File musicali e diritto d'autore

di Valentina Frediani (Consulentelegaleinformatico.it) - Che diritti si hanno sui file ascoltati in streaming da una radio web? Quando è lecito ricorrere alla copia privata per contenuti digitali ricevuti via Internet?

Roma - Troppe idee confuse sulla legalità o meno nel salvataggio di file musicali. È quanto emerge chiaramente dalla moltitudine di domande che ogni giorno invadono riviste e siti specializzati in informatica o diritto. In particolare c'è chi si chiede se sia legale o meno registrare mp3 da siti che trasmettono via internet o comunque da radio. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Bisogna prima di tutto ricordare che nel nostro paese le opere musicali sono protette dal diritto d'autore. La legge è la famigerata n. 633/41, più volte modifica ed aggiornata. Tale legge tutela le opere musicali in quanto opere dell'ingegno a carattere creativo. Tale tutela comporta vari diritti per l'autore sia di tipo morale che economico. In sostanza l'autore ha sull'opera un dominio totale. La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) è l'organo che ha come funzione istituzionale quella di tutelare il diritto d'autore provvedendo a far sì che ad ogni sfruttamento dell'opera musicale corrisponda un equo compenso per l'autore. Presso la SIAE è stata istituita una apposita sezione, cosiddetta multimediale, presso la quale è possibile richiedere le licenze che consentono l'uso via web di brani musicali. Le licenze in particolare autorizzano i content provider alle utilizzazioni in modalità streaming on demand, download, webcasting.

Sfruttando la rete ed andando a cercare il significato di streaming, risulta che con tale termine si indichi un metodo di trasmissione di file audiovisivi in tempo reale su Internet. I file streaming sono immediatamente fruibili on line dall'utente senza previo scaricamento su PC, simulando così la trasmissione di programmi radiofonici e televisivi (it.wikipedia.org/wiki/Streaming). Perché tre licenze? Semplicemente perché ciascuna ha una funzione diversa. Si può parlare di licenza streaming on demand quando l'utente può richiedere la fruizione dei contenuti multimediali disponibili sui data base del server web. Cosa diversa è il download che come si può facilmente intuire, comporta la possibilità di scaricare il file sul proprio PC. Infine abbiamo la licenza relativa al webcasting (cosiddetto streaming live) che comporta la trasmissione in diretta di contenuti multimediali. In sostanza tre licenze a seconda che il servizio preveda di selezionare quanto di interesse, scaricare o fruire di quanto disponibile live. Alle tre licenze di conseguenza corrispondono diritti e doveri diversi sia per gli utenti che per i titolare della licenza ottenuta.
Nel primo caso - streaming on demand - il titolare della licenza consente di selezionare contenuti permettendo all'utente il solo ascolto; nella licenza relativa allo streaming download il titolare può consentire di scaricare file audio: in questo caso è come se l'utente andasse ad acquistare un diritto permanente nell'ascolto del file senza essere condizionato a connessioni o disponibilità del server da cui ha scaricato il file; il file entra in suo possesso e può gestirlo con le stesse modalità e diritti con cui si gestisce un Cd-Rom. Situazione ancora diversa per il webcasting: qui l'utente è sostanzialmente passivo nell'ascolto dei brani, nessun intervento, nessuna selezione, si tratta di ascoltare brani esattamente come si fa con le normali trasmissioni radiofoniche. Tre licenze, tre modalità operative diverse, tre diversi aspetti di tutela e corresponsione dei diritti agli autori.

In questo quadro come si pone il cosiddetto diritto alla copia privata dell'opera? Facciamo un inciso. La normativa vigente in materia di diritto d'autore stabilisce che è consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, senza quindi secondi fini (diffusione, vendita o distribuzione a qualsiasi titolo). La presunzione è che indicando il legislatore i termini "riproduzione privata per uso personale" abbia inteso dare per presupposto che a fare la copia sia un soggetto che è legittimo fruitore della copia stessa; ed al tempo stesso viene utilizzato il termine "riproduzione" ovvero attività atta a realizzare una copia presupponendo l'esistenza di una versione originale (così ad esempio chi ha acquistato l'mp3 via web).

Questo farebbe dedurre che nello streaming download, possedendo in formato digitale il file audio, si possa riprodurlo anche a scopo personale; negli altri due casi invece, fruendo on line dei file, tale attività non è fattibile. A questo punto la domanda ormai d'eccellenza è: ma non è lo stesso caso della registrazione di un film su DVD o di musica trasmessa via radio su Cd-Rom? No, direi proprio di no, visto che acquistando un DVD o un Cd-Rom corrispondo una somma che in parte viene proprio destinata alle opere coperte dal diritto d'autore, mentre se scarico sul mio PC non corrispondo diritti proprio a nessuno!

Avv. Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it
www.consulentelegaleprivacy.it
90 Commenti alla Notizia File musicali e diritto d'autore
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  • Ciao ottima e interessante la tua guida..ora la domanda..io sono un amministratore di rete e volevo mettere della musica in streemong sulla rete Dell' ufficio.. A cosa vado incontro se posseggo i cd originali..? Grazie Walter
    non+autenticato
  • La frase conclusiva
    "No, direi proprio di no, visto che acquistando un DVD o un Cd-Rom corrispondo una somma che in parte viene proprio destinata alle opere coperte dal diritto d'autore, mentre se scarico sul mio PC non corrispondo diritti proprio a nessuno! "
    non è affatto esatta, in quanto l'equo compenso sui DVD-R e CD-R corrisposto alla SIAE esiste anche sugli Hard Disc su cui viene scaricato/registrato il contenuto multimediale. Quindi, al contrario di ciò che lei dice, si può pensare che sia proprio la stessa identica cosa.
    non+autenticato
  • >esiste
    > anche sugli Hard Disc

    A me non risulta. Link?
    non+autenticato
  • Un articolo appena precedente all'applicazione della legge:
    http://www.afdigitale.it/edisport/afdigitale/petiz...

    [...]
    il compenso destinato alla SIAE per un CD-R dati passerebbe da... E così via, di supporto in supporto (comprese le flash memory e gli hard disk)
    [...]
    non+autenticato
  • in realtà l'articolo invece di far chiarezza solleva tanti polveroni, oltre che pubblicizzare il sito dell'autrice (saltuaria?) dell'articolo

    ad ogni modo, il nocciolo della questione è: se qualcosa, viene trasmessa in chiaro, chi la trasmette deve mettersi in testa che in analogico si possa registrare tutto

    esempio
    la tv
    la tv in chiaro, analogica terrestre o digitale terrestre, ma in chiaro, se mtv mi trasmette un cartone, io lo registro, se italia uno fa un film bello, io lo registro
    la radio
    se radio dj fa il dj time, io lo registro (registravo), anzi,
    proprio a metà ci stavano quei secondi di intermezzo fatti apposta per girare la cassettina, come detto anche da Albertino!
    se quindi una radio online trasmette musica, (dicesi radio online una struttura organizzata solidamente, coi server adatti a garantire il flusso a un cospicuo numero di persone, e che assolve alla fonte ai diritti d'autore, o quantomeno, io la intendo così, tal dj turuzzo che trasmette col 56k due ore al pomeriggio non fa testo)
    sa già che esiste la possibilità di registrarla, quantomeno in analogico dall'uscita della scheda audio, il paragone DVD = radio in streaming è STRASBAGLIATO
    semmai è giusto pensare radio in fm = radio online

    comunque brava punto informatico, sei lo "studio aperto" (di italia 1) delle riviste online...

    ps: mai mi farei difendere da una donna in materia di pc e di internet.. e voi?
    non+autenticato
  • > ad ogni modo, il nocciolo della questione è: se
    > qualcosa, viene trasmessa in chiaro, chi la
    > trasmette deve mettersi in testa che in analogico
    > si possa registrare tutto

    Non mi pare proprio, l'articolo parla delle licenze siae non di quello che puoi o non puoi fare
    non+autenticato
  • "Questo farebbe dedurre che nello streaming download, possedendo in formato digitale il file audio, si possa riprodurlo anche a scopo personale; negli altri due casi invece, fruendo on line dei file, tale attività non è fattibile. A questo punto la domanda ormai d'eccellenza è: ma non è lo stesso caso della registrazione di un film su DVD o di musica trasmessa via radio su Cd-Rom? No, direi proprio di no, visto che acquistando un DVD o un Cd-Rom corrispondo una somma che in parte viene proprio destinata alle opere coperte dal diritto d'autore, mentre se scarico sul mio PC non corrispondo diritti proprio a nessuno!"

    E se lo scarico sul pc riversandolo subito sul CD?
    non+autenticato
  • Che cosa ne sa l'avv. Valentina Frediani (Consulentelegaleinformatico.it) dei diritti sui file ascoltati in streaming da una radio web? e quando è lecito ricorrere alla copia privata per contenuti digitali ricevuti via Internet?

    Roma - Troppe idee confuse sulla legalità o meno nel salvataggio di file musicali. È quanto emerge chiaramente dall'articolo firmato da Valentina Frediani apparso su Punto Informatico del 30 gennaio 2006.
    In particolare l'avvocato si è chiesta se sia legale o meno registrare mp3 da siti che trasmettono via internet o comunque da radio, ed è giunta all'incredibile
    conclusione che se registro da radio si è in regola, a meno che la radio non sia una radio Internet.
    E pur di giustificare questa delirante tesi, giunge ad affermare che "la normativa vigente in materia di diritto d'autore stabilisce che è consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, senza quindi secondi fini" e subito dopo con uno spericolato volo pindarico che "se scarico sul mio PC non corrispondo diritti
    proprio a nessuno", dimenticandosi che anche il PC rientra nella definizione precedente di "qualsiasi supporto" (tralasciando il fatto che si può usare un PC anche per registrare musica da una radio FM, e a quel punto si dovrebbe concludere che:
    - la sorgente è una radio, quindi è legale, ma
    - la destinazione è un PC, quindi è illegale
    e qualunque giudice qui avrebbe rinviato la questione alla Corte Costituzionale.)
    La logica che sta sotto queste affermazioni qual è, a questo punto? Che registrare una trasmissione per uso esclusivamente personale sia possibile, a patto che poi non si abbia il "secondo fine" di ascoltare la registrazione?
    Avvocato Frediani, prima di chiarirci le idee, la prossima volta provi a chiarirsele da sola.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Avvocato Frediani, prima di chiarirci le idee, la
    > prossima volta provi a chiarirsele da sola.

    Non si tratta che l'avvocato debba chiarisi le idee. Il fatto e' che se chiedi un parere a 10 avvocati differenti, essi ti daranno 10 risposte diverse, perche' la legge e' lacunosa, ma non solo in questo ambito.
    Si sa, per argomenti che riguardano le nuove tecnologie si viaggia in alto mare.
    non+autenticato
  • > Non si tratta che l'avvocato debba chiarisi le
    > idee. Il fatto e' che se chiedi un parere a 10
    > avvocati differenti, essi ti daranno 10 risposte
    > diverse, perche' la legge e' lacunosa, ma non
    > solo in questo ambito.

    Non dovresti dire queste cose, blocchi il flame sul nascere!!
    non+autenticato
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