Windows, i Rettori italiani ci ripensano

Dopo la mobilitazione di LugRoma ed altri, i membri della Fondazione CRUI tornano sui propri passi: è giusto spingere l'informatica nelle università, ma non è il caso di promuovere soltanto i sistemi proprietari

Roma - La mobilitazione per spingere i rettori delle università italiane a cambiare rotta e non considerare valido il solo software proprietario ha ottenuto l'effetto sperato: la CRUI, la Fondazione dei Rettori che aveva suscitato scalpore perché consigliava esclusivamente l'uso di Windows nelle università, ha deciso di tornare sui propri passi.

L'annuncio che la mobilitazione dei sostenitori del software open source ha ottenuto gli obiettivi prefissati l'ha dato proprio quel LugROMA (il gruppo utenti Linux romano) che ha sollevato attenzione attorno alle scelte "proprietarie" della CRUI.

La Fondazione, in particolare, ha deciso di inserire nelle pagine del proprio sito uno spazio dedicato interamente a Linux e al software open source.
"Riteniamo - scrive LugROMA - che lo spazio dedicato accolga in pieno le richieste del nostro appello, che abbiamo appena provveduto a chiudere, e che ha raccolto più di 900 sottoscrizioni in pochi giorni".

LugROMA ha anche sottolineato come la CRUI abbia agito ben prima della consegna effettiva delle firme raccolte dall'appello.
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