Contrappunti/ Tutti contro il computer

di Massimo Mantellini - Ci vuol poco a criticare l'uso dei PC nelle scuole o a demonizzare Internet, è sufficiente non tenere conto di cos'è un PC o come e chi usa Internet. Lo dimostrano anche autorevoli filosofi italiani

Roma - Tutti noi avremmo bisogno, almeno ogni tanto, di ricordare una cosa che riguarda la tecnologia. La tecnologia è come il martello: è uno strumento generalmente neutrale. Il suo utilizzo invece, esattamente come accade col martello, neutrale non lo è mai. Dico questo perché capita spesso e volentieri di leggere giudizi sullo strumento che invece andrebbero indirizzati al suo utilizzo. Qualcuno si è accorto, per fare un esempio che è cronaca di questi giorni, che l'elezione di Miss Belgio (non esattamente una questione centrale negli interessi generali del pianeta) è stata confezionata attraverso l'uso della tecnologia. Una piccola grande truffa mediata da 4 computer (se le accuse si riveleranno vere) che hanno inviato migliaia di voti telefonici per l'elezione della bionda Virginie Claes. Gli amanti della semplificazione vi diranno che se non ci fossero stati questi marchingegni moderni nessuno avrebbe potuto architettare una truffa del genere. Tutto ciò è vero e sbagliato contemporaneamente.

La tecnologia è neutra. Solo che per alcune persone questa idea, l'idea dell'esistenza stessa di una cosa che si chiama "computer" o di una cosa che si chiama "software", o di una cosa che si chiama "internet", è difficile da accettare senza caricarne gli utilizzi di un valore che riguarda lo strumento stesso. Per molti anni i giornali italiani hanno scritto che internet era pericolosa (ogni tanto lo scrivono ancora, ma molto meno spesso di un tempo) perché la usavano i terroristi per organizzare attentati, i pedofili per i loro turpi commerci, gli hacker per fregarci numero di carta di credito, connotati e mutande. Per una prevedibile proprietà transitiva della imbecillità Internet diventava pericolosa per tutti, anche per quelli che la usavano solo per tenere i contatti con gli altri soci della bocciofila paesana.

La tecnologia è neutra, ma solo per quelli che ne comprendono valori e limiti oppure per quanti hanno l'umiltà di lasciarla stare: essere interessati al mondo che cambia non è obbligatorio. Qualche giorno fa Umberto Galimberti, una voce autorevole nel panorama intellettuale italiano, ha dedicato la propria rubrica settimanale sull'inserto "D" di Repubblica per spiegare ai suoi lettori le ragioni per le quali i computer sono dannosi alla scuola. Galimberti, disinteressandosi per ragioni sue alla ampia discussione al riguardo che avvolge da anni gli educatori di tutto il mondo, ci informa che i PC nelle scuole non solo non servono ma sono dannosi. "Al costo di una ventina di computer si può attrezzare un magnifico laboratorio di fisica" - scrive il filosofo. "Fra dieci anni quando quei computer saranno da tempo nella spazzatura, i diapason potranno ancora insegnare la risonanza, un voltometro dimostrerà perfettamente la legge di Ohm e gli studenti potranno ancora utilizzare le attrezzature per capire il movimento angolare."
Ci sono molti modi di utilizzare un computer a scuola ma a Galimberti evidentemente non interessa approfondire, quanto affermare che lo strumento è "sbagliato" tout court. E così va a finire che la foga travolge tutto e tutti, nel breve spazio di un articoletto su un inserto per signore ci viene impartita una severa lezione: dagli inespressivi SMS alle illusioni di libertà della scuola informatizzata, dal processo di de-realizzazione a quello di de-socializzazione che i computer inducono se usati in età scolare. Le conseguenze di questo imbarbarimento tecnologico? Solitudine e depressione.

Ma la tecnologia è neutra e le persone che la utilizzano hanno un solo importante cambio di orizzonte da considerare rispetto a qualche decennio fa: quello del moltiplicarsi delle opzioni. Ritenere che questo balcone sulla vastità significhi per qualche ragione aumentare solo la nostra possibilità di fare scelte sbagliate è un piccolo peccato di presunzione che non onora la nostra considerazione del prossimo. Il fatto che su internet siano liberamente consultabili manuali per costruire missili balistici fatti in casa non fa di ciascuno di noi un novello Stranamore. E nemmeno la possibilità teorica di elevare una biondina slavata al trono di Miss Belgio o quella di taroccare via internet le prossime elezioni politiche italiane (che secondo il governo si dovrebbero in parte svolgere attraverso il voto elettronico) fanno della tecnologia una categoria contro la quale schierarsi come cent'anni fa ci si schierava contro le terrifiche prime locomotive.

Massimo Mantellini
Manteblog


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51 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Tutti contro il computer
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  • dice computer,e cosi e basta
    non+autenticato
  • Sono letteralmente sconcertato da quanto emerge sia dall'articolo, sia da alcuni interventi veramente incompetenti e fuori luogo.
    Sono un insegnante di Scuola Media Statale e, senza farmi pubblicità, posso dire di aver allestito nella mia scuola, con enormi difficoltà, uno dei primi laboratori di informatica della mia provincia (vi ricordate del Commodore 64?). Da quel giorno sono passati 29 anni e, sempre con enormi difficoltà, il laboratorio in oggetto è andato via via migliorando sia nell'hardware, sia nel softvare.
    Ma non è questo il punto!
    I miei ragazzi (e non ho tralasciato i portatori di handucap) hanno avuto la possibilità di "dialogare" con lo strumento attraverso codificazioni (dal Basic in poi) riguardanti le logiche proprie della risoluzione di problemi matematici, fisici etc; hanno usato i software più indicati per testi, grafica. ect.; hanno usato Internet, selezionando "la spazzatura"esistente; hanno sostituito hardware difettoso; hanno, tutto sommato, imparato dallo strumento un modo moderno per maturare le loro logiche di comportamento e, non ultimo hanno trovato un più sano aspetto ludico, lasciando da parte i vari demenziali Game Boy e PlayStation.
    C'è da dire che la scuola italiana, purtroppo, non è considerata a pieno la fonte del sapere delle nuove generazioni, tanto che i soldi investiti per ciò sono veramente pochi: i laboratori di vario genere molte volte
    esistono perchè un insegnante, oltre che organizzarlo lo vive sulla sua pelle, anche in ore ,non retribuite, extracurriculari.
    Concludendo: preparare le nuove leve di insegnanti competenti (io vado in pensione con il prossimo anno) e consapevoli dell'utilità dei laboratori di qualsiasi genere (specialmente quelli per le tecnologie avanzate) e fornire la scuola dei mezzi finanziari per attuarli.
  • ... quando manca tutto il resto. Questo è ciò che mi sembra di capire dalla citazione di Galimberti.
    Se non c'è il diapason nel laboratorio di fisica (forse perché nemmeno c'è un laboratorio di fisica), cosa se ne fanno gli studenti del "laboratorio internet"??? Vanno a guardare su Wikipedia cos'è un diapason?
    Il diapason è un esempio stupido forse. Pensate ai laboratori di chimica, le cappe di aspirazione, i banconi, i prodotti chimici, gli strumenti di misurazione... avendo a disposizione tot. soldi, non è meglio occuparsi prima di queste cose?

    Leggo molti criticare gli assunti dai quali galimberti parte, discorsi filosofici su medium media mezzi e 'sti cazzi. Ma la conclusione cui si giunge, è quella che ci interessa: ed è sensata. E' meglio toccare con mano un pendolo, e poter eseguire di persona delle misure su di esso, piuttosto che avere la fantasmagorica possibilità di "espandere le tue capacità con il nuovo uindous icspi" leggendo di cose astratte e guardando una modernissima ed avanzatissima animazione al piccì.

    Ovvio, se le scuole avessero fondi da buttare, e non sapessero più cosa farsene, ben venga l'acquisto di un intero plotone di computer usa-e-getta, da ricambiarsi ogni 5 anni e riformattare ogni 15 giorni.
    Ma la realtà è: se i disabili non ci arrivano neanche all'aula computer, ha senso fare un investimento del genere? Se non ci sono laboratori, è una priorità?
    In questo contesto, l'acquisto di computer è un "male".

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ... quando manca tutto il resto. Questo è ciò che
    > mi sembra di capire dalla citazione di
    > Galimberti.
    > Se non c'è il diapason nel laboratorio di fisica
    > (forse perché nemmeno c'è un laboratorio di
    > fisica), cosa se ne fanno gli studenti del
    > "laboratorio internet"??? Vanno a guardare su
    > Wikipedia cos'è un diapason?
    > Il diapason è un esempio stupido forse. Pensate
    > ai laboratori di chimica, le cappe di
    > aspirazione, i banconi, i prodotti chimici, gli
    > strumenti di misurazione... avendo a disposizione
    > tot. soldi, non è meglio occuparsi prima di
    > queste cose?
    >
    > Leggo molti criticare gli assunti dai quali
    > galimberti parte, discorsi filosofici su medium
    > media mezzi e 'sti cazzi. Ma la conclusione cui
    > si giunge, è quella che ci interessa: ed è
    > sensata. E' meglio toccare con mano un pendolo, e
    > poter eseguire di persona delle misure su di
    > esso, piuttosto che avere la fantasmagorica
    > possibilità di "espandere le tue capacità con il
    > nuovo uindous icspi" leggendo di cose astratte e
    > guardando una modernissima ed avanzatissima
    > animazione al piccì.
    >
    > Ovvio, se le scuole avessero fondi da buttare, e
    > non sapessero più cosa farsene, ben venga
    > l'acquisto di un intero plotone di computer
    > usa-e-getta, da ricambiarsi ogni 5 anni e
    > riformattare ogni 15 giorni.
    > Ma la realtà è: se i disabili non ci arrivano
    > neanche all'aula computer, ha senso fare un
    > investimento del genere? Se non ci sono
    > laboratori, è una priorità?
    > In questo contesto, l'acquisto di computer è un
    > "male".
    >

    Posso farti notare che con i computer di oggi esiste una pletora di programmi di simulazione, che sopravanzano di gran lunga le possibilità di qualsiasi laboratorio di fisica convenzionale?
    Certo, anche il contatto con la "bruta materia" ha la sua importanza. A dirla tutta, trovo vergognosa questa guerra tra poveri in cui bisogna scegliere tra laboratorio di fisica e di chimica o laboratorio multimediale: l'Italia é così povera da dover centellinare fino a tal punto gli stanziamenti?!
    Mi viene da piangere di rabbia per i poveri studenti e gli insegnanti presi in giro in questo modo.
  • Dispiace anche a me, ma in moltissimi casi è proprio così. I soldi sono limitati, e per le scuole sono limitatissimi. Non è una presa in giro.

    Sinceramente credo che ad un ragazzo in età da liceo non gliene freghi un accidente di vedere la "simulazione" di due molecole che reagiscono, o meglio, magari gliene frega, ma sicuramente gli rimane qualcosa di più in testa se quelle due molecole le fa reagire con le sue mani e guarda con i suoi occhi cosa succede realmente.

    Idem dicasi per gli esperimenti di fisica. Non c'è mica bisogno di un computer! Basta una tv, se uno vuole guardare le simulazioni, o i documentari! Però ammetterai che non c'è paragone con il provare certi esperimenti "a mano".

    Infine, che cosa gli fai simulare? Il moto di due oggetti? L'accelerazione di gravità? L'attrazione di due calamite, o di due cariche elettriche?
    Perché è questo ciò che studiano i ragazzi di cui parliamo.
    Credi che guardare il disegno a computer del campo magnetico di una calamita sia anche solo lontanamente efficace come prendere in mano la calamita, sentire la sua forza "con le braccia", e guardare il campo disegnarsi nella limatura? (altro esempio stupido, al livello del diapason).

    I programmi di simulazione li puoi proporre all'università, e solo in certe università. Per i ragazzi delle scuole superiori servono esperienze concrete, fatte con le mani, toccate e viste con i propri occhi, se si vuole dare un minimo di ripresa alla cultura scientifica.

    L'informatica non fa parte della cultura scientifica? Certo, ma per una ragazzo di 15 anni medio (non sto parlando del nerd che passa la vita sul computer) un vecchissimo computer da 40 euro su cui compilare C, C++, Java, Python, e/o pochi altri è più che più sufficiente - e non in tutte le scuole la programmazione ha una parte rilevante nel programma. Ovvio poi che ci sono eccezioni: in quei casi mi auguro che computer avanzati siano a disposizione, anche perché magari non ci sono spese relative ad altri laboratori.
    non+autenticato
  • ""Fra dieci anni quando quei computer saranno da tempo nella spazzatura, i diapason potranno ancora insegnare la risonanza..."

    Giusto, infatti è evidente che nella vita tutti abbiamo bisogno prima o poi di usare un diapason molto di più che usare un pc.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ""Fra dieci anni quando quei computer saranno da
    > tempo nella spazzatura, i diapason potranno
    > ancora insegnare la risonanza..."
    >
    > Giusto, infatti è evidente che nella vita tutti
    > abbiamo bisogno prima o poi di usare un diapason
    > molto di più che usare un pc.

    Mi sembra di sentire una voce dal profondo della banalità che dice "Si alla praticità, no alla cultura"

    Non credi che sia molto più interessante e intelligente aprire la mente di un bambino, piuttosto che infarcirla di nozioni sull'informatica che può apprendere quando vuole?
    Spiegandogli le leggi che regolano il mondo, facendolo incuriosire rispetto a come è possibile che una lampadina illumini un ambiente, piuttosto che fargli vedere due corde di chitarra che vibrano alla stessa velocità, oppure ancora fargli fare un po' di sano "action painting" un bambino entra in contatto con il mondo.
    L'informatica è una scienza che va presa come tutte le altre. E' il futuro, non c'è dubbio .. ma non per questo tutto il resto è spazzatura

    Cmq non è il diapason che ti serve, ma l'inferenza logica che ti porta a capirne il funzionamento fisico che è imporanteSorride
  • I pirati informatici che rubano i numeri di carte di credito non sono degli hacker e non hanno nulla a che fare con gli hacker al limite potrebbero essere dei cracker o dei virus writer.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Gabryel
    > I pirati informatici che rubano i numeri di carte
    > di credito non sono degli hacker e non hanno
    > nulla a che fare con gli hacker al limite
    > potrebbero essere dei cracker o dei virus writer.

    Sì, va bene, abbiamo capito.

    Anche un hacker puo' commettere illegalita' comunque, come un pompiere o un panettiere, quindi basta con queste correzzioni sterili e anglofone.

    Lamer (capisci ?)

    non+autenticato
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