Contrappunti.it/ La fragilitÓ di Microsoft

di M. Mantellini. Dopo l'emergenza DNS e il successivo attacco DDoS i server Microsoft passano alla Akamai. Che fa girare il tutto su qualcosa che assomiglia a Linux. Tutto ok?

Web - Il recente prolungato crash dei maggiori siti web di Microsoft riporta in primo piano la questione della fragilitÓ tecnologica. Un universo cablato nel quale, come sta accadendo sempre di pi¨, la comunicazione, il commercio, ma anche la conservazione di dati importanti e pi¨ avanti perfino la memoria storica e tutto il patrimonio intellettuale, siano archiviati e collegati a noi da un'unica spina dorsale che chiamiamo Internet, costringerÓ a fare i conti con problemi di "conservazione" di tale sistema che oggi sembrano marginali e facilmente risolvibili ma che invece rischiano di sfuggire al nostro controllo con sempre maggiore facilitÓ.

Ognuno di noi sperimenta ogni giorno la stupiditÓ dei computer, la loro ormai leggendaria attitudine a sfuggire al nostro controllo per comportarsi "diversamente", simulando una personalitÓ individuale che certo non posseggono (ancora) e che Ŕ, in definitiva, solo la rappresentazione della nostra incapacitÓ a fare di essi uno strumento a nostra completa misura.

Eppure, la fragilitÓ di chi queste macchine costruisce e programma (che Ŕ poi la nostra umanissima debolezza) oggi apre scenari nuovi e ampiamente sottovalutati. Il Millennium bug, anche nella sua postuma concretizzazione di "falso allarme", Ŕ stato fino ad oggi l'esempio perfetto delle possibili conseguenze scatenabili dalla cieca fiducia in una macchina imperfetta, con la sua connotazione di "piccola dimenticanza", costata alla collettivitÓ migliaia di miliardi in patches, riprogrammazioni e comitati di crisi in tutto il pianeta.
Nella settimana scorsa nessuno ha veramente capito (forse nemmeno i tecnici di Microsoft) quale sia stato davvero il problema che ha causato la chiusura per decine di ore di MSN, Passport, Expedia, Hotmail, MSNBC, tutti siti facenti capo alla galassia di Bill Gates. Se si sia trattato di un banale errore di un tecnico addetto al controllo dei DNS (Domain Name System) o se invece sia stato portato un attacco telematico di tipo "Denial Of Service attack". O se, come sostengono ormai un po ' tutti, si sia trattato di entrambe le cose una di seguito all'altra.
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