MP3, poche emozioni molti guasti?

La notevole disponibilità di musica dovuta a Internet e agli MP3 sarebbe responsabile dell'appiattimento emozionale delle nuove generazioni verso l'espressione musicale

Londra - La lista degli spiacevoli effetti collaterali che qualcuno attribuisce all'uso dei lettori MP3 si allunga. Questa volta ci pensa un gruppo di ricercatori della University of Leicester, nel Regno Unito, che marchia il fenomeno MP3 come il principale responsabile dell'abbassamento del rapporto "emozionale" delle nuove generazioni nei confronti della musica.

"L'accessibilità alla musica ormai è intesa come qualcosa di dovuto, e non richiede più un impegno emotivo associato con la capacità di apprezzamento", ha dichiarato lo psicologo Adrian North. Il team di ricerca, guidato dallo stesso North, per due settimane ha monitorato i comportamenti di un campione rappresentativo della popolazione. L'obiettivo era quello di valutare come il pubblico si rapportasse con la musica.

I risultati hanno dimostrato che la musica viene ormai considerata a tutti gli effetti un prodotto, realizzato, distribuito e consumato come gli altri presenti sul mercato. Il tutto, sempre secondo i ricercatori, sembrerebbe dipendere dall'incredibile livello di accessibilità fornito dai media di massa. In Inghilterra, inoltre, la grande popolarità delle trasmissioni televisive che organizzano competizioni fra giovani talenti avrebbero tolto spazio ai concerti e agli special sugli artisti più apprezzati, nonché quotati.
"Nel 19esimo secolo la musica veniva considerata uno strumento prezioso, uno strumento di comunicazione fondamentale per l'uomo. Il salto tecnologico negli ultimi vent'anni ha provocato molti cambiamenti nell'esperienza musicale e nel suo valore", ha spiegato North.

L'avvento e la diffusione degli MP3 sembrerebbero aver catalizzato questa dinamica. "Dato che tutti possono disporre di musica di ogni genere, sfruttando la tecnologia MP3 e il Web, in ogni luogo e in ogni momento, la diffusione ha raggiunto livelli impensabili fino a poco tempo fa. L'effetto collaterale dell'accessibilità e dell'ampia scelta, però, è che il fruitore è diventato passivo. Insomma, il nostro rapporto quotidiano con la musica può essere complesso e sofisticato, ma non è più necessariamente caratterizzato da un profondo coinvolgimento emotivo", ha aggiunto North.

E così, dopo gli studi della Harvard University, che hanno confermato i possibili effetti negativi degli auricolari dei lettori MP3 sull'udito, adesso il pericolo sembrerebbe provenire dalla passività emotiva correlata all'esperienza musicale.

Lo stesso Pete Townshend, ex chitarrista degli Who, la scorsa settimana ha dichiarato che le cuffie degli MP3 possono portare alla sordità, di cui è affetto. Saranno state veramente le cuffiette a menomarlo o i volumi sonori da 120 db dei suoi concerti e gli esplosivi che l'amico Keith Moon gli fece deflagrare vicino - per coreografia - durante il Smothers Brothers Comedy Hour del 1967?

Dario d'Elia
104 Commenti alla Notizia MP3, poche emozioni molti guasti?
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  • Tempo fa si veniva in vario modo educati all'ascolto della musica. Tanto quanto si faceva per ogni altra forma culturale.
    Provvedevano la scuola, la famiglia, i vari ambienti sociali. Ora questo si e' attenuato.
    Vorrei vedere qualcuno lamentarsi della pervasivita' della letteratura, che ora e' resa disponibile su internet. Diamo per scontata anche quella?


    Perisher!
  • anche il P2P contribuisce.
    Questo forum ne è un esempio. Infatti sono moltissimi gli utenti che manifestano con tutta naturalezza che tramite il P2P vogliono ottenere facilmente e continuamente musica e video.
    Beni da consumare a più non posso.
    non+autenticato
  • il fatto è che rispetto ai "favolosi anni XXanta" ad oggi c'è molta più produzione musicale, perché una bella fetta è effettivamente un "prodotto industriale" per intrattenimento usa e getta (niente di male in ciò.. anche i fazzoletti di carta lo sono, e sono cosa buona), e contemporaneamente è molto più facile per chiunque produrre musica.
    Ci sono più strumenti, più software, più disponibilità di materiale didattico.

    Ovviamente allargando la base dei musicisti, non si può pretendere che aumentino proporzionalmente i Mozart, I Bach, o se volete i Pink Floyd, o qualsiasi altro grande nome della musica più o meno recente.

    I musicisti (e la musica) di qualità ci sono, solo che sono diluiti in una massa di musicisti (e di musica) mediocre, per cui l'impresisone è che ce ne sia di meno, perché è più difficile trovarla.

    Quindi sono d'accordo che la percezione e l'atteggiamento verso la musica sia peggiorato, ma ciò viene controbilanciato dalla possibilità di esprimersi, seppure a livello basso, con la musica che oggi a chiunque, a diofferenza di qualche decennio fa...

    Ancora più in sintesi: tutto ciò è male. ma non tutto il male vien per nuocere...

    non+autenticato
  • E' proprio grazie alla musica scaricata che ho ottenuto la conoscenza musicale che ho ora, che mi consente di emozionarmi con più generi musicali diversi.
    Ed anche se sono della nuova generazione, anche se siamo nel 2006, se credo che un prodotto meriti davvero di essere acquistato non esito a comprare una copia originale di un album o di un vinile.
    Se c'è una cosa che fa male alla musica sono i prezzi alti.
    Quando si decideranno i media a trattare questo argomento? E' quello il vero furto!
    non+autenticato
  • E dico che sono d'accordo al 100%.

    Da quando ho creato il primo cd di mp3 e ho calcolato quante ore di musica potevano entrarci dentro, ho cominciato a realizzare che tutti quei brani accumulati in così poco spazio, quasi perdevano spessore.

    Oggi quella paura si è realizzata, certo, ci si mette anche la qualità piuttosto scadente delle HIT che ci propinano, roba trita e ritrita che di certo non aiuta "l'ispirazione".

    Farei un discorso a parte però per chi in questo mondo ci nasce, magari per loro è diverso (?)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > E dico che sono d'accordo al 100%.
    >
    > Da quando ho creato il primo cd di mp3 e ho
    > calcolato quante ore di musica potevano entrarci
    > dentro, ho cominciato a realizzare che tutti quei
    > brani accumulati in così poco spazio, quasi
    > perdevano spessore.
    >
    > Oggi quella paura si è realizzata, certo, ci si
    > mette anche la qualità piuttosto scadente delle
    > HIT che ci propinano, roba trita e ritrita che di
    > certo non aiuta "l'ispirazione".
    >
    > Farei un discorso a parte però per chi in questo
    > mondo ci nasce, magari per loro è diverso (?)

    Ma allora perchè non fai una cosa:
    fai una selezione accuratissima dei brani che ritieni di valore.
    Mi raccomando solo esclusivamente i brani che ritieni abbiano un alto valore artistico, e cancelli tutti gli altri, anche se ti piacciono ma sono troppo commerciali per avere un valore artistico.
    Poi ti imponi di ascoltare solo la selezionatissima musica che aggiornerai solo di tanto in tanto seguendo il solito criterio.

    Mi raccomando, non sprecare l'ascolto, ascolat la tua musica solo quando hai tempo per rialassarti. E prima di ascoltarla, indugia un po' sulla scelta dei brani, pregusta il godimento, immagina un po' il brano e poi, solo quando sei sicuro, ascoltalo.
    Non distrarti, spegni il cellulare e goditi il brano.
    Finito il brano, basta! non ascoltarne un'altro! lo sprecheresti.
    Magari aspetta qualche ora, oppure, meglio il giorno dopo.


    Aò....
    ma sei sicuro che tutta sta' storia sia mejo?
    non+autenticato
  • il troppo storpia, e con questo rispondo a entrambi.
    non+autenticato
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