug ... sai quanto tempo risparmiato
  • - Scritto da: AnyFile

    > Al processo per il delitto di Cogne e' stata
    > condannata [...]

    L'assassino indossava il pigiama e le ciabatte della Franzoni.
    Un piccolo indizio, vero?







    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: AnyFile
    >
    > > Al processo per il delitto di Cogne e' stata
    > > condannata [...]
    >
    > L'assassino indossava il pigiama e le ciabatte
    > della Franzoni.
    > Un piccolo indizio, vero?
    >

    Non mi pare che l'unico modo per avere un pigiama sporco di sangue sia essere l'assassino

    e soprattutto ci deve essere una prova e poi al massimo quella puo' essere una conferma, non che siccome non si spiega quella cosa allora e' lei l'asassina

    e se ci fossero astate prove a sufficienza cosa serviva chiedere ad uno psichiatra di dire se poteva essere lei o no l'assassina (come se uno psichiatra fosse capace di vedere cosa e' successo in un altro momento e in un altro luogo)

  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: AnyFile
    >
    > > Al processo per il delitto di Cogne e' stata
    > > condannata [...]
    >
    > L'assassino indossava il pigiama e le ciabatte
    > della Franzoni.
    > Un piccolo indizio, vero?
    >
    >

    e poi tu non stai facendo altro che confermare quanto da me detto. stai dicendo chi altri poteva essere.
  • qualcuno mi può dare un link che spieghi cosa è una p-box?

    per la redazione: quando si cita qualcosa, sarebbe bello anche un link di approfondimento.
    non+autenticato
  • > qualcuno mi può dare un link che spieghi cosa è
    > una p-box?

    http://punto-informatico.it/p.asp?i=50384&r=PI
    non+autenticato
  • grazie.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > qualcuno mi può dare un link che spieghi cosa è
    > una p-box?
    >
    > per la redazione: quando si cita qualcosa,
    > sarebbe bello anche un link di approfondimento.

    Sarebbe ancora piu' bello se prima di tirare le orecchie a qualcuno, si leggessero gli articoli fino in fondo ...

    Trovi li il link, usalo bene .......


    non+autenticato
  • > Sarebbe ancora piu' bello se prima di tirare le
    > orecchie a qualcuno, si leggessero gli articoli
    > fino in fondo ...
    >
    > Trovi li il link, usalo bene .......

    hai ragione, mea culpa, solo ero abiutato a link diretti nel testo e non reference in fondo all'articolo (che mi erano rimaste fuori dallo schermo), la prossima volta letto meglio.
    non+autenticato
  • vi pongo una domanda.
    sapere che una qualunque organizzazione criminale possa usare il vostro computer (attraverso ad esempio freenet), ovviamente a vosta insaputa, vi fa stare comunque tranquilli? solo come coscienza, intendo.

    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > vi pongo una domanda.
    > sapere che una qualunque organizzazione criminale
    > possa usare il vostro computer (attraverso ad
    > esempio freenet), ovviamente a vosta insaputa, vi
    > fa stare comunque tranquilli? solo come
    > coscienza, intendo.
    >
    Tu sei tranquillo invece sul fatto che qualunque sito da te visitato, anche per sbaglio, resti nella memoria del log del tuo provider per almeno 2 anni a disposizione di chissà chi e per chissà cosa? DelusoDelusoDelusoDeluso

    Dimenticavo: non tirare fuori la storia che se non hai nulla da nascondere sei a posto...la usavano già alla Gestapo e alle SS, nel caso nessuno te lo avesse spiegato/raccontato....

    ==================================
    Modificato dall'autore il 18/11/2005 9.06.02
  • > Tu sei tranquillo invece sul fatto che qualunque
    > sito da te visitato, anche per sbaglio, resti
    > nella memoria del log del tuo provider per almeno
    > 2 anni a disposizione di chissà chi e per chissà
    > cosa?Deluso

    no, certo, ma la mia domanda era proprio questa. preferisci che il sito che visiti rimanga nei log per due anni o che tu abbia, indirettamente, fornito ad organizzazioni criminali uno strumento per poter agire indisturbate?
    secondo me, a parte il "me ne frego di tutti, conto solo io", la risposta non è facile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > > Tu sei tranquillo invece sul fatto che qualunque
    > > sito da te visitato, anche per sbaglio, resti
    > > nella memoria del log del tuo provider per
    > almeno
    > > 2 anni a disposizione di chissà chi e per chissà
    > > cosa?Deluso
    >
    > no, certo, ma la mia domanda era proprio questa.
    > preferisci che il sito che visiti rimanga nei log
    > per due anni o che tu abbia, indirettamente,
    > fornito ad organizzazioni criminali uno strumento
    > per poter agire indisturbate?
    > secondo me, a parte il "me ne frego di tutti,
    > conto solo io", la risposta non è facile.
    La logica vorrebbe che i dati su di me venissero raccolti dalla magistratura in caso di indagine autorizzata e solo a partire da quel momento, non a prescindere...
    Sulla Costituzione, ultimamente martoriata a più non posso, sta scritto che tutti sono innocenti fino a che non venga dimostrato il contrario, non che tutti sono colpevoli salvo dimostrazione della innocenza...

    Che poi il potere per preservarsi agisca massacrando tuutto e tutti, questa è un'altra storia.

    ==================================
    Modificato dall'autore il 18/11/2005 9.10.49

  • > La logica vorrebbe che i dati su di me venissero
    > raccolti dalla magistratura in caso di indagine
    > autorizzata e solo a partire da quel momento, non
    > a prescindere...
    > Sulla Costituzione, ultimamente martoriata a più
    > non posso, sta scritto che tutti sono innocenti
    > fino a che non venga dimostrato il contrario, non
    > che tutti sono colpevoli salvo dimostrazione
    > della innocenza

    sono d'accordo, però non hai risposto alla mia domanda.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > > La logica vorrebbe che i dati su di me venissero
    > > raccolti dalla magistratura in caso di indagine
    > > autorizzata e solo a partire da quel momento,
    > non
    > > a prescindere...
    > > Sulla Costituzione, ultimamente martoriata a più
    > > non posso, sta scritto che tutti sono innocenti
    > > fino a che non venga dimostrato il contrario,
    > non
    > > che tutti sono colpevoli salvo dimostrazione
    > > della innocenza
    >
    > sono d'accordo, però non hai risposto alla mia
    > domanda.
    Forse perchè non sei abituato a ragionare in termini di Costituzione:
    Se la magistratura ritiene tramite indagini di controllarti è suo diritto farlo, dopo aver ottenuto l'autorizzazione, ma mettere tutti sotto indagine preventiva, solo perché Internet può essere usata dai terroristi, è lo stesso che affermare che tutti gli automobilisti sono da mettere sul registro degli indagati, perche potrebbero stirare una vecchietta od un bambino sulle strisce pedonali...
    Nessuno strumento o tecnologia è bene o male, dipende solo dall'uso che se ne fa, ma condannare tutti perché uno la usa male, francamente mi sembra un po' troppo!

  • > Forse perchè non sei abituato a ragionare in
    > termini di Costituzione:
    > Se la magistratura ritiene tramite indagini di
    > controllarti è suo diritto farlo, dopo aver
    > ottenuto l'autorizzazione, ma mettere tutti sotto
    > indagine preventiva, solo perché Internet può
    > essere usata dai terroristi, è lo stesso che
    > affermare che tutti gli automobilisti sono da
    > mettere sul registro degli indagati, perche
    > potrebbero stirare una vecchietta od un bambino
    > sulle strisce pedonali...
    > Nessuno strumento o tecnologia è bene o male,
    > dipende solo dall'uso che se ne fa, ma condannare
    > tutti perché uno la usa male, francamente mi
    > sembra un po' troppo!

    certo, è tutto giusto.
    ma se i tuoi dati sono regsitrati (ok, ingiustamente, ma comunque registrati), è motivazione sufficiente per usare uno strumento come freenet (uno a caso, immagino ne esistano anche altri) anche se questo può facilitare il lavoro di organizzazioni criminali che alla fin fine usano pure il tuo nodo? questa è la domanda... sul fatto che siamo tutti innocenti fino a che un giornale non dice il contrario, siamo d'accordo.Occhiolino
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    [CUT]
    > certo, è tutto giusto.
    > ma se i tuoi dati sono regsitrati (ok,
    > ingiustamente, ma comunque registrati), è
    > motivazione sufficiente per usare uno strumento
    > come freenet (uno a caso, immagino ne esistano
    > anche altri) anche se questo può facilitare il
    > lavoro di organizzazioni criminali che alla fin
    > fine usano pure il tuo nodo? questa è la
    > domanda... sul fatto che siamo tutti innocenti
    > fino a che un giornale non dice il contrario,
    > siamo d'accordo.Occhiolino
    FreeNet non è uno strumento di Internet è Internet stessa modificata in modo che tu quando si collegato possa essere contemporaneamente fornitore e utilizzatore di servizi (come in ISP qualunque)..l'unica differenza è che come privato non sei obbligato a registrare il log dei collegamenti e a conservarlo...
    Se poi qualcuno vuol delinquere fatti suoi, esistono altri metodi di indagine che non necessitano del mio log rendendo di fatto la mia privacy solo una parola.
    Se poi un magistrato vuole comunque i miei log basta l'autorizzazione della procura e gli fornisco i dati che gli servono, ma non certamente quelli privati miei!
    Un ISP deve far leggere tutto il log e quindi dato che io non ho dato nessuna autorizzazione a conservare e divulgare i miei dati privati, di fatto resto parte offesa a prescindere.
    Soluzioni non ne ho, ma non rinuncio alla libertà, solo perché qualcuno grida al lupo al lupo.
  • - Scritto da: Anonimo
    > certo, è tutto giusto.
    > ma se i tuoi dati sono regsitrati (ok,
    > ingiustamente, ma comunque registrati), è
    > motivazione sufficiente per usare uno strumento
    > come freenet (uno a caso, immagino ne esistano
    > anche altri) anche se questo può facilitare il
    > lavoro di organizzazioni criminali che alla fin
    > fine usano pure il tuo nodo?

    Si, è più che sufficente.
    Quando la libertà è in pericolo è giusto combattere per essa. Ci saranno dei morti per strada... ma immagina se i tuoi nonni si fossero rifiutati di andare in guerra per difendere la loro libertà solo perché era più conveniente per loro starsene a casa. Quanti sono morti per difendere la libertà? Non si contano nemmeno. Eppure loro lo hanno fatto perché sapevano che la _libertà_ è un diritto naturale dell'uomo. Lo hanno fatto per difendere non solo la _loro_ libertà, ma soprattutto per difendere la libertà di coloro che sono venuti dopo di loro.

    Ti giro la domanda. Combatteresti per difendere la libertà dei tuoi figli e dei figli dei tuoi figli? Anche se facendo questo rischieresti di finire in galera? Anche se facendo questo rischieresti di essere ucciso?

    Non posso parlare per te, ma io lo farei.

    Ah, un ultima cosa, i tuoi nonni hanno combattuto anche per il tuo libero arbitrio, non si sono posti la domanda: "ma se oggi combattiamo per la libertà domani qualcuno potrebbe usarla per scambiarsi foto di bimbi violentati, per uccidere qualcuno, per attentare alla sicurezza dello Stato, ecc."

    ==================================
    Modificato dall'autore il 18/11/2005 13.16.36
    non+autenticato
  • > ma se i tuoi dati sono regsitrati (ok,
    > ingiustamente, ma comunque registrati),
    da sottolineare la parola ingiustamente

    > motivazione sufficiente per usare uno strumento
    > come freenet (uno a caso, immagino ne esistano
    > anche altri) anche se questo può facilitare il
    > lavoro di organizzazioni criminali che alla fin
    > fine usano pure il tuo nodo?
    mettiamola cosi
    il governo e contro di me
    l'organizzazione organizzata e contro il governo (anche se su questo qualche dubbio c'e quindi)
    a questo punto il nemico del mio nemico e per assurdo e temporaneamente il mio amico
    SI QUINDI
    non+autenticato

  • > Forse perchè non sei abituato a ragionare in
    > termini di Costituzione:
    > Se la magistratura ritiene tramite indagini di
    > controllarti è suo diritto farlo, dopo aver
    > ottenuto l'autorizzazione, ma mettere tutti sotto
    > indagine preventiva, solo perché Internet può
    > essere usata dai terroristi, è lo stesso che
    > affermare che tutti gli automobilisti sono da
    > mettere sul registro degli indagati, perche
    > potrebbero stirare una vecchietta od un bambino
    > sulle strisce pedonali...

    Non preoccuparti, stanno pensando pure a quelloTriste

    http://www.theregister.co.uk/2005/11/15/vehicle_mo.../

    in pratica, stanno pensando di mettere su una rete di telecamere per tracciare i movimenti di tutti i veicoli Deluso
    Semplicemente allucinante.
    non+autenticato
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