venerdì 25 novembre 2005

WiMax: tante speranze, poche certezze

Le sperimentazioni WiMax in Italia stanno per dare i primi risultati. La tecnologia è buona, il problema è politico: le frequenze disponibili sono inadeguate e i tempi si allungano moltissimo. Il quadro della situazione

In quasi tutti gli altri Paesi d'Europa si è imposto invece un principio diverso. Alcuni operatori, che già disponevano delle licenze per le frequenze giuste, sono partiti in autonomia. "Già, hanno sfruttato il fatto che le 3,4-3,8 in certi Paesi sono state liberalizzate in passato, per altre tecnologie, però; le loro licenze, con una certa forzatura, sono state poi adattate al WiMax". In certi casi sono già state lanciate le prime offerte commerciali.

Un quadro: in Francia, Altitude Telecom offre banda larga WiMax in Vandea e nel dipartimento dell'Orne, già da giugno 2005, con una copertura che ormai sfiora il 100 per cento della popolazione di quelle regioni. Il Governo francese, inoltre, ha annunciato qualche giorno fa che intende raggiungere l'obiettivo di coprire il 98 per cento della popolazione con l'ADSL nel 2006, e di portare la banda larga nel restante 2 per cento tramite Wi-Fi entro il 2007.

Irish Broadband in Irlanda copre le zone di Dundalk, Drogheda, Galway, Limerick e Waterford. Iberbanda utilizza il WiMax per ampliare la propria rete banda larga in Spagna nelle zone rurali o suburbane. Enertel offre WiMax a Rotterdam, in Olanda, e conta di coprire tutto il Paese entro il 2005. Negli Stati Uniti (Boston, New York, Rhode Island, Chicago e Los Angeles) si distinguono le offerte di TowerStream. Telabria ha lanciato le offerte WiMax a settembre, nel Sud dell'Inghilterra (a partire da Coventry). Per esempio, SkyLink Home, di Telabria, costa 24,99 sterline al mese e dà una banda di 1,5 Mbps (simmetrici).
Si noti però che tutte queste offerte sono basate su apparati detti pre-WiMax, in quanto IEEE non ha ancora certificato nessun produttore. "Se ne parlerà nel 2006, sono tutti in ritardo per la certificazione", spiega Andrea Borsetti, country manager di Alvarion in Italia, azienda che già vanta 100 installazioni WiMax nel mondo. Che vuol dire apparati pre-Wimax? "Non sono stati certificati WiMax, perché nessuno lo è; e quindi non è assicurata interoperabilità tra apparati di diversi produttori. Però le specifiche di questi prodotti sono consolidate, difficile che cambierà qualcosa una volta che sarà fissata la certificazione. E se dovesse cambiare qualche specifica, sarà a livello di base station non nei prodotti usati dagli utenti".

Insomma, in Europa la situazione è un po' caotica: un gruppo di operatori è già partito, con prodotti non certificati e in qualche zona; su frequenze che più o meno oscillano nei vari Paesi (tra 3,4 e 3,8 GHz). Mentre in Italia, a causa del fatto che le frequenze erano (e in parte sono tuttora) in mano alla Difesa, le cose stanno andando per le lunghe.

Ma è davvero un handicap nazionale, alla luce del fatto che ancora non ci sono prodotti certificati WiMax e che gli studi sul campo, per questa tecnologia, sono ancora agli inizi? Forse la si può vedere in senso buono: è una garanzia per i consumatori che in Italia si partirà con più calma, quando la tecnologia sarà più matura. Ed è un bene per il principio di non discriminazione tra gli utenti il fatto che le offerte WiMax partiranno in massa in Italia, quando le frequenze saranno liberate ovunque, nelle varie aree affette da digital divide. Si eviteranno così i problemi e i malumori causati da una copertura a chiazze.

La partenza in massa degli operatori permetterà forse di razionalizzare lo sviluppo del WiMax in Italia e la lotta al digital divide. Negli altri Paesi, invece, gli operatori già pronti sono corsi avanti, occupando alcune zone con il proprio segnale (dove non ci potranno essere altri operatori, per evitare interferenze) e con apparati che forse in futuro daranno problemi di interoperabiltà. Uno sviluppo precoce, quindi, ma forse affrettato e disordinato, di cui quei Paesi potrebbero pagare lo scotto in futuro. Si vedrà.

Di certo, sul destino del WiMax italiano, inciderà molto il modo in cui saranno gestite le aste per assegnare le licenze. Si spera che a comprarle saranno soprattutto gli operatori davvero interessati a sfruttarle e a dare banda larga nelle zone disagiate. Già si teme però che qualche grosso operatore possa acquistare le licenze solo per fare ostruzionismo e poi non sfruttarle, per impedire al WiMax di scuotere gli equilibri del mercato banda larga. È davvero presto per parlarne, come riflettono gli operatori e la Fondazione Ugo Bordoni. Il prossimo passo, per tagliare la nebbia del futuro, è scoprire quali prestazioni e copertura sarà possibile ottenere con questi rimasugli di frequenze disponibili.

Alessandro Longo
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69 Commenti alla Notizia WiMax: tante speranze, poche certezze
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  • E' grottesco che in Italia si debba avviare una lunghissima spermentazione (maddeché) quando negli altri paesi il wifi è già realtà e funziona.

    La verità è che Telecom e compagnia bella non hanno nessun interesse a farsi scavalcare da una tecnologia che li spiazzerebbe e farebbe nascere una nuova ed agguerrita concorrenza. Quello che è grave, ma non nuovo, è che il governo regga regolarmente il sacco ai poteri forti di sempre.

    http://aghost.wordpress.com/2006/03/29/lazienda-va.../
    http://aghost.wordpress.com/2006/04/09/gli-ingordi/
    non+autenticato
  • Vogliono imbavagliare internet


    Ecco come sarà il web nel prossimo futuro: meno libero e sotto padrone. Ci sta bene così o vogliamo protestare?

    di: Giuseppe Caravita

    Non sono uso a fare al lupo al lupo ma oggi al giornale (il Sole-24 Ore) ho dovuto lavorare su una faccenda davvero poco gradevole. Una roba che chiama in causa il vicepresidente della Confindustria, sia detto in chiaro. Ma poco mi importa di fronte alla posta in gioco.

    Che è questa: il rischio ravvicinato (quasi una certezza, data la furbolandia che ci tiene in ostaggio, e inquina ambedue gli schieramenti politici...) che in Italia, ma non solo, l'internet negli anni prossimi non sia più l'internet che conosciamo. E fin dall'inizio, dagli anni 80. Ma una cosa diversa e più brutta e triste. E meno libera. Molto, molto meno.

    Fine della nostra speranza, ragazzi. Si torna anche qui sotto un padrone, e pieno di debiti.

    Internet è stata fin dagli anni 80 una rete relativamente libera e aperta, fatta dagli universitari e dai ricercatori secondo i suoi tre principi costitutivi: nessuno la possiede, tutti la usano, tutti la possono migliorare.

    Questi tre semplici principi ci hanno permesso di creare innovazione, professione e lavoro, identità e sviluppo personale come mai era successo su un media elettronico.

    Oggi li vogliono distruggere. Perchè dobbiamo pagare i debiti politici di lorsignori. Bit dopo bit. A un neo-monopolio retrivo, illegale e predatorio.

    Possiamo scordarcela, la nostra rete, se va avanti così. Di questo passo dall'anno prossimo avremo un solo padrone della rete a larga banda italiana (quella che conta, in massima parte su Adsl). Questo padrone si chiamerà Telecom Italia (Ti).

    Dall'anno prossimo Ti farà fuori tutti i suoi attuali concorrenti. Lei controlla la rete in rame su cui girano le Dsl. Dovrebbe fare prezzi al consumo (suoi) e all'ingrosso (per gli altri) in grado di farli competere. Invece da sei mesi sta facendo il contrario...

    In pratica: li sta facendo fallire tutti, e tutti i concorrenti della Dsl lavorano oggi in perdita.

    Hanno protestato sei volte all'Agcom, ovvero l 'autorità tlc che dovrebbe sorvegliare sul regime pluralistico della rete. Niente.

    Ora invece l'Agcom sta per far uscire un provvedimento che, con le belle parole di un regime più favorevole alla concorrenza, prevede nei fatti un lungo e imprecisato periodo di terra di nessuno in cui Ti potrà fare carne di porco dei suoi concorrenti, ormai indeboliti.

    Sappiamo come vanno queste cose in terra (purtroppo) di furbolandia.

    Una notizia (eloquente). Silvio Scaglia oggi ha annunciato la sua prossima uscita azionaria da Fastweb. Il suo fondatore storico (e massimo tra i manager di tlc italiane) lascia la sua creatura perchè sa benissimo che ora si perdono quattrini, tanti quattrini, in un business della larga banda contro una Telecom Italia scatenata, all'arrembaggio di quasiasi profitto o quota di mercato possa raggiungere. E persino lui scappa dalla nave che affonda.

    E lo sanno anche gli altri concorrenti, sotto torchio..... Telecom Italia fa parte di un gruppo che ha oltre 40 miliardi di euri di debiti (accumulati a nostre spese grazie a D'Alema, Bersani, Berlusconi, Colaninno e Tronchetti), ha un serio gap di credibilità con gli analisti e investitori finanziari internazionali, ha un titolo che è sceso nell'anno del 30%, deve affrontare l'anno prossimo, in primavera, un cruciale showdown con i suoi principali creditori: le banche.

    E ritiene di doversi presentare all'appuntamento, per recuperare un po' di fiducia, con tutti i profitti che può spremere dal mercato, giusti e sbagliati, anche a costo di schiacciare i concorrenti. E insieme noi utenti.

    Dall'anno prossimo Telecom Italia ci potrà così imporre una internet sempre più televisiva, pay-tv. Una volta divenuta la padrona assoluta ci imporrà una internet sempre più Alicenelpaesedellemeraviglie, e a pagamento su tutto quello che potrà (e no).

    Ha già ucciso Virgilio a favore di un nuovo bel portalone Alice Tv. Sulla falsariga su quanto si annuncia e si teme negli Usa.

    Vuoi l'adsl per navigare, per comunicare e dire la tua? Pagherai di più che per quella televisiva. Là ti dò i 4 megabit (ovvio, asimmetrici, solo in discesa, per succhiare passivo quello che voglio io, Telecom), altrimenti ciccia. Ti dò quattro kilobit stracciati e pieni di virus per i tuoi upload anarchici e schifosi..... Ma per la seconda, la grande Alice, no, te la dò quasi gratis. Ma poi mi paghi i film, la musica e gli spot Tv, uno per uno....e il prezzo lo farò io....solo io.

    (diffondete!)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Vogliono imbavagliare internet
    >
    >
    > Ecco come sarà il web nel prossimo futuro: meno
    > libero e sotto padrone. Ci sta bene così o
    > vogliamo protestare?
    >
    > di: Giuseppe Caravita
    >
    My dear beppe se non gli stesse bene così non avremmo il nano for president ne avremmo avuto il gaspare picciotto al minicom...........
    Piuttosto che vogliamo fare ? ci lamentiamo ancora per il "destino cinico e baro" o cominciamo a lavorare, a dare una mano e visibilità e stimolare le poche iniziative "dal basso" che ci sono?...

    Salut
    non+autenticato
  • per faje crede che ce stanno un sacco de problemi.
    Er popolo.. se sa è 'gnorante e quanno sente dì le sigle difficili (e sbajate) come quelle de st' articolo se 'mpressiona e s'affeziona e così 'ntanto nun pensa ar wifi (che già lo potrebbe usà) e aspetta er godot che se chiama wimax.. colle frequenze (in tutto er monno "unlicensed") ma che da noi se metteranno all'asta per li soliti tronchetti e nanetti.
    Er popolo bue c'ia er compito de votà, pagà le tasse e l'abbonamenti e de sta zitto che sennò je tojamo purre la partita si nun sta sur diggitale terestre nostro!

    Ar popolo nun je famo vede le paggine de seattle wireless che so eversive e manco l'antenne cor barattolo der caffè .. che so argomenti difficili e je fanno venì (ar popolo) er mal de testa.

    Tanto er popolo nun se accorgerà mai che anche quelle frequenze che mettemo all'asta sarebbero pure le sue!

    Bravooo!
    Grazie!.......
    non+autenticato
  • qualche giorno fa su pi c'era un articolo che faceva il quadro della situazione del dtt nei paesi europei e anche negli usa, e c'era scritto che comunque era ancora attiva anche lì la tv analogica, come fa quindi il wimax a stare nella banda uhf?
    poi questo esempio dei tacs non mi convince, non è notizia di un mesetto fa che la tim ha del tutto abbandonato la rete tacs?
    e solo la tim mi risulta ci stava in quel settore, vodafone è arrivata dopo con le sim, direttamente per i gsm
    ho il sospetto che questa intervista/articolo era pronta da tempo ed è spuntata solo ora
    non+autenticato
  • Non hai tutti i torti .. .)

  • - Scritto da: midori
    > Non hai tutti i torti .. .)

    In verita' non ci ha capito nulla ma chi ce l'ha il tempo per spiegargli tutto?
    non+autenticato
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