Ma quale disgregazione! Internet unisce

L'uso delle tecnologie digitali per mantenere vincoli d'amicizia è un toccasana per cementare i rapporti interpersonali. Lo garantiscono gli esperti dell'autorevole Pew Internet and American Life Project

Washington (USA) - Stare troppo davanti al computer trasforma le persone in esseri asociali? No, specie se tastiera e monitor servono per tenersi in contatto con gli amici. Queste sono le conclusioni dell'ultimo studio condotto dall'autorevole Pew Internet Project: la Rete è un collante sociale ed è percepita dalla maggioranza degli utenti come un ottimo strumento tuttofare, specialmente quando insorgono situazioni complicate e problematiche.

Stando ai risultati della ricerca, relativa alla situazione negli Stati Uniti ma facilmente rapportabile a tutti i paesi avanzati, il 45% dei cittadini americani utilizza il web per cercare casa, acquistare una macchina e per ottenere informazioni su farmaci e patologie.

Lo strumento più importante ed amato dagli utenti è soprattutto la posta elettronica: "Al giorno d'oggi", sostiene il ricercatore John Horrigan, "in caso di guai non serve chiamare la cavalleria, ma avere una bella lista di amici per inviare tante copie di una email". La posta elettronica non ha sostituito in alcun modo i mezzi di comunicazione tradizionali, ma anzi li ha potenziati ed integrati di nuove funzioni. E questa "non è certo una notizia inattesa", come sottolinea lo studioso.
Gli strumenti messi a disposizione dai nuovi media, dall'uso di blog alla creazione di network amicali o commerciali, hanno portato una ventata di freschezza nella società. Nel panorama frenetico della vita moderna, tutta basata sulla dimensione individuale, la Rete s'incastra perfettamente e diventa un nuovo contesto dove socializzare.

"Internet, ma anche i cellulari, hanno cambiato totalmente il modo di comunicare", continua Wellman. "Invece di interazioni e scambi gruppo-a-gruppo, o casa-a-casa, adesso abbiamo quasi esclusivamente rapporti individuo-ad-individuo". "Questo ha creato un nuovo senso di comunità", conclude Wellman, "così, invece di cercare aiuto in una solo gruppo di riferimento", come avveniva nelle società tradizionali, "le persone hanno a disposizione una grande varietà di gruppi e risorse differenti per ogni singola situazione da risolvere".

Inoltre, "più è larga la rete sociale online di un individuo", aggiunge l'autore dello studio Jeffrey Boase, "maggiori sono le risorse umane e psicologiche per affrontare i problemi quotidiani": in questo senso la Rete, costituita da migliaia di voci e persone differenti, ha risvegliato negli individui la voglia di formare gruppi d'appartenenza - tanto che qualcuno, quando si riferisce alla popolarità dilagante di certi forum e gruppi di discussione, parla addirittura di tribù della Rete. Forse è giunta l'ora di gettare alle ortiche certi reiterati allarmismi sulla tossicità dell'uso intensivo della rete.

Tommaso Lombardi
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