Torvalds: no alla GPLv3 in Linux

Il papà di Linux si oppone categoricamente all'ipotesi che il kernel di Linux possa essere convertito alla nuova revisione della licenza GPL. Della GPLv3 a Torvalds non piace soprattutto il rifiuto del DRM

Roma - "Linux è sempre stato sotto la licenza GPLv2, e non vedo motivo per cambiare le cose". Questo il succo del messaggio con cui Linus Torvalds, in un post apparso ieri sulla Linux Kernel Mailing List, ha bocciato senza appello l'ipotesi di una migrazione del codice di Linux verso la futura GPLv3.

Come suo solito, il papà di Linux non ha utilizzato giri di parole per far capire che a lui questa terza revisione della GPL proprio non sfagiola. Ciò che a Torvalds non va giù è che la nuova licenza di Free Software Foundation accolga le idee più integraliste del suo ideatore originario, Richard Stallman: tra queste il divieto assoluto di contaminare il software libero con qualsivoglia tecnologia di Digital Rights Management (o, per dirla alla Stallman, Digital Restrictions Management).

La posizione di Torvalds in merito al DRM è del resto ben nota: basti ricordare come, nel 2003, il celebre sviluppatore dichiarò che "il DRM è perfettamente ok con Linux". Un'affermazione che all'epoca sollevò un vero vespaio, dividendo le opinioni di molti sostenitori del software libero.
C'è poi da considerare che i rapporti fra il padre del Pinguino e quello di FSF sono sempre stati piuttosto conflittuali, e questo per via delle visione radicalmente diversa che i due hanno del free software: quanto apolitico e pragmatico è l'approccio di Torvalds, tanto ideologico e appassionato è quello di Stallman.

Nel proprio post Torvalds afferma che è errato pensare che la licenza che accompagna il software libero si debba sempre intendere riferita all'ultima versione della GPL. "Se vuoi che il tuo programma sia sempre coperto dall'ultima licenza GPL disponibile devi dichiararlo espressamente", ha spiegato l'hacker. "In caso contrario, il codice del programma si deve intende tutelato dalla specifica versione della GPL che lo accompagna".

"Non credo che il kernel di Linux verrà mai convertito alla GPLv3", ha poi affermato Torvalds. "Personalmente non ho intenzione di convertire alcuno dei miei codici".

Altri sviluppatori di Linux, come ad esempio quelli che rappresentano la comunità Debian Project, hanno espresso commenti decisamente più favorevoli nei confronti della nuova versione della GPL: nonostante questo, c'è chi fra loro ha sollevato più di un dubbio sulla conciliabilità della GPLv3 con i principi contenuti nelle Debian Free Software Guidelines.

Va detto che la GPLv3, la cui prima bozza è disponibile qui, si trova ancora nella prima fase di discussione pubblica: ciò significa che da qui alla sua approvazione ufficiale, prevista per la primavera del 2007, potrebbero essere apportate modifiche anche sostanziali.

Certo è paradossale che la futura revisione della licenza su cui poggia l'intero movimento del Free Software, la GPL, possa venire ripudiata proprio dal più famoso e diffuso software libero al mondo.
TAG: linux
418 Commenti alla Notizia Torvalds: no alla GPLv3 in Linux
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  • Forse nel titolo ho un po' esagerato..

    La Gpl OBBLIGA a targare Gpl non solo il codice del programma derivato, ma anche le intere distribuzioni dei programmi che si possano considerare derivati da software Gpl...

    In questo modo si evita che il software open source diventi proprietario, ma, secondo me (e molti altri), provoca l'effetto di far diventare il free software non più free...

    cioè: seguendo la famosa definizione "free as free speech, not as free beer", il free software non è software gratuito, ma è software LIBERO e se è tale devo essere libero di poterlo ANCHE vendere...(il software compilato)
    lasciando poi ovviamente disponibile il codice (questo obbligatoriamente)

    L'obiettivo del free software dovrebbe essere quello dello sviluppo della comunità lasciando i codici aperti, non produrre software obbligatoriamente gratuito...

    dal mio punto di vista molto meglio la MPL o la CDDL!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Forse nel titolo ho un po' esagerato..
    >
    > La Gpl OBBLIGA a targare Gpl non solo il codice
    > del programma derivato, ma anche le intere
    > distribuzioni dei programmi che si possano
    > considerare derivati da software Gpl...
    >
    > In questo modo si evita che il software open
    > source diventi proprietario, ma, secondo me (e
    > molti altri), provoca l'effetto di far diventare
    > il free software non più free...
    >
    > cioè: seguendo la famosa definizione "free as
    > free speech, not as free beer", il free software
    > non è software gratuito, ma è software LIBERO e
    > se è tale devo essere libero di poterlo ANCHE
    > vendere...(il software compilato)
    > lasciando poi ovviamente disponibile il codice
    > (questo obbligatoriamente)
    >
    > L'obiettivo del free software dovrebbe essere
    > quello dello sviluppo della comunità lasciando i
    > codici aperti, non produrre software
    > obbligatoriamente gratuito...
    >
    > dal mio punto di vista molto meglio la MPL o la
    > CDDL!!!

    Concordo in pieno!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Forse nel titolo ho un po' esagerato..
    >
    > La Gpl OBBLIGA a targare Gpl non solo il codice
    > del programma derivato, ma anche le intere
    > distribuzioni dei programmi che si possano
    > considerare derivati da software Gpl...
    >
    > In questo modo si evita che il software open
    > source diventi proprietario, ma, secondo me (e
    > molti altri), provoca l'effetto di far diventare
    > il free software non più free...
    >
    > cioè: seguendo la famosa definizione "free as
    > free speech, not as free beer", il free software
    > non è software gratuito, ma è software LIBERO e
    > se è tale devo essere libero di poterlo ANCHE
    > vendere...(il software compilato)
    > lasciando poi ovviamente disponibile il codice
    > (questo obbligatoriamente)
    >
    > L'obiettivo del free software dovrebbe essere
    > quello dello sviluppo della comunità lasciando i
    > codici aperti, non produrre software
    > obbligatoriamente gratuito...
    >
    > dal mio punto di vista molto meglio la MPL o la
    > CDDL!!!

    Dal mio punto di vista il metano è molto meglio del gpl.
    Sei un troll la gpl non vieta affatto di vendere i programmi.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    >
    > Dal mio punto di vista il metano è molto meglio
    > del gpl.
    > Sei un troll la gpl non vieta affatto di vendere
    > i programmi.

    NO, ma ne ostacola l'inclusione nei programmi commerciali licenziati in altro modo...

    per info: http://www.javaopenbusiness.it/JobEditorial/newsCa...
    http://italy.peacelink.org/cybercultura/articles/a...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > > Sei un troll la gpl non vieta affatto di vendere
    > > i programmi.
    >
    > NO, ma ne ostacola l'inclusione nei programmi
    > commerciali licenziati in altro modo...
    Un crimine gravissimo!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Dal mio punto di vista il metano è molto meglio
    > > del gpl.
    > > Sei un troll la gpl non vieta affatto di vendere
    > > i programmi.
    >
    > NO, ma ne ostacola l'inclusione nei programmi
    > commerciali licenziati in altro modo...

    Embè? Pensi che chi scelga la GPL come licenza non sappia quello che faccia? Cos'è, ti brucia perché ci sono software che vorresti copiare ma non puoi? Preferiresti la BSD, di' la verità.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    Preferiresti la BSD, di' la verità.

    Sicuramente meglio...
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > Preferiresti la BSD, di' la verità.
    >
    > Sicuramente meglio...

    Già... per scopiazzare legalmente.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >

    > Già... per scopiazzare legalmente.

    Vedi non hai capito.... perchè lo chiami scopiazzare? Se uno licenzia BSD il suo software è per condividerne i sorgenti è per far progredire la comunità....quindi ben venga se qualcuno migliora il tuo codice o lo utilizza, ma nn ti obbliga a licenziare l'intero tuo programma sempre BSD, come fa la GPL...
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    >
    > > Già... per scopiazzare legalmente.
    >
    > Vedi non hai capito.... perchè lo chiami
    > scopiazzare?

    No no.... non ho capito.... A bocca aperta .


    > Se uno licenzia BSD il suo software
    > è per condividerne i sorgenti è per far
    > progredire la comunità....

    Già... anche la comunità del software chiuso... A bocca aperta .

    Ma sono io che non ho capito... A bocca aperta .


    > quindi ben venga se
    > qualcuno migliora il tuo codice o lo utilizza,
    > ma nn ti obbliga a licenziare l'intero tuo
    > programma sempre BSD, come fa la GPL...

    Non ti obbliga, anzi, ti regala.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > L'obiettivo del free software dovrebbe essere
    > quello dello sviluppo della comunità lasciando i
    > codici aperti, non produrre software
    > obbligatoriamente gratuito...

    GPL non crea software OBBLIGATORIAMENTE gratuito, sorry.

    > dal mio punto di vista molto meglio la MPL o la
    > CDDL!!!

    Benissimo, usale ma senza criticare chi invece usa GPL.
    non+autenticato
  • Non ho recepito bene questo:Linus ha dichiarato chiaramente che nello sviluppo di Linux verrà implementata anche la tecnologia DRM...la mia domanda è questa: tutto ciò significa che in futuro ''tutte'' le distro implementeranno la tecnologia DRM o verranno rilasciate anche delle distro senza il DRM?
    non+autenticato
  • Tutte le distro, sono semplicemente selezioni di gruppi di pacchetti, non per nulla in linux ti puoi fare il tuo sistema from scratch

    Vedi qui http://www.linuxfromscratch.org/


    Ovviamente, gia' nelle distribuzioni preconfezionate puoi scegliere cosa installare, pacchetto per pacchetto in molti casi.
    Per il drm e' la stessa cosa




    ==================================
    Modificato dall'autore il 29/01/2006 0.18.52
    frog
    455

  • - Scritto da: frog
    > Tutte le distro, sono semplicemente selezioni di
    > gruppi di pacchetti, non per nulla in linux ti
    > puoi fare il tuo sistema from scratch
    >
    > Vedi qui http://www.linuxfromscratch.org/
    >
    >
    > Ovviamente, gia' nelle distribuzioni
    > preconfezionate puoi scegliere cosa installare,
    > pacchetto per pacchetto in molti casi.
    > Per il drm e' la stessa cosa
    >
    >
    >
    >
    > ==================================
    > Modificato dall'autore il 29/01/2006 0.18.52


    Grazie dell'info Occhiolino
    non+autenticato
  • Ma secondo te un drm che è ? se non vorrai usare files protetti da drm o usare un drm sui tuoi files non lo farai e basta.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma secondo te un drm che è ? se non vorrai usare
    > files protetti da drm o usare un drm sui tuoi
    > files non lo farai e basta.


    :D quello ke è evidente è ke non voglio avere un OS che abbia il supporto DRM come sarà nel Winzozz Vista
    non+autenticato
  • In realtà il DRM riguarda i singoli programmi e non il kernel in se. Quindi Linus ha predisposto il kernel per far girare programmi con tecnologia DRM, ma starà all'utente finale decidere se installare tali programmi o meno. Ficoso
    non+autenticato
  • In realtà il DRM riguarda i singoli programmi e non il kernel in se. Quindi Linus ha predisposto il kernel per far girare programmi con tecnologia DRM, ma starà all'utente finale decidere se installare tali programmi o meno.
    non+autenticato
  • ripudiare vuol dire rifiutare; nell'articolo si scrive l'enorme baggianata che linus torvalds abbia ripudiato la gpl.
    linus torvalds ha solo scelto di usare la versione 2 anzichè la 3. a me non sembra un ripudio.
    se poi non essere pecoroni o bandiere al vento è sbagliato, allora non ho capito nulla di cosa sia la libertà.

  • - Scritto da: picdp
    > ripudiare vuol dire rifiutare; nell'articolo si
    > scrive l'enorme baggianata che linus torvalds
    > abbia ripudiato la gpl.

    Non hai letto bene, c'e' scritto "ripudiare" con riferimento all'ultima GPL

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: picdp
    > > ripudiare vuol dire rifiutare; nell'articolo si
    > > scrive l'enorme baggianata che linus torvalds
    > > abbia ripudiato la gpl.
    >
    > Non hai letto bene, c'e' scritto "ripudiare" con
    > riferimento all'ultima GPL
    >
    rileggiti bene l'ultima frase, è molto ambigua. usa la parola "paradossale", come se volesse far intendere che linus volesse ripudiare la gpl.
    ma cosa c'è di paradossale nel non volerne applicare la versione 3 ai software, dicendo che trova migliore la 2?
    al limite è chi vuole applicare la 3 che ripudia la 2, no? , ma anche in questo caso l'uso del termine sarebbe sbagliato.
    mica si può ripudiare ciò che non si è mai accettato?
  • Prima di tutto un saluto a tutti.
    Mi domando continuamente a che pro si facciano tante discussioni e ci si insulti così tanto a vicenda.
    Non capisco poi soprattutto a che serva politicizzare un sistema operativo. Molti dicono che Linux è dei "comunisti". Ebbene, io non sono comunista (non sono neanche di sinistra) eppure utilizzo (con molta soddisfazione) Linux (o GNU/Linux, che dir si voglia). Non capisco che male ci sia in questo: non voglio costringere nessuno a passare a Linux, anche se sempre evidenzio le potenzialità e i vantaggi che si hanno ad utilizzarlo al posto di Windows. Sono un programmatore, e da programmatore vedo moltissime carenze del sistema operativo di Redmond, e, visto che c'è la possibilità, ne utilizzo uno alternativo perché mi piace di più e lo reputo per esperienza più stabile e, ultimamente (saranno 5 anni che utilizzo le più svariate distribuzioni), persino più semplice da utilizzare e manutenere di Windows.
    Non capisco queste lotte di ideologie dietro a quattro righe di codice: Linus ha scritto il kernel, e decide di utilizzare la licenza che vuole. Punto. Non mi interessa cosa c'è dietro, constato semplicemente il fatto. Se vorrò la DRM utilizzerò una distribuzione con DRM, se non la vorrò utilizzerò una distribuzione senza. Questa è libertà.
    E libertà è anche utilizzare un software senza pretendere di costringere nessuno a utilizzarlo, ed è anche permettere a chi ne ha diritto (Linus) di prendere le sue decisioni. E permettere a chi vuole (Stallman) di dire la sua.
    Se devo esprimere un parere personale reputo molto più libero Linus che non vuole rilasciare il suo kernel con una GPL che si dichiara "contro" qualcosa. Non è libertà di scelta escludere a priori di utilizzare una tecnologia (per quanto dubbia e ambigua sia), è libertà di scelta concedere all'utente o allo sviluppatore la possibilità di utilizzare ciò che vuole.
    La libertà di scelta non la si avrà con Windows, non voglio un Linux così opposto a Windows da non dare libertà di scelta sul versante opposto. E' questo che distingue Linux dal sistema che detiene la fetta più ampia di mercato (e ci aggiungo anche la Apple), e mi farebbe piacere che continuasse a farlo, che permettesse a chi vuole di utilizzare la DRM e a chi non vuole di non utilizzarla.
    Tutto qua. Non vedo perché scannarsi.

    Mario
    non+autenticato
  • Qui si lamentano perché un mulo ha deciso di alzare la testa, dicendo no alla gpl3.
    non+autenticato
  • > Non capisco poi soprattutto a che serva
    > politicizzare un sistema operativo. Molti dicono
    > che Linux è dei "comunisti".
    come chiameresti un movimento (l'open source), che di fatto spinge la gente a mettere in condivisione il proprio lavoro in modo che tutti abbiano gratis la stessa base tecnologica di partenza? In un movimento del genere che senso ha l'investimento? Diciamo che a te conviene, conviene avere un sistema operativo free (perchè è questo il motivo). Anche IBM è capitalista ma sfrutta l'open per risparmiare sulla forza lavoro. Quindi in realtà l'open è comunismo per chi lo produce, e capitalismo per chi lo sfrutta. Chi programma non guadagna, guadagna chi lo usa e spingete questo movimento contro microsoft in modo da spingere i ragazzi a ribellarsi scrivendovi e testandovi il codice sempre a gratis. Tu sei un utilizzatore, non un programmatore, quindi di cosa significhi investire in una tecnologia dove non si lavora con migliaia di righe di codice, ma con decine di milioni, tutte progettate (mai usato UML?) e sviluppate con ordine. I pochi progetti buoni riusciti sono quelli che hanno alle spalle i professionisti pagati da IBM e altre aziende simili. Il movimento che voi favoleggiate va ad ingraziarsi loro. Tu avrai anche l'OS, la suite d'ufficio ed il server (che strano, tutti strumenti che servono ad IBM), ma tutto ciò che a loro non serve viene snobbato e rimane nel dimenticatoio in alpha, prealpha e versioni 0.03. Il movimento open funziona solo dove ci sono le aziende dietro, alla faccia della libertà. Quindi se parli così sei un utilizzatore, una persona che si definisce programmatore perchè fa la paginetta php che si collega al database sql. Questa è tecnologia informatica? Mettiti invece a realizzare un database, vedrai cosa significa investire in tecnologia e come te la terrai gelosa se dovesse essere migliore di altra
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > Non capisco poi soprattutto a che serva
    > > politicizzare un sistema operativo. Molti dicono
    > > che Linux è dei "comunisti".
    > come chiameresti un movimento (l'open source),
    > che di fatto spinge la gente a mettere in
    > condivisione il proprio lavoro in modo che tutti
    > abbiano gratis la stessa base tecnologica di
    > partenza?

    utile.
    >In un movimento del genere che senso ha
    > l'investimento? Diciamo che a te conviene,
    > conviene avere un sistema operativo free (perchè
    > è questo il motivo). Anche IBM è capitalista ma
    > sfrutta l'open per risparmiare sulla forza
    > lavoro. Quindi in realtà l'open è comunismo per
    > chi lo produce, e capitalismo per chi lo sfrutta.

    ehi, o e' una cosa oppure l' altra.Anche perche' la stessa comunita' attinge alle risorse di ibm.

    > Chi programma non guadagna, guadagna chi lo usa e
    > spingete questo movimento contro microsoft in
    > modo da spingere i ragazzi a ribellarsi
    > scrivendovi e testandovi il codice sempre a
    > gratis. Tu sei un utilizzatore, non un
    > programmatore, quindi di cosa significhi
    > investire in una tecnologia dove non si lavora
    > con migliaia di righe di codice, ma con decine di
    > milioni, tutte progettate (mai usato UML?) e
    > sviluppate con ordine. I pochi progetti buoni
    > riusciti sono quelli che hanno alle spalle i
    > professionisti pagati da IBM e altre aziende
    > simili.

    Professionisti pagata da ibm?ma non sfruttava gratis?
    come diceva quel tale......ci seeeei ce la faaai sei cooonnesso??

    Il movimento che voi favoleggiate va ad
    > ingraziarsi loro. Tu avrai anche l'OS, la suite
    > d'ufficio ed il server (che strano, tutti
    > strumenti che servono ad IBM), ma tutto ciò che a
    > loro non serve viene snobbato e rimane nel
    > dimenticatoio in alpha, prealpha e versioni 0.03.
    > Il movimento open funziona solo dove ci sono le
    > aziende dietro, alla faccia della libertà.

    ma non era forza lavoro che non otteneva nulla in cambio????

    > Quindi
    > se parli così sei un utilizzatore, una persona
    > che si definisce programmatore perchè fa la
    > paginetta php che si collega al database sql.
    > Questa è tecnologia informatica? Mettiti invece a
    > realizzare un database, vedrai cosa significa
    > investire in tecnologia e come te la terrai
    > gelosa se dovesse essere migliore di altra

    oppure chiedi l' aiuto della comunita' donando il codice che hai pagato, ed in cambio ti costera' molto meno.La comunita' avra' il tuo codice e quindi l' interesse a svilupparlo con te.Dov'e' il problema......

    L' unico che vedo e' l' incoerenza di quello che scrivi
    non+autenticato
  • > una persona
    > che si definisce programmatore perchè fa la
    > paginetta php che si collega al database sql.

    C'è gente che si definisce programmatore perchè sa fare un gestionale schifoso in VB, pensa te.
    non+autenticato
  • Innanzitutto ti salutoSorride

    > come chiameresti un movimento (l'open source),
    > che di fatto spinge la gente a mettere in
    > condivisione il proprio lavoro in modo che tutti
    > abbiano gratis la stessa base tecnologica di
    > partenza?

    Lo chiamerei un movimento che di fatto spinge la gente a mettere in condivisione il proprio lavoro in modo che tutti abbiano gratis la stessa base tecnologica di partenzaSorride Non lo chiamerei certo comunismoSorride

    Purtroppo non posso risponderti punto per punto, perché hai mischiato un po' i concetti (probabilmente per la foga di scrivere) e non riesco a seguire una risposta unitaria.

    La mia visione è questa: io programmo, dò disponibile il mio codice sorgente secondo una qualche licenza a là GPL. Lo faccio perché voglio farlo (parlo ipoteticamente, finora non l'ho mai fatto, più per pigrizia che per altro, il codice è nei miei archivi, ma dovrei avere la pazienza di scegliere la licenza per la distribuzione.. è una mia colpa, lo ammetto), non c'è nessun "capitalista" che mi sfrutta, perché tutto nasce dalla mia iniziativa personale.

    Chi programma guadagna (lo so dati alla mano, sono 10 anni che lo faccio, ma approfondirò più tardi), chi programma e rilascia il suo codice sorgente può e non può guadagnare, dipendentemente dal fatto che se lo stia facendo da solo o lo stia facendo per un'azienda che vuole adottare questa politica. O semplicemente perché è stato pagato per un lavoro ma non gli è stato imposto niente sul codice sorgente (mi è successo svariate volte) e pertanto ha guadagnato e ha anche aiutato la comunita Open Source, che può prendere il suo sorgente e migliorarlo.

    In un movimento del genere ha senso l'investimento perché (non scordiamocelo) semplicemente lo "sposta". Rendere disponibile e modificabile un codice sorgente non significa fallire. Ti faccio un esempio: se io faccio un programma per un qualche professionista e poi rilascio il codice sorgente, che mi frega che negli Stati Uniti un'altra persona prenda il codice e lo modifichi o lo migliori mentre io qui prendo i soldi per manutenere il programma al professionista che mi ha pagato? Oltretutto posso prendere spunti e apportare le migliorie e "rivenderle" al suddetto professionista. Certo, perdo una fetta di mercato, in questo forse il discorso è fuori luogo per grosse aziende. Non sono un manager e quindi non mi ci inserisco.

    Ti ricordo che i COSTI di sviluppo (e quindi della scrittura del codice sorgente, raccolta dei requisiti, analisi e progetto inclusi) rappresentano il 20% del denaro investito in un progetto software. Il restante 80% è il costo della manutenzione. Io posso anche sviluppare gratis, ma poi mi prendo i soldi della manutenzione (non è che se vendo un programma a un commercialista e poi rendo disponibile il codice sorgente questo inizia a modificarselo da solo). Inoltre il costo dello sviluppo sta diminuendo costantemente in proporzione rispetto alla manutenzione. Inoltre, riprendendo la parentesi del commercialista, ci sono TANTE persone che hanno bisogno di un programma sviluppato AD HOC, PERSONALIZZATO: per queste persone avere tutto l'OpenSource del mondo NON SERVE. Ha bisogno di un professionista, o di un'azienda che glielo sviluppi, anche se c'è roba simile disponibile gratuitamente.

    Per quanto riguarda i progetti dimenticati in alpha, si tratta di semplice "selezione naturale". Se non ci sono molti sviluppatori disponibili per farlo, vuol dire che non serve, o che non è un progetto abbastanza interessante. Tutto qui. Progetti più interessanti continuano a vivere (casualmente programmi tipo AMule vengono costantemente miglioratiOcchiolino), ma potrei fare altri esempi, era solo per sdrammatizzare).

    Arriviamo infine alle sottili provocazioni "personali", peraltro volendo comprensibili dato che ci si parla solo attraverso dei caratteri. Ma è giusto che tu sappia che non stai parlando con un semplice "utilizzatore", e non mi reputo programmatore perché ho scritto qualche paginetta php.
    E' vero, non ho mai realizzato un database, questo si. Ma ho sempre programmato fin da piccolo, lavorando in QBasic, C, C++, Delphi (Object Pascal), Java (anche J2EE, quindi servlet/JSP/web services). Inoltre mi diletto spesso con l'Assemby (in genere x86, ma mi piace smanettare con emulatori di vecchi mainframe tipo PDP o di vecchi computer da casa, tipo Altair 8800, o Programma 101). UML lo uso regolarmente (ho fatto programmi, anche se piccoli, sia per un'organizzazione internazionale sia che, questo un po' più grandicello, per la PA italiana)..anzi, ti dirò, proprio adesso sto stendendo un Activity Diagram per un portale che sto progettando (va beh, non lo dire al mio capoSorride).

    Questo non perché "fa figo dirlo" (anche perché non mi viene niente in tasca, tu e nessuno di quelli che legge sa chi sono, quindi sarebbe vanagloria molto terra-terra), ma perché per onestà intellettuale è giusto che, per discutere, ognuno sappia di non stare a perdere tempo con gente incompetente che discute per slogan o sentito dire. Mi sembrava giusto farlo presente, come anche tu indirettamente hai fatto capire.
    A te (e in genere a voi, a chi vuole intervenire, la palla).

    Mario
    non+autenticato
  • Aggiungo (e qui mi fermo, purtroppo quando scrivo imposto sempre la modalità -v A bocca aperta ) che non si impone a nessuno di scrivere software Open Source. Microsoft ha tutto il diritto di scrivere codice proprietario. Così come ho io il diritto di farlo. Senza per questo costringere gli altri a farlo.
    Quello che contesto è semmai il fatto che i produttori di hardware spesso non lasciano pubblici i Datasheet dei loro prodotti (cosa che fanno ad esempio regolarmente Intel e AMD), e questo non si chiama "closed source" o "software proprietario" (se non vogliono diffondere il codice dei loro driver hanno tutto il diritto di farlo) ma è una politica di monopolio che favorisce un concorrente (la Microsoft) a sfavore di altri (tutti, non solo chi scrive Linux, ma anche tutti altri sistemi operativi). Inoltre il "reverse engineering" non è pratica legale (o non del tutto, non sono competente in materia), quindi se voglio, ad esempio, sviluppare un sistema operativo per palmari devo ricorrerci e agire illegalmente. Questo non lo reputo giusto. Ognuno deve giocarsi le sue carte (Microsoft e Linux, closed source o open source), ma questo si può fare solo se non c'è nessuno che bara.

    Mario
    non+autenticato
  • tu non sei appunto un programmatore, sei un utilizzatore e stiamo punto e d'accapo.
    Investimento = 20% in sviluppo e 80 in manutenzione?
    significa che sviluppi le pagine web con i database (i famosi sistemi informativi se vogliamo usare vocaboli più elevati ahah).
    Questa è tecnologia?
    No, è utilizzo. Non c'è differenza con un utilizzatore di photoshop.
    Tu non produci tecnologia, ti limiti ad utilizzare quella altrui. Ho l'OS, ho il database (quale preferisci, mysql?), hai il linguaggio (php, sql) e sei pronto per fare il programma, con conoscenze estremamente minime (appunto quanto l'utilizzo di photoshop). A te grazie che conviene, il 99% del tuo lavoro sarebbe inesistente senza tutte queste piattaforme. Chi ha sviluppato invece mysql hanno fatto qualcosa che non dipende tanto quanto te da roba già preesistente. Quella è una tecnologia. Tuttavia è questa che voi volete, roba che alla fine non fate voi. La roba che tu mi dici neanche la vedo in giro (non saranno mica roba come quei forum in php già pronti che devi solo installarli e modificare 2 righe per cambiare i colori?). Il fatto che mysql esiste è per IBM, senza non esisterebbe. Poi tu mi dici: chi te lo vieta. Qui è come il doping, che cosa dici, chi lo vieta di usare? IBM ha ucciso per esempio un mercato tecnologico con mysql. Se fosse stato in vendita sarebbe costato 500, 1000, 10000 euro? Io avrei potuto sviluppare un prodotto di fascia bassa, investire e sperare di migliorare la mia posizione. Ora non posso, perchè finchè non supero mysql sono costretto a vendere a zero, devo superarlo, costo di investimento che non mi posso permettere. Devo metterlo open, ma se lo metto open (non essendo sempre IBM), non riuscirò a farci un prodotto con cui mangiare. Divento quindi un parassita, dovrò usare mysql e fare qualche applicazione come te, livello tecnologico, 1/100, io non farò più tecnologia perchè impossibilitato economicamente ad investire. I ricchi sempre ricchi (IBM ha hardware), microsoft ha i soldi per fare prodotti che possono costare soldi, i poveri sempre più poveri perchè non possono fare prodotti e si riducono a programmatori VB.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > tu non sei appunto un programmatore, sei un
    > utilizzatore e stiamo punto e d'accapo.
    > Investimento = 20% in sviluppo e 80 in
    > manutenzione?

    Piu' o meno le percentuali sono quelle (generalizzando). Lo sapresti pure tu, se fossi un programmatore e non un wannabe.

    > Il fatto che mysql esiste è per IBM, senza non
    > esisterebbe.

    Stupidaggine: leggiti la storia di MySQL e scoprirai qualcosa.

    > Poi tu mi dici: chi te lo vieta. Qui
    > è come il doping, che cosa dici, chi lo vieta di
    > usare? IBM ha ucciso per esempio un mercato
    > tecnologico con mysql.

    IBM non c'entra nulla.
    Chi ha creato MySQL era uno come te (anzi no, non era uno sfigato come te): si e' rimboccato le maniche e ha cominciato a scriversi il database (ho un po' semplificato, sul sito c'e' tutta la storia).

    > Se fosse stato in vendita
    > sarebbe costato 500, 1000, 10000 euro?

    E' in vendita, in effetti. Sono passati attraverso diverse fasi, fino al dual licensing attuale.
    Hai notato una cosa, sfigatello, ho scritto 'dual licensing'.
    Prova a sforzarti e a capire cosa vuol dire.

    > Io avrei
    > potuto sviluppare un prodotto di fascia bassa,
    > investire e sperare di migliorare la mia
    > posizione.

    Ah ah ah ah ... scusa.
    Ipotizzando di parlare di una persona con un minimo di qualita' (non tu, probabilmente), cosa ti impedisce di farlo?
    Ti do' un suggerimento: di database di basso-medio livello ce ne sono un sacco (e una sporta).

    > Ora non posso, perchè finchè non
    > supero mysql sono costretto a vendere a zero,
    > devo superarlo, costo di investimento che non mi
    > posso permettere.

    Rileggi quanto scritto sopra: se uno non vuole mysql, ci sono gia' un certo numero di alternative promettenti.
    Nessuno aspetta te...

    > Divento quindi un parassita, dovrò usare mysql e
    > fare qualche applicazione come te, livello
    > tecnologico, 1/100, io non farò più tecnologia
    > perchè impossibilitato economicamente ad
    > investire.

    Al contrario, proprio l'OS ti permette di avere spese di investimento molto basse.
    Visto che sembri partire da: "io c'ho le pezze ai piedi, ma potrei sviluppare il SW che cambiera' il mondo", ci spieghi con che cosa lo vorresti sviluppare?

    > I ricchi sempre ricchi (IBM ha
    > hardware), microsoft ha i soldi per fare prodotti
    > che possono costare soldi, i poveri sempre più
    > poveri perchè non possono fare prodotti e si
    > riducono a programmatori VB.

    Ti sfugge qualcosa.
    Anzi, molte cose.
    non+autenticato
  • Mi spiace che continui ad abbassare il livello della discussione sul personale, ma tant'è...

    > tu non sei appunto un programmatore, sei un
    > utilizzatore e stiamo punto e d'accapo.

    Strano, mi pagano come analista e programmatore. Forse è stata sempre un'illusione di tutti coloro che mi hanno pagato per lavorare. Ma è facile ironia, ho capito cosa intendevi anche se penso tu stia sbagliando.

    > Investimento = 20% in sviluppo e 80 in
    > manutenzione?
    > significa che sviluppi le pagine web con i
    > database (i famosi sistemi informativi se
    > vogliamo usare vocaboli più elevati ahah).
    > Questa è tecnologia?
    > No, è utilizzo. Non c'è differenza con un
    > utilizzatore di photoshop.

    Aspetta aspetta. Innanzitutto un utilizzatore di Photoshop può essere un GRANDE professionista, e non vedo perché pensare che sia un "utilizzatore" qualunque.
    Le pagine web con database (e occhio, tu la fai facile, ma prova a progettare e realizzare da zero portali come Ebay o Amazon.. saranno stati degli "utilizzatori"? O dei professionisti?) non sono gli unici prodotti ad avere questo andamento. Pensi che basti sviluppare una tecnologia e poi lasciarla andare che ci fai i soldi? Eh no.. costa molto di più manutenerla, correggere i bachi (il test rappresenta la maggiore percentuale nella scrittura del codice, lo sai?), svilupparla. Non basta avere un'idea, inventarsi una tecnologia. Ci vuole tanto tanto lavoro collaterale e successivo alla prima release.

    > Tu non produci tecnologia, ti limiti ad
    > utilizzare quella altrui. Ho l'OS, ho il database
    > (quale preferisci, mysql?), hai il linguaggio
    > (php, sql) e sei pronto per fare il programma,
    > con conoscenze estremamente minime (appunto
    > quanto l'utilizzo di photoshop). A te grazie che
    > conviene, il 99% del tuo lavoro sarebbe
    > inesistente senza tutte queste piattaforme. Chi
    > ha sviluppato invece mysql hanno fatto qualcosa
    > che non dipende tanto quanto te da roba già
    > preesistente. Quella è una tecnologia.

    Stai facendo un discorso estremistico, a mio avviso. E che non ha senso se lo porti alle estreme conseguenze. Secondo il tuo ragionamento, anche chi ha sviluppato mysql ha utilizzato roba preesistente: i concetti che stanno dietro alle basi dati relazionali sono state discusse e sviluppate precedentemente, così come il linguaggio con cui è stato sviluppato (o credi che si sono creati un nuovo linguaggio di programmazione), i sistemi operativi dove lavoravano gli sviluppatori. Magari utilizzavano altri database per i loro CVS. Se devo fare delle pagine web che comunicano con il database devo riprogettarmi sempre da zero il database? Bisogna sempre reinventare la ruota? Se vogliamo estremizzare non hanno inventato loro il computer, non hanno creato le CPU che lavoravano ai loro dati, non hanno scavato loro per prenderne il silicio e non hanno inventato le macchine che li portavano a lavoro né messo a punto la corrente elettrica del loro ufficio. Inoltre, come detto, NON HANNO INVENTATO NIENTE: quella è tecnologia vecchia di 30 anni (le prime ipotesi sul modello relazionale di Codd sono datate 1970) e fortemente dipendente da tutto ciò che c'è stato prima, solo in percentuale minima rispetto a chi poi mysql lo usa, che, aggiunge, appunto, solo "uno strato" a milioni di strati che permettono oggi di fare quello che facciamo.

    > Tuttavia è
    > questa che voi volete, roba che alla fine non
    > fate voi. La roba che tu mi dici neanche la vedo
    > in giro (non saranno mica roba come quei forum in
    > php già pronti che devi solo installarli e
    > modificare 2 righe per cambiare i colori?).

    Che roba dici che non vedi in giro? Parli di quello che ho sviluppato io? Ti ricordo che non esistono solo le cose che vedi giracchiando su Internet. Ti ho dato informazioni dove trovarle? C'entra qualcosa col discorso? Perché disprezzi senza conoscere? Non stiamo mica facendo a gara a chi ce l'ha più grossoSorride Almeno non io.

    > Divento
    > quindi un parassita, dovrò usare mysql e fare
    > qualche applicazione come te, livello
    > tecnologico, 1/100, io non farò più tecnologia
    > perchè impossibilitato economicamente ad
    > investire. I ricchi sempre ricchi (IBM ha
    > hardware), microsoft ha i soldi per fare prodotti
    > che possono costare soldi, i poveri sempre più
    > poveri perchè non possono fare prodotti e si
    > riducono a programmatori VB.

    Ma che cosa credi che la Microsoft abbia fatto fin adesso? Internet Explorer ti dice niente? Rendevano disponibile gratuitamente qualcosa uccidendo il mercato, ma lo PREINSTALLAVANO nel sistema operativo, che era PREINSTALLATO nel 99% dei computer che si vendevano (ancora oggi i portatili hanno una percentuale simile, ma anche i desktop non sono così tanto lontani). Mysql se vuoi lo installi e lo usi, altrimenti se non vuoi o hai esigenze diverse utilizzi altri DBMS.
    Inoltre i "poveri sempre più poveri che si riducono a fare i programmatori VB"... innanzitutto io programmatore VB non l'ho mai fatto e mai lo farò per principio. E poi le "cose in grande" non le possono fare "i poveri" perché non ci possono investire. Perché non basta avere un'idea, bisogna realizzarla. E per realizzarla o fai tutto da solo (quanti anni uomo ci vogliono per fare un sistema operativo? O mysql? O OpenOffice?) oppure devi pagare qualcuno per aiutarti. Ergo più le cose sono grandi più ci vogliono soldi.
    non+autenticato
  • > Mi spiace che continui ad abbassare il livello
    > della discussione sul personale, ma tant'è...
    Scusate non mi sono firmato... sono sempre MarioSorride
    non+autenticato
  • Sconvolti dal tradimento di Torvalds, che in realtà altri non è che il famigerato hacker lituano alcolista, sifilitico e associato alla mafia russa Linyos Torovoltos, milioni, ma che dico, miliardi di utenti linux hanno maturato la sofferta ma necessaria, inevitabile decisione: passeranno a Hurd.
    non+autenticato
  • Cioè abbandonate un os incasinato per passare ad un altro filosoficamente diverso e praticamente uguale ?

    Haiku no ?
    non+autenticato
  • E' colpa dei messaggi subliminali che Stallman invia attraverso gli sfondi di Gnome: è per questo che Torovoltos preme tanto perché gli utenti usino KDE, è con quest'ultimo che lui fa la stessa cosa.
    non+autenticato
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