Il telefonino sgonfia le tasche degli italiani

La telefonia mobile, da tempo nel cuore dei cittadini del Bel paese, presto costerà loro più di quella fissa

Milano - Italiani, popolo sempre al telefono. A conferma dei dati anticipati in ottobre, l'Osservatorio Smau sul mercato delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione del Centro Studi Promotor pubblica i dati relativi alla spesa italiana in prodotti e servizi di telefonia, che mettono in evidenza il sempre più sottile divario tra la spesa degli utenti finali per i servizi telefonici mobili e fissi.

Il sorpasso del mobile rispetto al fisso, secondo il rapporto di Promotor, avverrà con ogni probabilità nel 2006. Nei primi nove mesi del 2005, la spesa per servizi telefonici mobili ammontava a 11.646 milioni di euro (+ 10,1% sullo stesso periodo dello scorso anno). Per i servizi fissi la spesa è arrivata a 12.706 milioni di euro (+ 1,5%). Il gap, di poco superiore al miliardo di euro, difficilmente risulterà colmato nel quarto trimestre 2005 (anche se il periodo natalizio registra sicuramente un'impennata del mercato).

La spesa globale per servizi TLC mobili e fissi fino a settembre 2005 è stata pari a 24,3 miliardi di euro (+ 5,4%, esattamente come a fine giugno). I fattori che stanno sostenendo lo sviluppo del settore sono messi in evidenza dall'Osservatorio Smau: per quanto riguarda le telecomunicazioni fisse, alla "quasi saturazione" del mercato potenziale dei servizi di base tradizionali (voce) gli operatori rispondono con offerte che incentivano l'uso dei servizi in determinate fasce orarie o direttrici, con l'arricchimento del servizio di base con servizi "a valore aggiunto", nuove offerte di contenuti a pagamento, disponibili su più piattaforme distributive, e con l'orientamento verso contratti flat, che danno all'utente una "certezza" del costo.
Aumenta, come era prevedibile, la richiesta di connettività e servizi a banda larga, su cui probabilmente influisce la diminuzione dei canoni mensili applicati dai provider e il passaggio dalle tariffe a consumo alle tariffe flat.

Cresce soprattutto il giro d'affari legato ai servizi di telefonia mobile, i cui utenti hanno un'età media in costante diminuzione, in cui spiccano i contenuti multimediali, televisivi e musicali, mentre lo zoccolo duro resta sempre la vendita di suonerie e loghi.

Dario Bonacina
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