Telecom: io cresco così

Gli investimenti nelle nuove tecnologie consentiranno all'azienda di crescere, riferisce il numero uno di Telecom Italia

Roma - Investimenti pari a 5 miliardi di euro l'anno per il triennio 2006-2007-2008 e 2,1 miliardi interamente dedicati allo sviluppo della banda larga. Sono queste le cifre scandite dal presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera, che ha così descritto le ambizioni di crescita tecnologica della propria azienda.

A margine di una conferenza sull'economia digitale indetta dall'Ocse, il numero uno dell'incumbent ha rilasciato queste informazioni, puntualizzando: "Il digitale permetterà a Telecom Italia di crescere in nuovi settori. Noi ci crediamo". E una buona parte della propria attenzione sarà rivolta al comparto delle reti mobili. Le frequenze liberate dalla cessata attività della rete TACS, quelle della Difesa che possono essere rese disponibili e quelle revocate a IPSE (dopo il tramonto dell'accordo tra TIM, VOdafone e Wind), potrebbero offrire nuove opportunità.

Tronchetti Provera ha infatti confermato che "siccome siamo in questo business, parteciperemo alle aste", un riferimento diretto alle possibili aste con cui il Ministero delle Comunicazioni potrebbe verosimilmente mettere in palio le frequenze prive di paternità. E riguardano sempre la telefonia mobile altri progetti, attualmente "in progress": Telecom Italia, secondo quanto riportato ieri da Reuters, starebbe valutando la possibilità di estendere sul territorio italiano la tecnologia WiBro, in caso di successo dei test che avranno luogo in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino, prima occasione di una dimostrazione "su larga scala" della tecnologia WiBro in Europa.
Nell'ambito dell'accordo tra Telecom e Samsung (che ha guidato lo sviluppo di questa tecnologia in Corea del Sud), WiBro sarà oggetto di test alle Olimpiadi di Torino con un "WiBro Shuttle Bus", un veicolo in cui gli utenti potranno guardare la tv, giocare online e partecipare a videoconferenze.
La visibilità offerta dall'importante evento sportivo è innegabile e può rappresentare per Telecom un ottima occasione di lancio per la tecnologia WiBro, che però fatica a trovare interesse fuori dal territorio coreano, probabilmente per il fatto di essere uno sviluppo "indipendente" della tecnologia WiMax e di non essere ancora stato riconosciuto standard internazionale, qualifica che invece è stata ottenuta dal protocollo 802.16e, conosciuto anche come WiMax mobile.

Dario Bonacina
TAG: mercato
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